Università Iuav di Venezia

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Università Iuav di Venezia
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Portale Iuav.jpeg
Portale d'accesso alla sede dell'Università Iuav di Venezia ai Tolentini, su progetto di Carlo Scarpa
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàVenezia
Altre sediMestre
Dati generali
Fondazione1926
TipoStatale
DipartimentiCulture del progetto
RettoreBenno Albrecht
Studenti3 897 (2021)[1]
ColoriNero
AffiliazioniVenice International University
SportCUS Venezia
Mappa di localizzazione
Sito web

L'Università Iuav di Venezia (fino al 2001 Istituto Universitario di Architettura di Venezia) è una università statale italiana di Venezia fondata nel 1926. I campi di studio e di ricerca comprendono le aree di architettura, design, teatro, moda, arti visive, urbanistica e pianificazione del territorio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Seconda Scuola di architettura in Italia, dopo quella di Roma, IUAV nasce come Istituto Universitario di Architettura di Venezia nel 1926 per iniziativa di Giovanni Bordiga, presidente dell’accademia di belle arti. A Bordiga succedette come direttore nel 1929 Guido Cirilli, che era stato professore di composizione dell’accademia di Venezia. Nel 1933 Carlo Scarpa diventava professore incaricato di studio dal vero e decorazione. Nel 1936 Giuseppe Samonà fu chiamato a ricoprire la cattedra di disegno architettonico e rilievo dei monumenti. Due anni dopo, Samonà chiamò come docente Egle Trincanato, prima donna laureata nella scuola veneziana. Samonà avviò un processo di rifondazione dell’insegnamento dell’architettura e di rinnovamento del corpo docente, chiamando personalità come Luigi Piccinato (urbanistica), Franco Albini (architettura degli interni, arredamento e decorazione), Giovanni Astengo (urbanistica), Ignazio Gardella (elementi costruttivi), Bruno Zevi (storia dell’arte e storia e stili dell’architettura), Saverio Muratori (caratteri distributivi degli edifici), Ludovico Belgioioso (insegnamento di architettura degli interni) e Giancarlo De Carlo (caratteri distributivi degli edifici).

Durante la direzione di Samonà entrarono a far parte del mondo IUAV Ernesto Nathan Rogers, che dal 1952 organizzò a Venezia i corsi estivi dei Ciam, in precedenza tenuti a Londra. Tra il 1963 e il 1968 una nuova generazione di docenti arrivò allo IUAV: Carlo Aymonino, Leonardo Benevolo, Manfredo Tafuri, Mario Manieri Elia, Guido Canella. Architetti laureati durante la direzione di Samonà svolsero attività didattica prima come assistenti e poi come docenti: Gino Valle, Valeriano Pastor, Gianugo Polesello, Fernanda Valle, Luciano Semerani, Costantino Dardi. Nel 1970 si inaugurò il primo corso di laurea in Urbanistica, nato da un’intuizione di Giovanni Astengo. La direzione Samonà si concluse nel 1971.

Nel 1972 divenne direttore di IUAV Carlo Scarpa, a cui l’ateneo nel 1978 conferì la laurea honoris causa in architettura, risolvendo così le discussioni sulla legittimità del suo operato.

Dal 1974 al 1979 fu direttore Carlo Aymonino, che avviò un nuovo progetto di riforma dell’insegnamento. In anticipo rispetto alle altre università italiane, IUAV inaugurò nel 1976 la sperimentazione dei dipartimenti. Tra gli anni settanta e la metà degli anni ottanta, con le direzioni di Valeriano Pastor (1979-82) e di Paolo Ceccarelli (1982-91), entrarono a far parte del corpo docente Massimo Cacciari e Franco Rella, da Milano Aldo Rossi, Vittorio Gregotti, Bernardo Secchi, Francesco Tentori, Massimo Scolari, da Bologna Pierluigi Cervellati, da Roma Giorgio Ciucci, Edoardo Salzano; da Roma Franco Purini e il napoletano Francesco Venezia. In pochi anni la popolazione studentesca di IUAV aumenta, fino a raggiungere i 12.000 studenti iscritti all’inizio degli anni ’90.

