Skjaldmær

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Hervor morente dopo la battaglia contro gli Unni. Dipinto di Peter Nicolai Arbo.

Nella mitologia norrena, una skjaldmær (in svedese sköldmö, in norvegese skjoldmø, in inglese shieldmaiden), in italiano "fanciulla scudiera", era una donna che aveva scelto di combattere come guerriero.

Queste donne combattenti sono spesso menzionate nelle saghe; tra cui nella Saga di Hervör e nel Gesta Danorum. Alcune skjaldmær menzionate nelle saghe nordiche sono Brunilde nella Saga dei Völsungar, Hed, Visna e Veborg nel Gesta Danorum. Secondo il Nordisk familjebok, le skjaldmær appartengono anche ad altre popolazioni germaniche, come i Goti, i Cimbri e i Marcomanni.[1] Si presume che le skjaldmær si siano ispirate alle mitiche valchirie.[1]

Esistenza storica[modifica | modifica wikitesto]

La valchiria di Hårby

L'esistenza storica delle skjaldmær è stata discussa a lungo. La più recente erudizione, condotta dall'archeologo Neil Price sostiene la loro esistenza.[2][3][4] Altri studiosi, come la professoressa Judith Jesch, hanno invece citato una mancanza di prove per convalidare l'esistenza storica delle skjaldmær.[5]

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante siano state rinvenute alcune tombe di coloni femminili contenenti al loro interno armi, gli studiosi non sono d'accordo su come queste dovrebbero essere interpretate.[6] Le tombe analizzate dei norreni immigrati in Inghilterra suggeriscono una distribuzione in un qualche modo uguale di uomini e donne sepolti, la migrazione femminile potrebbe essere stata significativa come quella maschile e che le donne guerriere si trovavano in Inghilterra fin dalle prime fasi dell'espansione vichinga.[7][8] In un tie-in speciale della serie televisiva Vikings, Neil Price ha mostrato una sepoltura a Birka risalente al X secolo ritrovata negli anni 1970, contenente diverse armi e ossa di due cavalli ma che successivamente con l'analisi di Anna Kjellström si rivelerà essere in realtà la tomba di una donna.[2] Nel 2017, l'analisi del DNA ha confermato che la persona era di sesso femminile,[9] la tomba fu denominata la "Guerriera vichinga di Birka", ma altri studiosi come Judith Jesch ritengono che la conclusione sia prematura.[10]

Racconti storici[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti testimonianze storiche in cui vedono le donne vissute durante l'epoca vichinga prendere parte alla guerra. Giovanni Scilitze, uno storico bizantino, riporta che le donne combatterono in battaglia quando Svjatoslav I di Kiev attaccò i bizantini in Bulgaria nel 971.[11] Quando i Variaghi (da non confondere con la Guardia variaga bizantina) subirono una sconfitta devastante nell'assedio di Dorostolon, i vincitori rimasero stupiti vedendo tra i guerrieri caduti anche delle donne armate.[11] Quando Leif Erikson e Freydís Eiríksdóttir (la sorellastra di Leif) si trovarono a Vinland, si dice che la donna fosse a petto nudo, prese in mano una spada e spaventò gli skrælingjar che li stavano attaccando.[11] Il combattimento viene raccontato nel Grœnlendinga saga, anche se non si riferisce esplicitamente a Freydís come una skjaldmær.[12]

Saxo Grammaticus, nel suo Gesta Danorum, riporta come nella semileggendaria battaglia di Bråvalla, combattuta verso la metà dell'VIII secolo tra gli altrettanto semileggendari Sigurðr Hringr re degli Svedesi e Geati Occidentali e suo zio Harald Hildetand re dei Danesi e Geati Orientali, delle skjaldmær avessero militato - ricoprendo persino ruoli di comando - nello schieramento danese:

«Dalla città di Schleswig, insieme a Hacone Guancia Tagliata, veniva Tummi il Navigatore, sotto la guida delle condottiere Hetha e Visna, cui la natura aveva infuso una tempra virile dentro un corpo di donna. Anche Vebiorga, dotata di quello stesso spirito, aveva al seguito Bo figlio di Bramo e Brat lo Iuto, che ardevano dal desiderio di combattere. [...] Hetha, circondata da seguaci ardimentosi, condusse con sé in guerra un drappello di armati [...]. Ecco ricordate le ragazze, educate non soltanto alla cortesia ma anche alla guerra, che guidavano le fanterie e sul campo di battaglia.»

