Punitore

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Punisher
Punisher disegnato da Tim Bradstreet
Punisher disegnato da Tim Bradstreet
Universo Universo Marvel
Lingua orig. Inglese
Alter ego
  • Frank Castle
  • Francis Castiglione
Autori
Editore Marvel Comics
1ª app. febbraio 1974
1ª app. in The Amazing Spider-Man (Vol. 1[1]) n. 129
Editore it. Editoriale Corno
app. it. gennaio 1976
app. it. in L'Uomo Ragno n. 149
Interpretato da
Voci italiane
Specie umano
Sesso Maschio
Etnia statunitense
Luogo di nascita Queens, New York
Abilità
Affiliazione
Parenti
  • Mario Castiglione (padre)
  • Louisa Castiglione (madre)
  • Fredo Castiglione (zio)
  • Rocco Castiglione (zio)
  • Esmeralda Castiglione (zia)
  • Maria Elizabeth Castle (moglie)
  • Lisa Barbara Castle (figlia)
  • Frank Castle, Jr. (figlio)
« Numero uno. Lascio la presente come dichiarazione di intenti, così nessuno si confonderà. Uno. Si vis pacem, para bellum. È latino. Al campo il sergente ce lo faceva recitare come una preghiera. Si vis pacem, para bellum. Se vuoi la pace, prepara la guerra. Numero due. Frank Castle è morto. È morto con la sua famiglia. Numero tre. In alcune situazioni estreme, la legge è inadeguata. Per porre rimedio alla sua inadeguatezza, è necessario agire al di fuori della legge. Per ottenere... La giustizia naturale. Questa non è una vendetta. La vendetta non è un motivo valido, è una risposta emotiva. No, non vendetta... Punizione. »
(Frank Castle/Punitore in The Punisher)

Punisher, il cui vero nome è Frank Castle, nato Francis Castiglione, è un personaggio dei fumetti creato da Gerry Conway (testi), Ross Andru e John Romita Sr. (disegni), pubblicato dalla Marvel Comics. La sua prima apparizione avviene in The Amazing Spider-Man (Vol. 1[1]) n. 129 (febbraio 1974).

Veterano di guerra pluridecorato dello U.S. Marine Corps divenuto vigilante ed antieroe in memoria della sua famiglia, barbaramente assassinata dalla mafia in uno scontro a fuoco, Punisher impiega le sue competenze militari, di guerriglia e di tattiche stealth adottando regolarmente metodi quali l'omicidio, il sequestro di persona, l'estorsione, la coercizione, la tortura ed ogni tipo di arma convenzionale per perpetrare una spietata guerra personale contro qualsiasi criminale del mondo[7][8]. La natura brutale del personaggio e la sua predisposizione ad uccidere lo hanno reso una delle principali novità dei fumetti americani degli anni settanta nonché, verso la fine del 1980, l'antesignano di un'ondata di antieroi psicologicamente complessi e spesso controversi[9].

Nella classifica stilata nel 2011 da IGN, si è posizionato al 27º posto come più grande eroe della storia dei fumetti, dopo Rick Grimes e prima di Swamp Thing.[10][11].

Per molti anni, in lingua italiana, il nome del personaggio è stato adattato: "Punitore".

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Concezione[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Punisher è stato concepito da Gerry Conway che, descrivendone lo studio del design, ha dichiarato: «Negli anni settanta, quando scrivevo per la DC e per la Marvel, ho iniziato ad abbozzare le mie idee personali per i costumi dei nuovi personaggi - eroi e criminali - che poi offrivo agli artisti come un rozzo suggerimento di ciò che avevo in mente. Ho fatto questo con Punisher alla Marvel[12]»; il progetto originale, che comprendeva un piccolo totenkopf a destra del petto, è stato modificato dall'allora direttore artistico John Romita Sr. allargando tale emblema su tutto il torso[13] il personaggio è stato poi disegnato per la prima volta dall'illustratore Ross Andru[14] mentre, come rivelato da Stan Lee in un'intervista del 2005, è stato lui a suggerire il nome "Punisher": «Gerry Conway stava scrivendo una sceneggiatura e voleva un personaggio che si rivelasse essere un eroe in seguito, e se ne uscì con il nome Assassin. Ho detto che non pensavo che avremmo mai potuto avere un fumetto in cui l'eroe fosse chiamato Assassin, perché c'è una connotazione troppo negativa intorno a quella parola. E mi sono ricordato che, qualche tempo fa, c'era un personaggio relativamente poco importante... [che] è stato uno dei robot di Galactus [antagonista cosmico], e lo avevo chiamato Punisher, mi sembrava che fosse un buon nome per il personaggio di Gerry voleva scrivere - così ho detto, 'Perché non chiamarlo Punisher?' E, dal momento che ero l'editore [Lee è stato nominato editore nel 1972], Gerry ha detto, 'Okay'[15]».

