The Legend of Zelda: Breath of the Wild

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The Legend of Zelda: Breath of the Wild
videogioco
The Legend of Zelda Breath of the Wild Switch.jpg
Copertina della versione Switch del gioco.
Titolo originaleゼルダの伝説 ブレス オブ ザ ワイルド
PiattaformaNintendo Switch, Wii U
Data di pubblicazioneMondo/non specificato 3 marzo 2017
GenereAvventura dinamica
TemaFantasy
OrigineGiappone
SviluppoNintendo EPD
PubblicazioneNintendo
DesignEiji Aonuma
SerieThe Legend of Zelda
Modalità di giocoGiocatore singolo
Periferiche di inputJoy-Con, Nintendo Switch Pro controller, Wii U GamePad, Wii U pro controller
SupportoiDensity, Scheda di gioco per Nintendo Switch
Distribuzione digitaleNintendo eShop
Fascia di etàCEROB · ESRBE10+ · OFLC (AU): M · PEGI: 12+
Preceduto daThe Legend of Zelda: Tri Force Heroes

The Legend of Zelda: Breath of the Wild (ゼルダの伝説 ブレス オブ ザ ワイルド?) è un videogioco action-adventure del 2017, sviluppato da Nintendo EPD e pubblicato da Nintendo per Nintendo Switch e Wii U. Considerato come un capolavoro della storia videoludica, si tratta del diciottesimo capitolo della celebre saga di videogiochi The Legend of Zelda, il primo ad essere uscito su Nintendo Switch.

Il 7 dicembre 2017, in occasione dei Game Awards, The Legend of Zelda: Breath of the Wild ha vinto il premio di gioco dell'anno.[1]

L'11 giugno 2019, in occasione del Nintendo Direct per l'E3 2019, è stato annunciato che sono in corso i lavori di sviluppo per il seguito del gioco.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Diecimila anni prima[modifica | modifica wikitesto]

Il regno di Hyrule da tempo immemore viene ciclicamente flagellato da una malvagia entità primeva di odio e caos conosciuta da tutti come Calamità Ganon. Quando venne profetizzato ancora una volta il ritorno della Calamità Ganon, per aiutare l'eroe con la spada che esorcizza il male e la principessa dal sangue divino nel loro compito di scacciare la Calamità, si decise di impiegare la tecnologia degli Sheikah, il più avanzato dei popoli che abitavano il regno: vennero quindi create le torri Sheikah (che fungono da punti di osservazione), i sacrari (destinati ad addestrare l'eroe) ed un esercito di robot da combattimento chiamati Guardiani. Vennero anche costruite quattro imponenti macchine da guerra, i Colossi sacri Vah Medoh, Vah Ruta, Vah Rudania, e Vah Naboris, che vennero poi affidate a quattro Campioni: guerrieri formidabili ognuno proveniente da una delle popolazioni di Hyrule. Tutto procede secondo i piani ed al ritorno di Ganon, l'attacco coordinato di tutti lo porta velocemente alla sconfitta.

Nel corso dei millenni successivi tuttavia le popolazioni di Hyrule cominciarono a temere la tecnologia Sheikah, i quali vengono costretti ad isolarsi pur rimanendo fedeli alla famiglia reale.

Cento anni prima[modifica | modifica wikitesto]

Dopo millenni, viene profetizzato il ritorno di Ganon e che la salvezza di Hyrule si trovi nella terra: scavando nell'Altopiano Gerudo, le popolazioni del regno ritrovano infatti i Guardiani ed i Colossi sacri e, poiché la storia della precedente sconfitta della Calamità è stata tramandata nelle generazioni, si decide allora di replicarla. I Guardiani vengono ripristinati e vengono scelti quattro nuovi Campioni: la principessa Mipha degli Zora va al comando di Ruta, Daruk dei Goron è assegnato a Rudania, Revali dei Rito prende il controllo di Medoh, e Urbosa delle Gerudo si occupa di Naboris. La spada che esorcizza il male, la Spada suprema, sceglie inoltre il suo campione: un giovane ma già abile soldato Hylia chiamato Link. Per questo motivo, Link diventa inoltre guardia personale della figlia di re Rhoam: la principessa Zelda, che all'inizio non è troppo felice della cosa ma in seguito stringerà amicizia con Link. La principessa è però convinta che, poiché non riesce a manifestarlo, il grande potere spirituale che viene tramandato in famiglia di madre in figlia non le sia stato passato, nonostante le sue preghiere e abluzioni alla dea Hylia, preferendo quindi studiare i resti dell'antica tecnologia Sheikah ma scatenando le ire del padre.

