Cine-panettone

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I titoli di testa di Vacanze di Natale del 1983, pellicola a cui viene fatta ricondurre la nascita della saga dei cine-panettoni.

Cine-panettone (o cinepanettone) è un neologismo italiano indicante alcuni film comico-demenziali di produzione italiana destinati a uscire nelle sale cinematografiche durante il periodo natalizio.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il neologismo, comparso per la prima volta nella lingua italiana nel 1999,[1] fu originariamente coniato in senso dispregiativo dai critici cinematografici per indicare un prodotto natalizio di grande diffusione pubblica – in special modo le commedie natalizie della coppia Boldi-De Sica – che si caratterizzano per una certa tendenza a ripetersi nella trama e nelle situazioni, per il tipo di comicità a buon mercato, per le volgarità gratuite nonché per i grandi incassi nelle sale del bel paese. Tuttavia, col passare del tempo, il termine è diventato di uso comune e ha perso in parte la sua connotazione negativa, al punto che spesso gli stessi attori e autori indicano le loro opere con questo nome.

Su questa base, sono stati poi coniati i termini:

  • cine-cocomero (anche cine-gelato o cine-ombrellone),[1] per indicare le pellicole italiane realizzate prettamente per il periodo estivo;[2]
  • cine-colomba, per indicare le pellicole italiane realizzate prettamente per il periodo pasquale;[3]
  • tele-panettone, per indicare le produzioni italiane similari ai cine-panettoni, ma destinate invece alla televisione;[4]
  • libro-panettone, per indicare i libri di maggior successo commerciale destinati a uscire nelle librerie a ridosso del periodo natalizio;[5]
  • anti-cinepanettone, per indicare una varietà di opere considerate alternative ai cine-panettoni,[6][7][8][9] e progetti espressamente ideati come anti-cinepanettoni.[10][11]

Il filone[modifica | modifica wikitesto]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i registi Carlo ed Enrico Vanzina, considerati i padri del genere, la "formula" del cine-panettone sarebbe nata nel 1982 quando, dopo il successo commerciale del loro Sapore di mare, il produttore Aurelio De Laurentiis commissionò loro un'opera simile per l'anno successivo ma ambientata stavolta in una località sciistica, da mettere in programmazione nei cinema nel periodo natalizio.[12]

I due fratelli pensarono quindi a una rilettura contemporanea di un film del 1959 interpretato da Alberto Sordi e Vittorio De Sica (padre di Christian), Vacanze d'inverno, in cui il regista Camillo Mastrocinque aveva tratteggiato, sullo sfondo di Cortina d'Ampezzo, i costumi italici del tempo.[13] Nacque così il primo Vacanze di Natale girato anch'esso tra la regina delle Dolomiti, cui nei primi anni novanta seguirono Vacanze di Natale '90 – il film che segnò l'inizio del sodalizio artistico fra Massimo Boldi e Christian De Sica, i due attori feticcio della saga – e Vacanze di Natale '91, diretti questa volta da Enrico Oldoini, assieme a Vacanze di Natale '95 per la regia di Neri Parenti. Nel corso del decennio i Vanzina avrebbero poi replicato la formula con S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa e A spasso nel tempo,[12] mentre il filone dei cine-panettoni proseguì con De Laurentiis, che affidò la regia delle successive pellicole natalizie a Neri Parenti.[12] I Vanzina sarebbero tornati a girare un film della serie Vacanze di Natale, sempre prodotto da De Laurentiis, solo alla fine del secolo, con Vacanze di Natale 2000.

Come si intuisce da alcuni di questi titoli, non sempre i film hanno trattato vicende strettamente legate al periodo natalizio o, in generale, alle festività; dal 2001 invece questo accadde regolarmente, ambientando il Natale nei più svariati posti del globo. Da segnalare come, nel 2006, Boldi lasciò il ruolo di compagno di De Sica per intraprendere un suo personale filone di cine-panettoni, che di fatto per qualche anno si contrappose a quello dell'ex collega.

Nel 2011 il filone è andato a chiudere quel discorso iniziato ventotto anni prima: Vacanze di Natale a Cortina, infatti, rimane a oggi l'ultimo capitolo di quella che è convenzionalmente intesa come la saga "cine-panettoniana". Visti i sempre più bassi riscontri al botteghino ottenuti da questo genere di prodotti nel corso degli appuntamenti natalizi, dall'anno seguente le varie case di produzione hanno deciso di non riproporre nelle sale questa ormai storica formula narrativa, virando sulla più classica commedia.[14][15][16]

Attori[modifica | modifica wikitesto]

Attori ricorrenti dell'intera saga sono stati, oltre ai già citati De Sica e Boldi, anche Diego Abatantuono, Claudio Amendola, Jerry Calà, Nino Frassica, Ezio Greggio, Andrea Roncato e Nadia Rinaldi negli anni ottanta e novanta, e Anna Maria Barbera, Nancy Brilli, Elisabetta Canalis, Paolo Conticini, Fabio De Luigi, Sabrina Ferilli, i Fichi d'India, Massimo Ghini, Michelle Hunziker, Biagio Izzo, Paolo Ruffini, Vincenzo Salemme, Enzo Salvi e Alessandro Siani negli anni duemila e duemiladieci.

