Palnatoke

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Palnatoki si prepara a uccidere il re Harald Bluetooth di Jenny Nyström (1895).

Palnatoke o Palnatoki, a volte scritto come Palna-Toki o Palna Toki (in lingua norrena Pálnatóki o Pálna-Tóki ) era un leggendario eroe danese e capo dell'isola di Fyn. Secondo la saga di Jómsvíkinga, Palnatoki fondò la fratellanza di Jomsvikings e stabilì le sue leggi.[1]

Saga dei Vichinghi di Jomsborg[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la saga di Jómsvíkinga, era il figlio di Palner Tokesen e di sua moglie Ingeborg, figlia del conte dei Geati Ottar Jarl.[2] Palnatoke allevò il figlio del re Harald Bluetooth, Sweyn Forkbeard, e fu un convinto sostenitore della vecchia fede pagana. Harald Bluetooth aveva autorizzato i missionari cristiani dell'arcivescovo di Amburgo-Brema in Danimarca e il re stesso fu battezzato tra il 960 e il 965. Palnatoke convinse Sweyn a fare la guerra a suo padre. A metà degli anni '80, Sweyn si ribellò a suo padre e prese il trono. Harald fu portato in esilio e morì poco dopo. Secondo alcuni resoconti, lo stesso Palnatoki uccise Harald.[3] Oltre al movente religioso, potrebbe essersi vendicato della morte di suo nonno, Jarl Ottar, che fu ucciso quando Harald invase Götaland.

Altre fonti[modifica | modifica wikitesto]

Saxo Grammaticus racconta come Palnatoke (Toko) fu costretto dal re Harald a usare una sola freccia per sparare una mela dalla testa di suo figlio mentre il ragazzo correva in discesa. Il leggendario motivo ricorrente del grande arciere costretto a sparare una mela dalla testa di suo figlio appare nelle altre tradizioni germaniche, come la storia di Egil nella Þiðrekssaga, William di Cloudesley in una ballata inglese, Hemming Wolf in Holstein, Puncher in una leggenda dell'Alto Reno nel Malleus Maleficarum e, notoriamente, Guglielmo Tell in Svizzera.

Nella letteratura moderna[modifica | modifica wikitesto]

Palnatoki fu oggetto di opere di due autorevoli scrittori danesi dei primi anni del diciannovesimo secolo. Adam Gottlob Oehlenschläger scrisse una tragedia chiamata Palnatoke nel 1809. N.F.S. Grundtvig scrisse un racconto chiamato Palnatoke nel 1804, e tra 1809 e il 1811 un'opera in due volumi di drammi poetici, Optrin af Kæmpelivets Undergang i Nord ("Episodio della caduta della vita combattente nel Nord"), che tratta di Palnatoki e Sigfrido e fu inteso come parte di un'enorme opera poetica progettata per comprendere episodi storici drammatizzati e rinarrazioni di saghe che si estendevano per un migliaio di anni dalla venuta di Odino e "Asatru" in Scandinavia attraverso le leggende dei Völsung e dei Nibelunghi fino alla caduta di Jomsborg con la morte di Palnetoki e la vittoria del cristianesimo.[4]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome è stato interpretato in due modi diversi. Il primo è un alternativo patronimico norreno che significa " Tóki (figlio) di Palni (o Palnir)".[5] L'altro è come soprannome che significa "Toki l'Arciere".[6][7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Influentially P.A. Munch, Samlede Afhandlinger, Christiania: Storm, 1876. See for example Laurence Marcellus Larson, Canute the Great: 995 (circ.)-1035 and the rise of Danish Imperialism During the Viking Age, New York: Putnam, 1912, p. 155: "the castle probably existed before Toki became prominent in the garrison, if he ever was a member". Gwyn Jones, A History of the Vikings, Oxford University Press, 1973, p. 127, doubts Jomsborg was ever more than "a market-place with its Danish garrison" "imposed" on the Wends by Harald Bluetooth.
  2. ^ Jomsvikingarnas Saga, su heimskringla.no, Heimskringla.no.. URL consultato il January 20, 2016.
  3. ^ Saxo Grammaticus' Gesta Danorum and Jómsvíkinga saga; see Samuel H. Cross, "Scandinavian-Polish Relations in the Late Tenth Century" in Studies in Honor of Hermann Collitz ...: Presented by a Group of his Pupils and Friends on the Occasion of his Seventy-Fifth Birthday, February 4, 1930, 1930, repr. Freeport, NY: Books for Libraries, 1969, pp. 114-40, p. 122, note 25.
  4. ^ N.F.S. Grundtvig, Forfatterskabet Archiviato il 16 luglio 2011 in Internet Archive., Arkiv for Dansk Litteratur: et kolossalt digterværk, som . . . skulle bestå af dramatiserede historiske optrin og sagabearbejdelser og i stof og handling række fra guden Odins og dermed asatroens ankomst til Norden over Vølsunge- eller Nibelungensagnene til Jomsborgs undergang ved vikingehøvdingen Palnatokes død og kristendommens sejr. . . . altså godt 1000 år. Accessed January 7, 2010.
  5. ^ Max Keil, Altisländische Namenwahl, Leipzig: Mayer & Müller, 1931, p. 127 (German) and a writer in Acta Philologica Scandinavica, Volume 5 (1969), p. 146 (Danish) both cite as a parallel Mána-Ljótr, "Ljótr, Máni's son", in Sturlunga saga.
  6. ^ "Kenningarnafn (Bezeichnungsname)", Allgemeine Encyclopädie der Wissenschaften und Künste in Alphabetischer Folge, ed. J.S. Ersch and J.S. Gruber, Leipzig, Brockhaus, 1838, p. 191 (German); Toki the Archer (?)", An Icelandic-English Dictionary, Richard Cleasby, revised, enlarged and completed by Gudbrand Vigfusson, Oxford: Clarendon, 1874, p. 475 under "Pálnir".
  7. ^ However, A.G. Moffatt, "Palnatoki in Wales", Saga-Book of the Viking Club 3 (1902), 163-73, p. 167 takes "Tuke, or Toke" to be "the family name".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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