Fronte Nazionale (Italia)
| Fronte Nazionale | |
|---|---|
| Leader | Junio Valerio Borghese |
| Stato | |
| Fondazione | 1967 |
| Dissoluzione | 1970 |
| Ideologia | Neofascismo, Nazionalismo, Socialismo nazionale, Anticomunismo |
| Collocazione | Estrema destra |
Il Fronte Nazionale fu un movimento politico italiano di estrema destra.
Venne fondato nel 1967 dal principe Junio Valerio Borghese, capo, durante la seconda guerra mondiale, della Xª Flottiglia MAS, reparto che lo aveva seguito anche durante la Repubblica Sociale Italiana. Uscì dal MSI nel 1968.
Il Fronte Nazionale ebbe contatti con Ordine Nuovo prima del riassorbimento nel MSI e cercò adesioni soprattutto fra gli uomini delle disciolte formazioni della Repubblica Sociale Italiana. Fu importante punto di riferimento per i militanti di Avanguardia Nazionale e grande fu la considerazione di Borghese per Stefano Delle Chiaie capo storico della medesima organizzazione[1].
Si articolava in delegazioni regionali e provinciali con poche centinaia di aderenti e con sedi ad Ancona, Bari, Biella, Catanzaro, Como, Genova, Firenze, La Spezia, Lucca, Massa, Matera, Napoli, Palermo, Parma, Perugia, Pisa, Reggio Calabria, Sassari, Terni, Torino, Treviso, Venezia, Vercelli, Verona, Vicenza.
Borghese, oltre ad aver capeggiato il tentativo di colpo di stato del 1970, si vantò di aver avuto una parte importante nei Fatti di Reggio e nell'attività dell'estrema destra in Sicilia.
I processi al Fronte Nazionale si conclusero con un sostanziale nulla di fatto.
Note [modifica]
- ^ Adalberto Baldoni, Noi rivoluzionari, Roma, Edizioni Settimo Sigillo, 1977, p. 188