Sigfrido

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Sigfrido (disambigua).
bussola Disambiguazione – "Sigurd" rimanda qui. Se stai cercando il nome proprio di persona maschile, vedi Sigurd (nome).
Sigfrido rappresentato in una scultura, conservata a Brema.

Sigfrido (conosciuto anche come Sigurd, in norreno Sigurðr, in tedesco Sigfried) è un eroe epico della mitologia norrena e germanica. Le sue gesta sono raccontate da numerose tradizioni, incluse la Saga dei Völsungar norrena e il poema epico medievale tedesco Nibelungenlied (in italiano Il Canto dei Nibelunghi). Da questi racconti sono state tratte opere moderne come L'Anello del Nibelungo di Richard Wagner.

Le due tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Pur derivando da una tradizione comune, le vicende del Sigfrido della tradizione germanica differiscono in diversi punti da quelle del Sigurd della tradizione norrena. La principale fonte da cui ci è nota la figura di Sigfrido come tramandata nel mondo germanico è la Canzone dei Nibelunghi, mentre le principali fonti norrene sono lo Skáldskaparmál (parte dell'Edda in prosa di Snorri Sturluson) e la Saga dei Völsungar. L'Anello del Nibelungo di Wagner si ispira alla tradizione norrena piuttosto che a quella germanica, pur utilizzando il nome Siegfried.

La vicenda comune[modifica | modifica wikitesto]

In entrambe le tradizioni si narra di come Sigfrido/Sigurd sia stato coinvolto nella lotta fra due fratelli per ottenere il possesso di un tesoro e, per non essere ucciso, abbia ucciso almeno uno dei due, nonché un drago (uno dei due fratelli, nella tradizione norrena), divenendo così padrone del tesoro dei Nibelunghi e ottenendo poteri magici (la capacità di comprendere il canto delle cinciallegre o l'invulnerabilità e un cappuccio capace di rendere invisibile chi lo indossa). Dopo essere andato a vivere nella terra dei Burgundi aiuta il re Gunther a conquistare Brunilde sostituendosi a lui e sposa Crimilde, sorella di Gunther. Una disputa fra Brunilde e Crimilde fa emergere che a conquistare Brunilde è stato Sigfrido e non Gunther; Crimilde deride inoltre Brunilde accusandola di essere stata deflorata da Sigfrido. Davanti a un'accusa così infamante Brunilde chiede a Gunther di uccidere Sigfrido. Gunther, pur non compiendo materialmente l'omicidio, lo ordina. Dopo la morte del marito Crimilde viene data in sposa ad Attila, e nel suo nuovo regno viene ordita la vendetta, mentre il tesoro dei Nibelunghi viene sprofondato nel Reno dai Burgundi, suoi nuovi padroni, per evitare che Crimilde e Attila ne vengano in possesso, come sarebbe stato loro diritto.

Le differenze[modifica | modifica wikitesto]

Nella tradizione norrena Brunilde si uccide subito dopo la morte di Sigfrido ed è Attila (qui fratello di Brunilde) a vendicare Sigfrido uccidendo i due mandanti dell'omicidio (fratelli di Crimilde). Crimilde vendica poi a sua volta la morte dei suoi due fratelli uccidendo i due figli avuti da Attila e dandoglieli in pasto a sua insaputa, per poi appiccare fuoco alla sala e uccidere tutti i presenti.
Nella tradizione germanica, invece, Brunilde sopravvive, mentre a vendicare Sigfrido e Crimilde, che, all'insaputa del suo nuovo marito Attila, pianifica la morte dei responsabili dell'omicidio e di tutti i guerrieri burgundi, finendo però per causare anche la morte dei guerrieri di Attila e per essere uccisa da Ildebrando.
Un'altra differenza fra le due tradizioni sta nel rapporto fra Sigfrido e Brunilde: nella tradizione germanica si incontrano per la prima volta quando Sigfrido giunge nel suo regno per aiutare Gunther a conquistarla (benché si sottintenda forse una precedente conoscenza), mentre nella tradizione norrena si incontrano prima che Sigfrido vada nella terra dei Burgundi, e, secondo alcune versioni, si sarebbero innamorati in questa occasione, ma Sigfrido l'avrebbe poi dimenticata a causa di una pozione preparata dalla madre di Crimilde allo scopo di farlo sposare con la figlia.
Nella tradizione germanica il tesoro dei Nibelunghi include l'anello Andvaranautr, sul quale pende una maledizione scagliata dal nano che l'aveva creato. Sigfrido mette questo anello al dito di Brunilde quando la conosce, poi, senza riconoscerlo, glielo toglie quando la conquista per conto di Gunther, e lo regala a Crimilde, che lo mostra a Brunilde per dimostrarle che suo marito l'ha conquistata, scatenando così la furia della donna e i massacri che ne conseguono. Nella tradizione germanica, invece, non si parla di quest'anello, mentre Sigfrido fa uso del cappuccio magico ottenuto sconfiggendo un nano, cappuccio che lo rende invisibile.

