God of War (videogioco 2018)

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God of War
videogioco
God of War 2018 logo.png
PiattaformaPlayStation 4
Data di pubblicazioneMondo/non specificato 20 aprile 2018
GenereAvventura dinamica
TemaMitologia norrena
OrigineStati Uniti
SviluppoSIE Santa Monica Studio
PubblicazioneSony Interactive Entertainment
DesignCory Barlog
SerieGod of War
Modalità di giocoGiocatore singolo
Periferiche di inputDualShock 4
SupportoBlu-ray Disc, download
Fascia di etàACB: MA · BBFC15 · CEROZ · ESRBM · PEGI: 18 · USK: 16
Preceduto daGod of War III

God of War (conosciuto anche come God of War 4) è l'ottavo capitolo della serie God of War, e sequel di God of War III. L'uscita del gioco è avvenuta il 20 aprile 2018.[1] Sviluppato da SIE Santa Monica Studio e pubblicato dalla Sony Interactive Entertainment per PlayStation 4.[2] Il protagonista della serie, Kratos, torna come personaggio principale, e ora ha un figlio di nome Atreus. Kratos funge da mentore e protettore per suo figlio, e deve dominare la rabbia che lo ha spinto per molti anni.

Descritto come una "rivisitazione" della serie, il gameplay è stato completamente ricostruito; tra i vari cambiamenti è inclusa l’arma principale. Kratos non utilizza più le sue doppie lame incatenate (le Lame del Caos), ma un'ascia da battaglia magica, chiamata Leviatano. Un altro cambiamento significativo è la telecamera: il gioco utilizza una telecamera libera sopra le spalle, in contrasto con la telecamera cinematografica fissa vista nelle iterazioni precedenti. Ci saranno anche elementi presenti nei giochi di ruolo, come il potenziamento delle caratteristiche, e il figlio di Kratos, Atreus, in grado di fornire assistenza durante il gioco. Un breve gioco testuale chiamato God of War: A Call from the Wilds è stato pubblicato il 1º febbraio 2018 attraverso Facebook Messenger e segue Atreus nella sua prima avventura nella selvaggia terra norrena.

È il primo capitolo della seconda saga chiamata "Seconda Era" ambientata nella mitologia norrena.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Alla prima edizione del Playstation Experience del 2014, il direttore creativo, Cory Barlog, rivela che un nuovo God of War era in sviluppo, affermando che non sarebbe stato un prequel come Ascension ma un seguito, ovvero ambientato cronologicamente dopo God of War III. Viene mostrato per la prima volta all'Electronic Entertainment Expo 2016 dove viene mostrata la nuova ambientazione, ovvero quella norrena e l'introduzione di Atreus.

Barlog rivelò che il gioco viene chiamato semplicemente God of War perché, nonostante sia una continuazione, segna anche l'inizio di un nuovo ciclo per la storia. Barlog rivelò che era tornato a essere il direttore creativo del gioco e che, all'inizio, lo studio era indeciso su dove ambientare il nuovo capitolo: tra le ambientazioni, oltre a quella norrena, venne considerata anche la mitologia indiana, Maya ed egizia. Dopo varie scelte lo studio era diviso tra mitologia egizia e norrena; alla fine, Barlog optò per quest'ultima, anche perché Ubisoft aveva recentemente rilasciato un nuovo capitolo della saga di Assassin's Creed ambientato, per l'appunto nell'antico Egitto, e non voleva creare troppi problemi.

Essendo un nuovo inizio per la saga, viene cambiato anche l'aspetto di Kratos, rendendolo più vecchio e con una folta barba. Il team, inoltre, cambiò molto anche il suo carattere, rendendolo freddo e saggio, e venne introdotto il figlio Atreus. Infatti, il gioco è incentrato principalmente sul rapporto tra padre e figlio. Lo studio modificò anche il gameplay, cambiando la visuale dall'alto per una in terza persona molto più vicina; inoltre, optò anche per uno stile open world. Venne inserita anche una nuova arma per Kratos, un'ascia in grado di congelare i nemici e che, una volta lanciata, può ritornargli in mano. Lo studio rivelò che, essendo un nuovo inizio per Kratos, dovevano creargli una nuova arma per la sua nuova vita.

Inizialmente, lo studio aveva intenzione di sostituire Kratos con un nuovo personaggio, ma Barlog non accettò tale idea, affermando che Kratos è l'essenza di God of War e che senza di esso non sarebbe un vero God of War. Così, il team decise di lasciare Kratos, ma gli aggiunse un personaggio di supporto, ovvero Atreus, che durante i combattimenti può aiutare il padre.

Santa Monica decise di cambiare anche il doppiatore di Kratos che, fino ad Ascension, era Terrence Carson: infatti, lo studio scelse come nuova voce Christopher Judge che, oltre a doppiare il personaggio, gli ha dato i movimenti con il moption capture. Judge fu ritenuto più adatto a impersonare Kratos per la sua corporatura, così facendo il gioco si sarebbe adattato alla nuova visuale.

In un'intervista del 2019, Cory Barlog ha dichiarato che sono stati rimossi molti boss nel gioco a causa dei tempi troppo lunghi di preparazione. Inoltre ha dichiarato anche aveva in mente di creare uno DLC ma tale contenuto risultava troppo ambizioso per essere semplicemente un contenuto aggiuntivo e quindi fu messo da parte. Nell'aprile dello stesso anno Santa Monica ha affermato che per lo sviluppo della trama si è ispirata a The Last of Us affermando che quest'ultimo possiede una narrativa molto profonda e sentimentale e volevano rendere il nuovo God of War allo stesso livello emotivo in fatto di trama.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Sono passati molti anni da quando Kratos si è finalmente vendicato degli dèi dell'Olimpo, uccidendoli uno dopo l'altro e portando l'antica Grecia alla rovina. Lo spartano, sopravvissuto allo scontro finale con il sovrano dell'Olimpo, nonché suo padre, Zeus, è fuggito dalla Grecia ormai devastata e ha viaggiato fino a nord, raggiungendo la terra delle antiche divinità norrene e stabilendosi in questo nuovo mondo selvaggio, popolato da mostri feroci e guerrieri possenti. Al suo fianco, c'è ora il suo giovane figlio Atreus, con il quale dovrà affrontare un lungo viaggio al fine di onorare l'ultimo desiderio in punto di morte di Faye, la donna guerriera sposata da Kratos dopo che questi era giunto nelle terre del nord: che le sue ceneri vengano sparse sulla montagna più alta dei Nove Regni. Per insegnare a suo figlio come sopravvivere in questa terra selvaggia, Kratos dovrà dominare la rabbia che lo ha consumato per molti anni e accettare il suo nuovo ruolo di padre e mentore del giovane Atreus.

