Associazione Sportiva Dilettantistica Gallipoli Football 1909

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S.S.D. Gallipoli Football 1909 s.r.l.
Calcio Football pictogram.svg
Il Gallo
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Giallo e Rosso3.png Giallo e Rosso
Simboli Gallo
Inno Giallorosso del Commando Ultrà
Mimì Petrucelli
Dati societari
Città Gallipoli
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie D
Fondazione 1946
Rifondazione 2010
Presidente Italia Marcello Barone
Allenatore Italia Sergio Volturo
Stadio Antonio Bianco
(4.368 posti)
Sito web http://www.gallipolifootball.it/
Palmarès
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
1 Supercoppa di Lega Prima Divisione
Si invita a seguire il modello di voce

La Società Sportiva Dilettantistica Gallipoli Football 1909 s.r.l., nota come Gallipoli, è una società calcistica della città di Gallipoli, in provincia di Lecce, che milita in Serie D.

Nel 2009-2010, sotto il nome di Gallipoli Calcio, ha disputato il suo primo e finora unico campionato di Serie B della sua storia. Ha vinto una Coppa Italia di Serie C nel 2006.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli albori[modifica | modifica wikitesto]

Il calcio a Gallipoli comincia a diffondersi nei primi anni del Novecento, quando lo sport inventato dagli inglesi iniziò a prendere piede anche in Italia. Ed è legato proprio agli inglesi il primo aneddoto di cui si abbia conoscenza riguardo alla Gallipoli calcistica: nel 1909 la neonata società Sporting Club Lecce, capitanata da Ettore De Michele decise di disputare un incontro amichevole a Gallipoli contro una selezione studentesca composta da giovani gallipolini. Consci del tasso tecnico più basso, la compagine studentesca chiese aiuto ad alcuni marinai inglesi di stanza a Gallipoli, che diedero il loro contributo fondamentale durante la partita: il risultato finale fu 3-0 per la squadra gallipolina.

Bisogna giungere al 1920 per la creazione della prima società: la Polisportiva Gallipolina, ad opera di Giuseppe Calvi. La casacca indossata dai calciatori era bianca con una fascia rossa al centro, e si alternava con una maglia gialla con bordo rosso. La neonata società disputò il campionato di terza divisione provinciale, l'ultima delle categorie previste nel sistema calcistico del tempo, disputando oltretutto amichevoli contro le ben più blasonate Audace Taranto e Juventus Lecce.

In seguito all'instaurazione del regime fascista la Polisportiva Gallipolina cambiò nome in Gioventù Fascista Gallipolina, composta da giovani studenti universitari e partecipante a campionati organizzati dal regime, paralleli a quelli della F.I.G.C.. Il giocatore più rappresentativo fu l'attaccante Giuseppe Scategni, militante in seguito anche nel Bari e nell'Atalanta. La squadra giocava nel campo sportivo situato in località Quattro Monti, ma alla fine degli anni trenta fu realizzato lo stadio della Giudecca, che diverrà in seguito teatro dei primissimi successi del Gallipoli.

Nel 1946 viene costituita la Fiamma Jonica, destinata a scomparire nel 1965 e rimpiazzata l'anno dopo dall'U.S. Gallipoli. La squadra del Gallipoli ha sempre militato nelle serie dilettantistiche regionali fino alla stagione 1971/72, anno in cui la compagine salentina,con Presidente Corrado Calvi,nipote del fu Giuseppe, vince il campionato di Promozione e si appresta ad affrontare il suo primo campionato di serie D della sua storia. L'avventura in D però dura solo un anno, e il Gallipoli viene retrocesso in Promozione. Ma la squadra jonica,sempre sotto la Presidenza Calvi,dopo una splendida cavalcata conclusa con lo spareggio promozione a Lecce contro il Casarano vinto per 1-0, il 23 maggio 1974 ritorna nella quarta serie.

Primo anno in Serie C, poi la scomparsa[modifica | modifica wikitesto]

Dopo quattro campionati in Serie D il Gallipoli, nella stagione 1977-1978, giunge alla vittoria del campionato ottenendo la prima promozione in Serie C della sua storia. La prima annata tra i professionisti si chiude con la salvezza all'ultima giornata, grazie a una sorta di spareggio salvezza a Vasto conclusosi con la vittoria del Gallipoli. Successivamente la società non viene iscritta al campionato di Serie C2 1979-1980 a causa di inadempienze finanziare:[senza fonte] si riparte dunque dalla Prima Categoria. Il Gallipoli non riuscirà mai ad andare oltre l'Eccellenza, e nella stagione 1998-1999 la società giallorossa viene radiata dal campionato in seguito al rifiuto di scendere in campo in tre partite.[senza fonte]

Il calcio a Gallipoli scompare. Ci pensa Antonio Vallebona a costituire nel 1999 la nuova società, rilevando il titolo del Leverano, squadra militante in Prima Categoria: in due anni il Gallipoli raggiunge il campionato di Eccellenza.

