Ragnarr Loðbrók

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Ragnarr Loðbrók
Nuremberg chronicles f 135v 2.jpg
Ragnar Loðbrók in un'illustrazione delle Cronache di Norimberga del 1495.
Re di Svezia
In carica prima metà del IX secolo –
865
Predecessore Sigurðr Hringr
Successore Sigurðr ormr í auga, Eysteinn Beli
Re di Danimarca
Nome completo Ragnarr Sigurðsson Loðbrók
Morte Northumbria, 865
Dinastia Casato di Munsö
Padre Sigurðr Hringr
Consorte Hlaðgerðr (Lathgertha, la Skjaldmær),
Aslaug (figlia di Sigurðr Fáfnisbani),
Þóra borgarhjörtr (figlia di Herrauðr)
Figli Friðleifr (Fridlevus), Agnarr (Agnerus), Eiríkr Väderhatt (Ericus ventosus pilleus), Rathbarthus, Dunvatus, Ívarr inn beinlausi (Ivarus), Björn járnsíða (Biornus), Hvítserkr (Withsercus), Rögnvaldr (Regnaldus), Sigurðr ormr í auga (Sywardus), Ubbe, Ingjald il Bianco, Halfdan Ragnarsson, Hrolf Ragnalvalsson, Hastein
Religione norrena
La morte di Ragnarr Loðbrók causata da Aelle II di Northumbria. Illustrazione pubblicata nel 1830.

Ragnarr Sigurðsson, detto anche Ragnarr Loðbrók (Ragnarr "Calzoni Villosi") (... – 865), avrebbe regnato su Svezia e Danimarca nella seconda metà del IX secolo; è considerato un re semi-leggendario in quanto non vi sono fonti documentali che ne attestino l'esistenza.

Ragnarr incontra Kráka (figlia di Sigurðr Fáfnisbani).
Illustrazione di August Malmström.

Ricostruzione storica[modifica | modifica wikitesto]

Nel Gesta Danorum, Saxo Grammaticus cerca di ricostruire la vita di Ragnarr, per il quale pare attingere, riassumere, tentare di conciliare e consolidare molte leggende ed eventi di cronaca confusi ed incompatibili fra loro. Dunque molte delle gesta attribuite a Ragnarr potrebbero invece derivare da più figure storiche[1]. Questi candidati al "Ragnarr storico" includono:

  • Il re danese Horik I (morto nell'854);
  • Un omonimo Ragnar Lodbrok (noto anche come Reginherus), jarl alla corte di Horik I, che assediò Parigi nell'845;
  • Il re danese Reginfrid, (morto nell'814);
  • Un re di parte della Danimarca che si scontrò con re Harald Klak nella prima metà del IX secolo;
  • Un ipotetico Reghnall citato negli Annali irlandesi;
  • Il padre di alcuni capi della Grande armata danese che invase l'Inghilterra nel l'865.

Parte di queste discordanze e sovrapposizioni derivano dalla politica espansionistica molto aggressiva iniziata dalla Grande armata danese, battente lo stendardo del corvo, al cui a capo veniva inizialmente posto Ragnarr Loðbrók[2]. Le azioni militari si accentuarono con i suoi eredi, spaziando da semplici razzie all'occupazione stabile del territorio, interessando in particolar modo l'Inghilterra, ma anche la Scozia, Francia e Mediterraneo. In seguito molte altre scorrerie vichinghe furono attribuite ai figli di Ragnarr, creando confusione sulle date, o sul numero stesso dei figli, o sul grado di parentela effettivo. Tra la fine dell'VIII secolo e la seconda metà del IX secolo fin troppi conquistatori e razziatori vichinghi venivano identificati con Ragnarr o con i "figli di Ragnarr".

La leggenda[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda di Ragnarr Loðbrók ci è pervenuta principalmente attraverso tre fonti: Ragnarssaga loðbrókar (Saga di Ragnarr Loðbrók), Ragnarssona þáttr (Racconto dei figli di Ragnarr), scritte in lingua norrena, e il libro nono del Gesta Danorum di Saxo Grammaticus, in latino.