Il personaggio è stato descritto come ossessionato dalla vendetta[16] e, a detta di Garth Ennis, capace di vedere il mondo solamente in termini di bianco o nero[17]; Conway stesso lo ha definito come: «un grande test di Rorschach. Ciò che gli ha conferito un po' di sostenibilità è il poter mettere in lui quello che si vuole, al contrario dell'Uomo Ragno, che è davvero chi è e non deve essere modificato. Punisher è un personaggio sottile nei suoi meriti, ma che si presta a un sacco di interpretazioni e a diversi angoli di approccio[18]» mentre secondo Steven Grant: «Heidegger, che ha sviluppato ulteriormente la filosofia di Kierkegaard, si è avvicinato ancora di più a descrivere Punisher: 'Dal momento che non potremo mai sperare di capire il motivo per cui siamo qui, se c'è ancora qualcosa da capire, l'individuo deve scegliere un obiettivo e perseguirlo con tutto il cuore, nonostante la certezza della morte e della mancanza di significato dell'azione'. Questo è di sicuro Punisher per come lo concepisco io: un uomo che sa che di dover morire e che nel quadro generale le sue azioni non conteranno nulla, ma che persegue la sua strada, perché questo è ciò che ha scelto di fare[19]».

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Immagine tratta da The Amazing Spider-Man (Vol. 1) n. 129, albo d'esordio del Punitore, disegni di Gil Kane e John Romita Sr.

Esordito nel febbraio 1974 su The Amazing Spider-Man (Vol. 1) n. 129, prima in qualità di avversario e poi come alleato del protagonista, Punisher ha riscosso un grande ed inaspettato successo tra i lettori[18], continuando ad apparire nelle vesti di comprimario in numerose storie dell'Uomo Ragno, di Capitan America e di Nightcrawler divenendo poi, sui primi anni ottanta, una presenza ricorrente nel celebre ciclo di Devil scritto da Frank Miller nonché il protagonista di una breve serie in bianco e nero sceneggiata da Archie Goodwin. Tale popolarità spinge la Marvel a prendere in considerazione l'idea di dedicare al personaggio una testata autonoma sondando preventivamente il terreno con la miniserie in 5 albi[20][21] The Punisher (gennaio-maggio 1986) scritta da Steven Grant e disegnata da Mike Zeck, che riscuote un clamoroso successo commerciale venendo immediatamente seguita da una serie regolare, inizialmente scritta da Mike Baron e disegnata da Klaus Janson, durata 104 numeri (luglio 1987-1995) da cui ne sono derivate altre due: The Punisher War Journal durata 80 numeri (novembre 1988-luglio 1995), e The Punisher War Zone di 41 numeri (marzo 1992-luglio 1995) oltre ad un magazine (rivista di formato più grande del fumetto tradizionale) di 16 numeri intitolato The Punisher Magazine (novembre 1989-settembre 1990). Terminate tutte e tre le testate dedicategli, Punisher è protagonista di una serie di scarso successo scritta da John Ostrander e disegnata da Tom Lyle, dopodiché scompare dalla continuity dell'Universo Marvel lasciando intendere venga giustiziato sulla sedia elettrica; nel 1998 tuttavia, lo sceneggiatore Christopher Golden tenta di resuscitare editorialmente e fisicamente il personaggio reinventandolo come una sorta di angelo infernale incaricato di combattere demoni e mostri sulla falsariga di Spawn nella miniserie The Punisher: Purgatory (novembre 1998-febbraio 1999) che, nonostante i disegni del riconosciuto maestro dell'horror Berni Wrightson, va incontro alla cancellazione a causa delle numerose proteste mosse dai fan per via della snaturazione del personaggio.

Nel 2000 la Marvel tenta un esperimento affidando a Garth Ennis e Steve Dillon, celebri autori di Preacher, il rilancio del personaggio sotto l'etichetta Marvel Knights con The Punisher, miniserie in 12 albi (aprile 2000-marzo 2001) ricca di umorismo nero e violenza che fa tabula rasa della precedente incarnazione metafisica di Frank Castle (trattata come se non fosse mai avvenuta) riscuotendo un tale successo di pubblico e critica da far sì che Ellis venga successivamente ingaggiato per la realizzazione di una [[nuova serie regolare durata 37 numeri (agosto 2001-febbraio 2004) e seguita da una nuova testata riservata a un pubblico adulto, distribuita sotto l'etichetta Marvel MAX per la durata di 75 numeri (marzo 2004-ottobre 2009) e, in seguito, affiancata dal secondo volume[1] di The Punisher War Journal composto di 26 albi (gennaio 2007-2009) incentrati sulle operazioni del personaggio durante gli eventi di Civil War, World War Hulk e Secret Invasion, mentre con l'inizio della saga Dark Reign viene lanciata la settima serie regolare dedicata a Punisher che, nel corso dei suoi 21 albi (marzo 2009-novembre 2010) vede il protagonista venire ucciso e resuscitato in maniera simile al Mostro di Frankenstein, portando la testata a venire ribattezzata Franken-Castle durante gli ultimi 5 numeri. Quasi contemporaneamente alla pubblicazione dell'ottava serie di Punisher sceneggiata da Greg Rucka (agosto 2011-settembre 2012), Ennis riprende in mano il personaggio nella serie PunisherMAX (gennaio 2010-febbraio 2012)[22].