A partire dal 1993 Iuav, sotto il rettorato di Marino Folin, IUAV ha riformato gli ordinamenti didattici delle facoltà di architettura. A partire dal 2001 alla storica facoltà di architettura si sono affiancate le facoltà di pianificazione del territorio e di design e arti, ampliando l’offerta formativa a tutte le discipline del progetto. IUAV cambia nome e logo: non è più Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ma Università Iuav di Venezia. Una nuova identità visiva viene creata, su iniziativa del prorettore alla comunicazione Sergio Polano che promuove un concorso internazionale per il disegno del nuovo logo dell’ateneo e dell’immagine coordinata.

Da novembre 2006 a novembre 2009 è stato rettore dell’ateneo Carlo Magnani.

Da novembre 2009 a settembre 2015 è stato rettore dell’ateneo Amerigo Restucci. Con lo Statuto emanato nel 2012, Iuav ha accolto le indicazioni della legge 240 sull’organizzazione dell’università ("legge Gelmini") e ha sostituito le facoltà con nuove strutture organizzative: i dipartimenti, centri di svolgimento delle attività di ricerca, didattiche e formative. Tre i dipartimenti attivati da Iuav: Architettura, costruzione e conservazione; Progettazione e pianificazione in ambienti complessi; Culture del progetto.

Dal 2015 al 2018 è stato rettore dell’ateneo Alberto Ferlenga. Sotto il suo impulso, nel 2018 Iuav ha emanato un nuovo statuto grazie al quale ha recuperato lo status di “scuola speciale” che lo definisce dalla sua fondazione e che gli ha offerto la possibilità di riorganizzarsi al di fuori dei vincoli della legge Gelmini, garantendo semplificazione organizzativa e operatività gestionale. Tra le novità più rilevanti l’attribuzione delle funzioni gestionali a un unico dipartimento, Culture del progetto.[2]

Dal 1 ottobre 2021 è rettore dell’ateneo Benno Albrecht.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'ateneo è organizzato in un solo dipartimento: Culture del progetto. [3]

Nel 2018 il dipartimento è stato inserito tra i dipartimenti di eccellenza individuati dall’ANVUR, Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca. [4]

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

L'Università possiede una biblioteca dedicata all'architettura e alle altre discipline progettuali in Italia. La biblioteca Iuav, nel convento dei Tolentini, è aperta agli utenti istituzionali e, previa autorizzazione, anche al pubblico esterno.

Architettura, pianificazione, urbanistica, arti visive, design e moda sono i principali ambiti disciplinari attorno ai quali sono nate e si sono sviluppate le collezioni della biblioteca. Queste rappresentano un patrimonio bibliografico unico nel panorama italiano e internazionale delle biblioteche specialistiche di settore. [5]

Il patrimonio della Biblioteca Iuav comprende: 34.498 tesi di laurea e di dottorato, 3.116 video, 4.200 periodici cartacei, 1.513 periodici elettronici correnti di architettura, arte, urbanistica, design, scienze sociali in abbonamento, 6.641 e-book di architettura, arte, urbanistica, design, scienze sociali, legislazione, 126.766 testate di periodici elettronici correnti e cessati e oltre 250.000 e-book di tutte le discipline, per grandissima parte in open access, disponibili tramite l’indice del discovery tool Primo, 50 banche dati. [6]

