Moon Knight

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Moon Knight
Moon Knight (Terry Dodson).jpg
Moon Knight, disegnato da Terry Dodson
UniversoUniverso Marvel
Lingua orig.Inglese
Alter egoMarc Spector
Autori
EditoreMarvel Comics
1ª app.agosto 1975
1ª app. inWerewolf by Night n. 32 - I serie
Editore it.Panini Comics (dal 2007)
app. it.novembre 1979
app. it. inGli Eterni n.21
Specieumano
SessoMaschio
Luogo di nascitaChicago (Illinois, USA)
Abilità
  • Aumento di forza, resistenza, agilità, velocità riflessi durante la notte fino a raggiungere livelli sovrumani (specialmente con la luna piena)
  • Esperto nel combattimento corpo a corpo e nell'uso dell'arma bianca
  • Abile stratega militare
  • Notevole destrezza nell'utilizzo delle armi da fuoco
  • Fattore di guarigione più potente di quello umano (durante la notte)
  • Immune a moltissimi virus,veleni, droghe e tossine
  • Capacità di cammuffarsi o mimetizzarsi nell'oscurità,fino a diventare invisibile
  • Immune al controllo mentale e agli attacchi psichici
  • Accesso immediato a gadget,veicoli e mezzi di alta tecnologia

Moon Knight, il cui vero nome è Marc Spector, è un personaggio dei fumetti, creato da Doug Moench (testi) e Don Perlin (disegni) pubblicato dalla Marvel Comics. Appare per la prima volta (in un racconto in due parti) sulle pagine di Werewolf by Night (prima serie) n.32 (agosto 1975). Lotta contro gli infernali.

Il sito web IGN ha inserito il personaggio alla 89ª posizione nella classifica dei cento maggiori eroi della storia dei fumetti.

In italiano è stato inizialmente presentato con il nome Lunar.

Marc Spector ha usato tre nomi falsi per non rivelare la propria vera identità: Jake Lockley, Steven Grant, Yitzak Topol.

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Chicago, Illinois, Marc Spector diventa un mercenario, un marine e un pugile. Nella sua vita incontra il pilota francese Jean-Paul DuChamp, che diverrà presto suo amico. Marc inizia a lavorare per un mercenario di nome Raoul Bushman in Egitto, con un gruppo formato dal dottor Peter Alraune e da sua figlia Marlene. Durante la spedizione, nella quale viene ritrovata anche la statua del dio egiziano Khonshu, Bushman uccide il dr. Alraune. Anche Spector viene lasciato in fin di vita nel caldo deserto dell'Egitto.

Raccolto dagli egiziani e portato al cospetto della statua di Khonshu, Spector apparentemente muore. Khonshu gli appare in una "visione" e gli chiede di divenire un dio guerriero sulla terra. Una seconda chance che Spector accetta e, dopo aver sconfitto Bushman, decide di tornare in America insieme a Marlene Alraune, a "Frenchie" (il nomignolo che ha dato al suo amico Jean-Paul DuChamp) e alla statua di Khonshu. Decide di diventare un vigilante, creandosi un costume e delle armi, e acquisendo il nome di battaglia di "Moon Knight".

Dopo esser tornato negli Stati Uniti, Spector decide d'investire il denaro accumulato quand'era un mercenario, facendo una fortuna. Nel corso del tempo Spector si crea numerose identità come quella del milionario Steven Grant e quella del tassista Jake Lockley.

In Werewolf by Night n. 32 viene supplicato dal Comitato di uccidere Jack Russell, ovvero Licantropus.

Il pugno di Khonshu[modifica | modifica wikitesto]

Nella miniserie Fist of Khonshu del 1985, Spector viene telepaticamente convocato in Egitto dal dio Konshu. Qui riceve in dono un grande arsenale di armi, tutte rappresentate come delle Lune, e originariamente create da Occhio di Falco. Khonshu entra nel corpo di Spector, donandogli una super-forza che beneficia della luna. Entra nei Vendicatori della Costa Ovest e instaura una relazione con Tigra. Durante una battaglia Khonshu viene espulso dal corpo di Moon Knight e quest'ultimo gli dice che lui non è "il tipo che entra" nei Vendicatori. Per questo Moon Knight abbandona il gruppo e si riunisce insieme ai suoi vecchi amici. Muore in battaglia, ma viene resuscitato dalla statua di Khonshu.