Poco prima di iniziare il loro viaggio, Kratos insegna l'arte della sopravvivenza ad Atreus durante una battuta di caccia al cervo, scontrandosi con dei draugr e un troll. Tornati a casa e pronti per il viaggio, Kratos si trova di fronte a uno sconosciuto, il quale afferma di sapere chi è e da dove viene, e possiede dei poteri divini. In seguito a un violento scontro tra i due, Kratos riesce a ucciderlo, e insieme ad Atreus parte per il loro viaggio. Durante il cammino, i due incontrano per strada il nano Brok, tra l'altro artefice dell'ascia Leviatano di Kratos, che fornirà ad entrambi le sue abilità di fabbro, e una strega che vive nei boschi, in una casa sotto una gigantesca tartaruga, la quale prende subito in simpatia Atreus, mentre rivela a Kratos di sapere che egli è un dio di una terra straniera e lo avverte riguardo agli dèi norreni, che sono diffidenti nei suoi confronti. Arrivati al Lago dei Nove, i due incontrano il Serpente del Mondo Jörmungandr che, tuttavia, si dimostra amichevole verso di loro.

Arrivati sulla montagna, fanno la conoscenza di Sindri, il fratello di Brok, con cui non è in buoni rapporti, e si imbattono in una nebbia nera conosciuta come l'Alito Nero. In loro aiuto giunge la strega, la quale rivela che l'unico modo per farlo sparire è usare la Luce di Alfheim, la terra degli elfi chiari. Li conduce così ad una rappresentazione di Yggdrasill, l'Albero del Mondo, dove, grazie al Bifrǫst, apre un passaggio per il regno, ma, appena varcata la soglia, la strega viene riportata a Miðgarðr, a causa di una maledizione impostale dagli dèi, ma fa appena in tempo a dare il Bifröst a Kratos e ad ordinargli di riempirlo con la luce di Alfheim. Avventurandosi nel regno, Kratos e Atreus scoprono che c'è una guerra tra gli elfi chiari e gli elfi oscuri, che vede i secondi vicini alla vittoria. Kratos e Atreus non hanno altra scelta che affrontare gli elfi oscuri per raggiungere il cuore di Alfheim e riempire il Bifröst con la sua luce, scontrandosi nel viaggio di ritorno con Svartáljqfurr, il re degli elfi oscuri.

Usando il Bifröst, Kratos e Atreus cominciano a salire per la montagna, scontrandosi con il drago sputafulmini Hræzlyr. Raggiunta la vetta di Miðgarðr, ascoltano una conversazione tra lo sconosciuto, che è ancora vivo, e che si rivela essere Baldur, il dio immortale, insieme ai suoi nipoti Móði e Magni, i figli di Thor, e un fauno di nome Mímir sulle voci che circolano su Kratos e Atreus. Dopo che se ne sono andati, Kratos e Atreus parlano con Mímir, il quale rivela che il loro obiettivo non è la montagna dove si trovano, ma il picco più alto di Jötunheim, la terra dei giganti, ma non è più possibile arrivarci, in quanto tutti i passaggi sono stati distrutti per non farvi entrare Odino e Thor. Mímir, tuttavia, conosce un altro modo, dopodiché esorta Kratos a tagliargli la testa e farla rianimare dalla strega dei boschi. Tornati alla sua casa, la strega rianima la testa di Mímir, rivelandosi come la dea Freyja, membro dei Vanir, prima di essere ceduta come sposa a Odino per firmare la pace con gli Æsir. Ciò provoca subito lo sdegno di Kratos, che comincia a diffidare totalmente di lei, ma sia Freya che Mímir lo avvertono che deve dire ad Atreus della sua vera natura, altrimenti più il tempo passerà e più la verità sarà più grave da sopportare.

Kratos e Atreus si rimettono così in viaggio con la testa di Mímir, il quale gli rivela che, per aprire un portale per Jötunheim, avranno bisogno dello scalpello magico del gigante Thamur, assieme alla Runa nera, nascosta nel Tempio di Týr al Lago dei Nove. Arrivati ai resti del corpo di Thamur, con lo scalpello conficcato nel cranio, i tre vengono attaccati da Magni e Móði. Al termine del combattimento, Kratos uccide Magni, e Móði, vedendo che un dio come suo fratello è stato ucciso, fugge. Kratos riesce così a prendere un pezzo dello scalpello di Thamur, ma Atreus comincia ad avvertire i sintomi di una malattia. Tornati al Lago dei Nove, Kratos e Atreus stanno per entrare nel Tempio di Týr, quando vengono attaccati di nuovo da Móði, che atterra Kratos con i suoi fulmini. Atreus cerca di aiutare il padre, ma un attimo di furia incontrollata lo lascia privo di forze, aggravando così il suo stato e facendogli perdere conoscenza. A questo punto, Kratos si fa di nuovo trasportare dalla rabbia e, incurante dei fulmini di Móði, lo colpisce duramente, costringendolo alla fuga.