L'arrivo di Barba[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 arriva l'interessamento da parte dell'imprenditore petrolifero Vincenzo Barba, che rileva la società. La prima stagione di Barba si conclude con un discreto sesto posto ( capolista fu il Bitonto ), ma le ambizioni del presidente sono altre: "B come Barba", questo è lo slogan del suo progetto. E per la stagione 2003/04 il patron prepara una grande squadra guidata dal tecnico Antonio Toma che domina il campionato, riottenendo la Serie D dopo 25 anni.

Anche per la stagione seguente il presidente Barba non badò a spese e fornì al neo tecnico Franco Giugno, assieme al nuovo ds Danilo Pagni, una squadra di primo ordine, che annoverava tra le sue fila l'attaccante argentino Josè Ignacio Castillo, affiancandolo a Riccardo Innocenti (insieme frutteranno 45 gol). Dopo un campionato condotto sin dalle prime partite al comando, il Gallipoli ottenne la matematica promozione in C2 il 1º maggio nel derby contro il Nardò.

In Serie C2 e Coppa Italia di serie C[modifica | modifica wikitesto]

Per affrontare il secondo campionato tra i professionisti della storia del Gallipoli il patron Barba confermò Castillo, resistendo alle numerosissime richieste da club di serie superiori, ingaggiò Gaetano Auteri come allenatore e puntellò l'organico con gente esperta della categoria. Anche quell'anno, dalla prima all'ultima giornata, il Gallipoli condusse il campionato saldamente in testa, ottenendo la terza promozione in tre anni, impresa riuscita a ben poche squadre. Ma il Gallipoli in quella stagione non si accontentò solo della promozione in C1: arrivò infatti anche la vittoria della Coppa Italia Serie C, riuscendo a prevalere nella doppia finale contro la Sanremese.

Per la stagione seguente Barba continuò a fare affidamento su Auteri, ma molti elementi protagonisti della splendida annata 2005/2006 andarono via, come Castillo (al Frosinone in B), Raimondi (al Pisa), Innocenti (alla Val di Sangro). La stagione si rivelò molto difficile per il Gallipoli, che non riuscirà mai ad entrare in zona playoff; dovuto anche alla crisi di risultati che perdurò da gennaio 2007 fino alla fine del campionato, che portò anche ad un allontanamento temporaneo del tecnico Auteri, richiamato una settimana dopo il suo esonero. Il Gallipoli chiuse al decimo posto a pari punti con la Salernitana.

Consolidamento in Serie C1[modifica | modifica wikitesto]

Per la stagione 2007/08 Barba operò un'autentica rivoluzione: chiamò Dario Bonetti come allenatore e soltanto 8 giocatori della rosa precedente saranno riconfermati. L'inizio è positivo: vittoria casalinga per 4-1 contro la Massese, pareggio all'ultimo secondo per 1-1 a Salerno grazie a Stefano Morello.

Il Gallipoli si portò così in zona playoff, occupandola per gran parte del campionato grazie ad uno straordinario rendimento casalingo (compreso il 2-0 alla capolista Salernitana), nonostante la carenza di punti lontano dalle mura amiche (una sola vittoria in trasferta in tutto il campionato, a Pistoia). A causa di incomprensioni con l'ambiente, dopo la ventiseiesima giornata Dario Bonetti venne sostituito da Vincenzo Patania, lasciando la squadra al momento terza in classifica.

Il cambio parve dare i suoi frutti: dopo una rocambolesca sconfitta con l'Arezzo per 3-2 il Gallipoli travolse la diretta concorrente Perugia per 3-0. Poi la squadra, come l'anno precedente, ebbe un crollo fisico e mentale che la portò a totalizzare un punto in 6 partite e a uscire sconfitta dall'incontro casalingo contro il Crotone e dalle trasferte con Sambenedettese, Potenza, Martina (ultimo in classifica e già matematicamente retrocesso) e Juve Stabia. Una nuova sconfitta fu patita nell'incontro casalingo col Pescara. Questi risultati portarono la squadra al nono posto in classifica, posizione mantenuta fino a fine stagione.