I personaggi[modifica | modifica wikitesto]

I personaggi sono noti con nomi diversi nelle due tradizioni, e talvolta vi sono differenze anche nel ruolo che svolgono nella storia.

Nome germanico Nome norreno Note
Siegfried Sigurðr anche Sigfrido. Figlio di Sigmund, marito di Crimilde
Kriemhild Gudrun anche Crimilde. Moglie di Sigfrido e poi di Attila, sorella di Gunther, Gernot e Giselher e nella tradizione norrena anche di Hagen
Brunhild Brynhildr anche Brunilde. Moglie di Gunther. Nella tradizione germanica è regina in Islanda, in quella norrena è una valchiria
Gunther Gunnarr re dei Burgundi, marito di Brunilde, fratello di Crimilde, Gernot e Giselher e nella tradizione norrena anche di Hagen
Hagen Högni nella tradizione germanica è vassallo di Gunther e uccide Sigfrido, in quella norrena è fratello di Crimilde, Gunther, Giselher e fratellastro di Gernot
Gernot Gothormr nella tradizione germanica è fratello di Crimilde, Gunther e Giselher, nella tradizione norrena è fratellastro loro e di Hagen. Nella tradizione norrena lui e Sigfrido si uccidono a vicenda
Giselher Gudhny? fratello di Gunther e Crimilde. Nella tradizione germanica è anche fratello di Gernot, in quella norrena è fratello di Hagen e fratellastro di Gernot
Attila Atli secondo marito di Crimilde. Nella tradizione germanica è re degli Unni, in quella norrena è fratello di Brunilde

Nella tradizione norrena[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Saga dei Völsungar, Skáldskaparmál, Edda in prosa e L'Anello del Nibelungo.

Nella Saga dei Völsungar, Sigfrido è il figlio postumo di Sigmundr e della sua seconda moglie Hjördís. Si narra che Sigmundr morì nella battaglia contro il padre degli dèi, Odino, che gli frantumò la spada. Morendo, Sigmundr preannunciò alla consorte che avrebbero avuto un figlio, al quale lasciò i frammenti della sua spada.

Hjördís, in seguito, sposa Re Álfr, e manda il piccolo Sigfrido da Reginn affinché lo accolga come figlio adottivo. Questi tuttavia tenta di deviare il giovane educandolo all'ingordigia e alla violenza, e indaga se Sigfrido abbia il controllo del tesoro del defunto padre. Quando Sigfrido rivela che il suo patrigno e la sua famiglia sono in possesso delle ricchezze lasciate dal padre, aggiunge anche che essi darebbero al giovane qualunque cosa egli desideri. Reginn allora gli chiede come mai egli non abbia una posizione altolocata in palazzo, e il giovane risponde prontamente che, nonostante le apparenze, viene in realtà trattato come un re. Stupito da questa risposta, il maligno Reginn replica chiedendogli come mai si finga lo stalliere del re e non abbia nemmeno un cavallo per sé.

Il giovane, tratto in contropiede, va subito a procurarsi un cavallo e sul cammino incontra un vecchio (sotto le cui spoglie si cela Odino), il quale gli indica come miglior destriero Grani, diretto discendente di Sleipnir, il cavallo dello stesso Odino. Reginn, in seguito, tenta Sigfrido raccontandogli una storia misteriosa su dell'oro protetto da un drago.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fáfnir.
Ritratto di Sigfrido

Sigfrido accetta di uccidere Fáfnir, fratello di Reginn divenuto un drago fuori controllo. Sigfrido chiede a colui che l'ha cresciuto di fabbricargli una spada, e, non appena la ottiene, la prova colpendo l'incudine, ma l'arma si frantuma in mille pezzi. Così Reginn gliene fa un'altra, ma anche questa si rompe all'urto con l'incudine. Sigfrido chiede a questo punto allo zio di fabbricargli una spada partendo dai frammenti di quella del padre Sigmundr, e la spada così forgiata viene chiamata Gramr. Essa, sottoposta alla prova dell'incudine, la taglia a metà.

