Theodor Hänsch

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Theodor Hänsch
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la fisica 2005

Theodor Wolfgang Hänsch (Heidelberg, 30 ottobre 1941) è un fisico tedesco. Nel 2005 lui e John Hall hanno vinto il Premio Nobel per la fisica per i loro contributi allo sviluppo della spettroscopia di precisione basata sull'utilizzo del laser.[1]

Dopo aver conseguito il dottorato ad Heidelberg fra il 1975 ed il 1986 è stato professore all'Università di Stanford. Successivamente è rientrato in Germania all'Istituto Max Planck. Nel 1989 ha ricevuto il premio Leibniz dalla Deutsche Forschungsgemeinschaft (un'organizzazione per la ricerca), la più alta onorificenza tedesca per un ricercatore.

Hänsch è il direttore del Max-Planck-Institut für Quantenoptik (ottica quantistica) a Garching bei München e professore di fisica sperimentale e spettroscopia laser all'Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco. È Professore Emerito presso l'Università degli Studi di Firenze.

Uno dei suoi studenti, Carl Wieman, ha ricevuto il Premio Nobel nel 2001.

Il Premio Nobel[modifica | modifica sorgente]

Nel 1970 ha inventato un nuovo tipo di laser che genera impulsi luminosi con un'elevata risoluzione spettrale (cioè tutti i fotoni hanno circa la stessa energia con una precisione di una parte per milione). Con questo strumento è riuscito a misurare la frequenza di transizione della linea di Balmer dell'atomo di idrogeno. Verso la fine degli anni novanta lui ed i suoi collaboratori svilupparono un nuovo metodo per misurare la frequenza della luce laser. Questo fu usato per misurare la serie di Lyman dell'atomo di idrogeno con una precisione di una parte su 1014. Con una precisione del genere è diventato possibile cercare variazioni nelle costanti fisiche dell'universo nel corso del tempo.

Per tutto ciò il 4 ottobre 2005 gli è stato assegnato il Premio Nobel.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine di Massimiliano per le Scienze e le Arti - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Massimiliano per le Scienze e le Arti
— 2003

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sito della fondazione Nobel. URL consultato il 10 novembre 2011.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 84241264 LCCN: n85180601