Fumimaro Konoe
Principe Fumimaro Konoe (近衛 文麿 Konoe Fumimaro/Ayamaro?) (Tokyo, 12 ottobre 1891 – Tokyo, 16 dicembre 1945) è stato un politico giapponese ed ha ricoperto l'incarico di Primo Ministro del Giappone dal 4 giugno 1937 al 5 gennaio 1939 e dal 22 luglio 1940 al 18 ottobre 1941. Nazionalista convinto, sponsorizzò l'entrata in guerra del Giappone durante il Seconda guerra sino-giapponese e firmò con Adolf Hitler e Benito Mussolini il Patto tripartito.
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[modifica] Biografia
[modifica] Primi passi
Principe appartenente alla nobile famiglia Fujiwara, nacque erede del ramo dei Konoe. Suo padre era il politico anti-russo Konoe Atsumaro (1863 – 1904). Il fratello minore era il famoso compositore di musica classica e direttore d'orchestra Konoe Hidemaro (1898 – 1973).
Egli entrò in politica nel 1920 come rappresentante dei moderati e pupillo di Kinmochi Saionji e si indirizzò contro le dimostrazioni di forza dell'esercito.
[modifica] Primo incarico di governo
Nel giugno del 1937 divenne Primo Ministro nel governo del Giappone, nel tentativo di controbilanciare il crescente potere dei militari. Tuttavia divenne anch'egli a poco a poco militarista.
Dopo l'inizio della seconda guerra sino-giapponese, scoppiata a luglio dello stesso anno a seguito dell'incidente del ponte di Marco Polo e sotto la pressione degli esponenti della linea dura, il suo governo approvò l'estensione delle operazioni in Cina ed affidò ai militari l'autonoma guida delle attività militari, senza riservare al governo alcuna possibilità di controllo.
In novembre Konoe annunciò gli obiettivi del Giappone riguardanti un nuovo ordine asiatico, che doveva attuarsi nella realizzazione della Grande area di prosperità dell'Asia orientale. Egli pose la Cina sotto pressione, al fine di ottenere le concessioni che avrebbero portato alla fine della guerra con il Giappone. Il 5 gennaio 1939, non essendo riuscito a por fine al conflitto, rassegnò le sue dimissioni e gli successe come Primo Ministro Hiranuma Kiichirō
[modifica] Secondo incarico di governo
Dopo il ritiro di Yonai Mitsumasa nel luglio 1940, Konoe divenne nuovamente Primo Ministro a seguito di un compromesso fra Radicali e Conservatori. In agosto nominò Ministro degli Esteri Matsuoka Yōsuke, che precedentemente elaborava i piani di realizzazione della “grande area di prosperità dell'Asia orientale” per conto dello Stato Maggiore dell'Esercito
In settembre, in diretta connessione con l'occupazione giapponese della parte settentrionale dell'Indocina francese, giunse alla stipula del Patto tripartito con Germania ed Italia.
Forza trainante della stipula del Patto con Hitler e Mussolini furono innanzitutto i radicali nazionalisti, rappresentati dal ministro degli esteri Matsuoka, che voleva così assicurare al Giappone la partecipazione ad una nuova ripartizione delle colonie in Asia. Per la frazione moderata di Konoe il Patto doveva invece essere soprattutto una forma di riassicurazione contro l'opposizione alla politica giapponese in Cina e nel Sudest asiatico delle potenze quali gli Stati Uniti d'America e l'Unione Sovietica, rimaste tuttavia fino al momento neutrali. [1] Per rafforzare ulteriormente la posizione della politica estera giapponese, il governo di Konoe si adoperò per assicurarsi con apposito accordo la neutralità futura delle due potenze. Nel caso dell'Unione Sovietica questo riuscì, il 13 aprile del 1941, a raggiungere il suo scopo con la sottoscrizione a Mosca, da parte di Matsuoka, del patto nippo-sovietico di non aggressione. Le trattative con gli Stati Uniti d'America si rivelarono invece assai difficoltose.