Portato Atreus da Freya su consiglio di Mímir, la dea spiega che ciò che sta accadendo ad Atreus è una contraddizione mentale di un dio che crede di essere mortale, e che l'unico modo per guarirlo è portarle il cuore del guardiano del Ponte dei Dannati di Helheim, ma il Leviatano sarebbe inutile lì. Kratos decide di tornare a casa per riprendere le sue vecchie armi, le Lame del Caos, e, durante la strada per il ritorno, viene perseguitato più volte dallo spirito di Atena, la quale gli dice che, per quanto si sforzi, non potrà mai dimenticare il suo passato. Armato ancora una volta delle sue Lame, Kratos giunge a Helheim, dove sconfigge il guardiano del ponte dei dannati, il troll Máttugr Helson, e, una volta recuperato il suo cuore, ha una visione di suo padre Zeus, ma Mímir, anche se sorpreso, gli rivela che quella era solo un'illusione provocata dal regno per tormentare le anime dei dannati, e riconosce che Kratos è il famigerato Fantasma di Sparta, ma Kratos gli intima di non chiamarlo in questo modo, specialmente se vicino al piccolo Atreus. Lo spartano riesce a portare il cuore a Freya, Atreus guarisce e Kratos decide di rivelargli il suo retaggio come dio. Atreus accetta serenamente la cosa, e finalmente entrano nel Tempio di Týr, dove scoprono che il dio era conosciuto in ogni angolo del mondo (vi sono, infatti, innumerevoli tesori non solo della Scandinavia, ma anche della Grecia, dell'Egitto e del Giappone) grazie alla sua capacità di usare il potere di collegamento di Yggdrasill insieme a una runa che aveva creato, la Runa nera. Odino, tuttavia, pensò che Týr stesse complottando con i giganti, al che il dio decise di metterli al sicuro nel loro regno, distruggendo ogni ponte collegato a Jötunheim.

Trovata la Runa nera dopo lunghe ricerche, Atreus riesce a memorizzarla, scoprendo di avere un talento nel comprendere le varie lingue. Durante il viaggio verso la montagna con il portale, però, Atreus diventa sempre più arrogante e, quando all'interno della montagna rincontrano Móði, umiliato da suo padre Thor, che lo ha accusato di essere responsabile della morte del fratello, Atreus lo uccide, nonostante Kratos gli abbia ordinato di non farlo. Alla vetta di Miðgarðr vengono attaccati da Baldur, e, durante lo scontro, il portale per Jötunheim appena aperto viene distrutto. Baldur prende Atreus, che prova inutilmente ad uccidere l'immortale, e fugge in groppa a un drago verso il Lago dei Nove, mentre Kratos riesce a uccidere la bestia, atterrando sul Tempio. Baldur intende spedire Atreus e Kratos ad Asgard, ma quest'ultimo riesce a cambiare la destinazione, facendoli finire a Helheim.

Capendo di essere l'artefice della loro situazione, Atreus decide di scusarsi con il padre e decidono di trovare un modo per fuggire dal gelido regno dei morti; inoltre, scoprono di nascosto, tramite una visione che sta avendo Baldur, che egli è il figlio di Freya, verso la quale nutre un profondo rancore in quanto, per fare in modo che nessuno avrebbe fatto del male al figlio, fece fare un giuramento ad ogni essere vivente ma, per quanto invulnerabile, Baldur diventò insensibile ad ogni cosa, fatto che ora trova intollerabile. Kratos, Atreus e Mímir riescono a scappare usando una nave (qui Kratos ha una visione di lui quando fronteggiò il padre nello scontro in cui lo uccise e si preoccupa che anche Atreus l'abbia vista).

Attivato di nuovo l'Albero del Mondo, i tre viaggiano attraverso i Nove Regni, finché non riescono a trovare la porta di Jötunheim del Lago dei Nove nel regno tra i regni, riuscendo infine a riportarla a Miðgarðr. A quel punto, Mímir rivela che, per azionare il portale, non basta usare la Runa nera, ma è necessario recuperare il suo occhio mancante e, parlando con Brok e Sindri, scoprono che si trovava nella statua di Thor che Jörmungandr aveva in precedenza divorato. Ottenuto il consenso del Serpente di entrare al suo interno, Kratos, Atreus e Mímir ritrovano l'occhio ma, non appena stanno per uscire, scoprono che Jörmungandr sta lottando ed escono dal suo corpo vicino al cadavere di Thamur. L'assalitore si rivela essere Baldur, il quale intende uccidere i due, ma Freya interviene, bloccando sia Kratos che Baldur, nel tentativo di proteggere suo figlio. Durante il combattimento, Baldur colpisce Atreus e, inaspettatamente, viene trafitto da una punta di freccia formata dal vischio che Kratos aveva usato per rinforzare la corda della faretra di Atreus, rotta in seguito a un violento scontro. Il vischio infrange l'incantesimo di Freya su di lui, in quanto il vischio era troppo giovane per prendere parte al voto della dea, e rendendolo finalmente vulnerabile. Sentendosi libero dalla maledizione che gravava su di lui, Baldur decide di uccidere sua madre, venendo fermato da Kratos e Atreus, mentre Freya decide di usare il corpo stesso di Thamur contro i due. In questo frangente, Atreus dà prova delle sue capacità parlando l'antica lingua dei giganti dicendo a Jörmungandr di fermarlo. Alla fine, Baldur viene sconfitto e, sebbene Kratos gli dia l'opportunità di ritirarsi, tenta invece di strangolare Freya, costringendo lo spartano a spezzargli nuovamente il collo. Distrutta dal dolore, Freya giura vendetta su Kratos e lo schernisce per aver nascosto la sua vera natura al suo stesso figlio. Kratos decide così di raccontare ad Atreus del suo passato, del patto stretto con Ares che lo ha portato a uccidere molte persone e di come, alla fine, abbia ucciso gli dèi greci, incluso il proprio padre, Zeus. Alla domanda di Atreus se il patricidio è tutto ciò che riesce bene agli dèi, Kratos risponde che entrambi devono imparare dalle loro esperienze e non ripetere gli errori dei loro predecessori. Una silenziosa Freya se ne va con il cadavere di Baldur, mentre Mímir spera che un giorno supererà la tragedia, in quanto Kratos ha fatto la cosa giusta.

Giunti finalmente a Jötunheim, Kratos e Atreus, lasciata indietro la testa di Mímir, scoprono che tutti i giganti sono morti ormai da molto tempo e, all'interno di un tempio, scorgono un murale che descrive le loro avventure, dimostrando che i giganti avevano previsto tutto ciò che sarebbe accaduto. Inoltre, scoprono che Faye era una gigantessa che decise di rimanere indietro a Midgard, facendo di Atreus metà gigante, metà semidio; Atreus scopre, inoltre, il nome che le diede la madre: Loki.[3] Prima di raggiungere la vetta, solo Kratos nota che, dietro un arazzo malridotto, si cela un ultimo murale, collocandosi dopo la battaglia con Baldur e, pertanto, nel futuro: Atreus che sorregge il corpo del padre morente, dal cui cadavere fuoriesce un'anima serpentina e aggrovigliata che si dirige verso il figlio. Infine, Kratos e Atreus adempiono alla promessa di Faye e spargono le sue ceneri sul picco. Successivamente, durante il viaggio di ritorno, Kratos rivela ad Atreus che il suo nome era anche il nome di uno spartano compassionevole, che un tempo conosceva. Quando tornano a Midgard, Mímir li informa che il Fimbulvetr è appena iniziato, dato che è stato anticipato dalle loro azioni, il che significa che presto arriverà il Ragnarǫk.