Marc Spector: Moon Knight[modifica | modifica wikitesto]

Dopo Fist of Khonshu viene pubblicata una nuova serie, che presenta il socio teenager del protagonista, Jeff Wilde alias "Midnight". Egli è il figlio di "Midnight Man", un supercattivo delle prime storie. Il ragazzo è stato trasformato in cyborg ed è rimasto ucciso sulle pagine di Amazing Spider-Man.

In una storia Spector combatte suo fratello Randal intento a divenire Moon Knight. In quell'occasione Marc scopre che Khonshu non è il dio della vendetta ma della giustizia. In altre storie Spector presenta un suo nuovo costume fatto di adamantio. In queste storie DemoGoblin cerca di possederlo e, grazie all'aiuto di Mr. Fantastic e del Dr. Strange, Spector riesce a rimuovere il parassita. La serie termina bruscamente con la morte di Spector, deciso a salvare chi ama da un supercattivo computerizzato chiamato Seth e dal suo programma "Zero Hour".

Resurrection War[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Spector viene resuscitato nel 1998 da Doug Moench, Tommy Edwards e Robert Campanella. Nel 1999, invece, Moench e Mark Texeira lavorano su una nuova miniserie chiamata High Strangeness che viene candidata per il "Comic Buyer's Guide Fan Award for Favorite Limited Series".

Moon Knight: quarta serie[modifica | modifica wikitesto]

Moon Knight, disegnato da David Finch

Nel 2006 il personaggio viene rilanciato dalla Marvel ad opera di Charlie Huston e David Finch, che ne narrano il ritorno come vigilante con modi duri e spietati come quelli del Punisher. In questa serie Marc Spector è caduto in un grave stato di depressione, dovuto sia alla frattura delle ginocchia (che lo ha costretto su una sedia a rotelle per un lungo periodo), sia all'abbandono da parte della fidanzata Marlene, e ha assunto grandi quantità di antidolorifici e di antidepressivi.

Tornato ad indossare il manto di Moon Knight a seguito di un'aggressione da parte del mercenario Taskmaster (ingaggiato da una misteriosa società criminale), oggi Spector è costantemente perseguitato da una visione di Khonshu, che solo lui è in grado di vedere e sentire, che lo invita ad essere sempre più violento; se tale visione è frutto della sua pazzia o se sia davvero uno spirito sovrannaturale non è ancora stato chiarito.

Gli eventi narrati avvengono contemporaneamente a Civil War; vediamo infatti Capitan America avvicinarsi a Marc Spector, avvertendolo di non immischiarsi e dicendogli apertamente che non lo vuole sotto il suo comando perché lo ritiene ancor più squilibrato di Frank Castle. Anche Tony Stark lo contatta, chiedendogli di chiamarlo nel caso Cap dovesse rifarsi vivo. Spector rifiuta l'offerta, mostrando chiaramente la sua disapprovazione alla registrazione ma decidendo di non schierarsi su nessuno dei due fronti. Dopo un'iniziale neutralità, però, Marc Spector decide di arruolarsi tra gli eroi registrati, divenendo un eroe autorizzato.

I suoi metodi violenti e l'uccisione di un noto criminale noto come Spettro Nero fanno sì che Stark lo sospenda e faccia di lui un ricercato. Le unità S.H.I.E.L.D. tuttavia non riescono a catturarlo, per cui la Commissione per le attività superumane decide di affidare la cattura di Moon Knight a Norman Osborn e i suoi Thunderbolts.

Moon Knight resiste agli attacchi di Moonstone, Venom e lo Spadaccino, ma quando è Bullseye a dargli la caccia, capisce che il governo non vuole solo catturarlo ma ucciderlo, così decide di simulare la propria morte, facendo saltare in aria il suo covo, dove si stava tenendo il duello con il letale cecchino.

Sia Stark che Osborn dichiarano alle telecamere della morte di Moon Knight, ma Frenchie, suo amico ed ex socio, confida a Marlene Arlune, ex amante di Marc, che a morire è stato Marc Spector, ma Jake Lockley (una delle sue numerose identità) è ancora vivo: difatti, l'ex Moon Knight si è ritirato in Messico, dove è diventato un vigilante violento e sanguinario che scarica la sua rabbia sulla criminalità.