Finalmente, come profetizzato, la Calamità Ganon ritorna ma, memore della sua sconfitta, questa volta prende il controllo dei Guardiani e uccide i quattro Campioni, impossessandosi anche dei Colossi sacri. Zelda riesce miracolosamente a scappare con Link, il quale continua a difendere la principessa fino allo stremo delle forze durante la loro fuga nella macchia: vedendo Link ormai inabile a combattere, Zelda, per proteggerlo, finalmente riesce a risvegliare il suo potere sopito; quando Link sviene per le troppe ferite, Zelda inoltre sente la "voce" della Spada suprema, che inizia a guidarla: la principessa fa sì che Link venga posto in quello denominato "sacrario della rinascita", che secondo gli studi condotti dovrebbe essere in grado di curare le ferite dell'eroe, anche se ciò lo manderà in una sorta di coma; Zelda intanto si reca nel mezzo della foresta di Hyrule, dove ripone la Spada suprema nel suo piedistallo affinché si ripari e ne affida la custodia al Grande albero Deku fino al ritorno di Link. Fatto ciò, la principessa torna al castello di Hyrule per un ultimo gesto: utilizzando i suoi novelli poteri, sigilla Ganon nel perimetro del castello in attesa che Link si risvegli - in questo modo inoltre, Zelda perde il suo corpo e diventa immune allo scorrere del tempo.

La vittoria di Ganon tuttavia si ripercuote su tutta Hyrule: innumerevoli vite vengono spezzate, ed il regno diventa un posto ostico alla civiltà, irto di pericoli e di mostri.

Il risveglio di Link[modifica | modifica wikitesto]

Link si risveglia, senza avere alcun ricordo del suo passato. Zelda ha lasciato per lui nel sacrario la tavoletta Sheikah, un dispositivo ancestrale che funziona come una sorta di tablet e dotato di strumenti ancestrali. Uscito dal sacrario, Link viene guidato da un misterioso vecchietto e da una voce a lui sconosciuta, ripristinando le torri Sheikah. Il vecchio, fatto ciò, gli chiede di incontrarlo sulla cima di un tempio in rovina, il Santuario del Tempo. Raggiunto da Link, il vecchio gli rivela di essere lo spirito del defunto re di Hyrule e che la voce che sente è quella di Zelda, che dopo un secolo sta ancora lottando per contenere la Calamità, seppur stia iniziando a cedere: il re, dopo aver rammentato quanto successo ed il suo scopo al giovane, implora quindi Link di salvare Hyrule e soprattutto sua figlia.

Seguendo le indicazioni del re, Link si mette in viaggio arrivando al villaggio Calbarico, il luogo in cui gli Sheikah fedeli al regno si sono ritirati: qua incontra Impa, l'ultracentenaria capovillaggio e una dei pochissimi sopravvissuti agli eventi di cento anni fa. Rendendosi conto dell'amnesia di Link, dopo avergli raccontato la leggenda di come Ganon venne scacciato diecimila anni prima, Impa lo avvisa che prima di affrontare Ganon è necessario liberare i quattro Colossi sacri dalla sua influenza e che deve recuperare i suoi ricordi. Viene quindi messo sulle tracce di Pruna, un'altra Sheikah che studiò il sacrario della rinascita e che riesce a sbloccare delle immagini presenti nella tavoletta Sheikah legate al passato di Link.

Fatto ciò, Link inizia ad esplorare Hyrule per trovare gli strumenti necessari a vincere Ganon. Così facendo, viene in contatto con gli altri popoli di Hyrule, che da qualche settimana erano preda dei Colossi: gli Zora rischiavano di essere spazzati via a causa delle alluvioni causate da Ruta, che avevano ridotto in condizioni critiche le loro dighe; i Goron erano assillati dall'intensa attività vulcanica causata da Rudania; i Rito erano stati isolati a causa di Medoh, il quale non permetteva loro di volare; i Gerudo erano vittime di potenti tempeste di sabbia e fulmini causate da Naboris intrappolandoli nel deserto. Dagli Zora, Link viene malvisto, in quanto accusato di essere la causa della morte della loro amata principessa Mipha, ma viene sostenuto dal principe Sidon e da re Dorephan, i quali sono consapevoli dei sentimenti che provava Mipha per Link e lo aiutano di buon cuore a raggiungere Ruta; dai Goron viene aiutato dal nipote di Daruk, Yunobo, danneggiando assieme a lui Rudania affinché potesse entrarvi; dai Rito è aiutato dall'orgoglioso guerriero Teba, che decide di fornirgli supporto planando assieme a lui verso Medoh; dai Gerudo s'imbatte in Riju, erede di un elmo che difende dai fulmini, che però le è stato rubato, aiutandola a ritrovarlo e dirigendosi con lei da Naboris in seguito. All'interno dei Colossi sacri, Link si ritrova ogni volta a combattere contro un'estensione di Ganon: sconfiggendole, Link purifica i Colossi e libera gli spiriti dei Campioni caduti, i quali, dopo aver donato il loro potere a Link, riprendono il comando delle macchine e si preparano a colpire Ganon quando Link ingaggerà battaglia con lui.