Finale segreto[modifica | modifica wikitesto]

Nel finale segreto del gioco, Kratos e Atreus tornano alla loro casa e dormono. Dopo un salto temporale di alcuni anni, vengono svegliati durante una notte da una violenta tempesta e, quando escono, intravedono una figura davanti a loro. Quando Kratos gli domanda chi sia, la figura rivela di possedere un martello percorso da scariche elettriche: il Mjöllnir, rivelando che la figura misteriosa è Thor. In quel momento, Atreus si sveglia e capisce di aver sognato una visione del futuro.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Personaggi di God of War.
  • Kratos: personaggio principale e iconico di tutta la saga. In questo capitolo, il suo aspetto ha subito alcune modifiche. Fisicamente è rimasto uguale, a differenza della sua nuova folta barba, ed è invecchiato, pur dimostrando ancora di essere un guerriero forte e implacabile. Anche il suo carattere ha subito dei cambiamenti: dimostra di essere freddo e taciturno e sembra non provare più la rabbia che per anni lo ha consumato. Il suo unico obiettivo è quello di istruire il figlio Atreus a sopravvivere e trova molto difficile farlo, poiché Kratos ha difficoltà a mostrare l’enorme affetto verso suo figlio. È costantemente tormentato dalle atrocità commesse in passato.
  • Atreus: figlio di Kratos e co-protagonista del gioco, è un ragazzo gentile e altruista, che cerca sempre di aiutare il prossimo. Guerriero ancora inesperto, ha una grande voglia di imparare, ma fa spesso errori che gli costano i rimproveri del padre. Atreus e Kratos non hanno mai stretto un forte legame, tuttavia il ragazzo vuole molto bene al padre. Come armi utilizza un arco e un pugnale (all'inizio quello di sua madre, poi sostituito da quello del padre). Nonostante la giovane età, conosce molto bene le lingue nordiche; inoltre, riesce a parlare con gli spiriti intrappolati.
  • Mímir: conosciuto come l’uomo più saggio dei Nove Regni, è un essere dall'aspetto di un fauno che conosce ogni cosa del mondo; inoltre, sa della vera natura di Kratos. Racconterà ogni cosa sulla storia del mondo norreno ad Atreus e Kratos.
  • Freyja: conosciuta inizialmente come Strega della Foresta, solo in seguito si scoprono il suo vero nome e la sua appartenenza agli dèi Vanir. È una donna molto affascinante e dotata di un grande potere magico. Come Mimir, anche lei sa chi è Kratos. È la guardiana degli animali della foresta.
  • Brok: fratello nano di Sindri. Lui e suo fratello sono noti agli dèi per la costruzione del Mjöllnir per Thor; a causa delle innumerevoli morti causate dalla loro creazione, i due nani litigarono e decisero di lavorare in proprio. Brok ha la pelle di colore blu per colpa del continuo contatto fisico con l’argento.
  • Sindri: conosciuto anche come Eitri, è il fratello di Brok. I due sono noti agli dèi per la costruzione del Mjöllnir per Thor; a causa delle innumerevoli morti causate dalla loro creazione, i due nani litigarono e decisero di lavorare in proprio. Nonostante sia un nano e un fabbro, Sindri è terrorizzato dai germi e dal contatto fisico con gli altri. Questo, tuttavia, non gli impedisce di svolgere il suo lavoro di fabbro.
  • Magni: è il fratello di Modi ed uno dei figli di Thor. Combatte sempre in coppia col fratello Modi, nonostante l’enorme astio tra i due. Impugna un'enorme spada impregnata del potere del tuono, come il martello del padre.
  • Modi: è il fratello di Magni ed uno dei figli di Thor. Combatte sempre in coppia col fratello Magni, nonostante l’enorme astio tra i due. Impugna uno scudo e una mazza impregnati del potere del tuono.
  • Baldur: è il fratello di Thor, nonché secondogenito di Odino. Principale antagonista del gioco, è uno degli dèi Aesir più potenti. Nonostante le temperature rigide e fredde, va in giro completamente a petto nudo, mostrando il corpo ricoperto da tatuaggi runici. Inoltre, si sposta a dorso di un drago. Possiede forza, resistenza e velocità pari a quelle di Kratos, oltre a un sortilegio, impostogli dalla madre, che lo rende invulnerabile a qualsiasi minaccia. L’unica cosa in grado di rompere l’incantesimo è il vischio.
  • Valchirie: sono le nove guerriere più forti dell'esercito di Odino. Dopo aver scelto i caduti in battaglia, le valchirie portano una parte dei loro prescelti al Valhalla, la sala dell'aldilà dei guerrieri governata da Odino. Corrotte dal padre degli dèi norreni, Kratos e Atreus dovranno ucciderle, per liberare il loro spirito e renderle di nuovo pure.
  • Jörmungandr: è il Serpente del Mondo, talmente grande che si dice possa avvolgere l'intero pianeta nelle sue spire e mordersi la coda. Odia profondamente Thor; secondo la leggenda, i due combatteranno fino alla morte quando giungerà il Ragnarok. Nonostante sia un animale, è intelligente ed è in grado di parlare, ma solo nella lingua dei giganti. Lui e Mimir sono gli unici a poter conversare, essendo il linguaggio dei giganti ormai estinto. Sempre secondo la leggenda, lo scontro tra Jörmungandr e Thor sarà così violento da spezzare in due l’Yggdrasill e porterà il Serpente indietro nel tempo, ancora prima della sua nascita.
  • Thor: è il Dio del Tuono, figlio primogenito di Odino, fratello maggiore di Baldur, nonché padre di Magni e Modi. Appare nel finale segreto del gioco, dove probabilmente si prepara ad attaccare Kratos per vendicare i figli e il fratello. I nani Brok e Sindri hanno costruito per lui il Mjöllnir. Durante il Ragnarok, si scontrerà con Jörmungandr e il loro scontro sarà così violento da spezzare in due l’Yggdrasill.

