The Legend of Zelda: Breath of the Wild

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The Legend of Zelda: Breath of the Wild
videogioco
Copertina europea della versione Switch del gioco.
Titolo originale ゼルダの伝説 ブレス オブ ザ ワイルド ?, Zeruda no Densetsu: Buresu obu za Wairudo
PiattaformaNintendo Switch, Wii U
Data di pubblicazioneMondo/non specificato 3 marzo 2017
GenereAvventura dinamica
TemaFantasy
OrigineGiappone
SviluppoNintendo EPD
PubblicazioneNintendo
DesignEiji Aonuma
ProgrammazioneTakuhiro Dohta, Kenji Matsutani, Hiroshi Umemiya
Direzione artisticaSatoru Takizawa, Takumi Wada
Modalità di giocoGiocatore singolo
Periferiche di inputJoy-Con, Nintendo Switch Pro Controller, Wii U GamePad, Wii U Pro Controller
SupportoiDensity, Scheda di gioco per Nintendo Switch
Distribuzione digitaleNintendo eShop
Fascia di etàCEROB · ESRBE10+ · OFLC (AU): M · PEGI: 12 · USK: 12
SerieThe Legend of Zelda
Preceduto daThe Legend of Zelda: Tri Force Heroes
Seguito daThe Legend of Zelda: Tears of the Kingdom
Logo ufficiale

The Legend of Zelda: Breath of the Wild (ゼルダの伝説 ブレス オブ ザ ワイルド?, Zeruda no Densetsu: Buresu obu za Wairudo) è un videogioco action-adventure del 2017, sviluppato da Nintendo EPD e pubblicato da Nintendo per Nintendo Switch e Wii U. Si tratta del diciottesimo capitolo della saga di videogiochi The Legend of Zelda. Il 7 dicembre 2017, in occasione dei Game Awards, ha vinto il premio di gioco dell'anno[1], e ha ricevuto un seguito, The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom, pubblicato globalmente il 12 maggio 2023 per Nintendo Switch.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Diecimila anni prima[modifica | modifica wikitesto]

Il regno di Hyrule viene ciclicamente flagellato da una malvagia entità conosciuta da tutti come Calamità Ganon. Quando ne venne profetizzato il ritorno, per scacciarla si decise di impiegare la tecnologia degli Sheikah, il più avanzato dei popoli che abitavano il regno: vennero quindi creati dei punti di osservazione detti torri Sheikah, dei sacrari per addestrare l'eroe che avrebbe sconfitto la Calamità ed un esercito di robot da combattimento chiamati Guardiani. Vennero anche costruite quattro imponenti macchine da guerra, i Colossi sacri Vah Ruta, Vah Rudania, Vah Medoh e Vah Naboris, poi affidate a quattro Campioni, dei guerrieri formidabili ognuno proveniente da una delle popolazioni di Hyrule. Tutto procede secondo i piani ed al ritorno di Ganon l'attacco coordinato di tutti lo porta velocemente alla sconfitta.

Cento anni prima[modifica | modifica wikitesto]

Viene nuovamente profetizzato il ritorno di Ganon e stavolta la salvezza di Hyrule si trova "nella terra": scavando nell'Altopiano Gerudo, le popolazioni del regno ritrovano infatti i Guardiani ed i Colossi sacri e si decide di replicare la tattica utilizzata in passato. I quattro nuovi Campioni sono la principessa Mipha degli Zora, al comando di Ruta, Daruk dei Goron, assegnato a Rudania, Revali dei Rito, al controllo di Medoh, e Urbosa delle Gerudo, a cui è affidata Naboris. La spada che esorcizza il male, la Spada suprema, sceglie inoltre il suo campione: un giovane ma già abile soldato Hylian chiamato Link. Per questo motivo, Link diventa inoltre guardia personale della figlia di re Rhoam, la principessa Zelda.

