Re semi-leggendari svedesi

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Harald Hildetand

I re semi-leggendari svedesi sono i molti re svedesi che hanno preceduto Erik il Vittorioso, secondo fonti come le saghe norrene, il Beowulf, San Rimberto, Adamo da Brema e Saxo Grammaticus, ma la cui storicità è disputata. Ciò è dovuto al fatto che appaiono anche in altre fonti non correlate. Per la lista dei re svedesi precedenti, vedi Re leggendari svedesi; per quella dei re successivi, vedi Elenco di monarchi svedesi. I re semi-leggendari sono chiamati sagokungar in svedese, nome che ha intenzionalmente il doppio significato di "re delle fiabe" e "re delle saghe". Molti appartengono al casato degli Ynglingar/Scylfing, altri alla casa di Ragnarr Loðbrók e alla casa degli Skjöldung/Scylding. Specialmente i re più antichi possono essere considerati sia sovrani di Svezia sia di Danimarca.

La maggior parte di questi re, esclusi quelli del casato di Munsö, sono collocati in un arco temporale tra 400 e tardo 600. Ciò significa che appartengono alla memoria storica comune, rielaborata nel corso del tempo, del Periodo delle Migrazioni e, successivamente, dell'Era di Vendel, cioè l'età immediatamente precedente a quella vichinga. Questi sovrani dunque avrebbero vissuto nell'età in cui si riteneva si fossero formati (o iniziavano a delinearsi) le grandi tribù scandinave che qualche secolo dopo diedero origine ai regni danese, svedese e norvegese. Inoltre fonti come il Beowulf e il Widsith indicano chiaramente che gli Angli, gli Juti e le altre tribù migrate in Gran Bretagna sentivano di avere un'origine scandinava comune.

Casato degli Ynglingar/Scylfing[modifica | modifica wikitesto]

Questi re appartenevano a un'antica dinastia menzionata sia nelle saghe norrene sianel Beowulf. I re precedenti a questo elenco non hanno alcun fondamento storico. Il doppio nome della dinastia deriva da Yngvi-Freyr, ritenuto il capostipite della famiglia, e da Skelfir[1], Skjalf o anche Sceafa a seconda delle fonti[2].

Successione dei re durante il VIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Questi sono re che succedettero agli Ynglingar e che furono parte delle leggende di Harald Hildetand e Ragnarr Loðbrók. Secondo lo storico danese Saxo Grammaticus, Sigurðr Hringr apparteneva agli Ynglingar ed era figlio di Ingjald. Le saghe invece lo dicono figlio di Randver, figlio di Ráðbarðr, re di Garðaríki.

Casato di Munsö (VIII-X secolo)[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono alcune divergenze tra le fonti, ma non sembrano dovute all'esistenza di re svedesi in competizione. In parte derivano dalla tradizione che due fratelli potessero regnare contemporaneamente, nonché dalla tendenza di alcuni sovrani nei secoli successivi di giustificare il proprio dominio allacciandosi a linee dinastiche altrimenti estinte. Nel caso del casato di Munsö vi è l'ulteriore complicazione derivata dall'utilizzo dello Stendardo del corvo da parte della Grande armata danese, ma frequentemente utilizzata nel IX e X secolo da altri capi vichinghi non imparentati con i Munsö, sicché cronisti anche coevi attribuirono ulteriori membri a tale casata[3]. Le fonti sembrano menzionare questo dettaglio solo in caso di guerre civili (Björn II e Anund Uppsale) o di problemi di successione (Erik il Vittorioso, Olof Björnsson e Styrbjörn Starke). I re di questo casato ci sono noti principalmente attraverso la Saga di Hervör. I re non menzionati in essa ma in altre fonti sono scritti tra parentesi.

Il successore di Olof II fu Erik il Vittorioso, il primo re svedese storicamente confermato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

  • Anonimo, Beowulf
  • Anonimo, Widsith
  • Saxo Grammaticus, Gesta Danorum
  • Snorri Sturluson, Edda in Prosa
  • Snorri Sturluson, Skáldskaparmál
  • Snorri Sturluson, Heimskringla
  • Anonimo, Hversu Noregr byggðist
  • Anonimo, Cronaca Anglosassone

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Skelfir viene menzionato da Snorri Sturluson nello Skáldskaparmál e dall'Ættartolur
  2. ^ Le fonti più antiche che disponiamo, cioè Beowulf e Widsith, forniscono rispettivamente i nomi Scyld e Sceafa. Quest'ultimo è presente nel Beowulf sono solo attributo dinastico (Scyld Sceafing, cioè "discendente di Sceafa").
  3. ^ Il 'Ragnarssona þáttr (Saga breve dei figli di Ragnarr) racconta che Björn era figlio del re svedese Ragnarr Loðbrók e di Aslaug, figlia di Sigfrido e Brunilde. Era quindi fratello di Hvítserkr, Ívarr Ragnarsson e Sigurðr ormr í auga, nonché fratellastro di Agnarr ed Eiríkr Väderhatt. Ulteriori saghe attribuiscono a Ragnar anche la paternità di Ingjald il Bianco e Hrolf Ragnalvalsson. Nel suo commento al Gesta Danorum Hilda Ellis Davidson nota che le fonti di Saxo sulla vita Ragnar nel IX libro del Gesta Danorum potrebbero attingere a leggende e cronache spesso confuse e contraddittorie, e che quindi Saxo avrebbe tentado di darvi un ordine. Ecco perché molte delle gesta attribuite a Ragnar potrebbero derivare da più figure storiche. La plausibile lista di candidati al "Ragnar storico" include:
    • Il re danese Horik I (morto nell'854);
    • Il re danese Reginfrid (morto nell'814);
    • Un re di parte della Danimarca che si scontrò con Harald Klak nella prima meta del IX secolo;
    • Un Reginherus che assediò Parigi nell'845;
    • Un ipotetico Reghnall citato negli Annali irlandesi;
    • Il padre di alcuni capi della Grande armata danese che invasero l'Inghilterra nell'865

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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