Boss[modifica | modifica wikitesto]

Boss obbligatori[modifica | modifica wikitesto]

  • Dauði Kaupmaðr: primo boss del gioco, è un troll che si incontra dopo la battuta di caccia con Atreus. Daudi non possiede degli attacchi particolari, ma userà il suo enorme masso come arma per schiacciare Kratos e Atreus. Non è particolarmente veloce nei movimenti, ma possiede una forza e resistenza sovrumane. Bisognerà effettuare colpi da vicino per infliggergli più danni.
  • Lo Sconosciuto: secondo boss del gioco. Tale individuo si presenterà a casa di Kratos affermando che lui sa chi è veramente. Si dimostrerà subito molto difficile da sconfiggere e, man mano che si va avanti nel combattimento, si scopre essere una divinità: infatti, la sua identità è quella del dio norreno Baldur. Lo scontro si divide in tre fasi: nella prima, Baldur sarà più semplice da battere (dimostra di possedere solamente una grande velocità); nella seconda, comincia a mostrare di più i suoi poteri dimostrando una grande forza e resistenza; nella terza e ultima fase, utilizza a pieno i suoi poteri, scagliando attacchi di ghiaccio contro Kratos. Nonostante Kratos gli spezzi l'osso del collo, in realtà Baldur non muore, perché riapparirà più volte nel gioco.
  • Brenna Dauði: terzo boss del gioco, si affronta quando Kratos e Atreus cominciano il viaggio verso la montagna. È un altro troll ma, a differenza di Daudi, controlla il fuoco e, oltre ad effettuare i soliti attacchi con il masso, può scagliare palle di fuoco ed evocare dei non-morti che lo supportano in battaglia. Essendo un troll di fuoco, anche i suoi normali attacchi causano danni di fuoco.
  • Antico della Pietra: quarto boss del gioco, lo si incontra ad Alfheim. È una creatura molto misteriosa, perché è completamente fatta di pietra e roccia, e aprendo il suo petto può scagliare dei raggi di energia. La sua corazza è praticamente indistruttibile e nessun attacco sarà efficace; il suo unico punto debole è il petto scoperto che mostra quando attacca. Quando lo si colpisce, perderà delle parti del corpo, che potranno essergli lanciate contro, esplodendo come bombe. A differenza degli altri nemici, è molto lento nei movimenti, ma i suoi attacchi sono molto potenti.
  • Svartáljǫfurr: quinto boss del gioco, lo si incontra ad Alfheim. È il re degli elfi oscuri e, di fatto, è molto diverso rispetto agli altri suoi simili. È un boss molto difficile da sconfiggere perché, oltre a essere molto forte, resistente e veloce, possiede diverse abilità che lo rendono un avversario molto temibile. Come quelli della sua specie, è in grado di volare, riuscendo a schivare gli attacchi con facilità. Come arma utilizza una lancia con cui può scagliare delle sfere magiche che esplodono dopo qualche secondo e, se si viene colpiti da esse, si crea una fitta nebbia dove non si vede niente e rendendo lo scontro più difficile; tuttavia, l'effetto durerà pochi secondi. Inoltre, durante lo scontro verrà supportato da soldati elfici. Lo scontro si suddividerà in diverse fasi in base a quanto gli rimane di vita e, man mano che la sua salute diminuisce, effettuerà attacchi sempre più potenti.
  • Járn Fótr: sesto boss del gioco, lo si incontra dentro la montagna. È un altro troll, ma controlla il ghiaccio. I suoi attacchi sono gli stessi degli altri troll, con la differenza che può scagliare anche attacchi di ghiaccio e che, quando attacca con il suo masso, può congelare una piccola parte del terreno.
  • Hræzlyr: settimo boss del gioco, la si incontra a metà strada durante la scalata per la montagna. È un drago che sputa fulmini e uno dei boss più difficili del gioco. La si combatte in più fasi. Il suo corpo è molto difficile da scalfire e l'unico modo per ferirla è lanciarle le resine di Yggdrasill mentre è intenta a scagliare fulmini dalla bocca: così facendo esploderanno e faranno cadere il drago al suolo, rendendola indifesa per qualche minuto. Di solito, attacca su una roccia, girando intorno e rendendo impossibile attaccarla, ma a volte si avvicina ed è possibile colpirla alle zampe. I suoi attacchi di fulmini sono molto potenti e anche con la protezione dello scudo, infliggeranno lo stesso dei danni.
  • Re Barbadipietra: ottavo boss del gioco, lo si incontra durante la strada per prendere lo scalpello di Thamur. Sulla strada per lo scalpello, si entrerà in una stanza completamente ghiacciata e per liberare la strada bisognerà distruggere il ghiaccio; da esso fuoriuscirà Re Barbadipietra. È semplicemente un troll di ghiaccio e i suoi attacchi sono uguali a quelli di Járn Fótr.
  • Magni e Móði: noni boss del gioco. Sono i figli di Thor, nipoti di Baldur e semidei Aesir. Tale combattimento sarà in coppia. Li si incontra quando bisogna recuperare lo scalpello magico di Thamur. Essendo un combattimento due contro due, la sfida è più difficile, anche perché i due fratelli, oltre ad essere semidei, possiedono dei poteri molto pericolosi. Magni come arma utilizza una spada, Modi uno scudo e una mazza. Entrambi possono scagliare attacchi di fulmini o effettuare attacchi di coppia. Lo scontro si divide in due fasi: nella prima, i due fratelli attaccheranno per lo più singolarmente, dopodiché creeranno una nube, riducendo la visibilità, e costringeranno Kratos e Atreus spalla e spalla. Una volta sparita la nebbia, ricomincerà il combattimento e stavolta i due fratelli attaccheranno spesso in coppia con attacchi coordinati.
  • Máttugr Helson: decimo boss del gioco, lo si incontra ad Helheim. È il guardiano del Ponte dei Dannati. Si assicura che le anime dei morti raggiungano Hel e attacca tutti quelli che sono vivi. Ha l'aspetto di un classico troll e i suoi attacchi sono molto simili a quelli degli altri troll, ma ci sono molte differenze: infatti, Mattugr non è un troll elementale ed è più pericoloso rispetto ai comuni troll; oltre ad attaccare col classico masso, egli può scomparire e ricomparire dove vuole, attaccando ovunque senza sapere dove può comparire. Se colpisce ripetutamente il masso al suolo, può scagliare delle onde d'urto impossibili da schivare; inoltre, può evocare delle nidiate, creature di Hel che attaccano senza sosta, ma non particolarmente difficili da sconfiggere.
  • Grendel delle Ceneri e Grendel del Gelo: undicesimi e terzultimi boss del gioco. Combattono in coppia. Si incontrano nella camera di Tyr dopo aver recuperato la Runa nera. Sono due enormi troll elementali (del fuoco e del ghiaccio, come suggerisce il nome). Non sono particolarmente difficili da battere, ma sono comunque degli avversari temibili da sconfiggere. Essendo degli elementali, il Leviatano non avrà alcun effetto su quello del gelo e, di conseguenza, le Lame del Caos non avranno effetto su quello delle ceneri. Inoltre, evocheranno dei draugr per supportarli nella battaglia.
  • Dauði Munr: penultimo boss del gioco. È un troll del fuoco proveniente da Muspelheim. Quando si entra nella porta di Jötunheim nel regno tra i regni, bisognerà affrontare le prove di Tyr ed esse faranno apparire dei mostri provenienti da Midgard, Alfheim, Muspelheim, Helheim e Niflheim. Questo troll attaccherà come i suoi simili, con la differenza che scaglierà anche palle di fuoco e sarà affiancato da dei draugr.
  • Baldur: boss finale del gioco. Il combattimento è diviso in diverse fasi e stavolta sarà più impegnativo, anche perché si è liberato del maleficio e quindi, in preda all'euforia, combatte in modo molto più aggressivo. I suoi attacchi fin da subito sono molto più potenti rispetto allo scontro precedente e dimostra ancora più forza, resistenza e velocità. Oltre a scagliare attacchi di ghiaccio, è stato capace di assorbire il fuoco delle Lame del Caos, acquisendo la capacità di scagliare attacchi infuocati. Il combattimento, inoltre, sarà più volte intralciato da Freya, che cercherà di impedire il combattimento ed evocherà dei draugr o scaglierà il non-morto Thamur per fermare la battaglia.