Inizialmente Zelda è ostile nei confronti di Link sentendosi inadeguata non avendo, a differenza sua, ottenuto il potere capace di sconfiggere la Calamità e anche perché, essendo la sua guardia del corpo, la segue sempre durante le ricerche e ciò la irrita. Tuttavia dopo essere stata salvata da lui dopo un attacco degli “Yiga” (un gruppo di Sheikah che hanno tradito la propria tribù e che desiderano il ritorno della Calamità) comincia ad aprirsi. Zelda inoltre crede di non aver ereditato il potere capace di sconfiggere la Calamità, generazionale nei membri femminili della sua famiglia, e per questo, pur di aiutare il regno in qualche modo, studia le reliquie ancestrali, cosa che il padre non approva considerandola una distrazione, nonostante gli evidenti sforzi per risvegliare il potere. Zelda, per il giorno del suo diciassettesimo compleanno, parte insieme a Link per il “monte di Ranel” dove è situata la fonte della saggezza ma il potere non si risveglia nemmeno li.

Poco dopo che i due scendono dalla montagna la Calamità Ganon ritorna ma, memore della sua sconfitta, prende il controllo dei Guardiani e dei Colossi sacri e uccide i quattro Campioni. Zelda riesce miracolosamente a scappare con Link, il quale continua a difendere la principessa fino allo stremo delle forze: vedendo Link ormai inabile a combattere, Zelda finalmente riesce a risvegliare il suo potere sopito. Quando Link sviene per le troppe ferite, Zelda inoltre sente la "voce" della Spada suprema, che inizia a guidarla: la principessa fa sì che Link venga posto nel “sacrario della rinascita", un luogo capace di curare le ferite delle persone ma facendole perdere la memoria e facendole entrare in una sorta di coma.

Zelda si reca poi nel mezzo della foresta di Hyrule, dove ripone la Spada suprema nel suo piedistallo affinché si ripari e ne affida la custodia al Grande Albero Deku fino al ritorno di Link. Fatto ciò, la principessa torna al castello di Hyrule per un ultimo gesto: utilizzando i suoi poteri, sigilla Ganon nel perimetro del castello in attesa che Link si risvegli, perdendo il suo corpo e diventando immune allo scorrere del tempo.

La vittoria di Ganon tuttavia si ripercuote su tutta Hyrule, mietendo un'enorme quantità di vittime, ed il regno diventa irto di pericoli e di mostri.

Il risveglio di Link[modifica | modifica wikitesto]

Link si risveglia senza alcun ricordo del suo passato: Zelda gli ha lasciato nel sacrario la tavoletta Sheikah, un dispositivo ancestrale che funziona come una sorta di tablet. Uscito dal sacrario, Link viene guidato da un misterioso vecchietto e da una voce a lui sconosciuta, dopo aver attivato la torre Sheikah dell'altopiano delle origini (il luogo in cui si è risvegliato) si attivano anche le altre torri e i sacrari. Il vecchio allora chiede a Link di andare in quattro sacrari e di portargli gli “emblemi del trionfo”, ottenuti raggiungendo il cuore del sacrario. Link inoltre ottiene 4 poteri poteri, sono: il “kalamitron” che permette di spostare gli oggetti di metallo, le “bombe radiocomandate” di forma sia sferica sia quadrata, che Link può far esplodere a suo piacimento, lo “stasys” che consente di bloccare nel tempo gli oggetti e il “glacyor” che permette di creare pilastri di ghiaccio sull’acqua. Fatto ciò il vecchio chiede a Link di raggiungere il “santuari del tempo” dell’altopiano. Sulla cima Link incontra il vecchio, rivelandosi essere il fantasma di Re Rhoam, il re di Hyrule che gli spiega cosa stia succedendo. Link ha dormito nel sacrario della rinascita per 100 anni e che la voce che sente è quella di Zelda che dopo un secolo sta ancora lottando per contenere la Calamità, e lo implora quindi di salvare Hyrule e soprattutto sua figlia. Per fare ciò il re dona a Link la paravela che serve per fuggire dall’altopiano e dicendogli che volendo potrebbe già dirigersi al castello ma se vuole un aiuto dovrebbe andare al villaggio Calbarico, luogo dove risiedono gli Sheikah.