Verso la fine del 2009 inoltre, per facilitare la comprensione della continuity delle storie del personaggio, la Marvel Comics ne ha reso nota la cronologia di lettura ufficiale stabilendo innanzitutto che i cicli di storie di Ennis, così come le altre storie pubblicate sotto Marvel Knights e MAX, sono da considerarsi appartenenti ad una realtà alternativa. L'ordine cronologico ufficiale è dunque:

  • The Punisher: Year One n. 1-4 (dicembre 1994-marzo 1995) che narra il primo anno di attività del vigilante.
  • Essential Punisher Vol. 1 TPB, contiene i primi incontri/scontri di Punisher con altri personaggi dell'Universo Marvel.
  • The Punisher (Vol. 1) n. 1-5 (gennaio-maggio 1986) che narra l'inizio della crociata di Frank Castle.
  • Essential Punisher Vol. 2 TPB, contenente i primi 20 numeri della serie regolare di Punisher, l'Annual 1988 e l'albo Daredevil (Vol. 1) n. 257.
  • The Punisher War Journal (Vol. 1) n. 1-8 (novembre 1988-settembre 1989).
  • Essential Punisher Vol. 3 TPB, contenente i numeri 21-40 della seconda serie regolare dedicata al personaggio e gli Annual 1989 e 1990.
  • The Punisher War Zone n. 26-30 (aprile 1994-agosto 1994).
  • The Punisher War Zone n. 31-36 (settembre 1994-febbraio 1995).
  • Punisher War Journal (Vol. 2) n. 1-26 (gennaio 2007-febbraio 2009).

Con l'iniziativa editoriale Marvel NOW!, Punisher diviene uno dei protagonisti della seconda testata dedicata ai Thunderbolts, conclusasi dopo 32 albi (febbraio 2013-novembre 2014) e immediatamente seguita dal decimo volume[1] dedicato alle avventure in solitaria del personaggio, scritto da Nathan Edmondson per la durata di 20 numeri (aprile 2014-settembre 2015). Con il rilancio di tutte le testate della casa editrice sotto il marchio All-New, All-Different Marvel, la sceneggiatrice Becky Cloonan viene incaricata della decima serie regolare dedicata al personaggio.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Pubblicazioni in italiano del Punitore.

In Italia le avventure del personaggio sono state presentate per la prima volta negli anni settanta dall'Editoriale Corno che, sulle prime edizioni de L'Uomo Ragno, ha deciso di ribattezzarlo "Il Punitore". La suddetta traduzione, conservata anche dagli editori successivi (Star Comics e Marvel Italia) per circa vent'anni, è entrata in disuso verso la fine degli anni novanta, quando il personaggio ha iniziato a venire presentato col suo nome originale anche nella versione in lingua italiana.

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel Queens, New York, da una coppia di italoamericani di origini siciliane, l'operaio Mario Lorenzo Castiglione e sua moglie Louisa[23], Francis dimostra sin da bambino una insormontabile e sorprendente capacità di sopportazione, tanto da riuscire a sopravvivere in un ambiente così segnato da stenti e povertà da essere costato la vita a suo fratello, nato morto[24]. Poco più che adolescente conosce una ragazza di nome Maria, che sposa e da cui ha una figlia, Lisa[25][26]; nel frattempo si arruola nello United States Marine Corps[27] e, uscito dal campo d'addestramento col massimo dei voti, prosegue la sua formazione presso la scuola di fanteria dei Marine, dove incontra l'esploratore nativo americano Phan Bighawk, che gli insegna a sopravvivere nella natura selvaggia[28]. Durante la guerra del Vietnam Castiglione viene insignito del grado di capitano e messo a capo di un'unità per le operazioni speciali, prendendo dunque parte a numerosi combattimenti e risultando l'unico sopravvissuto da entrambi i lati alla fine di un sanguinoso assalto dei Viet Cong all'accampamento di Valley Forge Firebase nel 1971[29]; per l'eroismo dimostrato nell'adempimento del dovere gli vengono inoltre conferite la Medal of Honor, la Navy Cross, tre Silver Star, tre Bronze Star Medal, quattro Purple Heart e la Medaglia presidenziale della libertà. Terminata la sua seconda spedizione in Vietnam, l'uomo viene rimandato negli Stati Uniti ricongiungendosi a moglie e figlia, il desiderio di tornare a combattere è tuttavia tanto forte da spingerlo a farsi cambiare legalmente nome all'anagrafe ed arruolarsi nuovamente con l'identità fittizia di "Frank Castle" riuscendo così a svolgere un totale di 4 anni in servizio di guerra prima della nascita del suo secondogenito, Frank Jr.[26], ottenendo successivamente l'incarico di addestrare i commando da ricognizione dei Marines nell'area superiore dello stato di New York svolgendo occasionali operazioni clandestine assieme a loro[30].

