Piperacillina

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Piperacillina
Piperacillin.svg
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC23H27N5O7S
Massa molecolare (u)517,555 g/mol
Numero CAS61477-96-1
Numero EINECS262-811-8
Codice ATCJ01CA12
PubChem43672
DrugBankDB00319
SMILES
CCN1CCN(C(=O)C1=O)C(=O)NC(C2=CC=CC=C2)C(=O)NC3C4N(C3=O)C(C(S4)(C)C)C(=O)O
Dati farmacologici
Modalità di
somministrazione
intramuscolare, endovenosa
Dati farmacocinetici
MetabolismoEpatico
Emivita36–72 minuti
EscrezioneRenale e biliare
Indicazioni di sicurezza
Frasi H---
Consigli P---[1]

La piperacillina (nella fase sperimentale conosciuta anche con la sigla T-1220)[2] è un antibiotico appartenente alla classe dei β-lattamici, del gruppo delle penicilline. Più precisamente si tratta di una penicillina semisintetica, una ureido-penicillina, dotata di attività battericida. Viene normalmente utilizzata in associazione con un inibitore delle beta-lattamasi, in particolare nella combinazione piperacillina/tazobactam.[3]

Caratteristiche strutturali e fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Si presenta come una polvere cristallina biancastra, scarsamente solubile nell'acqua, solubile nell'acetato di etile e molto solubile in alcol metilico.

Farmacodinamica[modifica | modifica wikitesto]

La molecola presenta uno spettro antibatterico ampio,[4] essendo attiva sia verso molti batteri Gram-positivi (ad esempio Streptococcus pyogenes, Streptococcus pneumoniae, Enterococcus faecalis), Gram-negativi (Pseudomonas aeruginosa, Serratia marcescens, Enterobacteriaceae, Citrobacter freundii, Klebsiella pneumoniae, Escherichia coli) e diversi anaerobi (tra cui Bacteroides fragilis).[2][5][6][7][8]
L'antibiotico blocca la reazione di transpeptidazione fondamentale per una corretta sintesi del peptidoglicano della parete cellulare batterica e conseguentemente rende il germe particolarmente sensibile alle variazioni osmotiche determinandone di fatto la lisi per shock osmotico.

Farmacocinetica[modifica | modifica wikitesto]

Piperacillina viene somministrata esclusivamente per via parenterale (intramuscolare, endovenosa oppure per infusione). A seguito di somministrazione intramuscolare la concentrazione plasmatica massima (Cmax) viene raggiunta nel giro di 30 minuti. Dopo somministrazione endovenosa la molecola raggiunge pressoché immediatamente il picco plasmatico. Il farmaco si distribuisce facilmente nei fluidi organici (soprattutto nella bile) e nei tessuti biologici, in particolare nel tessuto osseo, nella prostata, e nel tessuto miocardico.[9]
L'emivita plasmatica varia tra i 36 e i 72 minuti. L'emivita di eliminazione raddoppia in soggetti con insufficienza renale moderata (clearance della creatinina 30-50 ml/min) ed incrementa di 5-6 volte in quelli con insufficienza renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min).[10][11]
Il farmaco oltrepassa sia la barriera ematoencefalica in presenza di meningi infiammate,[12] sia quella placentare.[13] Viene secreto nel latte materno.
L'eliminazione dall'organismo avviene in gran parte attraverso l'emuntorio renale ed in quantità minore per via biliare, in forma attiva.[14]

Usi clinici[modifica | modifica wikitesto]

Il principio attivo trova utilizzo nel trattamento delle infezioni intra-addominali, ginecologiche, del tratto urinario e delle basse vie respiratorie.[15][16][17][18] Può essere utilmente impiegato anche in caso di infezioni cutanee e degli annessi, infezioni osteo-articolari e nella setticemia. Appare inoltre di grande efficacia nel trattamento dell'uretrite gonococcica.[19][20][21]

Dosi terapeutiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Infezioni gravi (ad esempio setticemia, polminite nosocomiale, infezioni addominali, infezioni ginecolociche, appendicite)

Negli adulti e bambini con più di 12 anni di età, per via endovenosa, 200–300 mg/kg al giorno (da 12 a 18 g/die suddivisi in 4 o 6 somministrazioni giornaliere).

  • Infezioni delle vie urinarie complicate

Negli adulti e bambini con più di 12 anni di età, per via endovenosa, 125–200 mg/kg al giorno (da 8 a 16 g/die suddivisi in 3-4 somministrazioni giornaliere).

  • Infezioni del tratto urinario non complicate o polmoniti acquisite in comunità (CAP)

Negli adulti e bambini con più di 12 anni di età, per via intramuscolare o endovenosa, 100–125 mg/kg al giorno (da 6 a 8 g/die) suddivisi in 2-3 somministrazioni giornaliere.

Negli adulti, per via intramuscolare, 2 g come dose singola. È necessario somministrare 1 g di probenecid 30 minuti prima dell'iniezione.