Link si mette in viaggio arrivando al villaggio Calbarico, il luogo in cui gli Sheikah fedeli al regno si sono ritirati: qua incontra Impa, l'ultracentenaria capovillaggio e una dei pochissimi sopravvissuti agli eventi di cento anni fa. Rendendosi conto dell'amnesia di Link, dopo avergli raccontato la leggenda di come Ganon venne scacciato diecimila anni prima, Impa lo avvisa che prima di affrontare Ganon è necessario liberare i quattro Colossi sacri dalla sua influenza e che deve recuperare i suoi ricordi. Viene quindi messo sulle tracce di Pruna, un'altra Sheikah che riesce a sbloccare delle immagini legate al passato di Link presenti nella tavoletta Sheikah.

Fatto ciò, Link inizia ad esplorare Hyrule per trovare gli strumenti necessari a vincere la Calamità Ganon e purifica i Colossi dal controllo di Ganon. Sconfiggendoli, Link libera gli spiriti dei Campioni caduti, i quali, dopo avergli donato il loro potere, riprendono il comando delle macchine e si preparano a colpire Ganon quando Link ingaggerà battaglia con lui.

Continuando a viaggiare, Link ritrova pian piano i propri ricordi ed inoltre, scopre che la Spada suprema, necessaria per battere Ganon, è situata nel Bosco perduto, un bizzarro luogo perennemente avvolto da una fitta coltre di nebbia. Essendosi addestrato abbastanza, reclama la Spada e, ormai pronto, si dirige verso il castello di Hyrule. Aggirate le macchine che lo sorvegliavano, Link si ritrova davanti al portone della roccaforte: lì sente nuovamente la voce di Zelda, che fa cedere la barriera così che possa dirigersi da Ganon, situato nel punto più alto del castello.

Raggiunto il posto dove la Calamità risiede, Link scopre di essere arrivato giusto in tempo: la principessa Zelda aveva appena ceduto, poiché Ganon, in questo secolo, stava sì cercando di infrangere la barriera innalzata da Zelda, ma stava anche assorbendo il suo potere. Grazie anche all'aiuto dei Colossi sacri e di Zelda, Ganon viene infine sconfitto da Link e scacciato dalla principessa, che riassume anche la sua forma corporea. Con la minaccia cessata, gli spiriti di re Rhoam e dei quattro Campioni hanno compiuto il loro scopo e si congedano da quel mondo; Link e Zelda quindi decidono di andare dalle altre popolazioni del regno per ricostruire Hyrule insieme.

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Schermata del gioco

Il gameplay di The Legend of Zelda: Breath of the Wild si differenzia molto da quello dei precedenti capitoli della serie per la sua veste grafica in cel-shading, ispirata a quella degli anime giapponesi[3], per la sua linea narrativa[4] e per il suo vastissimo mondo di gioco aperto, dodici volte superiore a quello di Twilight Princess.[5]

Il giocatore dovrà esplorare nuovi dungeon servendosi di un notevole arsenale di armi, espanso dalle bombe che la tavoletta Sheikah può evocare e dalla Spada suprema, e per la prima volta potrà scalare pressoché ogni cosa, agevolando di molto l'esplorazione. Tuttavia, dovrà tenere in considerazione anche la temperatura dell'ambiente, poiché senza gli abiti adatti Link perderà gradualmente punti salute in determinati luoghi.