Durante una giornata di congedo, Castle porta moglie e figli a fare un pic-nic nella riserva di Sheep Meadow a Central Park dove, tuttavia, assistono ad un sanguinario regolamento di conti tra clan rivali operato della cosca di Bruno Costa che, per evitare testimoni, ordina ai suoi uomini di assassinare anche la famiglia di Castle[26] il quale, sopravvissuto ai numerosi colpi d'arma da fuoco, rimane profondamente traumatizzato dalla morte dei suoi cari e, nel momento in cui gli viene rifiutata la possibilità di testimoniare in tribunale a causa della profonda corruzione nel New York City Police Department[31], decide di abbandonare il servizio nei Marine[32], voltare le spalle alla società e, dopo aver assassinato con assoluta lucidità e celerità tutti i colpevoli della morte di sua moglie e dei suoi figli[26], dedicare il resto della sua vita a combattere con ogni mezzo necessario qualsiasi organizzazione criminale del mondo[33] inclusa la Mafia, l'Organizacija, la Yakuza, i cartelli della droga, la Fratellanza ariana, la Triade, le Yardies, la mafia irlandese, le bande di motociclisti, le gangs, i trafficanti d'armi, i rapinatori, gli assassini, gli stupratori, gli psicopatici, i razzisti violenti, i sadici, i pedofili e i poliziotti corrotti, nonché imprese criminali quali lo spaccio di droga, il riciclaggio di denaro e il traffico di esseri umani. Nel tempo, Frank Castle diviene noto, e temuto, col nome di "Punisher" ("Punitore").

Punisher[modifica | modifica wikitesto]

Convinto dallo Sciacallo che l'Uomo Ragno sia responsabile dell'apparente morte di Norman Osborn, Punisher tenta di assassinare l'arrampicamuri e fare giustizia ma, in seguito, chiarisce l'equivoco e diviene un alleato ricorrente dell'eroe[27] combattendo al suo fianco contro Tarantula[34] e la Deterrence Research Corporation (DRC) di Moses Magnum[35]. Dopo aver affrontato l'International Industrial Alliance[26] e il Maggia[7] viene accusato ingiustamente di vari omicidi e si allea con l'Uomo Ragno e il membro degli X-Men Nightcrawler per smascherare il vero colpevole: Mosaico, un sicario orrendamente sfigurato dal vigilante e perciò desideroso di vendetta[36]; poco tempo dopo Punisher impedisce il rapimento di J. Jonah Jameson[37] e ha un nuovo scontro con l'Uomo Ragno nel momento in cui questi tenta, senza successo, di impedirgli di assassinare un narcotrafficante[38]. Recatosi a Brooklyn per smantellare un'organizzazione criminale, Punisher si scontra con Capitan America, intenzionato a catturarlo poiché lo considera allo stesso livello di un criminale[39], riuscito a fuggire, il vigilante fa ritorno a New York, uccide un sicario che si passa per un svāmin ed affronta nuovamente l' Uomo Ragno venendo sconfitto[40] e imprigionato a Ryker's Island[41] dove continua la sua guerra al crimine uccidendo il maggior numero possibile di detenuti[41] per poi evadere con l'intento di eliminare una banda di narcotrafficanti, cosa che lo porta a scontrarsi con Devil finendo nuovamente arrestato[42] e rinchiuso alla Dannemora State Prison, da cui riesce ad evadere costringendo Boomerang a collaborare con la falsa promessa di portarlo con lui[43].

Tornato a piede libero, Punisher prende di mira Kingpin irrompendogli in casa e minacciando sua moglie Vanessa[44], cosa che lo porta a venire massacrato dal boss criminale, arrestato, processato dal procuratore distrettuale Blake Tower[33] e nuovamente imprigionato a Ryker[23]. Fatto evadere qualche tempo dopo da un'organizzazione anticrimine determinata a creare un esercito di individui come lui, dopo aver scoperto tale scopo Punisher, disgustato, ne uccide tutti i membri[45]; successivamente, approfittando dello scoppio di una guerra tra bande per le strade di New York si dedica ad assassinare il maggior numero possibile di gangster[46].

Punisher stringe in seguito un sodalizio con l'hacker David Lieberman (Microchip), che fornisce supporto tecnologico alle sue operazioni[47] consentendogli inoltre di portare la sua crociata su scala globale[48] uscendo illegalmente dagli Stati Uniti per estirpare alla radice una banda di narcotrafficanti in Bolivia[49]; dopo aver tentato inutilmente di ricostruirsi una vita pacifica nel Midwest[50], Castle affronta ed uccide il sinistro leader di un belligerante culto religioso[51] trovandosi poi coinvolto in un vasto intrigo internazionale inerente armi nucleari[52], affrontare un gruppo di funzionari governativi corrotti[53], dare la caccia a un serial killer[54], scontrarsi nuovamente con Devil[55], fermare una tratta di profughi alieni[56], collaborare con Cloak e Dagger[57] e tentare di assassinare Lapide[58].