Effetti collaterali[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del trattamento si possono verificare effetti avversi di tipo gastrointestinale (nausea, vomito, flatulenza, diarrea, sanguinamento rettale e raramente colite pseudomembranosa)[22] e genitourinario (insufficienza renale con incremento dell'azotemia e della creatinina, nefropatia tubulointerstiziale: ematuria, oliguria, clindri ialini, proteinuria e piuria).[23][24][25][26]
Comuni anche i disturbi epatici (incremento delle AST, ALT, LDH e della bilirubina con conseguente ittero, epatite colestatica) e neurologici (cefalea, vertigini, stanchezza, letargia, allucinazioni, convulsioni, irritabilità neuromuscolare, mioclonie).
Infine sono stati segnalati anche disturbi di tipo ematologico (anemia emolitica, agranulocitosi, eosinofilia, leucopenia e neutropenia, trombocitopenia, più raramente pancitopenia e prolungamento del tempo di sanguinamento e di protrombina)[27] e reazioni da ipersensibilità (orticaria, rash cutaneo, prurito, dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme), decisamente più frequenti in soggetti affetti da fibrosi cistica[28][29][30][31][32][33] o trattati con alti dosaggi.[34]

Controindicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il farmaco è controindicato nei soggetti con ipersensibilità individuale al principio attivo, alle penicilline o cefalosporine, oppure ad uno qualsiasi degli eccipienti presenti nella formulazione farmacologica.

Gravidanza e allattamento[modifica | modifica wikitesto]