Si avrà la possibilità di domare dei cavalli, di rallentare il tempo durante le battaglie e di fare uso della tavoletta Sheikah, un dispositivo dotato di strumenti che il giocatore troverà nel corso della sua avventura. Oltretutto, si dovrà ripristinare la propria energia vitale cucinando e mangiando i cibi raccolti, che possono fornire effetti aggiuntivi come la riduzione del rumore che Link produce spostandosi, il ripristino o l'aumento del vigore, dei cuori massimi temporanei che andranno persi se svuotati, rendere isolato Link dall'elettricità in caso di temporali, aumentare o abbassare la temperatura corporea in base all'ambiente o diventare ignifughi.

Sistema di combattimento[modifica | modifica wikitesto]

Link può brandire una vasta gamma di armi tra cui spade, archi e lance, o utilizzare oggetti ambientali come dei barili esplosivi per attaccare i nemici in scontri in tempo reale. Il gioco incoraggia l'approccio tattico al combattimento; il giocatore può sfruttare l'ambiente circostante, ad esempio spostandosi furtivamente per avvicinarsi in silenzio ai nemici, congelando il tempo con il potere dello Stasi contenuto nella tavoletta Sheikah, scagliare oggetti con la telecinesi o planare da altezze elevate per eseguire attacchi a sorpresa.

Il sistema di combattimento offre inoltre diversi stili di gioco. Il giocatore può adottare un approccio diretto e aggressivo, affrontando i nemici frontalmente con spade e scudi, o adottare un metodo più tattico, cercando punti deboli nei movimenti dei nemici per contrattaccare con precisione. Inoltre, utilizzando armi a distanza come archi e frecce si potrà attaccare da lontano, o colpire i nemici in punti vulnerabili qualora le armi ravvicinate non possano raggiungere il bersaglio.

Infine, Breath of the Wild incoraggia l'esplorazione e l'adattamento all'ambiente. Sfruttando il terreno è possibile arrampicarsi su delle scogliere o utilizzare il parapendio per guadagnare un vantaggio posizionale prima di ingaggiare un nemico.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Eiji Aonuma, produttore del videogioco

The Legend of Zelda: Breath of the Wild ha subito un ciclo di sviluppo molto lungo; difatti, la sua prima rivelazione ufficiale risale al 2013, anno in cui il supervisore della serie, Eiji Aonuma, annunciò durante un Nintendo Direct lo sviluppo di un nuovo capitolo della serie The Legend of Zelda per Wii U, senza tuttavia mostrarlo.[6]

A sua detta, si sarebbe incentrato esclusivamente sulla modalità di giocatore in singolo ed avrebbe permesso la possibilità di esplorare i dungeon secondo un ordine preciso. Maggiori dettagli vennero poi rivelati l’anno successivo, quando, in occasione del Nintendo Digital Event dell'E3 2014, il gioco fu presentato per la prima volta al pubblico con un breve filmato che mostrava Link che lanciava delle frecce contro un guardiano, uno dei nemici presenti nel gioco, che lo attaccava mentre cavalcava Epona.

Allora il gioco non aveva un titolo definitivo ed inizialmente la sua data d’uscita era stata prefissata per il 2015.[7][8] Tuttavia Aonuma, vista poi la necessità di rendere il gioco completo al cento per cento, annunciò il 27 marzo del 2015, attraverso un video, non solo che sarebbe stato rimandato ma che non sarebbe stato ripresentato all’E3 2015[9].

Pochi mesi dopo si ebbe una conferenza tra gli azionisti di Nintendo, durante la quale fu confermato che il nuovo titolo della serie Zelda sarebbe stato pubblicato nel 2016.[10] Anche questa conferma però non si dimostrò quella decisiva: di fatto la lavorazione del motore fisico costrinse gli sviluppatori a rimandarlo nuovamente. Questa volta la data d’uscita per il gioco fu prevista per marzo 2017 e inoltre fu annunciato che non sarebbe uscito solo per Wii U, ma anche per la piattaforma allora in lavorazione Nintendo Switch (precedentemente nota come Nintendo NX)[11].