Moon Knight: sesta serie/Vol.6 (2014-2015)[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 2014 (data di copertina) viene lanciata una sesta serie sul personaggio, accreditata anche come Moon Knight(2014), questo nell'ambito dell'iniziativa editoriale All-New Marvel Now. La serie dura 17 numeri e chiude nell'estate 2015. Viene suddivisa in tre story-arc, il primo (nn.1-6) è scritto da Warren Ellis e disegnato da Declan Shalvey, il secondo da Brian Wood (testi) e Greg Smallwood - Giuseppe Camuncoli (matite), il terzo da Cullen Bunn (testi) e German Peralta - Rock Ackins (matite). Ellis decide di costruire un ciclo di storie autoconclusive, che affrontano però diversi aspetti e capacità del Cavaliere Bianco qui presentato in veste di vigilante che collabora con la polizia grazie all'amicizia con il detective Flint[1]. Nelle sei storie sceneggiate da Ellis Moon Knight si presenta come il protettore dei viaggiatori notturni, uno degli aspetti fondamentali del Dio Konshu, suo presunto creatore e che si manifesta a Marc Spector chiamandolo figlio[1]. Ci sono avventure a sfondo urbano dove deve dar la caccia ad un ex membro dello Shield divenuto serial killer, o quando deve fermare un cecchino che uccide i membri di quella che era la sua squadra speciale ora al soldo delle banche per poi arrivare a salvare una bambina rapita e fermare un poliziotto che è ossessionato da lui volendone prenderne il posto[1]. Non mancano due storie a sondo mistico e legate alla mitologia del personaggio. In quella dal titolo Carillon (albo n.3) deve sgominare una gang di fantasmi e per farlo deve indossare dei manufatti provenienti dall'antico Egitto utilizzando tra l'atro una maschera di ossa che riflette le fattezze con cui gli si manifesta Konshu. In quella dal titolo Sonno (albo n.4) si dimostra invece in grado di sondare la dimensione dei sogni compiendo una sorta di viaggio astrale[1]. Qui si trova ad affrontare l'eco dei sogni di una persona che è morta e il cui cervello ha generato delle spore in grado di infettare i sogni di chi ne è venuto a contatto[1]. Oltre ad essere un guardiano di chi viaggia di notte per le strade, Moon Knight può quindi anche proteggere dai pericoli che si nascondono in dimensioni che trascendono la realtà e si manifestano nella dimensione onirica o inconscia[1].

Moon Knight dal n.188 (dal 2017)[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre del 2017 viene lanciato il progetto Marvel Legacy con il quale viene ripristinata la numerazione originale di diverse serie storiche della casa editrice, in controtendenza con quanto fatto negli ultimi anni con la tendenza a rilanciare le serie sempre dal numero 1[2]. Legacy tocca anche Moon Knight e dopo la chiusura del run di Jeff Lemire, il nuovo ciclo di storie di Max Bemis e Jacen Burrows parte con il n.188 (data di copertina gennaio 2018)[3]. La numerazione tiene conto di tutte le serie e miniserie dedicate al personaggio a partire da Moon Knight n.1 del 1980, albo di debutto della prima serie regolare dedicata al personaggio[3].

