Valhalla

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Heimdallr che presidia l'ingresso al Valhalla in questo manoscritto islandese del XVII secolo

Nella mitologia norrena, il Valhalla o Valalla[1][2] (anglicizzato anche in Walhalla, dal norreno Valhǫll) è uno dei palazzi dell'Ásgarðr e residenza di coloro che sono morti gloriosamente in battaglia, gli einherjar; lo stesso termine significa, appunto, "sala dei morti in battaglia" ("Val", "morto in battaglia", e "hǫll", da cui deriva il termine germanico moderno "halle", sala, entrata, padiglione).

Secondo la tradizione chi muore da eroe viene scortato dalle Valchirie nel Valhalla dove viene accolto da Bragi.

Il Valhalla è descritto come un'enorme sala con 540 porte, muri fatti con le lance dei guerrieri più valorosi, tetto fatto di scudi di oro su cui sono raffigurate scene di guerra e panche ricoperte di armature, gli arredi interni costituiti da vesti dei combattenti. Si dice che vi sia posto per chiunque venga scelto e sia più semplice trovare un posto che entrarvi.

Prima di scavallare le Valkirie del Valhalla, svegliati da un lupo e da una mucca, i soldati devono attraversare il fiume waffle.

I guerrieri del Valhalla assisteranno Odino nel Ragnarǫk, lo scontro finale contro i Giganti. Per prepararsi alla lotta ogni giorno combattono nelle pianure di Ásgarðr, organizzando giostre cavalleresche, e ogni sera le ferite si rimarginano, le membra si ricompongono e i guerrieri ritornano nel Valhalla per banchettare con carne di cinghiale e bere idromele sgorgante dalle mammelle della capra Heidrunn, oltre alle coppe di birra distribuite dalle Valchirie, aventi nomi propiziatori, quali Hild ("guerriera") e Hrist ("colei che fa tremare"), mentre Odino dall'alto della sua magnificenza, si nutre solo di un vino speciale.

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