War Journal[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver fatto irruzione in un carcere di massima sicurezza per uccidere un suo vecchio nemico riuscendo ad evadere il giorno stesso[59], Punisher affronta l'ex-gangster Hector Montoya[60] e si spaccia per un insegnante al fine di smascherare un traffico di stupefacenti in una scuola pubblica[61], dopodiché riprende la sua guerra a Kingpin addestrando un piccolo esercito grazie al quale rade al suolo il più importante casinò del re del crimine[62] ed affronta un ex-commilitone divenuto assassino prezzolato[63][64]. Svolte successivamente una serie di missioni tra l'Australia e Las Vegas[65], Punisher si reca a Madripoor sgominando una gang di malviventi assieme a Wolverine[66] ed affrontando un gruppo di ninja[67] per poi abbattere un cartello della droga di New York[68], collaborare con la Vedova Nera[69] e smascherare una serie di ufficiali corrotti dell'esercito[70]. Castle porta in seguito a termine una missione per la Damage Control[71] e aiuta Moon Knight a sconfiggere ULTIMATUM[72] recandosi successivamente a Latveria nel tentativo di assassinare il Dottor Destino[73] affrontando, poco dopo, il mercenario Bushwacker[74] ed una gang di motociclisti[75]; tornato in seguito a collaborare con l'Uomo Ragno[76][77] e svolte una serie di missioni fuori dagli Stati Uniti[78] affrontando il gruppo di mercenari australiani noto come Reavers[79], Punisher si scontra nuovamente con Mosaico[80] e, nel periodo successivo, prende parte a una serie di operazioni assieme a U.S. Agent, Paladin[81], Ghost Rider[82] e Moon Knight[83].

Svolte numerose altre spedizioni punitive[84][85], Punisher scompare dalla circolazione provocando il diffondersi della voce che sia stato giustiziato sulla sedia elettrica ma, in realtà, si trasferisce in un appartamento nella periferia di New York sotto il falso nome di "John Smith" con l'intento di muovere guerra alla famiglia mafiosa dei Gnucci[86]. Con l'occasionale aiuto dei suoi grotteschi coinquilini, l'obeso Mr. Rotondi, il nullafacente ed ossessionato dai piercing "Spacker" Dave e la timida Joan "Il Topo", segretamente innamorata di lui, Frank uccide Carlo, Bobbie e Eddie Gnucci[86] per poi scaraventare la spietata matriarca della cosca, Ma Gnucci, nella gabbia degli orsi di Central Park[87]. La donna tuttavia, pur perdendo braccia e gambe, sopravvive e, per vendicarsi, assolda un sicario chiamato il Russo[88], mentre il dipartimento di polizia ordina di formare una task force per arrestare il vigilante e vi mette a capo l'incompetente detective Martin Soap[89]; Punisher riesce tuttavia a depistare la polizia, uccidere il russo[90] e dar fuoco alla villa di Ma Gnucci ardendola viva[91], non prima però di averla derubata spartendo poi l'immensa fortuna della malvivente tra i suoi tre coinquilini così da dar loro un'occasione per cambiar vita[91].

Tempo dopo Castle affronta nuovamente il Russo, trasformato in un enorme cyborg transessuale[92], riuscendo a sconfiggere sia lui che il suo creatore, il brillante ma folle generale Kreigkopf, solo facendo saltare Grand Nixon Island con una bomba all'idrogeno[93] e, grazie a una macchina del tempo ideata da Reed Richards (Mister Fantastic), torna brevemente nella Chicago del 1929 per assassinare Al Capone[94]. Dopo essersi infiltrato ad una riunione di pace tra clan mafiosi uccidendo tutti i partecipanti[95] ed aver nuovamente collaborato con Wolverine[96] Punisher uccide un gruppo di poliziotti corrotti del Lower East Side[97] per poi affrontare contemporaneamente l'Uomo Ragno, Wolverine e Devil mandando all'aria il loro ennesimo tentativo di catturarlo sfruttando un'amnesia dell'incredibile Hulk per disfarsi di loro[98].

Civil War[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Civil War (fumetto).

Durante la guerra civile dei superumani, Punisher mantiene inizialmente una posizione di neutralità e disinteresse tuttavia, nel momento in cui il governo inizia a servirsi di supercriminali per far rispettare la legge, si schiera con la fazione anti-registrazione soccorrendo l'Uomo-Ragno dalle unità caccia-maschere e portandolo al nascondiglio degli eroi ribelli[99] aiutandoli, in seguito, a fare irruzione nel Baxter Building. Quando però uccide a sangue freddo due supercriminali recatisi dai ribelli per unirsi a loro, Punisher viene picchiato da Capitan America in persona ed espulso dal gruppo[100]; dato l'enorme rispetto nutrito nei confronti di Cap e di tutto ciò che rappresenta, Castle non reagisce minimamente all'aggressione ed accetta l'espulsione senza obiettare[100] per poi venire braccato da una task force dello S.H.I.E.L.D. capitanata da G. W. Bridge[101] non appena il conflitto giunge ad una conclusione.

