Università Iuav di Venezia

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Università Iuav di Venezia
Portale d'accesso alla sede dell'Università Iuav di Venezia ai Tolentini, su progetto di Carlo Scarpa
Ubicazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
CittàVenezia
Altre sediMestre
Vicenza
Dati generali
Fondazione1926
TipoStatale
DipartimentiCulture del progetto
RettoreBenno Albrecht
Studenti4 200 (2022)[1]
ColoriNero
AffiliazioniVenice International University
SportCUS Venezia
Mappa di localizzazione
Map
Sito web

L'Università Iuav di Venezia (fino al 2001 Istituto Universitario di Architettura di Venezia) è una università statale italiana di Venezia fondata nel 1926. I campi di studio e di ricerca comprendono le aree di architettura, design, teatro, moda, arti visive, urbanistica e pianificazione del territorio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Seconda Scuola di architettura in Italia, dopo quella di Roma, IUAV nasce nel 1926 come Regia Scuola Superiore di Architettura[2] annessa alla Regia accademia di belle arti di Venezia per iniziativa di Giovanni Bordiga, presidente dell’accademia di belle arti.

Nel primo anno la Scuola contava 27 iscritti; vi insegnavano, oltre a Bordiga, Guido Cirilli, Guido Sullam, Brenno Del Giudice, Giuseppe Torres, Pietro Paoletti, Augusto Sezanne.

A Bordiga succedette come direttore nel 1929 Guido Cirilli, che era stato professore di composizione dell’accademia di Venezia. A partire dagli anni Trenta iniziò una fase di rinnovamento, favorita dal ricambio del corpo docente. Nel 1933 Carlo Scarpa diventava professore incaricato di studio dal vero e decorazione; due anni dopo veniva affidata a Duilio Torres la docenza di urbanistica e nel 1936 Giuseppe Samonà fu chiamato a ricoprire la cattedra di disegno architettonico e rilievo dei monumenti. Due anni dopo, Samonà chiamò come docente Egle Trincanato, prima donna laureata nella scuola veneziana.

Nell'ottobre 1940 assume la denominazione Istituto Universitario di Architettura (IUAV)[3].

1945-1970: l'epoca di Giuseppe Samonà[modifica | modifica wikitesto]

Divenuto direttore dell'Istituto nel 1943, Samonà avviò un processo di rifondazione dell’insegnamento dell’architettura e di rinnovamento del corpo docente, chiamando personalità come Luigi Piccinato (urbanistica), Franco Albini (architettura degli interni, arredamento e decorazione), Giovanni Astengo (urbanistica), Ignazio Gardella (elementi costruttivi), Bruno Zevi (storia dell’arte e storia e stili dell’architettura), Saverio Muratori (caratteri distributivi degli edifici), Ludovico Belgioioso (insegnamento di architettura degli interni) e Giancarlo De Carlo (caratteri distributivi degli edifici).

Nel 1951 l'ateneo conferisce la laurea honoris causa a Frank Lloyd Wright[4].

Durante la direzione di Samonà entrarono a far parte del mondo IUAV Ernesto Nathan Rogers, che dal 1952 organizzò a Venezia i corsi estivi dei Ciam, in precedenza tenuti a Londra. Tra il 1963 e il 1968 una nuova generazione di docenti arrivò allo IUAV: Carlo Aymonino, Leonardo Benevolo, Manfredo Tafuri, Mario Manieri Elia, Guido Canella. Architetti laureati durante la direzione di Samonà svolsero attività didattica prima come assistenti e poi come docenti: Gino Valle, Valeriano Pastor, Gianugo Polesello, Fernanda Valle, Luciano Semerani, Costantino Dardi. Nel 1970 si inaugurò il primo corso di laurea in Urbanistica, nato da un’intuizione di Giovanni Astengo.