(Saxo Grammaticus, Gesta dei re e degli eroi danesi [Libro VIII, prima parte], traduzione di Ludovica Koch, Giulio Einaudi editore, 1993, ISBN 88-06-13261-X)

Nella mitologia[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni esempi di skjaldmær menzionate per nome nelle saghe leggendarie sono: Brunilde nella Saga dei Völsungar, Hervor nella Saga di Hervör, Brunilde nella Saga di Bósi e Herrauðr, la principessa svedese Thornbjǫrg nella Hrólfs saga Gautrekssonar, la principessa Hed, Visna, Lagertha e Veborg nel Gesta Danorum.[senza fonte]

Due skjaldmær appaiono in alcune traduzioni della Saga di Hervör. La prima donna si chiamava Hervor, era conosciuta per aver assunto ruoli tipicamente maschili all'inizio della sua infanzia e spesso depredava i viaggiatori nei boschi vestendosi come un uomo. Più tardi nella sua vita, rivendicò la spada maledetta Tyrfing dal luogo di sepoltura di suo padre e divenne una razziatrice marittima. Alla fine si stabilì e si sposò. Anche sua nipote, che fu chiamata Hervor come lei, comandò le forze contro gli Unni invasori. Anche se la saga commenta il suo coraggio, la donna morì sul campo di battaglia a causa delle gravi ferite subite.[13] Le studiose Judith Jesch e Jenny Jochens ipotizzano che il destino spesso tragico a cui le vanno incontro skjaldmær o il loro improvviso ritorno a ruoli tipicamente femminili sia una testimonianza del loro ruolo di figure fantastiche maschili e femminili, nonché emblematico della pericolosità che le antiche popolazioni nordiche avvertivano nell'abbandonare i ruoli di genere.[13]

Brunilde e Gudrun[modifica | modifica wikitesto]

Brunnhild (1897), dipinto di Gaston Bussière
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Brunilde.

Brunilde nella Saga dei Völsungar, insieme alla sua rivale in amore, Gudrun, fornisce un esempio di come una skjaldmær sia paragonata alla femminilità aristocratica più convenzionale nelle saghe. Brunilde è interessata principalmente all'onore, proprio come un guerriero. Quando finisce sposata con il fratello di Gudrun, Gundicaro invece di Sigfrido, l'uomo che intendeva sposare, Brunilde recita una strofa confrontando il coraggio dei due uomini:[14]

(EN)

«Sigurd fought the dragon
And that afterward will be
Forgotten by no one
While men still live.
Yet your brother
Neither dared
To ride into the fire
Nor to leap across it.»

(IT)

«Sigfrido ha lottato con il drago
Che in seguito sarà
Dimenticato da nessuno
Mentre gli uomini vivono ancora.
Eppure tuo fratello
Nessuno dei due ha osato
Cavalcare verso il fuoco
Nemmeno attraversarlo.»

Brunilde è sposata con Gundicaro e non con Sigfrido a causa dell'inganno e della malizia, inoltre una pozione è stata data a Sigfrido per far dimenticare il suo precedente rapporto con lei.[14] Brunilde è sconvolta non solo per la perdita di Sigfrido, ma anche per la disonestà. Analogamente alla sua controparte maschile, la skjaldmær preferisce fare le cose in modo semplice, senza l'inganno considerato classicamente femminile in gran parte della letteratura medievale. Brunilde decide di mettere in atto la sua vendetta, nonostante causerebbe la morte di se stessa, di Sigfrido e del figlio di Sigfrido. Uccidendo il bambino, dimostra una comprensione della faida e della responsabilità filiale, se fosse vissuto a lungo, il ragazzo sarebbe cresciuto con il dovere di vendicarsi della famiglia di Brunilde.

Gudrun ha una preoccupazione simile per i legami familiari, ma in un primo momento non agisce direttamente. È più incline ad incitare i suoi parenti maschi all'azione che a prendere le armi lei stessa. Gudrun non è una skjaldmær, Brynhildr la deride per questo, dicendogli: "Chiedi solo cosa è meglio per te sapere. Questo è adatto per le donne nobili. Ed è facile essere soddisfatti mentre tutto ciò accade secondo i vostri desideri."[14] Nei suoi matrimoni successivi, è disposta ad uccidere i suoi figli, bruciare una sala e inviare i suoi altri figli a vendicare l'omicidio di sua figlia Svanhildr. Nel mondo delle saghe, le donne possono essere onorevoli e spietate, proprio come gli eroi maschili. Mentre una skjaldmær non ricopre il ruolo tipico di una donna, la sua forza di carattere si trova anche nelle donne più domestiche in queste storie.[senza fonte]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Le guerriere vichinghe ispirate alle saghe norrene sono ritratte in numerose opere di narrativa storica e fantasy, anche in opere come la serie televisiva canadese Vikings. La serie raffigura Lagertha (interpretata da Katheryn Winnick) come la più grande shieldmaiden del mondo. Nella serie televisiva norvegese Beforeigners, Alfhildr Enginnsdottir (interpretata da Krista Kosonen) e Urd (interpretata da Ágústa Eva Erlendsdóttir) sono shieldmaiden, che combatterono al fianco di Thorir Hund contro Olaf II di Norvegia. Alfhildr più tardi si ritrova in una Norvegia moderna dopo che cade in un buco temporale e adesso lavora come ispettrice di polizia.