Il primo story-arc del duo Bemis-Burrows vuole introdurre una nuova nemesi per il personaggio e questo nasce dall'idea di contrappore ad un simbolo dell'oscurità/Luna, un'incarnazione della luce/Sole. La vicenda prende forma all'istituto Ravencroft dove viene ricoverato un uomo con l'ossessione per il fuoco, con il quale ha commesso diversi omicidi, il soggetto è denominato Paziente 86[4]. La dottoressa che lo ha in cura cerca di controlllare la sua ossessione spostando la sua attenzione verso lo studio della mitologia egiziana e il suo simbolismo[4]. L'esperimento però non funziona e il paziente comincia a credere di essere l'incarnazione terrena del dio Amon-Ra, sviluppando poteri che gli permettono di controllare il fuoco in modo sovraumano[4]. Si proclama Sun King e vuole far rinascere un culto solare. Dopo aver incendiato l'edificio dov'è rinchiuso, torna libero e la sua ira si rivolge a Konshu (il suo supposto figlio secondo la mitologia)[4]. La sua colpa è di aver creato un simbolo dell'oscurità quale Moon Knight[4]. Quest'ultimo si sta scontrando con un essere chiamato The Truth che spinge le persone al suicidio estrapolando dal loro inconscio le verità e le paure più nascoste[4]. Nel frattempo Sun King scopre che, una delle personalità di Marc Spector, ovvero Jack Lockey ha avuto una figlia da Marlene, e di cui Marc è all'oscuro[4]. Alleandosi con il criminale Bushman (una delle nemesi di Moon Knight), rapisce la bambina (di nome Diatrice) e la usa come esca per portare Moon Knight su un'isola dedicata al culto di Amon Ra, a cui da il nome di Island Ra[4]. In questo luogo i due si affrontano con un rituale che attinge sia alle energie psichiche che fisiche dei due combattenti[4]. Moon Knight riesce a prevalere sia grazie al pensiero di avere una famiglia ma anche grazie al caos che alberga nella sua mente disturbata[4]. Si appella a quello che definisce il <<potere della pazzia>> generando terrore in Sun King che perde la fede e la fiducia nelle sue capacità, viene quindi sconfitto sia lui che i suoi seguaci[4]. Marc Spector attribuisce la sua vittoria alla sua mancanza di certezze e di una fede certa in qualcosa di trascendente, persino lo stesso Konshu può essere generato dalla suo disturbo della personalità, e non si può far vacillare qualcuno che non crede in nulla, neppure nella sua stessa identità[4].

Poteri e abilità[modifica | modifica wikitesto]

Moon Knight è stato un pugile, un mercenario, un marine, un agente della CIA e persino un supereroe. E da ognuno di questi "lavori" Marc Spector ha acquisito qualcosa, come divenire bravo nel combattimento corpo a corpo, nelle arti marziali, uno stratega e un atleta a livello olimpionico. Quando c'è la luna, Moon Knight sviluppa un fattore rigenerante, riuscendo a guarire anche ferite mortali, effetto che si amplifica con la luna piena: in un'occasione, con la luna piena, ha guarito diverse ferite di armi da fuoco in pochissimo tempo. Inoltre è immune a molti veleni, droghe e tossine. Quando si trova nell'oscurità, è in grado di diventare invisibile.

Grazie al suo divino protettore, quando la luna si alza nel cielo la forza, l'agilità, i riflessi e la resistenza di Moon Knight aumentano a livelli sovrumani, in base alle fasi lunari e con la luna piena è in grado di sollevare fino a 2 tonnellate. Anche senza il beneficio della luna Moon Knight possiede forza e agilità fuori dal comune. Grazie alle sue molteplici personalità, Marc è immune alla telepatia e agli attacchi psichici.

Armi e gadget[modifica | modifica wikitesto]

Moon Knight ha numerose armi e gadget; alcuni di questi gli sono stati donati direttamente da Konshu e sono quasi tutti a foggia di luna. Egli ha cambiato costume un paio di volte, passando dal kevlar all'adamantio. Può anche contare su un Mooncopter e un Angelwing come mezzi di trasporto.

Le armi usate dall'eroe sono molte:

  • Un bastone che può essere trasformato in nunchaku
  • Due bastoni di adamantio
  • Un bastone a forma di Ankh (usato raramente)
  • Rivestimento per le nocche d'acciaio dotato di punte
  • Vari shuriken
  • Dardi argentei a forma di luna crescente
  • Il suo mantello, che può fungere da deltaplano

Marlene Alraune[modifica | modifica wikitesto]

Marlene Alraune è una delle più fidate collaboratrici e l'amante di Moon Knight. È stata ideata da Doug Moench (testo) e Don Perlin (disegni).