Confronto di idee, pluralismo e sperimentazione didattica erano i principi si cui Samonà aveva costruito lo IUAV del dopoguerra, richiamando un gruppo di intellettuali e profesisonisti di primo piano. Nel 1964 sulle pagine di «Casabella-Continuità» (n. 284) sotto il titolo "Venezia anno zero" si annunciava l'accordo raggiunto fra docenti, assistenti e studenti per una gestione congiunta della facoltà. Il risultato fu ottenuto dopo una fase di pionieristici scioperi attivi preceduti, negli anni 1959-60, dalla riforma dei piani di studio sancita da Giuseppe Samonà e fu seguito, nel 1963, dagli scioperi delle altre facoltà di architettura per ottenere simili azioni di democratizzazione e riforma. In quegli anni si trasformò la struttura delle discipline, degli Istituti e della facoltà nel suo insieme. La sperimentazione di una meditata riforma della Facoltà di Architettura portò alla creazione di tre organi composti pariteticamente da docenti, assistenti e studenti e dotati di una certa libertà d'azione: consiglio d'istituto, consiglio didattico, giunta esecutiva, per la definizione delle modalità della didattica e dei programmi di ricerca, oltre che di proposte e richieste.

La direzione Samonà si concluse nel 1971.

Gli anni Settanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1972 divenne direttore di IUAV Carlo Scarpa, a cui l’ateneo nel 1978 conferì la laurea honoris causa in architettura, risolvendo così le discussioni sulla legittimità del suo operato.

Dal 1974 al 1979 fu direttore Carlo Aymonino, che avviò un nuovo progetto di riforma dell’insegnamento. In anticipo rispetto alle altre università italiane, IUAV inaugurò nel 1976 la sperimentazione dei dipartimenti. Tra gli anni settanta e la metà degli anni ottanta, con le direzioni di Valeriano Pastor (1979-82) e di Paolo Ceccarelli (1982-91), entrarono a far parte del corpo docente Massimo Cacciari e Franco Rella, da Milano Aldo Rossi, Vittorio Gregotti, Bernardo Secchi, Francesco Tentori, Massimo Scolari, da Bologna Pierluigi Cervellati, da Roma Giorgio Ciucci, Edoardo Salzano, Franco Purini e il napoletano Francesco Venezia. In pochi anni la popolazione studentesca di IUAV aumenta, fino a raggiungere i 12.000 studenti iscritti all’inizio degli anni ’90.

A partire dal 1993 Iuav, sotto il rettorato di Marino Folin, IUAV ha riformato gli ordinamenti didattici delle facoltà di architettura.

Gli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2001 alla storica facoltà di architettura si sono affiancate le facoltà di pianificazione del territorio e di design e arti, ampliando l’offerta formativa a tutte le discipline del progetto. IUAV cambia nome e logo: non è più Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ma Università Iuav di Venezia. Una nuova identità visiva viene creata, su iniziativa del prorettore alla comunicazione Sergio Polano che promuove un concorso internazionale per il disegno del nuovo logo dell’ateneo e dell’immagine coordinata.

Da novembre 2006 a novembre 2009 è stato rettore dell’ateneo Carlo Magnani.

Da novembre 2009 a settembre 2015 è stato rettore dell’ateneo Amerigo Restucci. Con lo Statuto emanato nel 2012, Iuav ha accolto le indicazioni della legge 240 sull’organizzazione dell’università ("legge Gelmini") e ha sostituito le facoltà con nuove strutture organizzative: i dipartimenti, centri di svolgimento delle attività di ricerca, didattiche e formative. Tre i dipartimenti attivati da Iuav: Architettura, costruzione e conservazione; Progettazione e pianificazione in ambienti complessi; Culture del progetto.

Dal 2015 al 2018 è stato rettore dell’ateneo Alberto Ferlenga. Sotto il suo impulso, nel 2018 Iuav ha emanato un nuovo statuto grazie al quale ha recuperato lo status di “scuola speciale” che lo definisce dalla sua fondazione e che gli ha offerto la possibilità di riorganizzarsi al di fuori dei vincoli della legge Gelmini, garantendo semplificazione organizzativa e operatività gestionale. Tra le novità più rilevanti l’attribuzione delle funzioni gestionali a un unico dipartimento, Culture del progetto.[5]

Dal 1 ottobre 2021 è rettore dell’ateneo Benno Albrecht.