Boss opzionali[modifica | modifica wikitesto]

  • Valchirie: sono dei boss opzionali, ma sono i più potenti del gioco. Si trovano in camere nascoste, accessibili solamente dopo aver preso lo scalpello di Thamur. In totale sono nove, sono tutte molto potenti e ognuna dimostra una particolarità che la rende micidiale. Dopo aver ucciso otto valchirie e messo i loro elmi sui loro troni, comparirà la nona valchiria, ovvero la regina, che sarà il boss più potente di tutto il gioco. Oltre ad essere forte, resistente e veloce, possiede tutte le abilità di tutte le altre valchirie e non darà nemmeno un attimo di tregua nella battaglia.
  • Gullveig: una rediviva, nonché la più potente di tutto il gioco. Kratos e Atreus incontrano uno spirito che chiede ai due di ritrovare le ossa della sua amata e, in cambio, permetterà loro di esprimere un desiderio. Dopo essere ritornata in vita, attaccherà i due. Possiede le classiche abilità delle redivive, ma può scagliare attacchi velenosi ed evocare degli Incubi, che la supporteranno nella battaglia. Per il resto, non è un boss particolarmente potente.
  • Dauði Hamarr: troll del fuoco tenuto prigioniero nel palazzo di Veithurgard. Se lo si libera, questi attaccherà Kratos e Atreus. Possiede le stesse abilità dei troll, con la differenza che utilizza anche attacchi di fuoco.
  • Mangiamorte: è un troll opzionale che si incontra dopo aver sconfitto i due boss Grendel nella camera nascosta di Tyr. Di aspetto è uguale al Grendel del Gelo, ma non è un troll elementale e i suoi attacchi sono uguali a quelli di un classico troll. Rimarrà in uno stato dormiente finché non si avrà recuperato la Runa nera di Tyr.
  • Antico della Foresta: è un Antico che si trova nel Deposito di Fafnir. I suoi attacchi sono uguali a quello dei classici Antichi, con la differenza che scaglia fuoco.
  • Antico del Gelo: è un Antico che si trova dentro la montagna quando bisogna recarsi a Jotunheim. I suoi attacchi sono uguali a quello dei classici Antichi con la differenza che scaglia attacchi di ghiaccio e può emettere un'esplosione che congela tutto ciò che si trova vicino a lui.
  • Antico della Lava: è un Antico che si trova alle Cascate di pietra. I suoi attacchi sono uguali a quello dei classici Antichi, con la differenza che scaglia attacchi di lava molto più potenti del fuoco e può emettere un'esplosione devastante.

Luoghi[modifica | modifica wikitesto]

Questo capitolo della serie ha una struttura semi-open world e, infatti, Kratos e Atreus hanno la possibilità di visitare alcuni dei nove regni della mitologia nordica. I regni che sono possibili da visitare sono:

