Ívarr Ragnarsson

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"Hyngwar", il nome di Ívarr Ragnarsson nel manoscritto catalogo "Harley MS 2278" (XV secolo) - ed. in Hervey F [a cura di] (1907), Corolla Sancti Eadmundi = The garland of Saint Edmund, king and martyr, Londra, John Murray, OL 11080612W.

Ívarr Ragnarsson, detto inn beinlausi ("il Disossato", "il Senz'ossa") (... – 870[1] o 873[2][3]), fu un capoclan vichingo danese (con la fama del berserkr). Guidò nell'autunno 865, insieme ai fratelli Hálfdan e Ubbe, la Grande armata danese nell'invasione della regione inglese dell'Anglia orientale[1]. Casus belli della spedizione fu l'uccisione del padre dei fratelli, Ragnarr Loðbrók, da parte di Aelle II di Northumbria nel medesimo anno. Ívarr passò poi a conquistare York (866)[1], gettando le basi del successivo Regno di Jórvík. Dopo altri scontri con i re inglesi, scomparve dalle cronache anglosassoni nell'anno 870[1].

È oggetto di dibattito tra gli studiosi se Ívarr Ragnarsson possa essere considerato il medesimo condottiero noto alle fonti irlandesi come Ímar, fondatore della dinastia vichingo gaelica degli Uí Ímair, deceduto nel 873[2][3].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la Ragnarssaga loðbrókar ("Saga di Ragnarr "Calzoni Villosi"), Ívarr era il primogenito di Ragnarr Loðbrók, re semi-leggendario che avrebbe regnato su Svezia e Danimarca nella seconda metà del IX secolo, e della di lui moglie Kráka (o Áslaug), una vǫlva. Si dice che fosse bello, alto, forte e fra i più saggi uomini mai vissuti. Perciò era il consigliere dei fratelli Björn, Sigurðr e Hvítserkr.

Nell'autunno del 865, Ívarr ed il fratello Hálfdan erano a capo della c.d. "Grande armata danese" che attaccò l'Eptarchia anglosassone[1] partendo dall'Isola di Thanet, in Anglia orientale.
Secondo le saghe, il pretesto dell'invasione fu la faida per la morte di Ragnarr Loðbrók, caduto in mano di Aelle II di Northumbria e da questi giustiziato in modo "indegno" per un vichingo gettandolo in una fossa piena di serpi. La storicità del supplizio di Ragnarr da parte di Aelle è però molto dubbia[4][5]. Sempre le saghe, nello spec. la Ragnarssona þáttr (it. "Racconto dei figli di Ragnarr"), riportano che i fratelli di Ívarr mossero subito guerra ad Aelle ma furono sconfitti. Ívarr si recò allora da Aelle per riconciliarsi, chiedendo solo in riparazione tanta terra quanta riuscisse a coprirne con la pelle di un bue, e giurò di non portare mai guerra al re di Northumbria. Tagliò però la pelle del bue in strisce così sottili da poter cingervi un'ampia fortezza (York o Londra, secondo le saghe) e farla propria. Poiché Ívarr era il più generoso degli uomini, si ingraziò molti grandi guerrieri, alienandoli perciò ad Aelle quando i fratelli attaccarono per la seconda volta.

Nell'866, Ívarr portò la Grande Armata a nord, forte di una provvigione di cavalli fornita da Edmondo dell'Anglia orientale per rabbonire gli invasori, entrando in Northumbria e conquistando York[6], impresa facilitata dalle lotte intestine fra i pretendenti al trono di Northumbria: Aelle II e Osberht. Nel 867 Aelle e Osberht unirono le forze contro gli invasori ma vennero sconfitti[7], lasciando campo libero ad Ívarr e fratelli che poterono così fondare il Regno di Jórvík.
Secondo le saghe, dopo la cattura di Aelle, mentre i fratelli cercavano la giusta punizione, Ívarr suggerì di sottoporlo all'intaglio della c.d. "aquila di sangue".

La Grande Armata si rivolse allora verso sud, invadendo la Mercia ed occupando Nottingham ove svernò. Burgred di Mercia chiese allora aiuto ad Ethelred del Wessex ed a suo fratello Alfredo il Grande contro gli invasori (868), assediandoli a Nottingham e stabilendo una tregua[6]. L'anno successivo, Ívarr e il fratello Ubbe guidarono l'armata nell'Anglia orientale puntando all'Anglia Orientale[1] che fu conquistata entro l'anno 870.
A Ívarr è a questo punto attribuito il martirio di re Edmondo dell'Anglia orientale (869). Alcune fonti riferiscono che, quando questi rifiutò di farsi vassallo di un pagano, egli lo legò a un albero, dove fu trafitto dalle frecce dei Vichinghi finché morì. Per altri, fu invece ucciso nella navata di una chiesa[7].

Il cronista sassone Etelverdo (morto 998) data la morte di Ívarr al 870. Tre anni dopo, gli Annali dell'Ulster riportarono la morte di tale "Ímar", "Rex Nordmannorum totius Hibernie & Brittanie, uitam finiuit" (it. "Re dei norreni di tutta Irlanda e Gran Bretagna")[2] che viene oggi da taluni identificato con Ívarr Ragnarsson e da altri con un capo-guerra vichingo-scozzese.