Nell'aprile 2023 Iuav è tra i soci fondatori della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità, presieduta da Renato Brunetta.[6][7]

Il 26 maggio 2023 l'ateneo ha ospitato la presidente della commissione europea Ursula Von Der Leyen e l'architetto Shigeru Ban, vincitore del premio Pritzker.[8][9][10][11][12]

Iuav è tra i promotori del progetto "Venezia Città Campus", il protocollo d'intesa è stato firmato nel luglio 2023 e vede la partecipazione di Regione del Veneto, Comune di Venezia, Università Ca’ Foscari, Accademia di Belle Arti di Venezia, del Conservatorio ‘Benedetto Marcello’ di Venezia e della Fondazione Venezia Capitale mondiale della Sostenibilità.[13][14]

A partire dal 2022 l'ateneo intraprende una serie di iniziative, volute dal rettore Albrecht, per riqualificare le proprie sedi nell'ottica di costituire un "campus" nell'area di Santa Marta creando un raccordo tra l'insediamento universitario esistente e il tessuto urbano del quartiere. Le iniziative, realizzate grazie a finanziamenti governativi, prevedono la riqualificazione del campo sportivo, la costruzione di un nuovo edificio per spogliatoi e un grande spazio multifunzionale all'aperto attrezzato per eventi, oltre alla la riqualificazione del complesso delle Terese e la realizzazione di un nuovo percorso attrezzato e accessibile tra Santa Marta e San Basilio, che unirà tutte le sedi dell'ateneo e che prevede anche un nuovo ponte pedonale tra l'ex cotonificio e l'area degli ex magazzini frigoriferi.[15][16][17]

Nell'ottobre 2023 il Ministero approva la proposta presentata da Iuav, Comune, Marina militare e IPAV per sei nuovi immobili da adibire a residenze studentesche in centro storico per un totale di 800 posti letto che prevede la riqualificazione e il restauro di alcuni importanti edifici nel centro storico veneziano tra cui il palazzo della nunziatura e il complesso dell’Ospedaletto a Castello.[18][19]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'ateneo è organizzato in un solo dipartimento: Culture del progetto.[20]

Nel 2018 e nel 2021 il dipartimento è stato inserito tra i dipartimenti di eccellenza individuati dall’ANVUR, Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca.[21]

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

L'Università possiede una biblioteca dedicata all'architettura e alle altre discipline progettuali in Italia. La Biblioteca Iuav ha sede nel convento dei Tolentini ed è aperta agli utenti istituzionali e al pubblico esterno, previa registrazione. I principali ambiti disciplinari attorno ai quali sono nate e si sono sviluppate le collezioni della biblioteca sono l'architettura, la pianificazione, l'urbanistica, le arti visive, il design e la moda. Queste rappresentano un patrimonio bibliografico unico nel panorama italiano e internazionale delle biblioteche specialistiche di settore, con oltre 250.000 unità fra monografie, annate di periodici, tesi di laurea e altre tipologie di supporti.[22]

Editoria[modifica | modifica wikitesto]

L'Università Iuav di Venezia ha avviato un progetto editoriale in partnership con l'editore LetteraVentidue, articolato in due collane: Saggi e Materiali. Copia della produzione editoriale dell'Ateneo è raccolta dalla Biblioteca Iuav e disponibile in sola consultazione.

Identità visiva[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001, a seguito del cambiamento di nome e di status dell’ateneo, che da Istituto Universitario di Architettura di Venezia era diventato Università Iuav di Venezia con tre facoltà, si rese necessario cambiare anche il logo e l’identità visiva della Scuola, fino a quel momento rappresentata dal sigillo raffigurante il leone alato di San Marco che regge il vangelo aperto con la scritta “Pax tibi Marce Evangelista mei”. Il logo di IUAV, ridisegnato dall’architetto Massimo Scolari, era in realtà il sigillo identificativo di tutte le istituzioni veneziane, perché riproduceva lo stemma stesso della città di Venezia. Si distingueva dalle altre versioni per la presenza di due corone circolari che portavano una l’iscrizione “Istituto Universitario di Architettura di Venezia” e l’altra il motto vitruviano “Firmitas, Utilitas, Venustas”, che identifica la sostanza stessa dell’architettura. Tuttavia non rappresentava più la nuova identità di Iuav, che ampliava i propri orizzonti disciplinari oltre l’architettura, nei campi del design, delle arti visive e multimediali, della moda, del teatro.[23]

