Julian Schwinger

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Julian Seymour Schwinger
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la fisica 1965

Julian Seymour Schwinger (New York, 12 febbraio 1918Los Angeles, 16 luglio 1994) è stato un fisico e matematico statunitense. Fisico teorico tra i più importanti del XX secolo, ricompensato col premio NobeI, il suo contributo è stato fondamentale per lo sviluppo della teoria quantistica dei campi, con particolare applicazione all’elettrodinamica quantistica. Schwinger ha formulato la teoria delle perturbazioni relativisticamente invariante, e ha effettuato la rinormalizzazione al primo ordine della QED. Il suo metodo di calcolo basato sul principio variazionale, ha permesso di derivare le equazioni del moto per i campi quantistici. È stato il primo a ipotizzare un modello di unificazione elettrodebole, e a proporre un esempio di confinamento per un cronotopo a 1+1 dimensioni. Gli si deve anche la teoria delle generazioni di neutrini, i "termini di Schwinger", e la teoria dei campi con spin 3/2.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane Schwinger rivela presto interesse e attitudine nello studio della fisica, e a soli sedici anni, pubblica il suo primo lavoro. Frequenta l'Università al City College di New York. Poi si trasferisce alla Columbia University, dove nel 1936 consegue il “Bachelor of Arts”, e nel 1939 il dottorato, con la supervisore di Isidor Isaac Rabi discutendo una tesi sulla diffusione dei neutroni. Lavora alla University of California, Berkeley sotto la direzione di J. Robert Oppenheimer, quindi trova un incarico alla Purdue University. Più tardi collabora con il fisico Eugene Wigner al Metallurgical Laboratory dell'Università di Chicago, per il progetto Manhattan. Ma Schwinger non volle implicarsi nel progetto sulla bomba atomica, così lasciò Chicago e si diresse a Boston presso il Fisico Uhlenbec del Radiation Laboratory del MIT. Ivi produce un supporto teorico per lo sviluppo del radar. Dopo la guerra lascia l’Università di Purdue per la Harvard University, dove insegnerà dal 1945 al 1974.

Contributi scientifici[modifica | modifica wikitesto]

Avendo sviluppato un’affinità tra le funzioni di Green per i suoi lavori sui radar, Schwinger la estese alla teoria quantistica dei campi locale, riformulandola in termini relativisticamente invarianti. Ciò gli permise di calcolare in modo inequivocabile le prime correzioni perturbative al momento magnetico dell’elettrone. I primi lavori non-covarianti nell’elettrodinamica quantistica, infatti, avevano condotto a termini infiniti, ma, un’ulteriore simmetria nel suo metodo del "tempo proprio", gli permise di isolare i termini finiti corretti. Con questa tecnica di regolarizzazione Schwinger sviluppò la rinormalizzazione, che permette di formulare in modo disambiguo l’elettrodinamica quantistica al primo ordine perturbativo.

Per i suoi studi sull'elettrodinamica quantistica ottenne il Premio Nobel per la fisica con Richard Feynman e Sin-Itiro Tomonaga.


  • Julian Scwhinger, "On Quantum-Electrodynamics and the Magnetic Moment of the Electron", Physical Review 73, 416–417 (1948).
  • Julian Scwhinger, "On Gauge Invariance and Vacuum Polarization" Physical Review, 82, 664–679 (1951).

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