Ragnarssaga loðbrókar e Ragnarssona þáttr[modifica | modifica wikitesto]

Ragnarr è figlio di Sigurðr “Hringr”, cioè “armilla” e ancora giovane succede al padre sul trono di Danimarca e Svezia.

Herrauðr, jarl di Götland, ha una figlia chiamata Þóra “borgarhjörtr”, cioè “cervo della cittadella”, alla quale aveva donato un serpentello. Il serpente, cresciuto, era divenuto un enorme Lindworm (drago nordico) e Herruðr aveva promesso un grande tesoro e la figlia in sposa a chi avesse ucciso il rettile. Ragnarr, informato del fatto, si fa preparare un mantello e un paio di brache di pelo rinforzate, che gli permettano di resistere ai morsi e al veleno del rettile: per questo si guadagna il soprannome di Loðbrók ("brache di pelo"). Di buon mattino si reca al palazzo dello jarl, che il serpente avvolge con le sue immense spire: egli affronta la bestia e la uccide, poi si allontana senza che nessuno lo veda, fatta eccezione per Þóra. Questa, invaghitasi subito dell'eroe, chiede al padre di radunare l'assemblea per trovare chi abbia compiuto l'impresa: era infatti rimasta conficcata nel corpo della serpe la punta della lancia del giovane guerriero e si poteva verificare con facilità chi fosse in possesso dell'arma spezzata corrispondente. Ragnarr viene riconosciuto come uccisore del serpente e Þóra gli è concessa in sposa.

Da Þóra Ragnarr ha due figli: Eirekr "väderhatt", cioè "cappello di vento", e Agnarr. Dopo qualche tempo Þóra muore a causa di una malattia.

Abbattuto dalla morte dell'amatissima moglie, Ragnarr tenta di distrarsi con nuove spedizioni vichinghe. Fermatosi per una sosta in Norvegia, invia alcuni uomini a procurarsi il pane, ed essi fanno ritorno decantando le lodi di una donna da loro incontrata, a loro dire la più bella mai veduta. Ragnarr, desideroso di conoscerla, invia alcuni messaggeri che le chiedano di presentarsi a lui:

«non vestita, né nuda; non sazia, né digiuna; e anche che non sia sola, ma neanche accompagnata da alcun uomo».

La donna, chiamata Áslaug ma soprannominata Kráka, accoglie la sfida e si presenta al sovrano danese vestita di una rete, mentre mangiava un porro e accompagnata da un cane. Ragnarr, compiaciuto dalla scaltrezza della fanciulla e veduto che davvero non poteva esistere donna più bella, decide di prenderla in moglie. Kráka tuttavia chiede a Ragnarr di non consumare il matrimonio nelle prime tre notti di nozze, dicendo che altrimenti sarebbe nato dalla loro unione un figlio deforme. Ragnarr non presta ascolto a tale profezia e giace con la sposa. Kráka gli genera così Ívarr “inn beinlausi”, cioè “senz'ossa”, nato, appunto, privo delle ossa. Ívarr si dimostra fin da ragazzo assai saggio e astuto e, per quanto incapace di camminare, abile nel combattere a cavallo o utilizzando l'arco. A Ívarr seguono altri figli: Björn “járnsíða”, cioè “fianchi di ferro”, Hvítserkr e Rögnvaldr.

Passano molti anni e i figli di Ragnarr diventano guerrieri valorosi e famosi vichinghi, come loro padre. Ragnarr frattanto, innamoratosi di Ingibjörg, figlia di re Eysteinn di Svezia, decide di sposarla, ripudiando dunque Kráka. Kráka tuttavia riceve la notizia da tre uccelli e, quando Ragnarr fa ritorno dal suo viaggio presso Eysteinn, lo prega di non lasciarla. In questa occasione rivela al marito, che la credeva figlia di contadini, i suoi veri natali: i suoi genitori sono Sigurðr “Fáfnisbani”, cioè “uccisore del drago Fáfnir”, e Brynhildr e il suo vero nome è Áslaug. A prova del fatto – profetizza Áslaug – le nascerà un figlio che porta il segno del serpente nell'occhio: nasce così Sigurðr “ormr í auga”, cioè “serpente nell'occhio”, che ha in fondo all'occhio una sagoma guizzante simile a un serpente.