Successivamente alla morte di Capitan America, per onorarne la memoria, Punisher modifica il suo costume rendendolo simile a quello dell'eroe[102] tuttavia, dopo aver realizzato che tale ruolo è troppo pesante per lui, decide di consegnare il nuovo costume e la maschera originale di Cap al Soldato d'Inverno[103] per poi recarsi in Messico a smantellare un cartello della droga assieme a Moon Knight[104].

Dark Reign[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dark Reign.

Dopo l'invasione segreta degli Skrull Norman Osborn viene nominato responsabile della sicurezza dal governo degli Stati Uniti ed assume il controllo dello S.H.I.E.L.D. ribattezzandolo H.A.M.M.E.R.; disgustato, Punisher tenta di assassinarlo sparandogli con un fucile Skrull da oltre cinque miglia di distanza, ma viene ostacolato dall'intervento tempestivo di Sentry e riesce a fuggire solo grazie all'aiuto di un ragazzo di nome Henry[105]; per liberarsi del vigilante Osborn si rivolge a Hood, il quale resuscita il suo ex-alleato Microchip[106] (ucciso dallo stesso Frank a seguito di un tradimento[107]) promettendogli di riportare in vita suo figlio qualora riesca a uccidere Punisher; tuttavia né gli sforzi di Micro né la resurrezione di tutti i supercriminali uccisi dal Flagello dei criminali riesce al raggiungimento dello scopo, spingendo dunque Hood a rapire Bridge e la sua famiglia[108] per attirare il vigilante nel loro covo offrendogli di resuscitare la sua famiglia e il figlio dell'ex-socio a patto che rinneghi la sua crociata uccidendo Bridge[109], Punisher rifiuta ma Microchip assassina comunque l'agente dando inizio al rituale e provocando l'ira del vigilante, che dà alle fiamme sia Micro che i resuscitati[110] e costringe Hood a lasciarlo andare sotto minaccia di mandare un dossier sulla sua organizzazione a Kingpin; inoltre, saputo che Henry è il figlio di Mosaico, lo abbandona[110].

Furioso per il fallimento di Hood, Osborn mette successivamente Daken in testa a dozzine di agenti H.A.M.M.E.R. ordinandogli di uccidere Punisher; dopo un violento ed estenuante corpo a corpo, Castle ha la peggio e muore dilaniato dagli artigli del nemico[111]. Tempo dopo tuttavia, Morbius e la Legione dei Mostri lo rianimano con pezzi di metallo e componenti elettrici trasformandolo in un non morto: "Franken-Castle"[112]; dopo aver aiutato a difendere l'Isola dei Mostri da un'invasione[113], la creatura si mette sulle tracce di Daken per vendicarsi ma viene intralciato da Wolverine[114] dopodiché, utilizzando la Pietra di Sangue per rigenerare le ferite riportate, ritorna umano[115].

Ritorno[modifica | modifica wikitesto]

Tornato alla civiltà, Punisher affronta nuovamente Mosaico uccidendolo[116]. Successivamente si allea con l'ex-Marine Rachel Cole-Alves, rimasta vedova durante il suo banchetto di nozze a causa di una sparatoria tra famiglie mafiose rivali[117]; nonostante rimanga gravemente ferito a un occhio durante l'operazione[118] Punisher riesce, con l'aiuto della donna, a giustiziare tutti i colpevoli della strage[119] ma, durante lo scontro decisivo, Cole-Alves uccide per errore anche un agente di polizia venendo perciò arrestata e condannata a morte[120]. Poco tempo dopo però, Punisher si prodiga a farla evadere[121] e, dopo essersi scontrato coi Vendicatori[122], riesce nel suo intento grazie alla segreta complicità di Wolverine[123], venendo tuttavia catturato al posto della donna e rinchiuso in una prigione subacquea[123] da cui viene fatto uscire grazie all'Hulk Rosso, che lo recluta nei suoi Thunderbolts non sponsorizzati dal governo[124]; sebbene inizialmente si mostri collaborativo, dopo alcune missioni Punisher rivela di voler assassinare tutti gli ex-criminali che compongono la squadra e, a seguito di uno scontro con tutti loro[125], torna alla sua vita da vigilante fuorilegge dedicandosi allo smantellamento di un grosso traffico di droga a Los Angeles[126].

Nel corso delle fasi finali dell'incursione tra Terra 616 e Terra 1610 irrompe a una festa di supercriminali massacrandoli[127] e accetta poi una missione per conto degli Howling Commandos a Tikrit, dove decima una cellula terrorista morendo poco dopo per le ferite riportate[128].

