Yasuhiro Nakasone
| Yasuhiro Nakasone | |
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| Primo Ministro del Giappone | |
| Durata mandato | 27 novembre 1982 – 6 novembre 1987 |
| Capo di Stato | Showa |
| Predecessore | Zenko Suzuki |
| Successore | Noboru Takeshita |
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| Dati generali | |
| Partito politico | Partito Liberal Democratico |
| Alma mater | Università Imperiale di Tokyo |
Yasuhiro Nakasone (中曽根 康弘 Nakasone Yasuhiro?) (Takasaki, 27 maggio 1918) è un politico giapponese che ha ricoperto l'incarico di Primo Ministro del Giappone dal 27 novembre 1982 al 6 novembre 1987.
[modifica] Biografia
Nato nella prefettura di Gunma, prima di entrare in politica frequentò l'università imperiale di Tokyo e partecipò alla II guerra mondiale, durante la quale servì in marina in qualità di ufficiale. La sua carriera pubblica cominciò nel 1946, quando fu eletto alla Dieta come membro della Camera dei rappresentanti.
Nel corso degli anni conquistò notorietà ed autorevolezza all'interno del suo partito fino a divenire, nel 1959, ministro della scienza nel governo Kishi. Successivamente sarebbe stato ministro dei Trasporti dal 1967, ministro della Difesa dal 1970, ministro del commercio e dell'industria dal 1972 e ministro dell'amministrazione dal 1981. Come primo ministro inaugurò una nuova era di relazioni amichevoli con l'Unione Sovietica e la Repubblica Popolare Cinese ma, nel contempo, strinse ancora di più i legami del Giappone con gli Stati Uniti, di cui ammirava molto il presidente Reagan. In politica interna divenne noto per aver intrapreso una vasta politica di privatizzazioni (fra cui quella delle ferrovie) che avrebbero favorito la crescita economica ma anche per aver rivitalizzato il sentimento nazionalista dei giapponesi.
Esempi di quest'ultimo controverso indirizzo sono la visita del 1985 al santuario Yasukuni (la prima di un capo di governo giapponese dalla fine della guerra) e le dichiarazioni in cui proclamò che il successo economico del suo paese era figlio dell'assenza di minoranze etniche, che invece abbondavano in America. Ciò provocò le proteste della piccola minoranza coreana (nonché le dimissioni del suo ministro dell'educazione), in seguito alle quali fu costretto a precisare che aveva inteso riferirsi all'assenza di "minoranze problematiche". Nel 1987 si dimise dall'incarico per permettere un ricambio naturale al vertice ma anche per non danneggiare i nuovi equilibri interni creatisi nell'LPD.
Rimase comunque in parlamento per altri 16 anni, nonostante gli scandali che lo videro coinvolto tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta (su tutti quello della Recruit). Venne escluso dalla lista liberaldemocratica alle elezioni solo nel 2003, su pressione dell'allora premier Koizumi nell'ambito di un duro scontro fra vecchia e nuova guardia del partito. Da allora si è ritirato a vita privata.
[modifica] Onorificenze
| Gran Cordone dell'Ordine del Crisantemo | |
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| Predecessore: | Primo Ministro del Giappone | Successore: | |
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| Zenko Suzuki | 1982 - 1987 | Noboru Takeshita |
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