Alla fine, dopo due anni di attesa, il gioco fu finalmente ripresentato all'E3 2016 con un trailer che presentava il gameplay,[12] mentre il 13 gennaio del 2017, alla fine della conferenza di presentazione del Nintendo Switch, fu rivelato che la data d’uscita definitiva era prevista per il 3 marzo.[13]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Per la prima volta in un capitolo di Zelda, i personaggi si esprimono attraverso il parlato e sono stati doppiati in varie lingue, compreso l'italiano, anche se solo nei filmati; durante il gioco non vi è alcun parlato, ma solo delle didascalie.[14][15] Inoltre Link è l'unico dei personaggi principali a non parlare.

Il direttore del doppiaggio per la versione italiana è stato Alessandro Ricci.[16]

Doppiatori[modifica | modifica wikitesto]

Personaggio Doppiatore originale Doppiatore italiano
Link Kengo Takanashi originale
Principessa Zelda Yū Shimamura Martina Felli
Re Rhoam Hiroshi Naka Natale Ciravolo
Impa Shōko Tsuda Elisabetta Cesone
Daruk Kōji Takeda Pietro Ubaldi
Principessa Mipha Mayu Isshiki Sabrina Bonfitto
Revali Noboru Yamaguchi Massimo Di Benedetto
Urbosa Rei Shimoda Tania De Domenico
Grande albero Deku Hideaki Nonaka Marco Balbi
Yunobo Kumiko Watanabe Alessandro Germano
Principe Sidon Kōsuke Ōnishi Paolo De Santis
Teba Takuya Masumoto Massimiliano Lotti
Riju Arisa Sakuraba Tiziana Martello
Maestro Koga Atsuyoshi Miyazaki originale

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Valutazioni professionali
Testata Giudizio
SpazioGames.it 10/10[17]
Multiplayer.it 9.7/10[18]
Eurogamer (ITA) 9/10[19]
Respawn.it 9.5/10[20]
IGN (ITA) 9.6/10[21]
Everyeye.it 9/10[22]
NintendOn 10/10[23]

Il videogioco è stato acclamato dalla critica ottenendo su GameRankings il terzo posto in assoluto in base ai voti, con 97.30/100[24]. Anche su Metacritic è risultato essere molto apprezzato dalla critica, ottenendo il voto di 97/100[25].

Al termine dei Game Awards 2017, oltre ad essere stato eletto gioco dell'anno, il videogioco ha ricevuto anche il premio Miglior game direction e Miglior action/adventure game.[26]

Il videogioco è stato premiato come "Gioco dell'Anno" ai Golden Joystick Awards, il 17 novembre 2017.[27]