Poteri e abilità[modifica | modifica wikitesto]

Frank Castle dispone di una condizione fisica all'apice della perfezione umana e si sottopone quotidianamente a intensive e snervanti sessioni di calistenia per incrementare ulteriormente la propria forza fisica. Sebbene formalmente appartenesse al corpo speciale dei Force Recon dello United States Marine Corps, come risultato di un addestramento multidisciplinare ha ricevuto anche una formazione completa come Ranger e Navy SEAL, oltre alle competenze apprese durante le varie esercitazioni crociate coi reggimenti speciali australiani nella guerra del Vietnam. Dopo aver iniziato la sua carriera come Punisher si è inoltre servito della sua formazione e disciplina militare per migliorare ed ampliare le sue capacità in settori utili alla sua missione, quali la guerriglia urbana, il camuffamento e l'uso di armi non militari; Castle è un superbo stratega dotato di capacità tattiche eccezionali e specializzato in operazioni clandestine, utilizzo e manutenzione di armi da fuoco specialistiche, infiltrazione in strutture o territori nemici pesantemente sorvegliati, assassinio, tortura, rapimento, spionaggio, tattiche stealth ed ordigni esplosivi improvvisati. Punisher è incredibilmente abile nel combattimento corpo a corpo e in svariate forme di arti marziali come LINE, Jūjutsu, Ninjutsu, Karate Shōrin-ryū, Hwa Rang Do e Qinna[129]; dispone di un'insormontabile forza di volontà, che lo rende pressoché immune al controllo mentale[108][109], e di una soglia del dolore tanto elevata da poter rimanere in piedi anche dopo essere stato colpito da un'arma da fuoco di piccolo calibro, accoltellato in pieno petto, lanciato più volte attraverso un muro, colpito con un taser o da un potente tranquillante.

Punisher possiede vari nascondigli dislocati principalmente, ma non esclusivamente, nell'area di New York, nonché molteplici identità e conti bancari fittizi, il tutto finanziato con gli ingenti quantitativi di denaro sottratto ai criminali uccisi nel corso della sua guerra privata. La sua uniforme è una corazza in kevlar ignifugo a prova di pallettoni e proiettili di calibro moderato; il caratteristico teschio bianco sul suo petto, il cui design, nella finzione narrativa, è stato ispirato dall'incontro con un cecchino vietcong[130] o con l'entità demoniaca "Olivier"[131], oltre che per intimorire i nemici, occorre ad attirare il fuoco nemico nel punto più protetto dell'uniforme. In un arco narrativo rilasciato sotto l'etichetta Marvel MAX la comprimaria Jenny Cesare, riferendosi al simbolo, afferma: «Capisco perché indossi questa. Perché chi la vede possa capire cosa è venuto a portarlo via»[132]. Punisher si è spesso dimostrato capace di utilizzare anche armi e dispositivi ideati da supercriminali[133][134].

Nonostante sia solito utilizzarne di qualsiasi tipologia, le armi da fuoco più ricorrenti e rappresentative del personaggio sono l'M16 accessoriato con M203, la Colt. 45, l'AK-47, la mitraglietta Uzi e la storica mitragliatrice M60.

Altre versioni[modifica | modifica wikitesto]

2099[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Marvel 2099.

Nel futuro di Marvel 2099, Il Punitore è il poliziotto newyorkese Jake Gallows che, rimasto sconvolto in seguito all'omicidio di sua madre, suo fratello e sua cognata trova, negli archivi della polizia, il giornale di guerra di Frank Castle decidendo di seguirne le orme; armatosi di una tuta che gli conferisce forza sovrumana, inizia quindi a uccidere senza pietà ladri, assassini e stupratori[135]. Divenuto il Ministro della Punizione di Latveria, muore per difendere Destino 2099[136]

Una versione alternativa del personaggio ambientata nella medesima linea temporale è Cossandra Natchios, figlia illegittima dei defunti Frank Castle ed Elektra Natchios che, dopo essersi scoperta malata di cancro terminale decide di passare il testimone a sua figlio Franklin il quale, tuttavia, dopo la morte della donna si rifiuta di raccoglierne l'eredità ponendo fine alla stirpe dei Punitori[137].

Age of X[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Age of X.

Nella realtà alternativa di Age of X, Frank Castle è il generale dell'esercito statunitense incaricato di supervisionare i Vendicatori dirigendoli nelle missioni contro i mutanti, benché il suo vero obiettivo sia quello di scatenare un genocidio contro l'intera razza[138].

House of M[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: House of M.

Nella realtà di House of M, Frank Castle è un vigilante urbano che viene reclutato da John Proudstar nella resistenza sapiens[139].

Mangaverse[modifica | modifica wikitesto]

Nel Marvel Mangaverse, Sosumi Brown, preside di un istituto privato a Tokyo, opera segretamente nei panni della vigilante Punisher per combattere l'organizzazione criminale della spietata Skang Kee Ho ed i loro alleati Oni[140].

Marvel Noir[modifica | modifica wikitesto]

Nella serie The Punisher Noir, Frank è un veterano della seconda guerra mondiale la la cui moglie, Ruth, è morta di cancro e che viene a sua vola ucciso dalla coalizione di gangster formata da Mosaico, Barracuda e il Russo; suo figlio, Frank Castelione, Jr., una volta adulto, assume l'identità di "Punisher" per vendicarlo[141].

Marvel Universe vs The Punisher[modifica | modifica wikitesto]

Nella miniserie Marvel Universe vs The Punisher, una piaga batteriologica trasforma progressivamente l'intera popolazione mondiale, soprattutto i superumani, in cannibali privi di controllo e Punisher, in qualità di unico immune, si prodiga a tenere sotto controllo la situazione affrontando e uccidendo la Cosa, Hulk, Kingpin e l'Uomo Ragno mentre Reed Richards cerca di trovare una cura[142].