Dato il successo commerciale delle pellicole, a queste hanno talvolta preso parte anche personaggi noti a livello mondiale quali Cindy Crawford, Danny DeVito, Carmen Electra, Daryl Hannah, Dean Jones, Ronn Moss, Leslie Nielsen e Luke Perry.

Filmografia essenziale[modifica | modifica wikitesto]

Visto il corposo ricambio di registi, attori e produttori di cui la saga è stata protagonista, non esiste un elenco standardizzato di cine-panettoni; tuttavia fra i titoli più conosciuti del genere, citiamo:[13]

Approssimativamente, per "cine-panettone" s'intendono soprattutto i film prodotti dalla Filmauro e diretti da Neri Parenti a partire dagli anni duemila, «commedie generazionali che hanno più o meno a che fare con le vacanze» natalizie, solitamente ambientate in località esotiche e con la parola "natale" inserita nel titolo: partendo da questo assunto, retroattivamente sono state inserite nel filone varie pellicole italiane realizzate nei due decenni precedenti, tutte accomunate da elementi – cineasti, attori, tematiche e date di uscita nelle sale – che lasciano trasparire la matrice cine-panettoniana; dal sopracitato elenco vengono omesse produzioni quali I pompieri (1985), Yuppies - I giovani di successo (1986) e relativi sequel, diretti da nomi quali Parenti e Vanzina e sempre con la coppia Boldi-De Sica del cast, ma non strettamente afferenti il tema natalizio-vacanziero.[13]

Similmente, la maggior parte delle fonti tende a non considerare cine-panettoni vari film, soprattutto degli anni settanta, che a posteriori possono essere visti alla radice di questo filone (alcuni titoli della commedia all'italiana o i ruoli comici interpretati da Adriano Celentano), così come esclude dal novero opere coeve all'epoca cine-panettoniana (la saga fantozziana di Paolo Villaggio nonché i film di Leonardo Pieraccioni o, all'estero, dei fratelli Farrelly), che pure talvolta mostrano dei labili legami con tale universo narrativo.[13]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

« Drammaturgicamente i film di Natale spesso sono ordinari, molte volte ripetitivi, orgogliosamente grossolani. Sono un po' il discount del cinema. Ognuno di loro si può smontare, stroncare e rimontare con grande facilità. Sono film semplici, ma non disonesti. »
(Christian De Sica[17])

Secondo alcuni[18] non sono in realtà tanto diversi dai film prodotti negli anni cinquanta, come quelli di Totò. Secondo altri[19] sono film come questi che più di altri riescono a raccontare l'Italia e gli italiani di oggi. Inoltre, questi film hanno l'importante incarico di rilanciare e far "girare" l'industria del cinema italiano[20] che riesce a raggiungere il livello di incassi delle major straniere.[21]

I detrattori criticano l'effettiva mancanza di vera comicità in quanto quella presente è basata interamente sulla volgarità e sui doppi sensi;[22] inoltre, i critici del genere obiettano in particolare alla costante mancanza di una trama vera e propria che è rimpiazzata da una "storiella" scritta ad arte per le esibizioni dei protagonisti e dei comprimari di turno,[23] spesso volti televisivi molto noti, ma senza adeguate capacità recitative per il grande schermo.[24]

Citazioni e parodie[modifica | modifica wikitesto]