Alla fine del 2019 è stato inserito al secondo posto nella classifica dei migliori giochi del decennio 2010-19 di Metacritic, dietro solamente a Super Mario Galaxy 2.[28]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Premio Data Categoria Risultato Ref.
Game Critics Awards 5 luglio 2016 Best Action/Adventure Game Vincitore/trice [29]
Best Console Game Vincitore/trice
Best of Show Vincitore/trice
The Game Awards 2016 1 dicembre 2016 Most Anticipated Game Vincitore/trice [30]
2017 Teen Choice Awards 13 agosto 2017 Choice Video Game Candidato/a [31]
Japan Game Awards 21 settembre 2017 The Grand Award Vincitore/trice [32]
BBC Radio 1's Teen Awards 22 ottobre 2017 Best Game Candidato/a [33]
Ping Awards 8 novembre 2017 Best International Game Vincitore/trice [34]
Golden Joystick Awards 17 novembre 2017 Best Visual Design Candidato/a [35]
[36]
Best Audio Vincitore/trice
Critics' Choice Award Vincitore/trice
Nintendo Game of the Year Vincitore/trice
Ultimate Game of the Year Vincitore/trice
The Game Awards 2017 7 dicembre 2017 Game of the Year Vincitore/trice [37]
Best Game Direction Vincitore/trice
Best Art Direction Candidato/a
Best Score/Music Candidato/a
Best Audio Design Candidato/a
Best Action/Adventure Game Vincitore/trice
21st Annual D.I.C.E. Awards 22 febbraio 2018 Game of the Year Vincitore/trice [38]
Adventure Game of the Year Vincitore/trice
Outstanding Achievement in Art Direction Candidato/a
Outstanding Technical Achievement Candidato/a
Outstanding Achievement in Game Design Vincitore/trice
Outstanding Achievement in Game Direction Vincitore/trice
SXSW Gaming Awards 17 marzo 2018 Excellence in Musical Score Candidato/a [39]
[40]
Excellence in Animation Candidato/a
Excellence in Art Candidato/a
Excellence in Gameplay Vincitore/trice
Excellence in Design Vincitore/trice
Video Game of the Year Vincitore/trice
Game Developers Choice Awards 21 marzo 2018 Best Audio Vincitore/trice [41]
[42]
Best Design Vincitore/trice
Innovation Award Candidato/a
Best Technology Candidato/a
Best Visual Art Candidato/a
Game of the Year Vincitore/trice
14th British Academy Games Awards 12 aprile 2018 Artistic Achievement Candidato/a [43]
[44]
Best Game Candidato/a
Game Design Candidato/a
Game Innovation Vincitore/trice
Music Candidato/a
2018 Teen Choice Awards 12 agosto 2018 Choice Video Game Candidato/a [45]
[46]
CEDEC Awards 23 agosto 2018 Engineering Vincitore/trice [47]

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'E3 2019 viene rivelato un breve trailer che si conclude con l'annuncio di un seguito diretto a Breath of the Wild;[48][49] successivamente, Nintendo ha annunciato che il sequel di Zelda sarebbe uscito nella primavera del 2023. Il 13 settembre 2022, in occasione del Nintendo Direct, fu annunciato il titolo definitivo, The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom[50], mostrato un nuovo trailer e la definitiva data d'uscita, stabilita per il 12 maggio 2023.[51]

Prequel[modifica | modifica wikitesto]

A settembre 2020 è stato annunciato il prequel di The Legend of Zelda: Breath of The Wild, chiamato Hyrule Warriors: L'era della calamità, ambientato in un mondo parallelo rispetto a quello di Breath of the Wild.

Proprio per tale ragione, parlare di prequel potrebbe non essere adatto, dato che si tratta a tutti gli effetti di una storia alternativa a quella narrata in Breath of the Wild. Se, ad esempio, nel gioco del 2017 il risveglio di Ganon porta alla sconfitta dell’esercito di Hyrule e alla necessità di nascondere e proteggere Link per far sì che si riprenda così da sconfiggere la grande calamità cento anni dopo, in Hyrule Warriors la trama prevede che Hyrule riesca effettivamente a sconfiggere la minaccia portata dal risveglio del malvagio Ganon.