  • Midgard: la terra degli uomini, dove risiedono i mortali e il luogo dove è incentrato principalmente il gioco.
  • Alfheim: la terra degli elfi chiari, dove quest'ultimi continuano a combattere una guerra infinita contro gli elfi oscuri. Secondo gli scritti elfici, il dio Vanir Freyr (fratello di Freyja) è il guardiano di Alfheim.
  • Jotunheim: la terra dei giganti, impossibile da raggiungere, poiché i giganti hanno distrutto quasi ogni via d'accesso. L'unica porta che permette l'accesso si trova sulla vetta più alta di Midgard che, però, viene distrutta in una colluttazione tra Kratos e Baldur. La torre del viaggio si trova nel regno tra i regni, accessibile solo nel livello omonimo e affrontando alcune sfide viaggiando tra i regni. Terminate le sfide, la torre tornerà al Lago dei Nove, ma mancherà il cristallo del regno, che sarà sostituito dalla testa di Mimir, dopo aver recuperato il suo occhio mancante. Spargendo le ceneri di Faye sulla vetta di Jotunheim, si vedranno molti cadaveri dei giganti del regno. Sarà accessibile solo una volta, cioè nell'ultimo livello. Infatti, finito il gioco, attivando il Bifröst e puntando la torre, Jötunheim non sarà più accessibile.
  • Muspellheim: la terra dei giganti di fuoco, un luogo completamente ricoperto di fiamme e magma. Per raggiungerlo, bisogna recuperare il codice linguistico diviso in quattro frammenti, così da sbloccare automaticamente anche la runa del viaggio. Li si trovano degli spadoni che attivano le sfide di Surtr. Sono sei e l'ultima si sblocca sconfiggendo la Valchiria Göndul, che si trova in cima al vulcano del regno. Per l'ultima sfida bisogna ripetere tre sfide e ottenere tre chiavi speciali.
  • Helheim: la terra dei morti, dove le anime dei defunti si recano dopo la morte. Posto incredibilmente freddo, vi si recano le anime dei criminali, dei morti di vecchiaia e di malattia.
  • Niflheim: conosciuto anche come il laboratorio di Ivaldi, il padre di tutti i nani. In principio, Niflheim era una landa desolata di ghiaccio e neve eterni. Ivaldi sfruttò il clima estremo per costruire congegni incredibilmente avanzati. Le rivoluzionarie invenzioni del nano rivaleggiavano col potere degli Aesir, i quali non vedevano di buon occhio la cosa. Vedendo l’opposizione di Odino, Ivaldi mancò di rispetto al dio. Oltraggiato, Odino maledisse Niflheim, ricoprendo il regno di una folta nebbia, che risucchia l'anima poco a poco. In questo regno sono presenti molti tesori, ma anche molte trappole. Come per Muspellheim, bisogna trovare i quattro frammenti di codice linguistico, per poter accedere a questo regno.

Kratos e Atreus, tuttavia, non hanno la possibilità di recarsi a:

  • Asgard: la casa degli dèi Aesir, compresi Odino e Thor.
  • Vanaheim: la terra degli dèi Vanir, patria di Freyja. Nelle demo dell'E3 2016, si presentava come un regno esplorabile.
  • Svartalfaheim: la terra dei nani, nonché patria di Brok e Sindri.

Armi[modifica | modifica wikitesto]

  • Leviatano: un'ascia da battaglia impregnata del potere runico del Ghiaccio, donata da Faye a Kratos. È un'arma molto versatile, dotata di una buona velocità e potenza; può anche essere lanciata a distanza e poi richiamata, similmente al martello di Thor. Inoltre, può essere utilizzata per la risoluzione di enigmi, poiché può congelare alcuni meccanismi. Si può potenziare con le Fiamme ghiacciate, fino al livello 6.
  • Lame del Caos: le iconiche spade incatenate di Kratos, vengono recuperate verso la metà del gioco, perché indispensabili per affrontare i non morti di Helheim. Hanno eccellente velocità e raggio d'azione, il che le rende ideali per affrontare nemici multipli, e sono permeate del potere runico del Fuoco. Inoltre, si possono usare per bruciare i rovi di Helheim per trovare tesori e strade nascoste, e possono assorbire i venti di Hel per poter risolvere enigmi. Si potenziano con le Fiamme del caos e, come nei precedenti God of War, il livello massimo è 5.
  • Scudo del Guardiano: un bracciale metallico in grado di trasformarsi in uno scudo. Oltre a parare i colpi, tramite i potenziamenti, può anche essere usato come arma da mischia e per rispedire alcuni proiettili contro i nemici.
  • Artiglio: l'unica arma di Atreus, è un arco da caccia in grado di scagliare rapidamente frecce contro i bersagli indicati da Kratos. Tramite dei potenziamenti, può essere usato per risolvere enigmi ambientali e diventerà più efficace in combattimento.
    • Frecce di Luce: ottenute da Freyja nel corso del gioco, queste frecce sono infuse della luce di Alfheim; consentono, colpendo determinati cristalli, di illuminare le zone buie o di creare ponti di luce solida, e stordiscono i nemici che colpiscono.
    • Frecce del Tuono: ottenute verso metà dell'avventura, dopo aver sconfitto il drago del tuono Hræzlyr, queste frecce possono aumentare le vibrazioni di determinati cristalli e causare potenti esplosioni, mentre in combattimento fulminano i bersagli, facendo rimbalzare l’effetto da un nemico all'altro.

Magie[modifica | modifica wikitesto]

A differenza dei capitoli precedenti, non sono presenti attacchi magici predefiniti, ma sono disponibili delle mosse speciali, sotto forma di attacchi runici, che possono essere sia leggeri che pesanti; è possibile equipaggiare un attacco per tipo in ciascuna arma, i cui effetti vanno da attacchi a distanza, esplosioni elementali ad area o cariche dirette. Si possono, inoltre, infondere particolari effetti nell'Artiglio, chiamati Evocazioni Animali, che consentono di richiamare spiriti di vari animali, come lupi, falchi, cinghiali e corvi, che attaccano i nemici. Sia gli attacchi runici che le evocazioni non consumano energia, ma si ricaricano dopo un certo lasso di tempo.

Oggetti[modifica | modifica wikitesto]

Come negli altri capitoli della saga, Kratos troverà svariati oggetti che lo aiuteranno a completare l'avventura:

  • Bifröst: ottenuto da Freyja, consiste in una particolare chiave che permette di utilizzare il viaggio tra i vari Regni. Dopo aver ottenuto la luce di Alfheim, fornirà anche luce nelle aree buie e permetterà di superare l'Alito Nero.
  • Rune del viaggio: speciali rune che consentono, insieme al Ponte dell'Arcobaleno, di raggiungere i Nove Regni.
  • Testa di Mimir: ottenuta da Mimir nel corso del gioco, la sua testa fornisce preziosi consigli e spiegazioni nel corso del viaggio, oltre ad avvisare Kratos di attacchi imminenti.
  • Scalpello magico: permette di aprire qualsiasi passaggio chiuso magicamente.

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Le voci italiane sono state scelte direttamente da Santa Monica Studio. Rispetto ai suoi predecessori, Kratos non è più doppiato da Marco Pagani, poiché serviva una voce che fosse più adatta al personaggio attuale e, di conseguenza, cambia anche la locazione italiana del doppiaggio: dagli studi di Milano, si passa alla Local Transit di Roma.