Eysteinn, oltraggiato dall'improvviso ripensamento di Ragnarr, che ora rifiuta di sposare sua figlia, spezza l'alleanza con il re danese. Agnarr e Eirekr, figli di Þóra, decidono allora di attaccare Eysteinn, nonostante il padre avesse loro vietato di farlo. Entrambi tuttavia vengono uccisi dal re svedese. La vendetta dei fratelli non tarda ad arrivare: Sigurðr, Hvítserkr, Björn e Ívarr, sostenuti dalla stessa Áslaug (che assume da allora il nome Randalín), invadono il regno di Eysteinn e uccidono il sovrano.

Ragnarr, venuto a conoscenza dell'impresa dei figli, si adira molto, poiché avevano agito senza la sua approvazione, mentre egli era occupato in altre spedizioni, e non lo avevano aspettato per compiere la vendetta. Constatato inoltre che le loro imprese rischiano di oscurare la sua fama, il vecchio eroe decide di conquistare l'Inghilterra, partendo però con due sole navi, peraltro inadatte all'impresa. Inutilmente Randalín lo prega di desistere: non potendo impedire la partenza del marito, ella gli fa dono di una tunica magica, impenetrabile alle armi. Ragnarr salpa così per il suo ultimo viaggio. Fatto naufragio, l'eroe raggiunge con alcuni uomini la costa inglese, ma dopo una rapida e sanguinosa battaglia, viene catturato da re Ella, ignaro della sua identità. Vedendo nello sconosciuto invasore un pericolo, Ella dà l'ordine di gettarlo in un pozzo pieno di serpenti. La veste magica di Randalín tuttavia protegge Ragnarr dai morsi dei rettili ed Ella è costretto a farlo spogliare. Ragnarr, prima di morire, pronuncia la frase:

«Strepiterebbero i porcellini se sapessero quello che il verro patisce».

Re Ella comprende troppo tardi che il prigioniero è Ragnarr Loðbrók e, terrorizzato dalla vendetta dei suoi figli, ordina di trarlo dal pozzo, ma Ragnarr è già morto.

Gesta Danorum di Saxo Grammaticus[modifica | modifica wikitesto]

Regnerus, figlio di Siwardus Ring, assiste, ancora bambino, alle lotte di potere tra il padre e il cugino, e, alla morte del genitore, diviene re di Danimarca. Ricevuta la notizia della morte del nonno, re di Norvegia, ucciso dal re svedese Frø, interviene grazie al supporto di un esercito di donne-guerriere, che gli garantiscono la vittoria. Il ragazzo si innamora di una di queste, Lathgertha. La fanciulla finge di concedere al giovane eroe un appuntamento amoroso, ma, sul luogo dell'incontro, fa trovare al pretendente due bestie inferocite, un orso e un cane. Regnerus affronta ed uccide le due fiere senza esitazione e Lathgertha, impressionata, accetta di sposarlo. Dal matrimonio nascono due gemelle, di cui non ci è stato trasmesso il nome, e un figlio, Fridlevus. Dopo tre anni di pace Regnerus ritorna in Danimarca, dove seda una rivolta che mirava a togliergli il trono.

Il re svedese Herothus ha una figlia chiamata Thora, alla quale aveva donato due serpentelli. I serpenti, cresciuti, era divenuto enormi Lindworm (drago nordico) e Herothus aveva promesso la figlia in sposa a chi avesse ucciso i rettili. Regnerus, intenzionato a ripudiare Lathgertha, si reca in Svezia e uccide i due draghi, vestendo un paio pantaloni villosi che lo proteggono dai morsi dei rettili. Il giovane eroe conquista in questo modo la mano di Thora e, a causa del suo bizzarro abbigliamento, si guadagna l'epiteto “Lothbrog”, cioè “brache di pelo”.