Continuando a viaggiare, Link ritrova pian piano i propri ricordi ed eventualmente scopre dove si trova la Spada suprema, necessaria per battere Ganon. Raggiunge quindi a nord di Hyrule il Bosco perduto, un bizzarro luogo perennemente avvolto da una fitta coltre di nebbia ed al cui interno è presente la foresta dei Korogu. Ritrova finalmente la sua spada ma, mentre si appresta ad estrarla, il Grande albero Deku lo ammonisce, poiché se si fosse rivelato troppo debole per brandirla avrebbe perso la vita cercando di tirarla fuori dal piedistallo: Link tuttavia è abbastanza forte per reclamarla e, oramai pronto, si dirige verso il castello di Hyrule. Il borgo è pieno di Guardiani ma, una volta aggirati, Link si ritrova davanti al portone della roccaforte: lì sente nuovamente la voce di Zelda, che fa cedere la barriera così che possa dirigersi da Ganon, situato nel punto più alto del castello.

Raggiunto il posto dove la Calamità risiede, Link scopre di essere arrivato giusto in tempo: la principessa Zelda aveva appena ceduto la propria resistenza poiché Ganon, in questo secolo, stava sì cercando di infrangere la barriera innalzata da Zelda, ma stava anche assorbendo potere da lei. Lo scontro tra l'eroe e la Calamità è estenuante, ma grazie anche ai Colossi sacri e Zelda, Ganon viene infine sconfitto da Link e scacciato dalla principessa, che riassume infine anche la sua forma corporea. Con la minaccia cessata, gli spiriti di re Rhoam e dei quattro Campioni hanno compiuto il loro scopo e si congedano da quel mondo; Link e Zelda quindi decidono di andare dalle altre popolazioni del regno per ricostruire Hyrule insieme.

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il gameplay di The Legend of Zelda: Breath of the Wild si differenzia molto da quello dei precedenti capitoli della serie per la sua veste grafica in cel-shading, ispirata a quella degli anime giapponesi[2], per la sua linea narrativa[3] e per il suo vastissimo mondo di gioco aperto, dodici volte superiore a quello di Twilight Princess[4].

Il giocatore dovrà esplorare nuovi dungeon servendosi di un notevole arsenale di armi, comprese le bombe, gli scudi e la Master Sword e per la prima volta potrà saltare (nei precedenti episodi 3D, il salto era automatico) e scalare rocce. Tuttavia dovrà tenere in considerazione anche la temperatura corporea di Link, il quale non riuscirà a resistere in determinati ambienti senza gli abiti adatti (come avveniva nel Monte Morte di Ocarina of Time).

Inoltre si avrà la possibilità di domare i cavalli (ognuno dei quali possiede delle proprie caratteristiche sulla forza, sulla velocità o sulla resistenza), di rallentare il tempo durante le battaglie per colpire i nemici e di fare uso della tavoletta Sheikah, un dispositivo dotato di strumenti che il giocatore troverà nel corso della sua avventura e che andranno a costruire la mappa dell’ambiente visitato. Oltretutto si dovrà ripristinare la propria energia vitale cucinando e mangiando i cibi raccolti, i quali sostituiscono i classici cuori.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

The Legend of Zelda: Breath of the Wild ha subito un ciclo di sviluppo molto lungo. Difatti la sua prima rivelazione ufficiale risale al 2013, anno in cui il prodirettore della serie, Eiji Aonuma, annunciò durante un Nintendo Direct lo sviluppo di un nuovo capitolo della serie The Legend of Zelda per Wii U senza tuttavia rivelarlo attraverso un trailer o delle immagini[5].