Per uccidere il drago, Reginn gli consiglia di scavare una fossa, mettervisi dentro, e aspettare che il mostro ci passi sopra, per poi trafiggerlo. Un vecchio, sotto le cui spoglie si cela Odino, consiglia al giovane di scavare molte buche per far defluire il sangue così da non annegarvi. Il giovane segue il piano e uccide il drago. Avendo assaggiato il sangue del drago, acquisisce anche la capacità di comprendere il linguaggio degli uccelli. Questi gli consigliano di uccidere Reginn, perché egli sta tramando alle sue spalle. Così Sigfrido decapita Reginn, e, quando arrostisce il cuore di Fáfnir e ne mangia una parte, ottiene il dono della profezia.

Dopo l'uccisione di Fáfnir, Sigfrido incontra Brunilde, una valchiria e le salva la vita. I due si innamorano e lui le mette al dito l'anello Andvaranautr, parte del tesoro di Fáfnir. Sigfrido va poi alla corte di Heimar,marito di Bekkhild, sorella di Brunilde, e poi alla corte di Gunther, dove va a vivere. Gunther aveva una sorella molto bella di nome Crimilde. Grimilde, madre di Gunther, fa bere a Sigfrido una pozione che gli fa dimenticare Brunilde spingendolo a chiedere in sposa Crimilde, figlia di Grimilde e sorella di Gunther.

Gunther desidera sposare Brunilde, ma questa promette di unirsi soltanto a colui che osi passare in mezzo a delle mura di fuoco che circondano il suo castello. Solamente Grani, il cavallo di Sigfrido, è in grado di farlo, e solo montato da Sigfrido. Sigfrido allora, assunte le sembianze di Gunther (grazie ad un elmo magico rubato al drago Fáfnir), cavalca oltre le fiamme e vince Brunilde, senza però prendere la sua verginità, ma sfilandole dal dito l'anello Andvaranautr che lui stesso le aveva donato. Sigfrido regala poi l'anello a Crimilde, che diventa sua sposa, mentre Gunther sposa Brunilde.

Successivamente Brunilde si vanta con Crimilde di avere un marito di rango migliore. Crimilde le rivela così l'inganno, e Brunilde, umiliata, giura vendetta. Dopo il vano tentativo di Sigfrido di consolarla, Brunilde cerca vendetta dicendo a suo marito Gunther che Sigfrido le ha tolto la verginità.

Per questo motivo re Gunther e Hagen tramano la morte di Sigfrido, ma, avendo in passato fatto con lui un patto di amicizia, convincono loro fratello Gernot a compiere l'omicidio. Gernot assale Sigfrido mentre questi è a letto e nella lotta muoiono entrambi. Brunilde, dopo aver ucciso il figlio di tre anni di Sigfrido (chiamato Sigmund in onore del nonno), costruisce una pira funeraria per i tre morti, sulla quale si uccide.

Nella tradizione germanica (il Canto dei Nibelunghi)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: La canzone dei Nibelunghi.

