Chris Kyle

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Christopher Scott Kyle[1]
Chris Kyle nel gennaio 2012
Chris Kyle nel gennaio 2012
8 aprile 1974 - 2 febbraio 2013 (38)
Soprannome Legend ("Leggenda")
Shaitan Al-Ramadi ("Il diavolo di Ramadi")
Nato a Odessa, Texas
Morto a Contea di Erath, Texas
Cause della morte omicidio
Luogo di sepoltura Texas State Cemetery[2]
Dati militari
Paese servito Stati Uniti Stati Uniti
Forza armata Seal of the United States Department of the Navy.svg Marina degli Stati Uniti
Arma Marina
Specialità Cecchino
Unità SEAL-TEAM3.jpg SEAL Team Three
Plotone "Charlie" (1999-2009)
Reparto US Navy SEALs insignia.png Navy SEAL
Anni di servizio 1999-2009
Grado Chief petty officer
Guerre Guerra d'Iraq
Battaglie Seconda battaglia di Falluja
Decorazioni
Pubblicazioni American Sniper (2012)[4]

[senza fonte]

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Christopher Scott Kyle, detto Chris (Odessa, 8 aprile 1974Contea di Erath, 2 febbraio 2013), è stato un militare statunitense, il miglior cecchino degli U.S. Navy SEAL.

Cenni biografici e carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Christopher Scott Kyle nacque a Odessa, in Texas, l'8 aprile 1974, figlio primogenito di Deby Lynn e di Wayne Kenneth Kyle, rispettivamente una insegnante domenicale e un diacono. All'età di otto anni ricevette come regalo, da parte del padre, un fucile calibro .30-06 Springfield e successivamente un fucile a pompa Ithaca 37, che usò per cacciare fagiani, quaglie e cervi.

Nel corso della giovinezza a Odessa, Chris frequentò la Midlothian High School dal 1987 al 1991, distinguendosi come linebacker per le "Permian Panthers", squadra di football americano di cui fu membro dal 1988.

Dopo il diploma, Kyle diventò un professionista del rodeo e lavorò come cowboy in un ranch, ma la sua carriera terminò bruscamente quando fu gravemente ferito ad un braccio, episodio che rimase tuttavia marginale in quanto recuperò completamente le funzionalità dell'arto.

Nel 1996 si recò in un centro di reclutamento militare per arruolarsi volontario nei Marines degli Stati Uniti, con un particolare interesse per le operazioni speciali. Kyle firmò il reclutamento, ma la sua proposta fu respinta a causa dei danni al suo braccio. Ebbe comunque la possibilità di addestrarsi al BUD/S (Basic Underwater Demolition/SEAL) per arruolarsi infine nei Navy SEAL, dove riuscì ad entrare nel 1999 dopo 24 settimane.

Militare in Iraq[modifica | modifica wikitesto]

Completato l'addestramento, Kyle fu assegnato come cecchino del plotone "Charlie" all'interno del SEAL Team Three di stanza a Coronado, in California.

Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, partecipò a quattro turni di combattimento in Iraq, dove afferma di aver ucciso più di 255 guerriglieri iracheni, di cui 160 confermati dal Pentagono.

Fu vittima di numerose imboscate (di cui sei attacchi IED), dalle quali uscì sempre indenne venendo ferito tre volte. I jihadisti gli attribuirono il soprannome di "Shaitan Al-Ramavi" ("il diavolo di Ramadi") e misero una taglia di 20.000 dollari sulla sua testa, così come accadde per tutti i cecchini operanti in quella campagna.

Durante i quattro turni venne decorato con due Medaglie d'Argento, cinque Medaglie di Bronzo e altre tre dal Corpo dei Marines degli Stati Uniti.

Vita civile e cultura popolare[modifica | modifica wikitesto]

Si congedò con onore dalla Marina nel 2009 e scrisse un'autobiografia basata sulle proprie esperienze belliche in Iraq, American Sniper, da cui è tratto il film omonimo diretto da Clint Eastwood nel 2014, in cui il cecchino è interpretato da Bradley Cooper.