La storica promozione in Serie B e la Supercoppa di Lega[modifica | modifica wikitesto]

La stagione segna un netto cambiamento in società: al posto di Pagni e Patania vengono chiamati Gino Dimitri, ex responsabile dell'area tecnica del settore giovanile del Lecce, e come allenatore Giuseppe Giannini. La rosa, che combina giovani promettenti ed elementi esperti della categoria, punta con decisione alla promozione in Serie B, anche sfruttando il fattore-campo legato soprattutto all'atipico terreno in sintetico.

In campionato il Gallipoli mantiene un rendimento costante. La formazione ionica può contare su un organico molto valido, che ha in Ciro Ginestra e Francesco Di Gennaro due prolifici attaccanti, cui si aggiungono il regista David Mounard, i centrocampisti centrali Gennaro Esposito e Giuseppe Russo e una difesa di spessore, guidata dal portiere Generoso Rossi.

Il Gallipoli si insedia solitario in vetta alla classifica sin dalle prime giornate, con 16 punti dopo sole 6 partite. Poi la squadra accusa un calo nelle successive battute (sconfitte esterne a Foggia e Pescara e pareggio interno con l'Arezzo), ma subito si riprende, sconfiggendo il club campano della Cavese al Bianco per 5-1.

È il periodo tra dicembre e gennaio che consolida il Gallipoli tra le pretendenti alla promozione in Serie B, a differenza di quanto avvenuto nelle stagioni precedenti, quando la squadra in questo periodo ebbe cali fisici e mentali. Seguiranno le vittorie con il Crotone in casa e nel derby pugliese col Taranto allo Iacovone. La squadra giallorossa in casa ha un rendimento molto positivo, ma rispetto alla stagione precedente decisivo è anche il rendimento in trasferta.

La svolta della stagione risale al 26 aprile, quando il team di Giannini deve affrontare a Crotone i rossoblu allenati dal salentino Francesco Moriero. La classifica vede il Gallipoli in testa a 57 punti e il Crotone staccato di un solo punto, a 56. Dopo il primo tempo conclusosi a reti bianche, il Crotone passa in vantaggio con Basso su rigore, ma il Gallipoli si porta sull'1-1 con un tiro di destro del bomber Ginestra, prima che all'89º minuto l'attaccante Di Gennaro firmi il definitivo 2-1 con un tiro in diagonale. Il gol, festeggiato con gli 800 tifosi gallipolini giunti in Calabria, consente al Gallipoli di aumentare il distacco, che sale a 4 punti.

La gioia definitiva per i tifosi locali arriva il 17 maggio 2009, quando i giallorossi, davanti a 3.500 spettatori festanti in uno Stadio Bianco gremito in ogni ordine di posto, batte tra le mura amiche 3-2 la Real Marcianise. Al fischio finale cominciano le celebrazioni, con cori e inni rivolti alla società, alla squadra e all'allenatore Giannini. Per i salentini si tratta così del primo approdo in Serie B nella loro storia: così facendo il Gallipoli è la quarta salentina, dopo il Lecce, il Taranto e il Brindisi, ad accedere alla serie cadetta.

Pochi giorni più tardi il Gallipoli prevale nella doppia sfida valida per la Supercoppa di Lega contro il Cesena: dopo lo 0-0 in casa, il Gallipoli riesce ad espugnare lo Stadio Dino Manuzzi per 2-1 grazie all'autogol di Cusaro e la marcatura di Buzzegoli.

L'addio di Barba: l'esordio in Serie B, la retrocessione e il fallimento[modifica | modifica wikitesto]

L'euforia per la storica promozione in Serie B viene subito spenta dalle prime avvisaglie di crisi che segna l'estate del Gallipoli. Inizialmente riemerge con forza l'annosa questione dell'idoneità dello Stadio Antonio Bianco, non sottoposto ai necessari lavori di adeguamento nonostante i malumori della tifoseria, con il conseguente trasferimento del Gallipoli allo Stadio Via del Mare di Lecce per le partite casalinghe.

Il problema dello stadio, tuttavia, in seguito passa in secondo piano. Il presidente Barba rende nota la volontà di cercare qualcuno che lo affianchi nella gestione societaria, ritenendo la Serie B un campionato troppo oneroso per non essere coadiuvato alla guida del club. Nel caso in cui non avesse trovato nessuno disposto ad accompagnarlo, Barba si dice disposto a consegnare il titolo sportivo nelle mani del sindaco. La questione si protrae per quasi tutta l'estate, con dichiarazioni di accordi già conclusi e successive smentite.