Nel Canto dei Nibelunghi Sigfrido, figlio di Siegmund ed erede al trono del Niederland, si reca nella terra dei Burgundi per vedere la bella principessa Crimilde, sorella dei tre fratelli che regnano sul posto: Gunther, Gernot e Giselher. Qui Hagen, vassallo e consigliere dei tre re, narra di come in passato a Sigfrido i fratelli Schilbung e Nibelung avessero chiesto a Sigfrido di spartire fra loro due un enorme tesoro, offrendogli in cambio la spada Balmung. Per qualche ragione Sigfrido non poté spartire l'oro, causando così la furia dei due principi. Sigfrido riuscì però ad uccidere i loro dodici guerrieri e i due principi, divenendo padrone del tesoro e della terra dei Nibelunghi. Il forte nano Alberico cercò quindi di vendicare i due principi, venendo però sconfitto da Sigfrido e costretto a giurargli fedeltà e a sorvegliare il suo tesoro. Hagen narra poi di come Sigfrido avrebbe ucciso un drago e, bagnandosi nel suo sangue, sarebbe diventato invulnerabile.
Dopo essersi conquistato la fiducia e l'amicizia dei tre re aiutando i Burgundi a sconfiggere in guerra Sassoni e Danesi, Sigfrido accetta di accompagnare Gunther in una spedizione volta a conquistare la mano della regina di Issenstein, in Islanda, la bella Brunilde, la quale sottopone i suoi pretendenti a difficili sfide e uccide coloro che falliscono. Sigfrido si fa però promettere da Gunther che, in cambio del suo aiuto, al ritorno otterrà Crimilde in sposa. Giunti al castello di Brunilde, Sigfrido, presentatosi alla regina come vassallo di Gunther, aiuta quest'ultimo a superare le prove grazie a un cappuccio fatato che rende invisibile chi lo indossa, sottratto tempo prima al nano Alberico. Temendo poi che Brunilde, incollerita per essere stata sconfitta, stia radunando il suo esercito per far uccidere Gunther, Sigfrido si reca nella terra dei Nibelunghi, sconfigge un gigante e il nano Alberico, che non lo riconosce fino al termine della battaglia, e gli ordina poi di radunare mille guerrieri nibelunghi, che Sigfrido porta con sé nella terra di Brunilde per proteggere Gunther.
Brunilde segue dunque Gunther nella terra dei Burgundi e lo sposa, mentre Sigfrido ottiene come promesso la mano di Crimilde. Poiché però Brunilde usa la propria grande forza per impedire a Gunther di consumare le nozze, Sigfrido torna ad aiutare il re grazie al cappuccio magico, avendo ragione di Brunilde e offrendola al re, sottraendole però nel frattempo un anello d'oro e una preziosa cintura, che donerà poi a Crimilde.
Quando Brunilde compiange Crimilde ritenendo disdicevole che il re abbia dato sua sorella in sposa a colui che lei ritiene ancora essere un vassallo di suo marito, Crimilde respinge l'accusa, deridendo invece Brunilde per essere stata trattata come concubina da suo marito Sigfrido, che avrebbe sostenuto di averle preso la verginità. Quando mostra come prove a Brunilde la cintura e l'anello d'oro, scatena la sua ira, e la regina pretende che i re e i loro vassalli uccidano Sigfrido che l'avrebbe calunniata. Benché Sigfrido assicuri di non aver mai pronunciato quella calunnia, il re Gunther decide che deve morire, seguendo il consiglio del vassallo Hagen che reputa che i guerrieri nibelunghi e il tesoro lo rendano troppo potente.
Con la scusa di doverlo difendere in una guerra in realtà inesistente, Hagen si fa dire da Crimilde qual è il punto debole di Sigfrido: la spalla, che non ha beneficiato dell'invulnerabilità donata dal sangue del drago perché casualmente coperta da una foglia di tiglio.
Durante una battuta di caccia Sigfrido appoggia la sua lancia sotto un tiglio per bere a una fonte, e Hagen, col consenso di re Gunther, prende la lancia e lo uccide con la sua stessa arma.
Nella seconda parte del Canto dei Nibelunghi viene poi narrato di come Crimilde viene privata da Hagen del tesoro dei Nibelunghi, che finisce sepolto nel Reno e di come viene data in sposa al re unno Attila, della potenza del quale si avvarrà per attirare in trappola nel regno degli Unni i suoi fratelli burgundi e i loro guerrieri e sterminarli tutti, causando però anche il massacro dei guerrieri unni, nonché la sua stessa morte per mano di Ildebrando.

Altri Media[modifica | modifica wikitesto]

Anime e Manga[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anime de I cavalieri dello zodiaco il personaggio di Orion è basato sulla figura di Sigfrido: nella serie viene detto che Orion (il cui nome originale è proprio Siegfried) è un lontano discendente dell'eroe nordico, e da esso ha ereditato l'invulnerabilità fisica, ma anche il punto debole sulla spalla.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel film tv "La saga dei Nibelunghi" Sigfrido è interpretato da Benno Furman e rivive grosso modo le vicende dell'opera Wagneriana.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN25395403 · GND: (DE118614037