Nel 2002 sposò Taya Renae, dalla quale ebbe due figli, Colton e McKenna.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Kyle fu assassinato il 2 febbraio 2013 insieme al suo amico Chad Littlefield nel poligono di tiro dove si allenava, da un suo commilitone marine venticinquenne, Eddie Ray Routh, che soffriva di disturbo post traumatico da stress. Kyle e Littlefield avevano invitato al poligono di tiro Routh per distrarlo, per socializzare e aiutarlo con i suoi disturbi post traumatici da stress dovuti al ritorno dal fronte. I due furono uccisi con due armi di Kyle al poligono: Routh sparò in tutto tredici colpi e poi fu arrestato, dopo un inseguimento con la polizia. Kyle fu ucciso con una pistola calibro 45.[5] Il motivo delle due uccisioni non è mai stato chiarito completamente, infatti durante i primi interrogatori, mostrati ai giurati nel processo, diede diverse versioni sulle cause dei due omicidi: disse di avere sparato perché temeva che lo stessero per uccidere o che volessero "rubargli l'anima", in un'altra occasione di essersi offeso perché Kyle non gli aveva stretto la mano quando si erano incontrati la prima volta, di essere infastidito dall'odore di acqua di Colonia nel pickup di Kyle e del fatto che i due non gli avessero praticamente rivolto parola durante il viaggio verso il poligono di tiro. I giudici alla fine hanno dovuto decidere se Routh fosse affetto da demenza o se fosse solo disturbato mentalmente, ma comunque penalmente responsabile per l'uccisione di Kyle e Littlefield. Sulla base di numerose perizie e analisi sullo stato mentale di Routh e sulle sue dichiarazioni, i giurati hanno optato per questa ultima versione con un verdetto di omicidio, di conseguenza il giudice ha emesso la condanna per il carcere a vita senza libertà condizionale. Come spiega il New York Times, il processo si è svolto in modo paradossale: il giudice ha annunciato la sentenza a pochi chilometri di distanza da uno dei tanti cinema che, da settimane, aveva in programmazione il film American Sniper sulla vita di Kyle.[6][7]

Il 25 febbraio 2015 Eddie Ray Routh è stato condannato all'ergastolo. L'accusa ha deciso di non chiedere la pena di morte, ma la decisione della giuria si è automaticamente trasformata in carcere a vita per l'imputato, senza il diritto di chiedere la libertà condizionata.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Chris Kyle, Jim De Felice e Scott McEwan, American Sniper. Autobiografia del cecchino più letale della storia americana, tradotto da Sara Crimi, Laura Tasso e Giovanni Zucca, Ingrandimenti, Milano, Mondadori, 2014, ISBN 978-88-04-65065-2.

Decorazioni[modifica | modifica wikitesto]

Silver Star Medal (2) - nastrino per uniforme ordinaria Silver Star Medal (2)
Bronze Star Medal (5) - nastrino per uniforme ordinaria Bronze Star Medal (5)
Navy and Marine Corps Commendation (1) - nastrino per uniforme ordinaria Navy and Marine Corps Commendation (1)
Navy and Marine Corps Achievement Medal (2) - nastrino per uniforme ordinaria Navy and Marine Corps Achievement Medal (2)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chris Kyle, Navy Seal and author of ‘American Sniper,’ dies, in washingtonpost.com. URL consultato il 3 febbraio 2013.
  2. ^ Procession escorts ex-Navy SEAL Kyle to burial, in armytimes.com. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  3. ^ Meet the big shot, in nypost.com. URL consultato il 1º gennaio 2012.
  4. ^ American Sniper, in washingtontimes.com. URL consultato il 13 gennaio 2012.
  5. ^ http://www.ilgiornale.it/news/esteri/usa-super-cecchino-chris-kyle-ucciso-poligono-tiro-881854.html
  6. ^ http://www.repubblica.it/esteri/2015/02/25/news/ergastolo_per_l_uomo_che_uccise_il_cecchino_che_ispir_il_film_american_sniper-108133728/
  7. ^ http://www.corriere.it/esteri/15_febbraio_25/ergastolo-killer-chris-kyle-cecchino-american-sniper-7c9deda6-bcbd-11e4-ad0c-cca964a9a2a1.shtml

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