Sant'Arcangelo

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Sant'Arcangelo
comune
Sant'Arcangelo – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Domenico Esposito (Lista Civica (ex L'Unione)) dal 28/05/2006
Territorio
Coordinate 40°15′00″N 16°16′00″E / 40.25°N 16.266667°E40.25; 16.266667 (Sant'Arcangelo)Coordinate: 40°15′00″N 16°16′00″E / 40.25°N 16.266667°E40.25; 16.266667 (Sant'Arcangelo)
Altitudine 388 m s.l.m.
Superficie 89 km²
Abitanti 6 511 (01/01/2013 - Istat)
Densità 73,16 ab./km²
Frazioni San Brancato
Comuni confinanti Aliano (MT), Colobraro (MT), Roccanova, Senise, Stigliano (MT), Tursi (MT)
Altre informazioni
Cod. postale 85037
Prefisso 0973
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076080
Cod. catastale I305
Targa PZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti santarcangiolesi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 8 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Arcangelo
Posizione del comune di Sant'Arcangelo all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Sant'Arcangelo all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Sant'Arcangelo è un comune italiano di 6.511 abitanti[1] della provincia di Potenza.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il paese sorge in collina, a 388 metri sul livello del mare, lungo la valle del fiume Agri.

Il territorio del comune ha un'estensione di 188,47 km2. Dista 89 km da Potenza e 78 km da Matera.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nell'agro di Sant'Arcangelo si trovano insediamenti risalenti all'VIII secolo a.C., periodo in cui tutta l'area era densamente popolata da un antico popolo, gli Enotri, proveniente dall'Arcadia. Nell'arco temporale identificato tra la fine del V secolo a.C. e gli inizi del IV, la valle dell'Agri viene occupata dai Lucani, un popolo guerriero di stirpe oscosabellica che conquistarono ed assorbirono gli Enotri, a questo periodo infatti risale il sito della comunità di San Brancato dove negli anni ottanta è stata scoperta un'importante necropoli, con circa duecentoventi sepolture.

Successivamente è stato rinvenuto un borgo abitato databile al IV-III secolo a.C. tra la fontana sita in contrada Gavazzo a quella sita in contrada Cannone e da questa a quella sita in contrada Mulino. Nel III secolo, con la conquista romana e la II guerra punica, i Lucani entrano nel sistema istituzionale di Roma come “soci”, mentre nel I secolo e con le guerre sociali conquistano la cittadinanza romana “optime iure”. La decadenza del centro di San Brancato coincide con la fondazione delle colonie latine, mentre il punto di riferimento diventa la colonia romana della vicina Grumentum.

Nel VII secolo vi fu l'emigrazione dei monaci bizantini, chiamati Basiliani, che lasciavano la Siria, la Libia e l'Egitto devastati dalle prime invasioni arabe. La conquista dell'Italia da parte dei Bizantini fu compiuta da Belisario e Narsete, però il dominio greco venne subito ostacolato dai Longobardi che, scesi dal settentrione, avevano occupato vasti territori. La simultaneità longobarda e bizantina porta con sé anche un problema toponomastico in quanto il nome San Brancato secondo alcuni deriverebbe da San Barbato vescovo longobardo, secondo altri da San Pancrazio, questa seconda ipotesi pone il problema di rivedere in modo più critico l'origine stessa del nome Sant'Arcangelo.

I Longobardi giunsero in Italia dalla Pannonia, l'attuale Ungheria, guidati dal loro re Alboino, e sconfitti i Bizantini, costituirono il Ducato di Benevento, autonomo rispetto al Regno Longobardo e, in questa epoca, fondarono Sant'Arcangelo (seconda metà del VII secolo), chiamandolo così per devozione all'arcangelo Michele, loro patrono. Sant'Arcangelo è attestato in Catalogus Baronum (aa. 1150-1168) <et in Sancto Archangelo> n° 72, il toponimo si riferisce al culto di S. Michele, patrono del paese (TCI Ann.).

L'arma ed il nome non han bisogno di spiegazione: nulla meno giova ricordare che l'arcangelo san Michele era il protettore dei Longobardi, epperò a quell'epoca agevolmente possa risalir l'origine. Il Lacava afferma poi, ed il Racioppi nega, che sia una delle 12 città ripartite tra 12 Conti Normanni nelle prime conquiste: ad ogni modo è certo che a quel tempo era terra di non poca importanza. Appare infatti dal Catalogo dei Baroni recensiti per il servizio militare sotto Guglielmo il Buono, qual feudo di 10 militi, dei quali 6 spettanti al dominio diretto, ch'era il conte Berteraimo di Andria (che aveva pure Policoro, Colobraro ecc. in Basilicata) e 4 ad altrettanti suffeudatarii, che con l'aumento ne presentarono più del doppio, oltre un gran numero di serventi secondo il costume. Emerge in seguito dalla carte Angioine, e propriamente agli ultimi anni di Carlo II, un atto di prepotenza di un certo feudatario di Sant'Arcangelo, di cui si tace il nome, che, pretendendo di suo diritto la chiesa e badia di Santa Maria d'Orsoleo, mandò di forza a scassinarne le porte ed asportarne il meglio che v'era; onde avutosene ricorso dal Vescono d'Anglona, questi conseguì ordine reale il 12 novembre 1305, perché il Giustiziere di Basilicata avesse cura far restituire la chiesa e gli altri bene ingiustamente occupati.