Doppiatori[modifica | modifica wikitesto]

Nome personaggio Doppiatore originale Doppiatore italiano
Kratos Christopher Judge Pierluigi Astore
Atreus Sunny Suljic Leonardo Della Bianca
Baldur Jeremy Davies Daniele Raffaeli
Freya Danielle Bisutti Alessandra Cassioli
Mimir Alastair Duncan Franco Mannella
Brok Robert Craighead Roberto Stocchi
Sindri Adam Harrington Massimiliano Alto
Modi Nolan North Gerolamo Alchieri
Magni Troy Baker Achille D'Aniello

God of War: Raising Kratos[modifica | modifica wikitesto]

A un anno dall'uscita del gioco, Sony in collaborazione con Santa Monica Studio decide di pubblicare su YouTube un documentario chiamato God of War: Raising Kratos dove a raccontare c'è Cory Barlog che spiega tutto lo sviluppo del gioco, delle difficoltà riscontrate e dei contenuti rimossi.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

God of War ha ricevuto il "plauso universale" secondo il sito aggregatore di recensioni Metacritic, con un punteggio di 94 su 100 da 118 critici. Questo rende God of War (2018) il gioco col voto più alto della serie, e il secondo punteggio più alto di tutti i tempi per un gioco PlayStation 4 (posizionandosi dietro The Last of Us Remastered) e il punteggio più alto per un'esclusiva PlayStation 4, non rimasterizzata.[4] È anche il gioco PlayStation 4 col voto più alto del 2018.[4]

God of War ha ricevuto particolare lode per la sua direzione artistica, grafica, nuovo sistema di combattimento, musica, storia, uso della mitologia norrena, personaggi e sensazione cinematografica. Molti critici hanno definito il gioco una "conquista tecnica" e uno dei giochi dall'aspetto più notevole mai sviluppati per console.[5]

Il gioco ha venduto tre milioni di copie a tre giorni dall'uscita rendendolo di fatto il videogioco in esclusiva Playstation 4 più venduto. Un mese dall'uscita ha venduto cinque milioni di copie e nel maggio 2019 ha venduto dieci milioni di copie venendo definito il miglior videogioco della serie.

  • GamesHunters.it: 9.6/10. "I Santa Monica sono riusciti a creare probabilmente il miglior titolo dell'intera saga, tirando fuori dal cilindro una sceneggiatura magnifica e una direzione artistica eccelsa che tecnicamente ci regala quella che finora è la miglior opera videoludica disponibile su PlayStation 4"[6]
Anno Premio Categoria Risultato Fonte
2016 Golden Joystick Awards Gioco più atteso Candidato [7]
The Game Awards 2016 Gioco più atteso Candidato [8]
2017 Golden Joystick Awards Gioco più atteso Candidato [9]
The Game Awards 2017 Gioco più atteso Candidato [10]
2018 Golden Joystick Awards Miglior Narrativa Vincitore [11]
Miglior Visual Design Vincitore
Miglior Audio Design Vincitore
Gioco dell'anno - PlayStation Vincitore
Gioco dell'Anno Candidato [12]
The Game Awards 2018 Gioco dell'Anno Vincitore [13]
Miglior regia Vincitore
Miglior narrativa Candidato
Miglior direzione artistica Candidato
Miglior colonna sonora Candidato
Miglior design audio Candidato
Miglior action/adventure Vincitore
Miglior performance, Christopher Judge (Kratos) Candidato

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene Santa Monica non abbia ufficializzato ancora un seguito, ha affermato che la storia di Kratos non è ancora terminata e che ci saranno altri capitoli affermando che saranno tutti ambientati di nuovo nel mondo della mitologia norrena. Nell'aprile 2019 il giornalista insider Jason Schreier ha affermato che è in lavorazione il seguito del titolo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Matteo Zibbo, God of War: annunciata la data di uscita, su Eurogamer, 23 gennaio 2018. URL consultato il 26 gennaio 2018.
  2. ^ Davide Leoni, Il nuovo God of War per PlayStation 4 uscirà nel 2018?, su Evereye, 5 maggio 2017. URL consultato il 27 luglio 2017.
  3. ^ Leggendo le rune Futhark incise sopra le figure sul murale, è inoltre possibile notare come sopra la testa di Faye vi sia il nome Laufey e sopra quella di Kratos, Fárbauti: rispettivamente, madre e padre del dio Loki nella mitologia norrena. Il nome Fárbauti (“crudele colpitore”) fa probabilmente riferimento al passato violento di Kratos.
  4. ^ a b Best PlayStation 4 Video Games for 2018, su metacritic.com. URL consultato il 12 aprile 2018.
  5. ^ (EN) Oscar Dayus, God Of War PS4 Review Roundup [Updated]: Here's What Critics Are Saying, GameSpot, 19 aprile 2018. URL consultato il 20 aprile 2018.
  6. ^ Recensione God of War - GamesHunters.it, su GamesHunters.it. URL consultato il 25 aprile 2018.
  7. ^ (EN) Golden Joystick Awards 2016 voting open to the public, in Digital Spy, 15 settembre 2016. URL consultato il 17 novembre 2018.
  8. ^ (EN) Eddie Makuch, All the 2016 Game Awards Nominees, su GameSpot, 16 novembre 2016. URL consultato il 17 novembre 2018.
  9. ^ (EN) Golden Joystick Awards 2017 Nominees - Best In Slot, su bestinslot.co. URL consultato il 17 novembre 2018.
  10. ^ (EN) The Game Awards 2017 GOTY nominees include: Wolfenstein 2, Horizon: Zero Dawn, PUBG, Zelda: Breath of the Wild, more - VG247, in VG247, 14 novembre 2017. URL consultato il 17 novembre 2018.
  11. ^ Golden Joystick Awards 2018, ecco tutti i giochi premiati, in Multiplayer.it. URL consultato il 17 novembre 2018.
  12. ^ (EN) Tom Hoggins, Golden Joysticks 2018 nominees announced, voting open now, in The Telegraph, 24 settembre 2018. URL consultato il 17 novembre 2018.
  13. ^ The Game Awards 2018: ecco la lista di tutti i vincitori!, su Everyeye.it. URL consultato il 7 dicembre 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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