Marvel Zombi[modifica | modifica wikitesto]

Nella realtà di Marvel Zombi, Punisher approfitta dello scompiglio causato dai non morti per assassinare i maggiori boss criminali di New York: Kingpin, il Gufo e Testa di martello. Inizialmente alleato di Ash Williams, dopo che questi lo vede uccidere esseri umani e non zombie lo abbandona portandolo a venire infettato poco dopo[143].

MC2[modifica | modifica wikitesto]

Nel futuro alternativo di MC2, nonostante l'età avanzata Frank Castle è ancora attivo come vigilante, sebbene si sia spostato in Sud America per dedicarsi in modo mirato ai narcotrafficanti; fatto ritorno a New York per affrontare un boss criminale chiamato Silverback, che anni addietro è sopravvissuto a uno scontro con lui[144], riesce ad assassinarlo e scongiurare lo scoppio di una guerra tra bande rimanendo tuttavia ferito mortalmente nella battaglia decisiva[145].

Terra 65[modifica | modifica wikitesto]

Su Terra 65, Frank Castle è un capitano del NYPD incaricato di sostituire George Stacy al comando della task force per arrestare Spider-Woman[146], ex-marine reduce dell'Afghanistan e della seconda guerra del Golfo tanto ossessionato dal suo lavoro da spingere sua moglie e i suoi due figli a lasciarlo[147]; dopo aver affrontato personalmente Spider-Woman risultando pesantemente sconfitto riesce a vederla smascherata, sebbene non abbia idea di chi essa sia[148].

Ultimate[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ultimate Spider-Man.

Nell'universo Ultimate, Punisher è un ex-agente della polizia di New York la cui famiglia è stata uccisa da un gruppo di colleghi corrotti che aveva scoperto; una volta vendicatosi dei responsabili[149] diviene un vigilante iniziando a uccidere criminali[150] e altri agenti corrotti[151]. Nonostante il suo aspetto e i suoi metodi siano pressoché gli stessi della controparte classica, questa versione del personaggio risulta tanto violenta da cercare di uccidere perfino Spider-Man o Devil. Dopo essere stato arrestato da Capitan America, Castle elude la pena di morte grazie a Nick Fury, che lo inserisce nel suo team segreto, gli Avengers, fornendogli una tuta che ne amplifica le prestazioni fisiche[152].

Un uomo chiamato Frank[modifica | modifica wikitesto]

Nella realtà di Punisher: A Man Named Frank, Frank Castle è un pistolero in viaggio attraverso il vecchio West spinto dalla sete di vendetta nei confronti degli assassini della sua famiglia[153].

What If?[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio è stato reinventato in sette scenari della serie fuori continuity What If?:

  • Nel primo, che immagina cosa sarebbe successo se la famiglia Castle non fosse stata sterminata a Central Park, questi si congeda dai Marine divenendo un poliziotto ma, dopo aver scoperto un giro di tangenti nel dipartimento, sua moglie e i suoi figli vengono comunque assassinati per metterlo a tacere, cosa che lo porta a divenire comunque Punisher[154].
  • Nel secondo, che immagina cosa sarebbe successo se lo spirito del Dottor Strange avesse scelto Castle per combattere i vampiri, questi riesce ad uccidere quasi tutti gli X-Men vampirizzati venendo infine assassinato da Wolverine[155].
  • Nel terzo, che immagina cosa sarebbe successo se Frank Castle fosse stato l'ospite del simbionte egli riesce a dominarlo perfettamente e se ne serve per uccidere Lapide e Kingpin[156].
  • Nel quarto, che immagina cosa sarebbe successo se il Punitore avesse ucciso l'Uomo Ragno al loro primo incontro, accortosi dell'inganno dello Sciacallo si mette sulle sue tracce e lo uccide un istante prima che la polizia lo arresti[157].
  • Nel quinto, che immagina cosa sarebbe successo se Capitan America fosse rimasto invalido dopo uno scontro col Teschio Rosso, l'eroe a stelle e strisce seleziona Castle come suo successore convincendolo ad abbandonare la sua sete di vendetta per diventare un eroe[158].
  • Nel sesto, che immagina cosa sarebbe successo se Punisher avesse simpatizzato per i criminali ritenendo le loro azioni frutto dell'ambiente in cui sono cresciuti, viene freddato a colpi d'arma da fuoco da un gruppo di malviventi[159].
  • Nel settimo, viene immaginato cosa sarebbe successo se Wolverine fosse divenuto Punisher negli anni venti[160].

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Copertina dell'adattamento a fumetti di The Punisher (2004)

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

In American Sniper, autobiografia del cecchino U.S. Navy SEAL Chris Kyle questi dichiara che, durante il servizio prestato in Iraq, lui e il suo plotone hanno adottato il teschio di Punisher come loro emblema in quanto simpatizzanti del suo modo di agire.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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