Álfheimr

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Álfheimr o Álfaheimr, italianizzato Alfheim, (in antico inglese Ælfham, in tedesco Elfheim), nella mitologia norrena è uno dei Nove Mondi (Nío Heimar), dove dimorano gli elfi chiari, detti Liósálfar.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Álfheimr deriva dall'antico norreno "heimr" cioè "casa, dimora" e "Alf" ovvero "elfo", significando dimora degli elfi. È anche chiamato Ljósálfaheimr, o più semplicemente Ljosalfheim, per specificare che si parla dei Liósálfar, gli elfi della luce, e non dei Dokkalfar

Nel mito[modifica | modifica wikitesto]

Tale mito ha origine all'inizio dei tempi, quando in occasione del sacrificio del gigantesco Ymir, si ebbe il nuovo ordine stabilito dagli Æsir: il cadavere diede origine all'universo e il suo cranio fu la volta celeste che tutto avvolgeva. Luce, calore e tempo furono creati da Sól e Máni, dal sangue che sterminò la razza dei giganti primordiali nacque invece l'oceano (úthaf).

Nove mondi furono creati dove abitavano dei, elfi, nani e altre creature, situati nelle varie direzioni cardinali, uno di essi, posto in cielo, non lontano dalla fortezza di Ásgarðr, fu Álfheimr.

Secondo il Grímnismál, al governo di questo mondo c'è Freyr, al quale gli fu regalato quando era piccolo, quando gli cadde il suo primo dente[1]:

(NON)

«Ýdalir heita, þar er Ullr hefir sér um gǫrva sali. Álfheim Frey gáfo i árdaga tívar at tannfé.»

(IT)

«Ýdalir si chiama il luogo dove Ullr ha costruito per sé una corte. Álfheimr a Freyr donarono in principio gli dèi per il suo primo dente.»

(Grimnismal)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Álfheimr viene menzionato ne Il discorso di Grímnir (Grímnismál), parte dell'Edda poetica e ne "L'inganno di Gylfi" (Gylfaginning), parte dell'Edda in prosa.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Nella letteratura popolare Alfheim compare in Il martello di Thor secondo volume della serie Magnus Chase e gli Dei di Asgard.