Louis-Victor Pierre Raymond de Broglie

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Louis-Victor Pierre de Broglie
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la fisica 1929

Il duca Louis-Victor Pierre de Broglie, comunemente chiamato Louis de Broglie[1] (Dieppe, 15 agosto 1892Louveciennes, 19 marzo 1987), è stato un matematico e fisico francese, e accademico di Francia.

De Broglie, con la sua tesi di dottorato, impose all'attenzione del mondo scientifico le sue innovative teorie sul dualismo onda-particella della materia, aspetto fondamentale nell'ambito della meccanica quantistica, per il quale vinse il Premio Nobel per la fisica nel 1929.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Louis de Broglie nacque dalla famiglia dei Broglia di Chieri, una nobile famiglia di origine piemontese, trasferitasi in Francia nel XVII secolo.

Studiò dapprima lettere, ottenendo una laurea in storia e diritto nel 1910, a soli 18 anni.

In seguito prevalse il suo interesse per la scienza e conseguì anche la laurea in scienze nel 1913. Chiamato nel 1914 per svolgere il servizio militare, fu distaccato presso la postazione di ascolto radio della Torre Eiffel (era incaricato di captare e decodificare i messaggi tedeschi). Vi restò per cinque anni, cioè per l'intera durata della guerra.

Suo fratello Maurice de Broglie, già noto per i suoi lavori in fisica sperimentale, lo impiegò come segretario all'incontro di fisica di Solvay, che accrebbe il suo interesse per la fisica. Si specializzò in fisica teorica, interessandosi particolarmente alla teoria dei quanti.

Nel 1924, Louis de Broglie conseguì il dottorato con una tesi dal titolo Recherches sur la Théorie des Quanta (Ricerche sulla Teoria dei Quanti). La tesi contiene importanti nuovi risultati, che sono alle basi della meccanica ondulatoria (integrata nella vecchia teoria quantistica, poi sviluppatasi nella meccanica quantistica).

L'idea di fondo della tesi De Broglie era di associare agli elettroni, una lunghezza d'onda secondo la relazione: \lambda = {h\over p} in cui \lambda è la lunghezza d'onda, h la costante di Planck e p la quantità di moto.

Secondo de Broglie anche la materia riscontrava il doppio aspetto ondulatorio-corpuscolare della radiazione elettromagnetica. Quindi anche alla materia - come ad un'onda elettromagnetica di frequenza \nu, e di lunghezza d'onda \lambda = {c\over\nu} (proprietà delle onde) - è associato un fotone (o quanto) di energia E = h\nu e di quantità di moto p = {h\nu\over c} (momento di un fotone), in cui c è la velocità della luce, così ad una particella di energia E e di quantità di moto p = mv doveva essere associata un'onda di lunghezza d'onda \lambda = {c\over\nu}.

Mise così in relazione la massa m con la frequenza \nu nell'equazione: \lambda = {h\over mv}.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ipotesi di de Broglie.

La sua tesi, fu immediatamente appoggiata da Einstein che da parte sua, utilizzando l'ipotesi dei quanti di Planck: \ E = h\nu , aveva già messo in relazione la massa m, con l'energia E, determinando la quantità di moto: \ p =   {h\nu\over\ c } 
di un fotone e la sua massa: \ m =   {E\over\ c ^2} 
, e fu ben presto confermata dagli esperimenti sulla diffrazione degli elettroni di Davisson, Germer e Thomson.

Ottenne quindi, per questa scoperta, il Premio Nobel nel 1929. Nel 1932 gli fu affidata la cattedra di fisica teorica all'Institut Henri Poincaré e divenne, nel 1933, membro dell'Accademia delle scienze francese (il più giovane, all'epoca), della quale divenne Segretario Permanente per le Scienze nel 1942.

Tra il 1930 e il 1950, Louis de Broglie si è applicato all'estensione della meccanica ondulatoria: teoria elettronica di Dirac, nuova teoria della luce, teoria generale dello spin, applicazione della meccanica ondulatoria alla fisica nucleare, ecc...

Alla morte di suo fratello, Maurice de Broglie, ereditò il titolo di famiglia per diventare il settimo duca de Broglie.

È autore di numerosi libri di fisica, ma anche di riflessioni filosofiche sul valore delle moderne scoperte scientifiche.

Premi[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore
— 1961
Commendatore dell'Ordine delle Palme Accademiche - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine delle Palme Accademiche
Membro della Royal Society - nastrino per uniforme ordinaria Membro della Royal Society

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La pronuncia originale del cognome era [brɔʎe], con l'accento sulla "o", come per l'italiano Broglia da cui deriva, ma nel XVII secolo la famiglia, ormai definitivamente radicata in Francia, per contrastare la tendenza alla pronuncia [bʁɔgli] (con l'accento sulla "i" finale) impose la pronuncia [bʁœj] (breuil): quest'ultima si deve quindi considerare la pronuncia corretta.[senza fonte]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

A de Broglie è dedicato l'asteroide 30883 de Broglie.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Recherches sur la théorie des quanta. Tesi, Parigi, 1924.
  • Ondes et mouvements. Parigi: Gauthier-Villars, 1926.
  • Rapport au 5e Conseil de Physique Solvay. Brussels, 1927.
  • La mécanique ondulatoire. Parigi: Gauthier-Villars, 1928.
  • Matière et lumière. Parigi: Albin Michel, 1937.
  • Une tentative d'interprétation causale et non linéaire de la mécanique ondulatoire: la théorie de la double solution. Parigi: Gauthier-Villars, 1956.
  • Sur les sentiers de la science.
  • Introduction à la nouvelle théorie des particules de M. Jean-Pierre Vigier et de ses collaborateurs. Parigi: Gauthier-Villars, 1961. Parigi: Albin Michel, 1960.
  • Étude critique des bases de l'interprétation actuelle de la mécanique ondulatoire. Parigi: Gauthier-Villars, 1963.
  • Certitudes et incertitudes de la science. Parigi: Albin Michel, 1966.

Opere pubblicate in Italia[modifica | modifica sorgente]

  • Materia e luce (1939)
  • Ottica ondulatoria e corpuscolare (1950)
  • Fisica e microfisica, Einaudi, Torino, 1950
  • Onde, Corpuscoli, meccanica ondulatoria, Bompiani, Milano, 1951
(Conferenze tenute presso la Scuola Superiore di Elettricità)
  • Sui sentieri della scienza, Boringhieri, Torino, 1962
(Raccolta di saggi su temi vari)
  • Interpretazioni contemporanee della meccanica ondulatoria (1964)
  • Quanto, spazio e tempo (1984)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Seggio 1 dell'Académie française Successore
Émile Picard 1944 - 1988 Michel Debré

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