Nel frattempo la squadra versa in un totale immobilismo: mentre le altre compagini della serie cadetta hanno cominciato la preparazione estiva e hanno concluso i primi acquisti, a Gallipoli la situazione è in fase di stallo. Dell'organico artefice della promozione sono solo quattro i giocatori sotto contratto (Ginestra, Di Gennaro, Mounard e Russo, quest'ultimo ceduto poi al Verona), senza guida tecnica, perché a fine giugno le strade di Barba e Giannini si separano[1].

Il 7 luglio 2009 il presidente Barba sembra porre fine alla crisi societaria, riuscendo a iscrivere la squadra alla Serie B, e chiede aiuto a imprenditori locali per sostenere la squadra[2], ma il clima a Gallipoli è teso. All'inizio di agosto circolano voci di un accordo tra Barba e il dirigente Luca Pagliuso, che verrebbe designato direttore generale, con la conferma di Giannini come allenatore[3], ma la trattativa non va in porto. Si fa avanti anche la Meleam, società impegnata nel campo della medicina sportiva, ma anche qui le trattative si concludono con un nulla di fatto. Gli ultras contestano duramente il presidente, il quale comunica l'intenzione di cedere loro la società a costo zero. I tifosi accolgono l'invito e si offrono disponibili ad acquisire il Gallipoli, ponendo le basi per una trattativa del tutto originale nel mondo del calcio, verificatasi solo in poche occasioni, come quella di La Spezia. Dopo neanche un giorno dall'incontro che avrebbe potuto rivelarsi decisivo per la storica cessione del Gallipoli, Barba annuncia che la trattativa si è arenata e che è in procinto di chiudere con un gruppo di imprenditori friulani facenti capo a Daniele D'Odorico.

Il 9 agosto il Gallipoli, nella partita della seconda fase di Coppa Italia contro il Lumezzane, giocata fuori casa, manda in campo la squadra primavera e subisce una netta sconfitta per 6-0.

L'11 agosto il presidente, evidentemente alla luce della forte contestazione, decide di lasciare l'incarico e ufficializza la cessione al gruppo di D'Odorico[4]. A meno di dieci giorni dalla prima partita di campionato ad Ascoli Piceno, il Gallipoli riparte, con D'Odorico presidente e Vittorio Fioretti (ex direttore sportivo di Padova, Triestina e Arezzo) come responsabile del calciomercato. Il primo tassello messo a punto dalla nuova dirigenza è stata la riconferma di Giannini nel ruolo di allenatore[5] e la susseguente partenza in ritiro dei 3 giocatori in rosa più 5 elementi delle giovanili. Nella settimana che segue sono perfezionate molte operazioni di calciomercato, allo scopo di allestire la rosa per l'imminente inizio del campionato di Serie B.

Il 21 agosto 2009 la squadra giallorossa debutta bene in Serie B, pareggiando 1-1 con l'Ascoli dopo essere passata in vantaggio con un gol di Di Gennaro, uno degli artefici della promozione in Serie B dei gallipolini. La squadra coglie la prima vittoria nel campionato cadetto alla sesta giornata, il 22 settembre, battendo l'Ancona (1-0) allo Stadio Via del Mare di Lecce. Il primo successo in trasferta dei gallipolini in Serie B risale al 27 ottobre 2009 contro il Brescia (0-1). Il 26 novembre, a causa di incomprensioni con il presidente D'Odorico, Vittorio Fioretti abbandona l'incarico di direttore generale e responsabile dell'area tecnica. Il suo posto è preso da Michele Scaringella. Di lì a poco in società entrano anche Giuseppe Iodice (ex segretario del Napoli di Corrado Ferlaino) nel ruolo di direttore generale e Ferdinando Ruffini nel ruolo di team manager. A gennaio è Giovanni D'Odorico, padre di Daniele, a decidere di affiancare il figlio nella gestione societaria, rilevando una quota di minoranza.