Alla fine di luglio 1941 i giapponesi strapparono alla Francia di Vichy l'autorizzazione a stabilire basi militari nell'Indocina meridionale. A seguito di tale politica gli Stati Uniti d'America comminarono al Giappone l'embargo sulle forniture di prodotti petroliferi, di minerali e rottami ferrosi e disposero il “congelamento” dei beni giapponesi negli USA, provvedimenti che furono seguiti immediatamente da Gran Bretagna e dai Paesi Bassi (governo di questi ultimi in esilio a Londra). A causa della veloce riduzione delle scorte petrolifere provocato dal consumo che ne faceva la flotta della Marina Imperiale giapponese, Konoe fece un ultimo tentativo di trattativa con gli americani. Egli contava, sulla base di cattive informazioni fornitegli dall'ambasciatore giapponese a Washington, ammiraglio Kichisaburō Nomura, d'incontrare personalmente il Presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt in un summit ad Honolulu, per un estremo tentativo di accordo. All'incontro egli sarebbe stato accompagnato dai responsabili dell'esercito e della marina giapponesi, coinvolgendoli così nelle decisioni che ne sarebbero scaturite. Ma Franklin D. Roosevelt respinse la proposta e le critiche con cui l'iniziativa del capo del governo era stata accolta in Giappone, costrinsero, dopo il rifiuto americano, il principe Konoye alle dimissioni il 17 ottobre. Gli successe così il giorno successivo, come capo del governo, il generale Tojo.[2]
[modifica] L'ultimo anno di guerra
Nella caduta del governo Tojo, avvenuta il 21 luglio 1944, Konoe svolse il suo ruolo e nel febbraio 1945 l'Imperatore Hirohito suggerì di iniziare trattative con gli Alleati allo scopo di por fine alla guerra. Dopo l'inizio dell'occupazione americana Konoe entrò nel primo governo postbellico del principe Naruhiko Higashikuni. Tuttavia egli venne sospettato di crimini di guerra per i quali era prevista la pena capitale per impiccagione. Nel dicembre del 1945, durante l'ultimo appello degli americani al supposto criminale di guerra perché si costituisse, Konoe si suicidò con il cianuro di sodio. Erano passati esattamente 1.300 anni dacché il suo antenato Fujiwara no Kamatari con un colpo di Stato contro il clan dei Soga aveva raggiunto una posizione di potere.
Il figlio Fumitaka morì nel 1956 in un campo di concentramento sovietico e destò un certo scalpore il 1º ottobre 1958 il ritiro a Mosca delle ceneri del marito da parte della sua vedova Masako. [3]
Il nipote Morihiro Hosokawa divenne Primo Ministro 50 anni dopo.
[modifica] Onorificenze
| Gran Cordone dell'Ordine dei fiori di Paulownia | |
| Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Sol Levante | |
[modifica] Note
- ^ In realtà gli Stati Uniti d'America avevano già annunciato nell'ottobre 1940 un embargo dei prodotti petroliferi nei confronti del Giappone, ma questo non fu mai applicato con rigore e le petroliere giapponesi riuscirono a rifornirsi regolarmente di questi prodotti nei porti della California fino a luglio dell'anno successivo. (Robert B. Stinnett, Il giorno dell'inganno, Ed. Il Saggiatore, Milano, 2001, ISBN 88-428-0939-X, pag. 37)
- ^ Winston Churchill, The second World War, Cassel & Co. Ltd, Londra, 1964, 6° vol.: War Comes to America, pag. 193
- ^ (DE) Berend Wispelwey (Hrsg.), Japanese Biographical Archive. Fiche 167, K.G. Saur, München 2007, ISBN 3-598-34014-1
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Successioni
| Predecessore: | Primo Ministro del Giappone | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Senjuro Hayashi | 1937 - 1939 | Kiichiro Hiranuma | I |
| Mitsumasa Yonai | 1940 - 1941 | Hideki Tojo | II |
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