A sua detta si sarebbe incentrato esclusivamente sulla modalità di giocatore in singolo ed avrebbe permesso la possibilità di esplorare i dungeon secondo un ordine preciso. Maggiori dettagli vennero poi rivelati l’anno successivo, quando, in occasione del Nintendo Digital Event dell'E3 2014, il gioco fu presentato per la prima volta al pubblico con un breve filmato ad alta definizione che mostrava Link che lanciava delle frecce contro un guardiano, uno dei nemici presenti nel gioco, che lo attaccava mentre cavalcava Epona.

Allora il gioco non aveva un titolo definitivo ed inizialmente la sua data d’uscita era stata prefissata per il 2015[6][7]. Tuttavia Aonuma, vista poi la necessità di rendere il gioco completo al cento per cento, annunciò il 27 marzo del 2015, attraverso un video, non solo che sarebbe stato rimandato ma che non sarebbe stato ripresentato all’E3 2015[8].

Pochi mesi dopo si ebbe una conferenza tra gli azionisti di Nintendo, durante la quale fu confermato che il nuovo titolo della serie Zelda sarebbe stato pubblicato nel 2016[9]. Anche questa conferma però non si dimostrò quella decisiva: di fatto la lavorazione del motore fisico costrinse gli sviluppatori a rimandarlo nuovamente. Questa volta la data d’uscita per il gioco fu prevista per marzo 2017 e inoltre fu annunciato che non sarebbe uscito solo per Wii U, ma anche per la piattaforma allora in lavorazione Nintendo Switch (precedentemente nota come Nintendo NX)[10].

Alla fine, dopo due anni di attesa, il gioco fu finalmente ripresentato all'E3 2016 con un trailer che presentava il gameplay[11], mentre il 13 gennaio del 2017, alla fine della conferenza di presentazione del Nintendo Switch, fu rivelata la sua data d’uscita definitiva prevista per il 3 marzo[12].

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Per la prima volta in un capitolo di Zelda, i personaggi si esprimono attraverso il parlato e sono stati doppiati in varie lingue, compreso l'italiano; anche se solo nei filmati e non durante il gioco che rimane senza doppiaggio come i suoi predecessori, ma con le solite didascalie.[13][14] Inoltre Link è l'unico dei personaggi principali a non parlare.

Il direttore del doppiaggio per la versione italiana è stato Alessandro Ricci, già doppiatore di Solid Snake in Metal Gear Solid.[15]

Doppiatori[modifica | modifica wikitesto]

Personaggio Seiyu Doppiatore italiano
Link Kengo Takanashi (versi)
Principessa Zelda Yū Shimamura Martina Felli
Re Rhoam Hiroshi Naka Natale Ciravolo
Impa Shōko Tsuda Elisabetta Cesone
Daruk Kōji Takeda Pietro Ubaldi
Principessa Mipha Mayu Isshiki Sabrina Bonfitto
Revali Noboru Yamaguchi Massimo Di Benedetto
Urbosa Rei Shimoda Tania De Domenico
Grande albero Deku Hideaki Nonaka Marco Balbi
Yunobo Kumiko Watanabe Alessandro Germano
Principe Sidon Kōsuke Ōnishi Paolo De Santis
Teba Takuya Masumoto Massimiliano Lotti
Riju Arisa Sakuraba Tiziana Martello

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni e premi
Pubblicazione Punteggio
10/10
[16]
9.7/10
[17]
9/10
[18]
9.5/10
[19]
9.6/10
[20]
9/10
[21]
10/10
[22]

Il videogioco è stato acclamato dalla critica ottenendo su GameRankings il terzo posto in assoluto in base ai voti con 97.30/100[23]. Anche su Metacritic è risultato essere molto apprezzato dalla critica, ottenendo il voto di 97/100[24].

Al termine dei Game Awards 2017, oltre ad essere stato eletto gioco dell'anno, il videogioco ha ricevuto anche il premio Miglior game direction e Miglior action/adventure game.[25]

