Totenkopf

Totenkopf, letteralmente "testa di morto", è la parola tedesca che indica il simbolo composto dal teschio e tibie incrociate, variamente impiegato da diversi corpi militari della Germania e di altri paesi nel corso della storia.
Uso in Germania
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Il simbolo, formato da un teschio posto su due ossa incrociate, fu adottato nel 1808 dagli ussari della morte del Regno di Prussia e nel 1809 dalla Schwarze Schar (Banda nera) del duca Federico Guglielmo di Brunswick. Il Totenkopf venne poi utilizzato da numerosi Freikorps durante il turbolento periodo succeduto alla fine della prima guerra mondiale nella Germania di Weimar.
Durante l'epoca della Germania nazista il Totenkopf veniva posto sui capi di vestiario di tutti i membri delle SS e sulle divise delle SS-Totenkopfverbände e della SS-Totenkopf-Division; appare anche su bandiere, arazzi, drappi di tamburi e trombe, sui distintivi di guerra delle unità anti-guerriglia delle SS e della polizia, oltre che sui timbri dei campi di sterminio e dei lager.

Uso in altre nazioni
[modifica | modifica wikitesto]- I fedayis armeni, durante la prima guerra mondiale contro l'Impero ottomano, apponevano un teschio con due fucili sulle loro bandiere.
- I reparti d'assalto degli Arditi usavano un teschio con un pugnale tra i denti come simbolo durante la prima guerra mondiale.[1] Varie versioni di teschi furono in seguito utilizzate dai fascisti italiani (come simbolo sulla bandiera della MVSN).[2]
- Nel 1943-1945 le Brigate nere e numerose altre forze che combattevano per la Repubblica Sociale Italiana indossavano varie versioni di teschi sulle uniformi e berretti.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ facebook.com, https://www.facebook.com/share/15PRggc67G/?mibextid=wwXIfr.
- ↑ commons.wikimedia.org, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Flag_of_the_Blackshirts.svg.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Joost Hølscher, Death's Head. The History of the Military Skull & Crossbones Badge, illustratore: Joost Hølscher, Éditions Chamerelle, 2013, p. 64, ISBN 978-90-820326-0-4.
- (DE) Adrian Ruda, Der Totenkopf als Motiv. Eine historisch-kulturanthropologische Analyse zwischen Militär und Moden, Böhlau/Brill, 2023, p. 610, ISBN 978-3-412-52890-4.
Voci correlate
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