La sua prima apparizione avviene in Marvel Spotlight (prima serie) n. 28 (giugno 1976). Marlene Arlaune è figlia dell'archeologo Peter Arlaune. Mentre i due sono impegnati in scavi in Sudan, che portano alla luce la tomba del faraone Seti II, vengono attaccati da un gruppo di mercenari capeggiati da Raoul Bushman. Peter viene ucciso mentre Marlene si salva grazie all'aiuto di uno dei mercenari, di nome Marc Spector, che tradisce il suo capo schierandosi dalla parte della ragazza. Proprio in questa occasione Spector viene ferito gravemente, si riprende grazie all'intervento divino di Khonshou, di cui diventa servitore e decide, ritornato negli Stati Uniti di diventare il giustiziere mascherato chiamato Moon Knight.

Insieme con Jean-Paul DuChamp, Marlene lo aiuta nelle sue missioni e intreccia con lui una tormentata relazione sentimentale. La ragazza è preoccupata per il delicato equilibrio mentale di Spector, ossessionato dalla lotta al crimine e che arriva ad avere ben quattro differenti identità segrete. Sempre più coinvolta, anche in maniera attiva, nelle imprese di Spector, diverse volte Marlene rischia anche la vita. Alla fine la ragazza decide di rompere il rapporto con Spector e diventa assistente sociale. Dopo un breve ritorno di fiamma, Marlene si rende conto che Spector non abbandonerà mai la sua ossessione e lo lascia per sempre, scegliendo di sostenerlo solo come alleata.

Nella versione "Ultimate" Marlene è una delle molteplici personalità di Moon Knight, con l'aspetto di una ragazzina di circa tredici anni, che dialoga e interagisce con Steven Grant e Jake Lockley, altre personalità di Spector.

Altre versioni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Marvel 2099, Ultimate Marvel, Ultimate Spider-Man e House of M.

Marvel 2099[modifica | modifica wikitesto]

Moon Knight è apparso anche sulla linea Marvel 2099, ma in questo caso è una donna.

Ultimate[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio ha fatto anche la sua comparsa nell'Universo Ultimate sulla testata Ultimate Spider-Man. In origine, viene presentato come un criminale al servizio di Kingpin che si scontra spesso con l'Uomo Ragno e con Elektra. Il personaggio ha qualche differenza nell'aspetto rispetto a quello classico: armi più vistose, non porta un cappuccio e ha la maschera nera.

Una volta si è battuto contro l'Uomo Ragno, Devil e Punisher; in quell'occasione Devil gli ha chiesto di entrare a far parte di un'organizzazione di supereroi che hanno il compito di sconfiggere Kingpin. In questa testata continua a permanere il mistero sulle sue origini.

Il Marc Spector di questa realtà, ennesimo esperimento fallito di ricreare un super soldato, è ancora più squilibrato di quello classico; difatti è affetto da personalità multiple, oltre a quella di Marc Spector, ha quella del milionario Steven Grant e persino quella di Marlene Alraune è frutto della sua psiche: le sue personalità vanno spesso in conflitto tra di loro, causandogli seri problemi. Oltre a queste, in seguito ha assunto un quarto alter ego, quello di Ronin, per poter infiltrarsi tra gli uomini di Kingpin senza destare sospetti. Dopo un tentativo fallito di assassinio da parte di Kingpin, si costituisce alla polizia rivelando la sua identità segreta, per incastrare Kingpin.

House of M[modifica | modifica wikitesto]

In House of M Moon Knight e Pugno d'acciaio vengono arruolati da Luke Cage e Occhio di Falco nella loro banda di Sapiens, un gruppo di fuorilegge non-mutante.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • Moon Knight è stato menzionato in Blade - La serie, senza mai apparire; nella serie Spector è un collega dell'esperto di vampiri Melvin Caylo ed è a sua volta un esperto di lupi mannari.
  • Moon Knight è apparso in un episodio speciale di Natale della serie animata Ultimate Spider-Man.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

  • Moon Knight è un personaggio giocabile in Marvel: La Grande Alleanza. Il suo personaggio è esclusivo per le consolle; nella versione PC del videogame è sbloccabile tramite una patch. Viene menzionato anche nel videogame "Ultimate Spider-Man". Conta anche un'apparizione come alleato nel videogioco "Spider-man Il regno delle ombre". Moon Knight compare anche come eroe reclutabile e personaggio giocabile nel videogame online della Playdom :Marvel Avengers Alliance. È presente anche nel gioco per cellulari e tablet della Kabam "MARVEL sfida dei campioni".
  • Moon Knight appare come un personaggio giocabile in Lego Marvel Super Heroes, Lego Marvel's Avengers, e LEGO Marvel Super Heroes 2.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il debutto su Werewolf by Night piacque, e a Moon Knight vennero dedicate un paio di storie su Marvel Spotlight numeri 28-29 (1976), scritte e disegnate dai suoi creatori.