Con la vittoria col Modena per 1-0, il Gallipoli chiude il girone d'andata con 28 punti e l'undicesimo posto in graduatoria, risultato quasi impensabile all'inizio del campionato. Nel frattempo la società si muove sul mercato: dopo 30 gol in due campionati e mezzo, lascia la maglia giallorossa Di Gennaro, approdato al Verona, mentre arrivano Flavio Lazzari dal Padova e Claudio Della Penna dalla Roma. A seguito del pareggio esterno contro il Cesena un nuovo caos societario attanaglia il Gallipoli: l'ex patron Vincenzo Barba comunica di aver provveduto al sequestro cautelativo delle quote societarie per il soddisfacimento dei suoi crediti nei confronti di D'Odorico, a seguito della cessione della società. Dal canto suo il presidente replica affermando che provvederà al pagamento solo quando vi sarà la quantificazione della "scatola vuota con il nome Gallipoli Calcio", così come definita dal patron friulano[6]. L'ultima settimana di gennaio si rivela molto intensa dal punto di vista del mercato: lascia il Gallipoli per accasarsi al Crotone il capitano Ciro Ginestra, mentre arrivano il giovane attaccante paraguayano Luís Fernando Paéz, partecipante ai Mondiali Under-20 di Egitto 2009, Rey Volpato dal Bari, Attila Filkor dal Sassuolo e Mario Artistico dal Pescara. Le tensioni, però, non si placano: l'8 febbraio, durante Gallipoli-Grosseto, gli undici giallorossi in campo inscenano una particolare protesta nei primi 40 secondi, regalando palla ai giocatori toscani e restando immobili nella propria metà campo con le spalle rivolte verso la tribuna centrale. Al gol del momentaneo 2-0 Scaglia fa vedere una maglietta con la scritta "Capisci"[7]. Il giorno dopo i giocatori spiegheranno che il loro gesto è stato motivato dal fatto che non hanno ancora ricevuto l'erogazione completa della mensilità di ottobre e che sono costretti ad allenarsi in condizioni ai limiti della decenza[8]. Nel convulso post-partita di Gallipoli-Grosseto Giuseppe Giannini annuncia le proprie dimissioni a seguito di contrasti con il presidente D'Odorico[9]. Dopo vari botta e risposta tra presidente e allenatore, l'imprenditore friulano ritorna sui propri passi chiedendo scusa per le parole forti e Giannini ritorna sulla panchina giallorossa. Nella successiva trasferta a Modena col Sassuolo terzo in classifica i giocatori giallorossi sono autori di una grande prestazione d'orgoglio che permette al Gallipoli di battere 2-1 i neroverdi e di portarsi a ridosso della zona playoff.

Da lì in poi, però, la squadra accusa un vistoso calo atletico e psicologico che la fa precipitare nei bassifondi della classifica. Il 22 marzo, dopo la sconfitta casalinga contro il Brescia, Giannini si dimette definitivamente[10]. Gli subentra l'allenatore della Primavera Giovanni De Pasquale, che guida la squadra nell'incontro casalingo vittorioso contro la Triestina e nel derby perso per 1-0 contro il Lecce, prima di lasciare la panchina a Ezio Rossi. Con il nuovo tecnico i giallorossi ottengono 3 punti nelle successive 7 partite, grazie alla vittoria per 3-2 contro la già retrocessa Salernitana. Tra molteplici difficoltà economiche a stento si riesce a garantire l'ordinaria gestione, il segretario generale Giuseppe Iodice unico dirigente rimasto alla guida della società, grazie all'aiuto di qualche sponsor riuscirà ad assicurare lo svolgimento delle gare in casa e di quelle in trasferta. Non riuscendo a staccarsi dal penultimo posto in classifica, il Gallipoli retrocede matematicamente in Lega Pro Prima Divisione il 23 maggio, a quasi un anno dalla storica promozione in cadetteria e con l'ipotesi del fallimento sempre più incombente a causa dei debiti contratti e dell'impossibilità di intervenire per via del sequestro delle quote societarie.

Per la società, oberata da debiti per 5 milioni di euro, la Procura ha presentato istanza di fallimento.[11] La richiesta viene accolta dal Tribunale di Lecce pochi giorni dopo.[12]

La ripartenza con l'A.S.D. Gallipoli[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un via vai di voci che vedono l'interessamento di vari imprenditori, salentini e non, per salvare il Gallipoli, a sostegno della società, viene costituita l'associazione Il mio Gallipoli, facente capo ad Attilio Caputo, che prevede la creazione di un azionariato popolare allo scopo di reperire i fondi necessari all'iscrizione della squadra in Lega Pro. Decorsi i tempi necessari per la presentazione della domanda di iscrizione, viene costituita una nuova società, l'Associazione Sportiva Dilettantistica Gallipoli Football 1909, che parteciperà al campionato di Promozione. Dopo un girone d'andata Giovanni De Pasquale in panchina, la società decide di esonerare il tecnico per puntare su Diego Favonio, ex tecnico del Fasano. Durante il girone di ritorno la squadra riesce a risalire la classifica con una lunga serie di vittorie e si qualifica per i play-off chiudendo al 3º posto con 65 punti. Negli spareggi il Gallipoli affronta il Botrugno, perdendo la gara di andata per 1-0 sul neutro di Galatina e pareggiando per 2-2 nel ritorno al Bianco, salutando quindi le speranze di un ritorno diretto in Eccellenza.