Da Thora Regnerus ha due figli: Rathbarthus e Dunvatus. Altri figli sono Sywardus, Biornus, Agnerus e Ivarus, avuti forse dalla terza moglie, Suanlogha. Da Suanlogha nascono anche Regnaldus, Ericus “ventosus pilleus” e Withsercus.

Nel sedare una nuova rivolta, che ha posto sul suo trono un tale Haraldus, Regnerus è sostenuto dalla ex-moglie Lathgertha. Quest'ultima, fatto ritorno nel proprio regno, uccide il suo secondo marito per regnare da sola. Durante la battaglia Sywardus viene gravemente ferito e, trasportato in una cittadina vicina, è affidato alle cure dei medici. Quando si incomincia a disperare riguardo alla sua saluta, il dio Othinus appare sotto le spoglie di un viandante e guarisce le ferite del giovane, quindi sparge negli occhi di Sywardus una polvere che produce nelle sue pupille delle forme simili a serpenti: per questo egli viene soprannominato Sywardus “occhio di serpe”.

Abbattuto dalla morte di Thora, stroncata da una malattia, Regnerus tenta di distrarsi con nuove spedizioni vichinghe. Intraprende dunque una campagna in Inghilterra, durante la quale uccide il re del paese, Hama, padre del giovane Hella. In seguito ad una nuova rivolta di Haraldus, insegue il ribelle fino in Sassonia, dove affronta addirittura le schiere dell'imperatore Karolus, ovvero Carlo Magno, uscendo vincitore anche da questo scontro.

Seguono per Regnerus anni di pace, durante i quali seduce la figlia di Hesbernus, un uomo di umili origini (cosa assai sconveniente per la mentalità dell'epoca), la quale gli genera un figlio, Ubbo.

Regnerus intraprende numerose altre spedizioni e, dopo una serie di gloriose vittorie, subisce una disonorevole sconfitta dalle tribù dei Finni. Ubbo, nel frattempo divenuto un uomo, è spinto dal nonno Hesbernus a dichiarare guerra al padre, verso il quale nutre grande astio. Regnerus ha la meglio, uccide nella battaglia Hesbernus e prende prigioniero il figlio ribelle. Dopo non molto padre e figlio si riconciliano e Ubbo ottiene onore e stima.

Regnerus, partito per nuovi viaggi, è costretto a far ritorno in patria, dove Haraldus, convertitosi al cristianesimo per ottenere il favore dell'imperatore francese Ludowicus, cioè Ludovico il Pio, ha preso nuovamente il potere. Regnerus, sconfitto Haraldus, ristabilisce il paganesimo.

In Irlanda il re Hella, che già più volte era entrato in conflitto con i danesi, passa a fil di spada quanti sono legati a Regnerus. Quest'ultimo non tarda a radunare una flotta per vendicarsi, ma nello scontro ha la peggio e viene catturato da Hella, che lo getta in carcere, dandolo in pasto alle vipere. Morendo Regnerus pronuncia la frase:

«Se i porcellini conoscessero il suplizio del verro, senza dubbio irromperebbero dal recinto e si affretterebbero a liberarlo dalla pena».

Hella comprende le parole sono riferite alla vendetta dei figli e, terrorizzato, ordina di allontanare i serpenti, ma Regnerus è già morto.

Opere dedicate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi pubblicazioni di Hilda Ellis Davidson
  2. ^ Forte, 2005, p.69
  3. ^ Senza alcuna pretesa di ricostruzione storica o verosimilianza; a titolo di esempio, la Danimarca ripresa nella serie é montuosa e ricca di fiordi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

fonti primarie
fonti moderne

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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