Il videogioco è stato premiato come "Gioco dell'Anno" ai Golden Joystick Awards, il 17 novembre 2017.[26]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Awards - The Game Awards, in The Game Awards. URL consultato il 28 dicembre 2017.
  2. ^ Paolo Sirio, The Legend of Zelda Wii U: l'animazione giapponese ha ispirato lo stile grafico, su Videogame.it, 30 novembre 2014. URL consultato il 3 marzo 2017.
  3. ^ Roberto Branni, The Legend of Zelda: Breath of the Wild avrà dei finali alternativi, IGN, 21 gennaio 2017. URL consultato il 3 marzo 2017.
  4. ^ Cristina Improda, La mappa di Zelda Breath of the Wild sembra gigantesca, circa 360km quadrati, su Everyeye.it, 20 gennaio 2017. URL consultato il 3 marzo 2017.
  5. ^ Adriano Della Corte, The Legend of Zelda Wii U: Nintendo vuole rivedere i punti cardine della serie, su Everyeye.it, 23 gennaio 2013. URL consultato il 3 marzo 2017.
  6. ^ (EN) Leo Kelion, E3: Nintendo readies Legend of Zelda for Wii U in 2015, BBC News, 10 giugno 2014. URL consultato il 3 marzo 2017.
  7. ^ (EN) Megan Farokhmanesh, New Legend of Zelda game for Wii U coming in 2015, su Polygon, 10 giugno 2014. URL consultato il 3 marzo 2017.
  8. ^ (EN) Stephany Nunneley, The Legend of Zelda Wii U: 2015 release not a “priority”, skipping E3, su VG247.it, 28 marzo 2015. URL consultato il 3 marzo 2017.
  9. ^ The Legend of Zelda per WiiU confermato per il 2016, su Yesgame.it, 2 febbraio 2016. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2016).
  10. ^ Felice Di Giuseppe, Il nuovo Zelda è stato rimandato al 2017, uscirà anche su NX, IGN, 27 aprile 2016. URL consultato il 3 marzo 2017.
  11. ^ (EN) Andrew Webster, The Legend of Zelda is the biggest game at E3 because it finally changed, su The Verge, 16 giugno 2016. URL consultato il 3 marzo 2017.
  12. ^ (EN) The Legend of Zelda: Breath of the Wild to Launch on March 3 with the Nintendo Switch, Paste, 13 gennaio 2017. URL consultato il 3 marzo 2017.
  13. ^ (EN) Philip Kollar, Why The Legend of Zelda: Breath of the Wild is getting voice acting and sci-fi elements, su Polygon, 21 giugno 2016. URL consultato il 3 marzo 2017.
  14. ^ Tommaso Pugliese, The Legend of Zelda: Breath of the Wild sarà doppiato in italiano, girerà a 900p e 720p su Nintendo Switch?, su Multiplayer.it, 13 gennaio 2017. URL consultato il 3 marzo 2017.
  15. ^ AntonioGenna.net presenta: IL MONDO DEI DOPPIATORI - EXTRA: VIDEOGAMES "God of War" (2018), su www.antoniogenna.net. URL consultato il 12 gennaio 2019.
  16. ^ Matteo Bussani, spaziogames.it, http://www.spaziogames.it/recensioni_videogiochi/console_nintendo_switch/20519/the-legend-of-zelda-breath-of-the-wild.aspx.
  17. ^ Alessandro Bacchetta, multiplayer.it, http://multiplayer.it/recensioni/180490-the-legend-of-zelda-breath-of-the-wild-ritorno-alle-origini.html.
  18. ^ Luca Forte, eurogamer.it, http://www.eurogamer.it/articles/2017-03-02-the-legend-of-zelda-breath-of-the-wild-recensione.
  19. ^ Ernesto Sisto, respawn.it, http://www.respawn.it/the-legend-of-zelda-breath-of-the-wild-recensione/.
  20. ^ Mattia Ravanelli, it.ign.com, http://it.ign.com/the-legend-of-zelda-breath-of-the-wild-nintendo-switch/122383/review/the-legend-of-zelda-breath-of-the-wild-recensione-e-videorec.
  21. ^ Francesco Fossetti, everyeye.it, http://www.everyeye.it/articoli/recensione-the-legend-of-zelda-breath-of-the-wild-32580.html.
  22. ^ Emil Petrov, nintendon.it, https://web.archive.org/web/20170328164621/http://www.nintendon.it/the-legend-of-zelda-breath-of-the-wild-recensione-123453. URL consultato il 21 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2017).
  23. ^ http://www.gamerankings.com/browse.html
  24. ^ http://www.metacritic.com/browse/games/score/metascore/all/all/filtered
  25. ^ The Game Awards 2017: tutti i giochi premiati, l'elenco completo dei vincitori, in Everyeye.it. URL consultato l'8 dicembre 2017.
  26. ^ Golden Joystick Awards: Zelda Breath of the Wild è il Gioco dell'Anno, in Everyeye.it. URL consultato il 17 novembre 2018.

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