Nel 2002, anno del 75º anniversario della fondazione di IUAV, Sergio Polano, delegato alla comunicazione Iuav, promosse il concorso internazionale “Newlogo Iuav”: tema del concorso il progetto di una nuova identità visiva coordinata, a partire dal logo. Parteciparono al concorso 7 progettisti internazionali: Philippe Apeoig, Neville Brody / Research Studios, Matthew Carter, Gert Dumbar / Studio Dumbar, Mevis & van Deursen, Paula Scher / Pentagram, Massimo Vignelli.

La giuria, composta da Giovanni Anceschi, Enrico Camplani, Marino Folin, Bob Noorda, Sergio Polano, Leonardo Sonnoli, Pierpaolo Vetta, ha scelto il progetto del graphic designer francese Philippe Apeloig, che sviluppa un logo basato quasi interamente sulle quattro lettere I, U, A e V, disposte verticalmente, con un design semplice ma fortemente connotato che intende rappresentare passato, presente e futuro.

Così Philippe Apeloig spiega il suo progetto: «Il mio logo è un insieme non gerarchico di forme astratte e simboliche in pieno equilibrio. Volevo rendere palese una visione ottimistica del futuro dell’università e trasmetterne il senso storico, una visione in cui il logo allude al ruolo di continuità dell’Iuav Istituto Universitario di Architettura di Venezia, visto come luogo che genera conoscenza e come istituzione che adopera nuove metodologie, guidato da un tipo di filosofia olistica per la futura cultura progettuale. I sobri elementi del logo combinati insieme, come le articolazioni correlate della nuova università, si equivalgono per dimensione e importanza ed hanno margini flessibili o aperti. Questo modello grafico e concettuale fornisce una metafora viva ed espressiva, adatta sia per lo sviluppo dell’università, sia per i suoi legami transculturali che per le tappe interdisciplinari, tutti segni distintivi dello spirito del 21º secolo».[24]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

Rettori[modifica | modifica wikitesto]

Lauree honoris causa[25][modifica | modifica wikitesto]

Lauree ai caduti per la patria[25][modifica | modifica wikitesto]

  • Aldo Kratter, medaglia d’argento al valor militare, 5 novembre 1941
  • Emilio Luzzato, medaglia d’argento al valor militare, 5 novembre 1941
  • Antonio Nardi, 15 novembre 1949
  • Erfelio Pedrollo, 22 maggio 1970