Identità visiva[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001, a seguito del cambiamento di nome e di status dell’ateneo, che da Istituto Universitario di Architettura di Venezia era diventato Università Iuav di Venezia con tre facoltà, si rese necessario cambiare anche il logo e l’identità visiva della Scuola, fino a quel momento rappresentata dal sigillo raffigurante il leone alato di San Marco che regge il vangelo aperto con la scritta “Pax tibi Marce Evangelista mei”. Il logo di IUAV, ridisegnato dall’architetto Massimo Scolari, era in realtà il sigillo identificativo di tutte le istituzioni veneziane, perché riproduceva lo stemma stesso della città di Venezia. Si distingueva dalle altre versioni per la presenza di due corone circolari che portavano una l’iscrizione “Istituto Universitario di Architettura di Venezia” e l’altra il motto vitruviano “Firmitas, Utilitas, Venustas”, che identifica la sostanza stessa dell’architettura. Tuttavia non rappresentava più la nuova identità di Iuav, che ampliava i propri orizzonti disciplinari oltre l’architettura, nei campi del design, delle arti visive e multimediali, della moda, del teatro. [7]

Nel 2002, anno del 75° anniversario della fondazione di IUAV, Sergio Polano, delegato alla comunicazione Iuav, promosse il concorso internazionale “Newlogo Iuav”: tema del concorso il progetto di una nuova identità visiva coordinata, a partire dal logo. Parteciparono al concorso 7 progettisti internazionali: Philippe Apeoig, Neville Brody / Research Studios, Matthew Carter, Gert Dumbar / Studio Dumbar, Mevis & van Deursen, Paula Scher / Pentagram, Massimo Vignelli.

La giuria, composta da Giovanni Anceschi, Enrico Camplani, Marino Folin, Bob Noorda, Sergio Polano, Leonardo Sonnoli, Pierpaolo Vetta, ha scelto il progetto del graphic designer francese Philippe Apeloig, che sviluppa un logo basato quasi interamente sulle quattro lettere I, U, A e V, disposte verticalmente, con un design semplice ma fortemente connotato che intende rappresentare passato, presente e futuro.

Così Philippe Apeloig spiega il suo progetto: «Il mio logo è un insieme non gerarchico di forme astratte e simboliche in pieno equilibrio. Volevo rendere palese una visione ottimistica del futuro dell’università e trasmetterne il senso storico, una visione in cui il logo allude al ruolo di continuità dell’Iuav Istituto Universitario di Architettura di Venezia, visto come luogo che genera conoscenza e come istituzione che adopera nuove metodologie, guidato da un tipo di filosofia olistica per la futura cultura progettuale. I sobri elementi del logo combinati insieme, come le articolazioni correlate della nuova università, si equivalgono per dimensione e importanza ed hanno margini flessibili o aperti. Questo modello grafico e concettuale fornisce una metafora viva ed espressiva, adatta sia per lo sviluppo dell’università, sia per i suoi legami transculturali che per le tappe interdisciplinari, tutti segni distintivi dello spirito del 21° secolo». [8]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Rettori[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Iuav in cifre, su iuav.it. URL consultato il 24 giugno 2021.
  2. ^ breve storia dell’Università Iuav di Venezia, su iuav.it. URL consultato il 7 marzo 2019.
    «Iuav ha recuperato lo status di “scuola speciale” che lo definisce dalla sua fondazione e che offre la possibilità di riorganizzarsi al di fuori dei vincoli della legge Gelmini, garantendo semplificazione organizzativa e operatività gestionale. Tra le novità più rilevanti l’attribuzione delle funzioni gestionali a un unico dipartimento, Culture del progetto.»
  3. ^ Università Iuav di Venezia - dipartimento di culture del progetto, su www.iuav.it. URL consultato il 2 novembre 2022.
  4. ^ Università Iuav di Venezia, su www.iuav.it. URL consultato il 2 novembre 2022.
  5. ^ Università Iuav di Venezia - futuri studenti, su www.iuav.it. URL consultato il 2 novembre 2022.
  6. ^ Università Iuav di Venezia - biblioteca, su www.iuav.it. URL consultato il 4 novembre 2022.
  7. ^ http://www.iuav.it/Ateneo1/chi-siamo/pubblicazi1/Catalogo-G/pdf-giorna/Giornale-Iuav-18.pdf
  8. ^ Newlogo Iuav, a cura di Sergio G. Polano, progetto grafico CODEsign, stampa Sella Arti Grafiche, Trieste 2003

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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