Inaspettatamente il 30 maggio 2011, dopo meno di un anno di gestione, con un comunicato sul sito ufficiale della società il presidente Caputo dichiara il suo "disimpegno personale dall'ASD Gallipoli Football 1909", ritirando anche la propria sponsorizzazione alla squadra.[13]

Il 1º luglio 2011, con l'approvazione del bilancio sociale si comunica la volontà di procedere col trasferimento non oneroso dell'A.S.D. Gallipoli Football 1909 alla nuova proprietà, guidata dall'imprenditore locale Marcello Barone che diviene presidente della società.[14] La squadra, quest'anno composta prevalentemente da giovani gallipolini, è affidata alla guida di Carmine Bray. Dopo una serie di prestazioni altalenanti che allontanano il Gallipoli dalle posizioni di vertice, Bray viene sollevato dall'incarico: al suo posto subentra Amleto Massimo, vecchia gloria del calcio gallipolino degli anni '70 e '80. Con il nuovo mister in panchina la squadra comincia a risalire verso le posizioni di vertice, dando vita ad un appassionante duello per la seconda piazza con il Manduria dietro alla Pro Italia Galatina ormai consolidata al primo posto: alla fine della regular season il Gallipoli chiude al terzo posto con 68 punti, dietro il Manduria a 71 punti, ciò che vorrà dire come l'anno precedente playoff per cercare il ripescaggio in Eccellenza. Dopo aver eliminato il Mottola in semifinale, il Gallipoli si arrende in finale al Manduria nel doppio confronto, che vede vincenti i giallorossi per 3-2 in casa ma perdenti 1-0 a Manduria.

L'8 agosto arriva l'attesa ufficialità: il Gallipoli è ripescato in Eccellenza.

Il 27 aprile 2014, vincendo per 2 a 0 contro il Virtus Francavilla, è promosso in serie D avendo vinto il campionato con 76 punti.

Il 25 ottobre 2014, con un comunicato ufficiale sul sito della società, il presidente Marcello Barone e il vicepresidente Antonio Barone. La squadra dal 27 ottobre 2014 verrà affidata al sindaco dottor Francesco Errico.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria della Società Sportiva Dilettantistica Gallipoli Football 1909
  • 1946 - Si costituisce la Fiamma Jonica Gallipoli che si iscrive ai campionati provinciali.
  • 1946/55 - Partecipa a vari campionati provinciali.
  • 1955-56 - 1º nel girone C di 2ª Divisione. Green Arrow Up.svg Promosso in 1ª Divisione.
  • 1956-57 - 6º nel girone C di 1ª Divisione Pugliese.
  • 1957-58 - 3º nel girone C di 1ª Divisione Pugliese. Green Arrow Up.svg Promosso al Campionato Nazionale Dilettanti.
  • 1958-59 - 8º nel girone B Pugliese del Campionato Nazionale Dilettanti.
  • 1959-60 - 6º nel girone D di Prima Categoria Pugliese.

  • 1960-61 - 9º nel girone D di Prima Categoria Pugliese. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Seconda Categoria per motivi economici.
  • 1961-62 - 6º nel girone B della Seconda Categoria Pugliese.
  • 1962-63 - 2º nel girone D della Seconda Categoria Pugliese. Scompare la "Savoia" che aveva assunto il nome di A.C. Gallipoli.
  • 1963-64 - 5º nel girone D di Seconda Categoria Pugliese
  • 1964-65 - 10º nel girone D di Seconda Categoria Pugliese. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Terza Categoria Leccese.
  • 1965 - Scompare il calcio a Gallipoli. Nessuna squadra partecipa ai campionati regionali.
  • 1966 - Si costituisce l'U.S. Gallipoli che si iscrive al campionato di Terza Categoria Leccese.
  • 1966-67 - 5º nel girone C della Terza Categoria Leccese.
  • 1967-68 - 1º nel girone C della Terza Categoria Leccese. Green Arrow Up.svg Promosso in Seconda Categoria.
  • 1968-69 - 1º nel girone D della Seconda Categoria Pugliese. Green Arrow Up.svg Promosso in Prima Categoria.
  • 1969-70 - 6º nel girone B della Prima Categoria Pugliese.