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ministero dell'Università e della Ricerca - Portale dei dati dell'istruzione superiore – Ateneo: Università Iuav di Venezia, su ustat.miur.it.
  2. ^ R.D. 31 dicembre 1923 n. 3123
  3. ^ In conformità alle disposizioni impartite dal Ministero della Pubblica istruzione con circolare n. 3345 del 2 ottobre 1940
  4. ^ Università Iuav di Venezia, su www.iuav.it. URL consultato il 23 agosto 2023.
  5. ^ breve storia dell’Università Iuav di Venezia, su iuav.it. URL consultato il 7 marzo 2019.
    «Iuav ha recuperato lo status di “scuola speciale” che lo definisce dalla sua fondazione e che offre la possibilità di riorganizzarsi al di fuori dei vincoli della legge Gelmini, garantendo semplificazione organizzativa e operatività gestionale. Tra le novità più rilevanti l’attribuzione delle funzioni gestionali a un unico dipartimento, Culture del progetto.»
  6. ^ Al via la prima “Biennale della Sostenibilità”, su La Biennale di Venezia, 27 aprile 2023. URL consultato il 24 ottobre 2023.
  7. ^ Silvia Mazzucco, Venezia, nasce la Biennale della Sostenibilità, su Fortune Italia, 17 giugno 2023. URL consultato il 24 ottobre 2023.
  8. ^ Von der Leyen a Venezia: la presidente della Commissione Europea promette 6 miliardi per rifare il Po, su www.ilgazzettino.it, 27 maggio 2023. URL consultato il 14 giugno 2023.
  9. ^ Ursula von der Leyen ospite alla Biennale. Brugnaro: "Sosteneteci nel preservare Venezia", su VeneziePost, 26 maggio 2023. URL consultato il 14 giugno 2023.
  10. ^ Von der Leyen in visita a Venezia: il giro in gondola con il sindaco Brugnaro, su Repubblica TV - Repubblica, 26 maggio 2023. URL consultato il 14 giugno 2023.
  11. ^ Von der Leyen a Venezia, giro in gondola e incontro con il sindaco Brugnaro - Veneto, su Agenzia ANSA, 26 maggio 2023. URL consultato il 14 giugno 2023.
  12. ^ Sky TG24, Venezia, von der Leyen e sindaco Luigi Brugnaro fanno giro in gondola, su tg24.sky.it, 26 maggio 2023. URL consultato il 14 giugno 2023.
  13. ^ università Iuav di Venezia, su www.iuav.it. URL consultato il 25 ottobre 2023.
  14. ^ Venezia Città Campus, la conoscenza guida il futuro: a Ca’ Farsetti la firma del protocollo di intesa, su Comune di Venezia - Live - Le notizie di oggi e i servizi della città, 29 giugno 2023. URL consultato il 25 ottobre 2023.
  15. ^ Iuav riqualifica il campo sportivo di Santa Marta, su VeneziaToday. URL consultato il 25 ottobre 2023.
  16. ^ Gente Veneta, A Santa Marta lo Iuav rimette a nuovo il campo da calcio - Gente Veneta, su www.genteveneta.it, 15 maggio 2023. URL consultato il 25 ottobre 2023.
  17. ^ università Iuav di Venezia, su www.iuav.it. URL consultato il 25 ottobre 2023.
  18. ^ università Iuav di Venezia, su www.iuav.it. URL consultato il 25 ottobre 2023.
  19. ^ Gente Veneta, L’Ospedaletto e altri cinque edifici storici veneziani diventeranno residenze per universitari - Gente Veneta, su www.genteveneta.it, 20 ottobre 2023. URL consultato il 25 ottobre 2023.
  20. ^ Università Iuav di Venezia - dipartimento di culture del progetto, su www.iuav.it. URL consultato il 2 novembre 2022.
  21. ^ ANVUR - Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema unversitario e della ricerca (PDF), su www.iuav.it. URL consultato il 2 novembre 2022.
  22. ^ Università Iuav di Venezia - futuri studenti, su www.iuav.it. URL consultato il 2 novembre 2022.
  23. ^ http://www.iuav.it/Ateneo1/chi-siamo/pubblicazi1/Catalogo-G/pdf-giorna/Giornale-Iuav-18.pdf
  24. ^ Newlogo Iuav, a cura di Sergio G. Polano, progetto grafico CODEsign, stampa Sella Arti Grafiche, Trieste 2003
  25. ^ a b Università Iuav di Venezia, su www.iuav.it. URL consultato il 5 settembre 2023.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lo Iuav di Giuseppe Samonà e l'insegnamento dell'architettura, atti del convegno organizzato dalla Fondazione Bruno Zevi, a cura di Franco Mancuso, Roma 2007
  • Rossana Carullo, Iuav: didattica dell'architettura dal 1926 al 1963, Bari 2009
  • Guido Zucconi e Martina Carraro (a cura di), Officina Iuav, 1925-1980. Saggi sulla Scuola di architettura di Venezia, Marsilio-Iuav, Venezia 2011
  • Martina Carraro, Michela Maguolo (a cura di), Cronache dai Tolentini. Studenti, docenti, luoghi 1964-1975, Iuav Giornale di Ateneo n. 110, Venezia 2012
  • Francesca Castellani, Martina Carraro, Eleonora Charans (a cura di), Lo IUAV e la Biennale di Venezia. Figure, scenari, strumenti, Il Poligrafo-Iuav, Venezia 2016

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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