I due titoli presentano numerose differenze: in Hyrule Warriors è possibile utilizzare svariati personaggi in combattimento, sia antagonisti che secondari, e i due titoli si differenziano anche per una sostanziale differenza in termini di esplorazione e struttura. Se Breath of the Wild ha dovuto infatti la sua popolarità alla vastità del suo open world e all'altissimo grado di interazione con NPC e ambiente circostante, Hyrule Warriors si caratterizza come un più classico beat ‘em all, in cui sono estremamente limitate (ma non del tutto assenti) le possibilità di esplorazione degli ambienti, e che adopera una struttura a livelli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Awards - The Game Awards, in The Game Awards. URL consultato il 28 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2018).
  2. ^ (EN) Jordan Fragen, Zelda: Tears of the Kingdom is still launching on May 12, su VentureBeat, 8 febbraio 2023. URL consultato il 27 gennaio 2024.
  3. ^ Paolo Sirio, The Legend of Zelda Wii U: l'animazione giapponese ha ispirato lo stile grafico, su Videogame.it, 30 novembre 2014. URL consultato il 3 marzo 2017.
  4. ^ Roberto Branni, The Legend of Zelda: Breath of the Wild avrà dei finali alternativi, su it.ign.com, IGN, 21 gennaio 2017. URL consultato il 3 marzo 2017.
  5. ^ Cristina Improda, La mappa di Zelda Breath of the Wild sembra gigantesca, circa 360km quadrati, su Everyeye.it, 20 gennaio 2017. URL consultato il 3 marzo 2017.
  6. ^ Adriano Della Corte, The Legend of Zelda Wii U: Nintendo vuole rivedere i punti cardine della serie, su Everyeye.it, 23 gennaio 2013. URL consultato il 3 marzo 2017.
  7. ^ (EN) Leo Kelion, E3: Nintendo readies Legend of Zelda for Wii U in 2015, su bbc.com, BBC News, 10 giugno 2014. URL consultato il 3 marzo 2017.
  8. ^ (EN) Megan Farokhmanesh, New Legend of Zelda game for Wii U coming in 2015, su Polygon, 10 giugno 2014. URL consultato il 3 marzo 2017.
  9. ^ (EN) Stephany Nunneley, The Legend of Zelda Wii U: 2015 release not a “priority”, skipping E3, su VG247.it, 28 marzo 2015. URL consultato il 3 marzo 2017.
  10. ^ The Legend of Zelda per WiiU confermato per il 2016, su Yesgame.it, 2 febbraio 2016. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2016).
  11. ^ Felice Di Giuseppe, Il nuovo Zelda è stato rimandato al 2017, uscirà anche su NX, su it.ign.com, IGN, 27 aprile 2016. URL consultato il 3 marzo 2017.
  12. ^ (EN) Andrew Webster, The Legend of Zelda is the biggest game at E3 because it finally changed, su The Verge, 16 giugno 2016. URL consultato il 3 marzo 2017.
  13. ^ (EN) The Legend of Zelda: Breath of the Wild to Launch on March 3 with the Nintendo Switch, su pastemagazine.com, Paste, 13 gennaio 2017. URL consultato il 3 marzo 2017.
  14. ^ (EN) Philip Kollar, Why The Legend of Zelda: Breath of the Wild is getting voice acting and sci-fi elements, su Polygon, 21 giugno 2016. URL consultato il 3 marzo 2017.
  15. ^ Tommaso Pugliese, The Legend of Zelda: Breath of the Wild sarà doppiato in italiano, girerà a 900p e 720p su Nintendo Switch?, su Multiplayer.it, 13 gennaio 2017. URL consultato il 3 marzo 2017.
  16. ^ The Legend of Zelda: Breath of the Wild, su antoniogenna.net. URL consultato il 12 gennaio 2019.
  17. ^ Matteo Bussani, Recensione di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, su SpazioGames.it, 3 marzo 2017. URL consultato il 21 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2017).
  18. ^ Alessandro Bacchetta, The Legend of Zelda: Breath of the Wild - recensione, su Multiplayer.it, 2 marzo 2017. URL consultato il 10 marzo 2023.
  19. ^ Luca Forte, The Legend of Zelda: Breath of the Wild - recensione, su Eurogamer, 2 marzo 2017. URL consultato il 10 marzo 2023.
  20. ^ Ernesto Sisto, The Legend of Zelda: Breath of the Wild - Recensione, su Respawn.it, 18 marzo 2017. URL consultato il 10 marzo 2023.
  21. ^ Mattia Ravanelli, The Legend of Zelda: Breath of the Wild - Recensione, su IGN, 2 marzo 2017. URL consultato il 10 marzo 2023.
