Battaglia di Balikpapan (1942)

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Battaglia di Balikpapan
Data 24 gennaio 1942
Luogo Borneo sud-orientale
Esito Vittoria tattica alleata
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
4 cacciatorpediniere 1 incrociatore leggero
9 cacciatorpediniere
16 navi trasporto[1]
3 navi pattuglia (parte della 3a flotta nipponica al comando del viceammiraglio Ibo Takahashi[2])
Perdite
Nessuna 4 navi trasporto
1 nave pattuglia
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La battaglia navale di Balikpapan fu uno scontro navale svoltosi durante la guerra del Pacifico che vide opporsi la marina imperiale giapponese, impegnata a proteggere lo sbarco di truppe nel Borneo presso il centro di Balikpapan, e alcune navi della US Asiatic Fleet, fuggita a suo tempo dalle Filippine.

Situazione strategica[modifica | modifica wikitesto]

In contemporanea all'attacco di Pearl Harbor del 7 dicembre 1941 il Giappone aveva iniziato la conquista del sud-est asiatico, sbarcando le proprie truppe nell'arcipelago filippino, in Malesia (appoggiate da unità già presenti sul posto e dall'esercito thailandese), a Wake e nello stato di Sarawak nel Borneo nord-occidentale, allora dominio coloniale britannico. Conquistato il territorio inglese, una flotta nipponica composta da 4 incrociatori pesanti, 1 leggero, 15 cacciatorpediniere e 41 navi trasporto attraversò il Mar di Celebes e il 10 gennaio sbarcava truppe giapponesi a Tarakan, che veniva occupata dopo un giorno di combattimenti.[2]

Volendo accelerare i tempi necessari alla conquista dell'isola, un distaccamento della terza flotta al comando del contrammiraglio Shōji Nishimura fu inviato, il 17 gennaio, ancora più a sud, per sbarcare truppe nel porto di Balikpapan, località essenziale per i giapponesi in quanto ricca di petrolio.[2]

La battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Durante la navigazione il gruppo navale nipponico fu fortuitamente scoperto da un ricognitore alleato: la notizia, giunta dopo poco a Giava, quartier generale dell'ABDA, dette un quadro completo della situazione nell'Indonesia, in quanto dall'inizio della guerra le punte dell'avanzata nipponica non erano mai state individuate.[2] Il comandante delle navi statunitensi, l'ammiraglio William A. Glassford, decise di impegnare il nemico in battaglia per tentare così di soccorrere il Borneo e infliggere una battuta d'arresto agli sbarchi giapponesi. Da Timor, dove erano all'ancora, fece partire le sue 4 navi, i cacciatorpediniere Ford, Pope, Parrot e Paul Jones risalenti alla prima guerra mondiale. La consistenza e il valore bellico di queste unità fa capire in quale drammatica situazione fossero gli Alleati nello scacchiere del Pacifico.[2]

Comunque la piccola flotta statunitense, durante la notte, percorse alla massima velocità lo stretto di Macassar, non vista dai cacciatorpediniere avversari di pattuglia; arrivarono indenni dinanzi la città il 24 gennaio alle 03:00 di mattina:[3] sulle spiagge le navi trasporto erano intente a far prendere terra alle truppe. Gli incrociatori e i cacciatorpediniere giapponesi, però, erano stati posizionati da Nishimura al largo, per cui la flotta d'invasione veniva a trovarsi praticamente senza difesa, in quanto la scorta ravvicinata era composta solo da tre navi pattuglia.[1] Gli statunitensi approfittarono subito della circostanza, sparando con i cannoni e lanciando numerosi siluri. A terra i pezzi d'artiglieria non erano ancora stati posizionati e una delle navi pattuglia, richiamata dal fragore degli spari, fu affondata senza che potesse far nulla. Alle 04:00 Glassford interruppe il massacro e si ritirò; i giapponesi avevano perduto 4 trasporti (3 secondo un'altra fonte)[1] e una nave pattuglia.[3]

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante questo violento attacco degli Alleati, i giapponesi procedettero rapidamente con le operazioni di sbarco, e il pomeriggio dello stesso 24 gennaio Balikpapan fu occupata. Glassford ottenne una vittoria tattica che servì a risollevare in parte il morale alleato, ma avrebbe potuto forse conseguire un successo maggiore se non fosse avvenuto un incidente ai danni dell'incrociatore leggero Marblehead, che aveva subito gravi danni alle turbine poco dopo la partenza da Timor; un secondo incrociatore, il Boise, era invece tornato negli Stati Uniti il 21 gennaio perché aveva urtato un basso fondale a tutta velocità.[3]
Le operazioni giapponesi subirono, in conclusione, solo un ritardo trascurabile e di lì a poco l'intera Indonesia sarebbe caduta nelle mani dell'Impero nipponico. Il Borneo rimase sotto il suo dominio per oltre tre anni e mezzo: soltanto durante il luglio 1945 verrà parzialmente riconquistato da truppe australiane e statunitensi[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Battle of Balikpapan (1942) - Timelines.com. URL consultato il 29 agosto 2011. Questo sito riporta 12 navi trasporto
  2. ^ a b c d e Millot 1967, p. 144
  3. ^ a b c Millot 1967, p. 145
  4. ^ Millot 1967, pp. 950-953

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]