  • 1970-71 - 2º nel girone B della Promozione Pugliese.
  • 1971-72 - 1º nel girone B della Promozione Pugliese. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie D dopo spareggio contro il Grottaglie. Battendo il Fasano è Campione pugliese di Promozione.
  • 1972-73 - 16º nel girone H della Serie D. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione Pugliese.
  • 1973-74 - 1º nel girone B della Promozione Pugliese. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie D dopo spareggio contro il Casarano.
  • 1974-75 - 11º nel girone H della Serie D.
  • 1975-76 - 8º nel girone H della Serie D.
  • 1976-77 - 3º nel girone H della Serie D.
  • 1977-78 - 1º nel girone H della Serie D. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C2.
  • 1978-79 - 14º nel girone C della Serie C2.
  • 1979 - Radiato dai campionati federali per inadempienze finanziarie. Nasce la Virtus Gallipoli che parteciperà al campionato di Prima Categoria Pugliese.
  • 1979-80 - 1º nel girone C della Prima Categoria Pugliese. Green Arrow Up.svg Promossa in Promozione Pugliese.

  • 1980-81 - 12º nel girone B della Promozione Pugliese.
  • 1981-82 - 9º nel girone B della Promozione Pugliese.
  • 1982-83 - 5º nel girone B della Promozione Pugliese.
  • 1983-84 - 3º nel girone B della Promozione Pugliese.
  • 1984-85 - 3º nel girone B della Promozione Pugliese.
  • 1985-86 - 10º nel girone B della Promozione Pugliese.
  • 1986-87 - 15º nel girone B della Promozione Pugliese. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Prima Categoria.
  • 1987-88 - 3º nel girone C della Prima Categoria Pugliese.
  • 1988-89 - 3º nel girone C della Prima Categoria Pugliese.
  • 1989-90 - 3º nel girone C della Prima Categoria Pugliese.

  • 1990-91 - 1º nel girone C della Prima Categoria Pugliese. Green Arrow Up.svg Promossa in Promozione Pugliese.
  • 1991-92 - 11º nel girone B di Promozione Pugliese.
  • 1992-93 - 13º nel girone B di Promozione Puglia.
  • 1993-94 - 11º nel girone B di Promozione Puglia.
  • 1994 - La Virtus Gallipoli si fonde con la Vis Nardò. Nasce la Vis Gallipoli che si iscrive al campionato di Eccellenza Puglia.
  • 1994-95 - 11º in Eccellenza Puglia.
  • 1995-96 - 5º in Eccellenza Puglia. Cambia denominazione in Filanto Gallipoli.
  • 1996-97 - 4º in Eccellenza Puglia.
  • 1997-98 - 11º in Eccellenza Puglia.
  • 1998-99 - Radiata dai ruoli FIGC per aver rinunciato a disputare tre partite e per motivi finanziari.
  • 1999 - Rilevato il titolo del Leverano, nasce l'Associazione Calcio Gallipoli che parteciperà al campionato di Prima Categoria.
  • 1999-00 - 1º nel girone C di Prima Categoria Pugliese. Green Arrow Up.svg Promosso in Promozione Pugliese.

  • 2000-01 - 2º nel girone B di Promozione Puglia. Green Arrow Up.svg Ripescato in Eccellenza Pugliese.
  • 2001-02 - 5º in Eccellenza Puglia.
  • 2002-03 - 6º in Eccellenza Puglia.
  • 2003-04 - 1º in Eccellenza Puglia. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie D.
  • 2004-05 - 1º nel girone H di Serie D. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C2. Si trasforma in Gallipoli Calcio s.r.l..
  • 2005-2006 - 1º nel girone C di Serie C2. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C1.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia di Serie C (1º titolo).
Perde il triangolare di Supercoppa di Lega di Serie C2.
  • 2006-07 - 11º nel girone B di Serie C1.
  • 2007-08 - 9º nel girone B di Serie C1.
  • 2008-2009 - 1º nel girone B di Lega Pro Prima Divisione. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
Vince la Supercoppa di Lega di Prima Divisione (1º titolo).
  • 2009-10 - 21º in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Lega Pro Prima Divisione.

  • 2010 - Il Gallipoli Calcio non si iscrive al campionato di Lega Pro Prima Divisione, successivamente un tribunale ne decreta il fallimento. Nasce l'Associazione Sportiva Dilettantistica Gallipoli Football 1909 che ripartirà dalla Promozione.
  • 2010-11 - 3° nel girone B della Promozione Puglia. Perde la semifinale play-off contro il Botrugno.
  • 2011-12 - 3° nel girone B della Promozione Puglia. Perde la finale play-off contro il Manduria. Green Arrow Up.svg Ripescato in Eccellenza Puglia.
  • 2012-13 - 7° in Eccellenza Puglia.
  • 2013-14 - 1° in Eccellenza Puglia. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie D.
  • 2014 - Cambia denominazione in Società Sportiva Dilettantistica Gallipoli Football 1909 s.r.l.
  • 2014-2015 - nel girone H di Serie D.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Antonio Bianco e Stadio Via del Mare.