Il sito di sepoltura di Ívarr è ad oggi sconosciuto.
La Ragnarssaga loðbrókar riporta che Ívarr diede disposizioni di essere tumulato sulla costa inglese, predicendo che, fintanto che i suoi resti avessero sorvegliato quel tratto di litorale, nessun nemico l'avrebbe attaccato con successo. La profezia si avverò - secondo la saga - finché approdò "Vilhjalmr il bastardo" (Guglielmo il Conquistatore), che andò alla tomba, violò il tumulo e affermò che la salma di Ívarr era intatta. Quindi Vilhjalmr innalzò una gran pira dove il corpo di Ívarr fu bruciato. Subito dopo, Vilhjalmr diede seguito all'invasione e ottenne la vittoria"[7].
Nel 1686, un agricoltore di nome Thomas Walker scoprì un tumulo scandinavo a Repton (Derbyshire) vicino al sito della battaglia con cui la Grande Armata Danese sbaragliò Burgred di Mercia. La presenza di un alto numero di resti (si sono contati circa 250 scheletri) ha portato supporre che il tumulo fosse stato eretto per un grande condottiero identificato poi in Ívarr Ragnarsson[8].

Ívarr il "Senz'ossa"[modifica | modifica wikitesto]

Analisi linguistica del soprannome[modifica | modifica wikitesto]

Discusso è il significato dell'epiteto di "Senz'ossa". È stato suggerito che si trattasse di un eufemismo per impotente (questa è anche l'interpretazione data da Harry Harrison per il personaggio omonimo della sua Saga del Martello e della Croce), o invece di una metafora della serpe; del resto, uno dei fratelli di Ívarr, Sigurðr, era soprannominato ormr í auga ("Serpente nell'occhio"). Le fonti scandinave descrivono invece una condizione patologica talora intesa come una forma di osteogenesi imperfetta. Il poema Háttalykill inn forni descrive Ívarr "completamente privo di ossa".

Alternativamente, stante la parentela etimologica con il tedesco Bein ("gamba" ma anche "ossa"), beinlausi potrebbe stare per "senza gambe". Sembra infatti che Ívarr fosse costretto a farsi trasportare. Ciò è compatibile con una qualche menomazione agli arti inferiori: ne fosse letteralmente privo, non ne avesse l'uso, o fosse semplicemente zoppo[9].

Analisi medica del soprannome[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1949, il medico danese Knud Stakemann Seedorff, in un libro sull'osteogenesi imperfetta[10] scrisse:

(EN)

«Of historical personages the author knows of only one of whom we have a vague suspicion that he suffered from osteogenesis imperfecta, namely Ivar Benløs, eldest son of the Danish legendary king Regnar Lodbrog. He is reported to have had legs as soft as cartilage ('he lacked bones'), so that he was unable to walk and had to be carried about on a shield.»

(IT)

«Fra i personaggi storici, l'autore è a conoscenza di uno solo del quale si abbia il vago sospetto che soffrisse di osteogenesi imperfetta, cioè Ivar Benløs, primogenito del re danese leggendario Regnar Lodbrog. Si dice che egli avesse gambe flaccide come cartilagine ("gli mancavano le ossa"), cosicché non poteva camminare e doveva essere trasportato su uno scudo.»

(Knud Seedorff)

Forme non particolarmente gravi di questa malattia possono precludere l'uso delle gambe alla persona colpita, che per il resto è perfettamente normale, e questo potrebbe essere il caso di Ívarr Ragnarsson. La patologia è anche nota come "malattia delle ossa fragili".

Nel 2003 Nabil Shaban, sostenitore dei diritti dei disabili affetto da osteogenesi imperfetta, realizzò il documentario The Strangest Viking, per la serie Secret History di Channel 4, nel quale indagò la possibilità che Ívarr soffrisse della medesima condizione. Shaban dimostrò anche che una persona affetta da osteogenesi può essere assolutamente capace di usare un arco lungo e prendere parte a una battaglia, come ci si aspettava da un capo nella società vichinga.

Nei Media[modifica | modifica wikitesto]

Ívarr Ragnarsson appare:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Cronaca anglosassone
  2. ^ a b c Annali dell'Ulster, a. 873.
  3. ^ a b Annali frammentari d'Irlanda, a. 873.
  4. ^ Munch PA (2010), Norse Mythology : Legends Of Gods And Heroes, Kessinger Publishing, ISBN 9781164510307.
  5. ^ Jones G (1984), A History of the Vikings, ed. riv., Oxford University Press, ISBN 9780192158826.
  6. ^ a b Forte A, Oram R, Pedersen F (2005), Viking Empires, Cambridge University Press, ISBN 0-521-82992-5.
  7. ^ a b c (EN) Frank R. Donovan, The Vikings, consulenza di Thomas D. Kendrick, 4ª edizione, New York, Horizan Caravel Books e dei redattori dell'Horizan Magazine, American Heritage Publishing Co., 1964, pp. 44-45; 145, 148, LCCN 64-17106.
  8. ^ Martin A (2008), The Vikings: A Short History.
  9. ^ (EN) Sulle tracce di Ívarr il Senz'ossa: Cosa non andava davvero in Ívarr?, su channel4.com.
  10. ^ (EN) Knud Stakemann Seedorff, Osteogenesis imperfecta: a study of clinical features and heredity based on 55 Danish families comprising 180 affected members, Universitetsforlaget i Århus, 1949.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Studi[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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