  22. ^ Francesco Fossetti, The Legend of Zelda: Breath of the Wild Recensione, su Everyeye.it, 2 marzo 2017. URL consultato il 10 marzo 2023.
  23. ^ Emil Petrov, The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Recensione, su nintendon.it, 2 marzo 2017. URL consultato il 21 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2017).
  24. ^ (EN) Best Video Games of All Time, su Metacritic. URL consultato il 10 marzo 2023 (archiviato dall'url originale il 30 dicembre 2019).
  25. ^ (EN) Best Video Games of All Time, su Metacritic. URL consultato il 10 marzo 2023.
  26. ^ The Game Awards 2017: tutti i giochi premiati, l'elenco completo dei vincitori, in Everyeye.it. URL consultato l'8 dicembre 2017.
  27. ^ Golden Joystick Awards: Zelda Breath of the Wild è il Gioco dell'Anno, in Everyeye.it. URL consultato il 17 novembre 2018.
  28. ^ Best videogames of the decade 2010. URL consultato il 28 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2019).
  29. ^ Chris Pereira, Here Are E3 2016's Game Critics Award Winners, su GameSpot, 5 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2017).
  30. ^ Alex Osborn, The Game Awards 2016 Winners Announced, su IGN, 1º dicembre 2016.
  31. ^ Rebecca Rubin e JD Knapp, Teen Choice Awards 2017: 'Riverdale,' Fifth Harmony Shut Out Competition, in Variety, 13 agosto 2017. URL consultato il 25 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 16 agosto 2017).
  32. ^ The Grand Award goes to "The Legend of Zelda: Breath of the Wild" (PDF), su awards.cesa.or.jp, Computer Entertainment Supplier's Association, 21 settembre 2017, p. 1. URL consultato il 15 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 25 settembre 2017).
  33. ^ All the winners from the Radio 1 Teen Awards 2017, su bbc.co.uk, BBC. URL consultato il 15 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2017).
  34. ^ (FR) Le palmarès complet des Ping Awards 2017, su afjv.com, AFJV, 8 novembre 2017. URL consultato l'8 novembre 2019.
  35. ^ Hannah Dwan, Public voting and the nominations for the 2017 Golden Joystick Awards are now up, in The Daily Telegraph, 27 ottobre 2017. URL consultato il 15 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2018).
  36. ^ Hannah Dwan, The 2017 Golden Joystick Awards winners have been revealed, in The Daily Telegraph, 18 novembre 2017. URL consultato il 15 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 20 novembre 2017).
  37. ^ Eddie Makuch, The Game Awards 2017 Winners Headlined By Zelda: Breath Of The Wild's Game Of The Year, su GameSpot, 8 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2017).
  38. ^ Eddie Makuch, Game Of The Year Nominees Announced for DICE Awards, su GameSpot, 14 gennaio 2018. URL consultato il 17 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 17 gennaio 2018).
  39. ^ Andrew McNeill, Here Are Your 2018 SXSW Gaming Awards Finalists!, su gaming.sxsw.com, SXSW, 31 gennaio 2018. URL consultato il 31 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2018).
  40. ^ IGN Studios, 2018 SXSW Gaming Awards Winners Revealed, su IGN, 17 marzo 2018. URL consultato il 18 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2018).
  41. ^ Michael McWhertor, Zelda, Horizon lead 2018 Game Developers Choice Award nominees, su Polygon, 5 gennaio 2018. URL consultato il 15 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 10 gennaio 2018).
  42. ^ Eddie Makuch, Legend Of Zelda: Breath Of The Wild Wins Another Game Of The Year Award, su GameSpot, 21 marzo 2018. URL consultato il 22 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2018).
  43. ^ Marie deAlessandri, Hellblade: Senua's Sacrifice at forefront of BAFTA Games Awards nominations, in MCV, 15 marzo 2018. URL consultato il 15 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 16 marzo 2018).
  44. ^ Brett Makedonski, BAFTA names What Remains of Edith Finch its best game of 2017, su Destructoid, 12 aprile 2018. URL consultato il 12 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 25 aprile 2018).
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