All'epoca durazzesca era di Nicolò Lamarra, da cui passava nel 1390 a Beatrice di Ponziaco, e poi a Carlo Artus, ai Visconti Giocoli ed a seguire a Pietro Barrile, la cui Casa il 27 agosto 1826 ne otteneva il titolo di principe; ma estinta questa negli Spinelli perveniva qual semplice feudo alla famiglia Colonna dei Principi di Stigliano. Per quel riguarda il titolo di Principe per contrario trovasi passato fin dal 1853 nei Ricciardi, duchi di Caivano, marchesi di Fuscaldo e conti dei Camadoli.

Fu poi Sede di Mandamento con 4.703 abitanti del Circondario di Lagonegro e diocesi d'Anglona e Tursi: ha chiesa parrocchiale sotto il titolo di san Nicola di Bari, e la cura d'un arciprete con altre 4 cappelle e 5 confraternite, poi opere pie riunite per la beneficenza ed istituto di prestanza. Aveva anche un convento di riformati con 4 padri e 3 laici, oltre i minori osservanti in numero di 12 padri e 12 laici, allocati nel Monastero d'Orsoleo.

Monumenti, chiese e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Religione[modifica | modifica sorgente]

In tutto il territorio comunale operano tre parrocchie:

  • San Nicola di Bari
  • San Rocco Confessore
  • San Giuseppe Operaio

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

  • Circolo Didattico che comprende due complessi di scuola e due di scuola elementare
  • Scuola Media Statale
  • Sant'Arcangelo è sede dell'Istituto d'Istruzione Superiore con due Sezioni Associate
    • Sezione Liceo Scientifico Statale "Carlo Levi".
    • Sezione I.C.G.C.
    • I.P.A.A. Istituto Professionale di Stato per l'Ambiente e l'Agricoltura
    • Mpi-Dst-D.G. Personale della Scuola e della Amministrazione

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Associazioni culturali[modifica | modifica sorgente]

  • Associazione P.a.m.a. Associazione medio agri di Volontariato di Pubblica Assistenza e di Protezione Civile
  • Associazione Culturale Circolo Lombardo Radice
  • Associazione Pro Loco
  • Centro Regionale Lucano dell'Accademia di Storia dell'Arte Sanitaria
  • Associazione Avis
  • Associazione Dimore Storiche Italiane Sezione Basilicata Palazzo Scardaccione
  • ADAFOR - Nicola Bruno
  • A.N.S.P.I. Associazione Nazionale San Paolo Italia “Circolo Culturale Orsoleo”
  • Associazione Pedagogica di Basilicata
  • Associazione AAANT
  • CARITAS Parrocchiale
  • Associazione Briam Karting Club
  • Associazione Sportiva dilettantistica
  • Associazione Musicale Michele Lufrano
  • Associazione Onlus Gioca Giocando

Persone legate a Sant'Arcangelo[modifica | modifica sorgente]

Manifestazioni ed eventi[modifica | modifica sorgente]

  • 8 maggio - Festa Patronale San Michele Arcangelo
  • 6 giugno (prima domenica di giugno) - Fiera in occasione della ricorrenza di San Fortunato Martire le cui ossa riposano nella Chiesa dei Padri Riformati (Chiesa del Convento)
  • 16 agosto - Festa in onore di San Rocco
  • 7/8 settembre - Festa di Santa Maria di Orsoleo
  • agosto - Agglutination Festival
Fiere e Mercati
  • Fiere: 12 agosto - 7 settembre
  • Mercati: II e IV sabato del mese

La Città della Pace per i bambini[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009 è stata costituita su iniziativa del Premio Nobel per la Pace Betty Williams la Fondazione Città della Pace per i bambini, che prevede strutture che possano ospitare i bambini che vivono in situazioni di pericolo nei loro paesi, da realizzarsi a Sant'Arcangelo ed a Scanzano Jonico[5]. La Città della Pace ha l'obiettivo di garantire assistenza, istruzione ed educazione a minori in condizioni di disagio sociale o pericolo derivanti da guerre o disastri ambientali.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Un tempo era nota per l'allevamento di una superlativa razza di cavalli detta “Neapolitana”, per la produzione di cotone, di ortaggi di olio e di vino. Rinomata è, ancor oggi, la produzione di olio di oliva, di ortaggi, di prodotti caseari, di vino. Nonostante la presenza di risorse agricole così importanti, l'economia di Sant'Arcangelo si basa prevalentemente su poche attività commerciali ed artigianali e sul terziario.

Infrastrutture e Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

SINDACO: Domenico Esposito

Sport[modifica | modifica sorgente]

  • Santarcangiolese Calcio - Campionato di Promozione Lucana
  • Società Sportiva Santarcangiolese A.S.D.
  • A.S.D. ACS '09 Sant'Arcangelo ACS'09

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (01/01/2013 - Istat)
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ a b c Caterini Carlo. Gens Catherina de terra Balii
  4. ^ Caterini Carlo. Catalogo degli abati del monastero del Sagittario
  5. ^ Firmato atto costitutivo Fondazione Città della Pace. URL consultato il 16 novembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G. Gattini, 1910.
  • Caterini Carlo. Gens Catherina de terra Balii. Edizioni Scientifiche Calabresi. Rende 2009.
  • Caterini Carlo. traduzione e note del "Catalogo degli abati del monastero del Sagittario dell'Abate Gregorio De Lauro" Valentina Porfidio Editore. Moliterno 2014.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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