Nelle donne in stato di gravidanza ed in quelle che allattano al seno la piperacillina va somministrata solo dopo un'attenta valutazione dei vantaggi attesi per la donna in rapporto ai rischi potenziale per il feto ed il neonato.
La Food and Drug Administration ha inserito piperacillina in classe B per l'uso in gravidanza. In questa classe sono inseriti i farmaci i cui studi riproduttivi sugli animali non hanno mostrato un rischio per il feto e per i quali non esistono studi controllati sull'uomo e i farmaci i cui studi sugli animali hanno mostrato un effetto dannoso che non è stato confermato con studi controllati in donne nel I trimestre (e non c'è evidenza di danno nelle fasi avanzate della gravidanza).[35][36]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 15.10.2013, riferita al sale sodico
  2. ^ a b K. Ueo, Y. Fukuoka; T. Hayashi; T. Yasuda; H. Taki; M. Tai; Y. Watanabe; I. Saikawa; S. Mitsuhashi, In vitro and in vivo antibacterial activity of T-1220, a new semisynthetic penicillin., in Antimicrob Agents Chemother, vol. 12, nº 4, Ott 1977, pp. 455-60, PMID 921239.
  3. ^ TA. Kadima, JH. Weiner, Mechanism of suppression of piperacillin resistance in enterobacteria by tazobactam., in Antimicrob Agents Chemother, vol. 41, nº 10, Ott 1997, pp. 2177-83, PMID 9333044.
  4. ^ KP. Fu, HC. Neu, Piperacillin, a new penicillin active against many bacteria resistant to other penicillins, in Antimicrob Agents Chemother, vol. 13, nº 3, Mar 1978, pp. 358-67, PMID 122519.
  5. ^ L. Verbist, In vitro activity of piperacillin, a new semisynthetic penicillin with an unusually broad spectrum of activity, in Antimicrob Agents Chemother, vol. 13, nº 3, Mar 1978, pp. 349-57, PMID 122518.
  6. ^ GR. Monif, PR. Clark; JJ. Shuster; H. Baer, Susceptibility of the anaerobic bacteria, group D streptococci, Enterobacteriaceae, and Pseudomonas to semisynthetic penicillins: carbenicillin, piperacillin, and ticarcillin., in Antimicrob Agents Chemother, vol. 14, nº 5, Nov 1978, pp. 643-9, PMID 103491.
  7. ^ DJ. Winston, D. Wang; LS. Young; WJ. Martin; WL. Hewitt, In vitro studies of piperacilin, a new semisynthetic penicillin, in Antimicrob Agents Chemother, vol. 13, nº 6, Giu 1978, pp. 944-50, PMID 677861.
  8. ^ K. Iida, S. Hirata; S. Nakamuta; M. Koike, Inhibition of cell division of Escherichia coli by a new synthetic penicillin, piperacillin., in Antimicrob Agents Chemother, vol. 14, nº 2, Ago 1978, pp. 257-66, PMID 358919.
  9. ^ MA. Evans, P. Wilson; T. Leung; JD. Williams, Pharmacokinetics of piperacillin following intravenous administration., in J Antimicrob Chemother, vol. 4, nº 3, Mag 1978, pp. 255-61, PMID 670119.
  10. ^ MI. Thompson, ME. Russo; JM. Matsen; E. Atkin-Thor, Piperacillin pharmacokinetics in subjects with chronic renal failure., in Antimicrob Agents Chemother, vol. 19, nº 3, Mar 1981, pp. 450-3, PMID 6454382.
  11. ^ M. Dupon, G. Janvier; G. Vinçon; S. Winnock; F. Demotes-Mainard; O. Capeyron; J. Saric, Plasma levels of piperacillin and vancomycin used as prophylaxis in liver transplant patients., in Eur J Clin Pharmacol, vol. 45, nº 6, 1993, pp. 529-34, PMID 8157038.
  12. ^ JM. Decazes, A. Meulemans; A. Bure; MJ. Laisne; J. Modai, [Penetration of piperacillin into the cerebrospinal fluid of patients with purulent meningitis]., in Presse Med, vol. 13, nº 5, Feb 1984, pp. 261-4, PMID 6229775.
  13. ^ JP. Akbaraly, S. Guibert; JJ. Leng; J. Auzerie, [Transplacental transfer of 5 antibiotics by in vitro human placental perfusion]., in Pathol Biol (Paris), vol. 33, nº 5, Mag 1985, pp. 368-72, PMID 3897968.
  14. ^ MC. Thirumoorthi, BI. Asmar; JA. Buckley; RO. Bollinger; RE. Kauffman; AS. Dajani, Pharmacokinetics of intravenously administered piperacillin in preadolescent children., in J Pediatr, vol. 102, nº 6, Giu 1983, pp. 941-6, PMID 6222169.
  15. ^ DH. Wittmann, A clinical evaluation of piperacillin in intra-abdominal infections., in Clin Ther, 6 Suppl A, 1984, pp. 35-44, PMID 6380726.
  16. ^ HC. Polk, MP. Fink; M. Laverdiere; SE. Wilson; GE. Garber; PS. Barie; JC. Hebert; WG. Cheadle, Prospective randomized study of piperacillin/tazobactam therapy of surgically treated intra-abdominal infection. The Piperacillin/Tazobactam Intra-Abdominal Infection Study Group., in Am Surg, vol. 59, nº 9, Set 1993, pp. 598-605, PMID 8396374.
  17. ^ M. Seki, Y. Higashiyama; Y. Imamura; S. Nakamura; S. Kurihara; K. Izumikawa; H. Kakeya; Y. Yamamoto; K. Yanagihara; T. Tashiro; S. Kohno, A clinical comparative study of piperacillin and sulbactam/ampicillin in patients with community-acquired bacterial pneumonia., in Intern Med, vol. 48, nº 1, 2009, pp. 49-55, PMID 19122356.
  18. ^ SJ. Edwards, S. Wordsworth; MJ. Clarke, Treating pneumonia in critical care in the United Kingdom following failure of initial antibiotic: a cost-utility analysis comparing meropenem with piperacillin/tazobactam., in Eur J Health Econ, vol. 13, nº 2, Apr 2012, pp. 181-92, DOI:10.1007/s10198-011-0296-0, PMID 21243514.
  19. ^ SJ. Landis, R. Ramphal; BJ. Mansheim; KH. Rand; JW. Shands, Comparative efficacy of piperacillin and penicillin G in treatment of gonococcal urethritis., in Antimicrob Agents Chemother, vol. 20, nº 5, Nov 1981, pp. 693-5, PMID 6459764.
  20. ^ ML. Simpson, MY. Khan; Y. Siddiqui; RP. Gruninger; DI. Wigren, Comparison of piperacillin and penicillin in the treatment of uncomplicated gonorrhea., in Antimicrob Agents Chemother, vol. 21, nº 5, Mag 1982, pp. 727-9, PMID 6213195.
  21. ^ RG. Masterton, NA. Harrison, Single dose piperacillin in gonococcal urethritis., in Genitourin Med, vol. 64, nº 2, Apr 1988, pp. 134-5, PMID 3384432.
  22. ^ CD. Settle, MH. Wilcox; WN. Fawley; OJ. Corrado; PM. Hawkey, Prospective study of the risk of Clostridium difficile diarrhoea in elderly patients following treatment with cefotaxime or piperacillin-tazobactam., in Aliment Pharmacol Ther, vol. 12, nº 12, Dic 1998, pp. 1217-23, PMID 9882029.
  23. ^ O. Dörner, C. Piper; HP. Dienes; PA. Berg; H. von Egidy, [Acute interstitial nephritis following piperacillin]., in Klin Wochenschr, vol. 67, nº 13, Lug 1989, pp. 682-6, PMID 2755033.
  24. ^ J. Soto, JM. Bosch; MJ. Alsar Ortiz; MJ. Moreno; JD. Gonzalez; JM. Diaz, Piperacillin-induced acute interstitial nephritis., in Nephron, vol. 65, nº 1, 1993, pp. 154-5, PMID 8413777.
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  35. ^ Onyeka Otugo, Olabode Ogundare, Christopher Vaughan, Emmanuel Fadiran, Leyla Sahin, Consistency of Pregnancy Labeling Across Different Therapeutic Classes (PDF), Food and Drug Administration - Office of Women’s Health, 1979. URL consultato il 9 febbraio 2014.
  36. ^ R. Sannerstedt, P. Lundborg; BR. Danielsson; I. Kihlström; G. Alván; B. Prame; E. Ridley, Drugs during pregnancy: an issue of risk classification and information to prescribers., in Drug Saf, vol. 14, nº 2, Feb 1996, pp. 69-77, PMID 8852521.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • British national formulary, Guida all’uso dei farmaci 4 edizione, Lavis, agenzia italiana del farmaco, 2007.