Spiegando l'inclusione di una donna guerriera vichinga, protagonista nel videogioco Assassin's Creed: Valhalla, Thierry Noël, il consulente storico del gioco ha detto: "Le fonti archeologiche sono molto dibattute su questo tema in specifico. Ma faceva parte della concezione norrena del mondo. Le saghe e i miti della società norrena sono pieni di personaggi femminili e guerrieri tosti. Era parte della loro idea del mondo, che le donne e gli uomini sono ugualmente formidabili in battaglia."[15] Canonicamente il personaggio principale del gioco può essere un maschio o una femmina (il sesso del protagonista si può scegliere all'inizio del gioco) di nome Eivor Varinsdottir, leader del Raven Clan, affiancato dal fratello adottivo Sigurd Styrbjornsson.

Una loro trasposizione si trova nell'opera di J. R. R. Tolkien Il Signore degli Anelli, nel personaggio di Éowyn[16] e nell'opera di Nancy Farmer Il mare dei Troll con il personaggio di Thorgil.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (SV) 1371-1372 (Nordisk familjebok / Uggleupplagan. 25. Sekt - Slöjskifling), su runeberg.org, 1917. URL consultato il 2 marzo 2022.
  2. ^ a b (EN) Bryan Weatherall, Secrets of the Vikings – Shield Maidens, su Resident Entertainment, 11 dicembre 2017. URL consultato il 2 marzo 2022.
  3. ^ HISTORY Canada, Secrets of the Vikings - Shield Maidens, su YouTube, 12 febbraio 2015.
  4. ^ (EN) Christina Anderson, A Female Viking Warrior? Tomb Study Yields Clues, in The New York Times, 14 settembre 2017. URL consultato il 2 marzo 2022.
  5. ^ (EN) Judith Jesch, Viking women, warriors, and valkyries, su British Museum Blog, 19 aprile 2014. URL consultato il 2 marzo 2022 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
  6. ^ (NB) Arild S. Foss, Don’t underestimate Viking women, su sciencenorway.no, 2 gennaio 2013. URL consultato il 2 marzo 2022 (archiviato dall'url originale il 26 marzo 2017).
  7. ^ Shane McLeod, Warriors and women: the sex ratio of Norse migrants to eastern England up to 900 ad, in Early Medieval Europe, vol. 19, n. 3, 18 luglio 2011, pp. 332–353, DOI:10.1111/j.1468-0254.2011.00323.x. URL consultato il 3 marzo 2022.
  8. ^ Dan Vergano, Invasion of the Viking women unearthed, su USA Today, 19 luglio 2011. URL consultato il 3 marzo 2022.
  9. ^ Charlotte Hedenstierna‐Jonson, Anna Kjellström, Torun Zachrisson, Maja Krzewińska, Veronica Sobrado, Neil Price, Torsten Günther, Mattias Jakobsson, Anders Götherström e Jan Storå, A female Viking warrior confirmed by genomics, in American Journal of Physical Anthropology, vol. 164, n. 4, 2017-12, pp. 853–860, DOI:10.1002/ajpa.23308. URL consultato il 3 marzo 2022.
  10. ^ (EN) Christina Anderson, A Female Viking Warrior? Tomb Study Yields Clues, in The New York Times, 14 settembre 2017. URL consultato il 3 marzo 2022.
  11. ^ a b c (SV) Dick Harrison e Kristina Svensson, Vikingaliv, Natur och Kultur, 2007, p. 71, ISBN 978-91-27-35725-9. URL consultato il 4 marzo 2022.
  12. ^ (EN) Jane Smiley, The Sagas of Icelanders: (Penguin Classics Deluxe Edition), Penguin Publishing Group, marzo 2001, ISBN 978-0-14-100003-9. URL consultato il 4 marzo 2022.
  13. ^ a b Christopher Tolkien, The Saga of King Heidrik the Wise (PDF), su vsnrweb-publications.org.uk, Thomas Nelson and Sons Ltd. URL consultato il 5 marzo 2022.
  14. ^ a b c (EN) The Saga of the Volsungs: The Norse Epic of Sigurd the Dragon Slayer, traduzione di Jesse L. Byock, University of California Press, 19 novembre 2001, ISBN 978-0-520-92835-0. URL consultato il 5 marzo 2022.
  15. ^ (EN) Assassin’s Creed Valhalla – The History Behind the Viking Legend, su ubisoft.com, 30 aprile 2020. URL consultato il 5 marzo 2022.
  16. ^ (EN) Helen Young, Fantasy and Science Fiction Medievalisms: From Isaac Asimov to A Game of Thrones, Cambria Press, 8 giugno 2015, p. 55, ISBN 978-1-62196-747-7. URL consultato il 2 marzo 2022.

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