In seguito, come di consueto, ebbe svariate apparizioni su testare regolari di altri personaggi (come Spectacular Spider-Man numeri 22-23 o Defenders numeri 48-50), e guadagnò anche un suo spazio su alcuni numeri di Hulk![5] (nn. 11-15, 17-18, 20-21 - 1978-1979), prima che gli venisse dedicata una serie regolare nel 1981.

Di seguito le serie e/o miniserie dedicate al personaggio, prima di ognuna è indicata la numerazione degli albi per aggregazione, accreditata ufficialmente dal progetto Marvel Legacy[3]:

  • nn.1-38 - Moon Knight (Vol.1[6]), novembre 1980 - luglio 1984, durata 38 numeri
  • nn.39-44 - Moon Knignt: Fist of Khonshu, giugno-dicembre 1985, durata 6 numeri
  • nn.45-104 - Marc Spector: Moon Knight, giugno 1989 - marzo 1994, durata 60 numeri
  • nn.105-134 - Moon Knight (2006/Vol.4[6]), giugno 2006 - luglio 2009, durata 30 numeri
  • nn.135-144 - Vengeance of the Moon Knight, novembre 2009 - settembre 2010, durata 10 numeri
  • nn.145-156 - Moon Knight (2011/Vol.5[6]), luglio 2011 - giugno 2012, durata 12 numeri
  • nn.157-173 - Moon Knight (2014/Vol.6[6]), maggio 2014 - settembre 2015, durata 17 numeri
  • nn.174-187 - Moon Knight (2016/Vol.7[6]), giugno 2016 -luglio 2017, durata 14 numeri
  • dal gennaio 2018 la serie riprende con la pubblicazione di Moon Knight n.188, tenendo conto di tutti gli albi usciti dal 1980 in poi.

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • La Editoriale Corno ha lasciato inedita la sua prima apparizione, ed ha pubblicato solo una storia tratta da Marvel Spotlight e solo parzialmente quelle tratte da Hulk! (rispettivamente su Gli Eterni n. 21 e L'Incredibile Hulk 1, 3-4, 6).
  • La Star Comics ha pubblicato una quindicina di numeri della prima serie (tra cui la sequenza 1-10) principalmente sulle pagine de Il Punitore (prima serie, 1990-1991) e sui brossurati Notti di luna piena e Speciale Cavaliere della Luna.
  • La Panini Comics ha pubblicato nel 1996 un albo che conteneva 5 numeri della terza serie americana, con il titolo Moon Knight. In seguito (aprile 2007) ha edito un volume della collana 100% Marvel intitolato semplicemente Moon Knight 1 che raccoglie i primi sei numeri della quarta serie originale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Moon Knight: Dalla Morte
  2. ^ Marvel Previews n.1, Marvel Worldwide INC., New York, settembre 2017
  3. ^ a b c Marvel Legacy in, Max Bemis (testi) e Jacen Burrows (disegni), Moon Knight n.188, Marvel Comics, New York, gennaio 2018, p.26
  4. ^ a b c d e f g h i j k l Moon Knight Legacy Vol.1,  Crazy runs in the Family (story-arc)
  5. ^ Hulk! è il titolo della testata che prosegue la numerazione della rivista Rampaging Hulk. Le storie di Moon Knight sono state poi ristampate, in USA, su svariati Moon Knight Special Edition.
  6. ^ a b c d e Moon Knight, su comicsbox.it. URL consultato il 7 giugno 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bemis Max (testi), Burrows Jacen e Ortego Guillermo (disegni), Moon Knight Legacy Vol.1: Crazy Runs in the Fanily, New York, Marvel Comics, 2018.
  • Ellis Warren (testi), Declan Shalvey (disegni), Moon Knight 1: Dalla Morte, Modena, Panini Comics (edizione italiana), 2015.
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