Il Gallipoli gioca le partite casalinghe allo Stadio Antonio Bianco di Gallipoli. Fu costruito nel 1969 col nome di Lido S. Giovanni e la prima partita fu giocata il 12 ottobre 1969 quando il Gallipoli vinse contro il Laterza 1-0 per la seconda giornata del campionato di Prima Categoria. A seguito della promozione della squadra salentina in Serie C2, si decise per la ristrutturazione dello stadio comunale, costringendo il Gallipoli a giocare le partite casalinghe per i campi della provincia. Fu installato un nuovo manto erboso e si aumentò la capienza: la partita inaugurale fu giocata il 14 ottobre 1979 contro la Vis Pesaro.

All'inizio degli anni novanta fu dichiarato inagibile e fu totalmente abbandonato. Nel 1994 venne ancora ammodernato e assunse il nome di Stadio Antonio Bianco, in memoria di un gallipolino tragicamente scomparso in Africa. Nel 2003 fu decisa l'installazione del manto in erba sintetica, a cui seguirono vari interventi riguardanti le tribune, gli spogliatoi e l'impianto d'illuminazione.

A causa dei mancati interventi di adeguamento e, conseguentemente, della dichiarata inidoneità per il campionato di Serie B, nella stagione 2009-2010 il Gallipoli è stato costretto a giocare le gare casalinghe del campionato cadetto allo Stadio Via del Mare di Lecce.

Nella stagione 2010-11 l'Associazione Sportiva Dilettantistica Gallipoli Football 1909 gioca le partite casalinghe allo stadio Antonio Bianco. Vi sono alcuni progetti in cantiere per la ristrutturazione (già avviata) dell'impianto su modello di stadio "all'inglese", senza barriere tra spalti e terreno di gioco ed eco-compatibile.[15]

Allenatori e Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori del Gallipoli Calcio.
Allenatori
Presidenti


Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Gallipoli Calcio.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

2005-2006
2009
2008-2009
2005-2006

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Campionati nazionali
Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie B 1 2009-2010 1
Serie C1 2 2006-2007 2007-2008 3
Lega Pro Prima Divisione 1 2008-2009
Serie D 6 1972-1973 2014-2015 8
Serie C2 2 1978-1979 2005-2006
Serie D 1 2004-2005 1
Campionati regionali
Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione

Ecc

24 1958-1959 2013-2014

Prom

18 19561957 2011-2012

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giannini, addio al Gallipoli. Non potevo più aspettare, La Gazzetta del Mezzogiorno, 16-06-2009
  2. ^ Gallipoli iscritto alla Serie B, ilcomuneinforma.it, 07-07-2009.
  3. ^ Gallipoli, si rinasce con l'accoppiata Pagliuso-Giannini?, goal.com, 03-08-2009.
  4. ^ Il Gallipoli ceduto a una cordata friulana chiamata D'ODORICO GROUP, corrieredellosport.it, 11-08-2009.
  5. ^ Gallipoli, la nuova era comincia da Giannini, La Gazzetta del Mezzogiorno, 16-06-2009
  6. ^ Gallipoli calcio, l'acquirente non paga.E Barba fa sequestrare le quote societarie, corrieredelmezzogiorno.corriere.it, 25-01-2010.
  7. ^ Gallipoli-Grosseto: giallorossi immobili per protesta, tuttomercatoweb.com, 09-02-2010.
  8. ^ Gallipoli, Grandoni: "Ecco i motivi della nostra protesta", tuttomercatoweb.com, 09-02-2010.
  9. ^ Gallipoli, si è dimesso Giannini, tuttomercatoweb.com, 09-02-2010.
  10. ^ Calcio: Gallipoli, Giannini si dimette e Pasquale nuovo tecnico, ADN Kronos, 22-03-2010.
  11. ^ Gallipoli, la Procura chiede il crac del club, La Gazzetta del Mezzogiorno, 16-06-2010. URL consultato il 28-06-2010.
  12. ^ Linda Cappello, Gallipoli Calcio, il tribunale sentenzia il fallimento, Lecce Prima, 27-07-2010. URL consultato il 01-08-2010.
  13. ^ COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE - Il Mio Gallipoli Associazione Calcistica
  14. ^ Il Mio Gallipoli Associazione Calcistica
  15. ^ Lo stadio Bianco stile inglese: via anche le barriere

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La favola del Gallipoli di Gianluca Catucci - Studio 100 Salento Channel - 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]