Una parodia dissacrante del filone dei cine-panettoni è ravvisabile nella commedia Boris - Il film del 2011. La pellicola, ambientata nel dietro le quinte del mondo del cinema, narra per l'appunto la deriva "cine-panettoniana" che finisce per assumere un iniziale progetto "impegnato", sbeffeggiando in egual misura entrambe le parti.[25] Nello specifico dei cine-panettoni, la satira mette l'accento sulla difficoltà – nel panorama filmico italiano – di realizzare una pellicola che esuli dalla becera e greve comicità,[26][27] nonché sull'influenza negativa che questo genere cinematografico ha sull'ambiente attoriale italiano – reo di cedere al nazionalpopolare, in virtù di facili guadagni –,[28][29] senza mancare di mettere in risalto l'iniquità della sua scrittura – riassumibile in pochi e semplici stereotipi.[27][29]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Silverio Novelli, Cinecocomero, cinegelato, cineombrellone, Enciclopedia Treccani.
  2. ^ Franco Montini, Un'estate al mare, arriva il 'cinecocomero' in la Repubblica, 26 giugno 2008, p. 19.
  3. ^ Arriva la 'cinecolomba' dei Vanzina: ecco Buona giornata in cineblog.it, 24 gennaio 2012.
  4. ^ Fabio Fusco, Natale a 4 zampe: stasera il 'telepanettone' di Boldi su Canale 5 in movieplayer.it, 21 dicembre 2012.
  5. ^ Luca Ricci, La corsa al libropanettone in Corriere della Sera, 9 dicembre 2012.
  6. ^ Luca Gallesi, L'anti-cinepanettone è francese in il Giornale, 21 luglio 2012. URL consultato il 2 agosto 2013.
  7. ^ L'anti-cinepanettone di Capotondi&De Luigi per ridere sotto l'albero in Il Tempo, 20 novembre 2012. URL consultato il 2 agosto 2013.
  8. ^ Claudia Morgoglione, Quattro matrimoni senza funerale, "Siamo gli anti-cinepanettoni" in la Repubblica, 20 ottobre 2009. URL consultato il 2 agosto 2013.
  9. ^ Cinema: 'Tornando a casa per natale', dalla Norvegia l'anti-cinepanettone in Adnkronos, 26 novembre 2010. URL consultato il 2 agosto 2013.
  10. ^ Ilaria Ravarino, Gli autori di Boris tornano alla carica: fiction sulla politica e un 'anti-cinepanettone' in Leggo, 19 giugno 2013. URL consultato il 2 agosto 2013.
  11. ^ Cristiana Paternò, Dopo "Boris", l'anti-cinepanettone in Cinecittà News, 18 giugno 2013. URL consultato il 2 agosto 2013.
  12. ^ a b c I Fratelli Vanzina: veri padri del 'Cinepanettone' in personaggi-film.35mm.it, 11 dicembre 2006. (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2013).
  13. ^ a b c d O'Leary, «"Cinepanettone" e cinepanettoni»
  14. ^ Carla Cicognini, Il CinePanettone è morto? in cineblog.it, 6 luglio 2012.
  15. ^ Maria Pia Fusco, Finita l'era dei cinepanettoni. Con "Colpi di fulmine" si parla d'amore in la Repubblica, 12 dicembre 2012. URL consultato il 2 agosto 2013.
  16. ^ Simona Santoni, Colpi di fulmine, al cinema il non-cinepanettone di Neri Parenti in Panorama, 13 dicembre 2012. URL consultato il 2 agosto 2013.
  17. ^ Paolo Mereghetti, «Natale a Rio», De Sica-Ghini sulle orme (quasi) di Stanlio e Ollio in Corriere della Sera, 20 dicembre 2008, p. 61.
  18. ^ Massimo Boldi, la Ventura e una valanga di volgarità in la Repubblica, 14 novembre 2008, p. 64.
  19. ^ Alberto Mattioli, I crociati del cinepanettone in La Stampa, 10 ottobre 2007, p. 35.
  20. ^ Laura Laurenzi, Quando recito non sono io, il mio gigione è l'italiano medio in la Repubblica, 13 marzo 2007, p. 53.
  21. ^ Franco Montini, Cinema, l'anno record. 120 milioni di biglietti come nel 1986 in la Repubblica, 18 dicembre 2007, p. 45.
  22. ^ Banalità in vetrina con Boldi, Salemme e il coatto Salvi in Corriere della Sera, 29 dicembre 2006, p. 52.
  23. ^ Alberto Pezzotta, Il «cinepanettone» senza sceneggiatura in Corriere della Sera, 9 gennaio 2005, p. 59.
  24. ^ Natale a Rio in badtaste.it, 20 dicembre 2008.
  25. ^ Pedro Armocida, «Boris» sbeffeggia registi impegnati e cinepanettoni in il Giornale, 31 marzo 2011.
  26. ^ Francesco Gallo, Con 'Boris' La Casta diventa cinepanettone in ANSA, 28 marzo 2011.
  27. ^ a b Fabiana Proietti, "Boris - Il Film", di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo in sentieriselvaggi.it, 1º aprile 2011.
  28. ^ Michele Anselmi, Il caso "Boris", l'ammazza De Sica in Il Secolo XIX, 29 marzo 2011.
  29. ^ a b Diego Odello, Boris Il film, recensione in ilcinemaniaco.com, 2 aprile 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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