Pivampicillina

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Pivampicillina
Pivampicillin.svg
Nome IUPAC
2,2-dimetilpropanoilossimetil(2S,5R,6R)-6-{[(2R)-2-amino-2-fenil-acetil]amino}-3,3-dimetil-7-ossi-4-tio-1-azabiciclo[3.2.0]eptan-2-carbossilato
Nomi alternativi
Ampicillin pivaloyloxymethyl ester, Pivaloylampicillin, Pivaloyloxymethyl ampicillinate, Pondocillin[1]
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC22H29N3O6S
Massa molecolare (u)463,547
Aspettosolido
Numero CAS33817-20-8
Numero EINECS251-688-6
Codice ATCJ01CA02
PubChem33478
DrugBankDB01604
SMILES
CC1(C(N2C(S1)C(C2=O)NC(=O)C(C3=CC=CC=C3)N)C(=O)OCOC(=O)C(C)(C)C)C
Proprietà chimico-fisiche
Solubilità in acqua0,0354 g/l
Dati farmacologici
Categoria farmacoterapeuticaagenti antibatterici, penicilline
Modalità di
somministrazione
orale
Dati farmacocinetici
Escrezionerenale
Indicazioni di sicurezza

la pivampicillina è un estere pivaloilossimetilico dell'ampicillina. È un profarmaco, pensato per migliorare la biodisponibilità orale dell'ampicillina grazie alla sua maggiore lipofilia rispetto a quella dell'ampicillina.

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

La pivampicillina è impiegata nel trattamento di infezioni al tratto respiratorio (tra cui bronchiti acute e polmoniti), otiti, faringiti e laringiti. Viene anche utilizzata nel trattamento di infezioni ginecologiche e del tratto urinario. I batteri sensibili a questo antibiotico sono sia Gram-positivi (streptococchi, pneumococchi, stafilococchi) sia Gram-negativi (Haemophilus influenzae, Neisseria gonorrhoeae,Escherichia coli, Proteus mirabilis).[1]

Farmacodinamica[modifica | modifica wikitesto]

La pivampicillina è un profarmaco inattivo che dopo l'assorbimento nel tratto gastrointestinale subisce una conversione da parte di esterasi non specifiche presenti nella maggior parte dei tessuti corporei che produce ampicillina (la forma microbiologicamente attiva del farmaco) insieme a formaldeide e acido pivalico. Più del 99% della pivampicillina assorbita viene convertita in ampicillina entro 15 minuti dall'assorbimento.[1]

Controindicazioni[modifica | modifica wikitesto]

I profarmaci che rilasciano acido pivalico quando metabolizzati dall'organismo (ad esempio pivampicillina, pivmecillina e cefditoren pivoxil) sono da tempo noti per la loro capacità di esaurire i livelli di carnitina.[2][3] Questa azione non è dovuta al farmaco stesso, bensì al pivalato, che viene principalmente rimosso dal corpo tramite la formazione di un complesso coniugato con la carnitina. Anche se l'uso a breve termine di questi farmaci può causare una marcata diminuzione dei livelli ematici di carnitina[4] è improbabile che tale riduzione sia di rilevanza clinica;[3] l'uso a lungo termine, tuttavia, appare problematico e non è raccomandato.[3][5][6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c DrugBank, Pivampicillin, su drugbank.ca. URL consultato il 9 settembre 2013.
  2. ^ Holme E, Greter J, Jacobson CE, Joachim Greter, Sven Lindstedt, Bengt Kristiansson e Ulf Jodal, Carnitine deficiency induced by pivampicillin and pivmecillinam therapy, in Lancet, vol. 2, nº 8661, agosto 1989, pp. 469–73, DOI:10.1016/S0140-6736(89)92086-2, PMID 2570185.
  3. ^ a b c Brass EP, Pivalate-generating prodrugs and carnitine homeostasis in man, in Pharmacol Rev, vol. 54, nº 4, dicembre 2002, pp. 589–98, DOI:10.1124/pr.54.4.589, PMID 12429869.
  4. ^ Abrahamsson K, Holme E, Jodal U, Lindstedt S, Nordin I, Effect of short-term treatment with pivalic acid containing antibiotics on serum carnitine concentration—a risk irrespective of age, in Biochem. Mol. Med., vol. 55, nº 1, giugno 1995, pp. 77–9, DOI:10.1006/bmme.1995.1036, PMID 7551831.
  5. ^ Holme E, Jodal U, Linstedt S, Nordin I, Effects of pivalic acid-containing prodrugs on carnitine homeostasis and on response to fasting in children, in Scand J Clin Lab Invest, vol. 52, nº 5, settembre 1992, pp. 361–72, DOI:10.3109/00365519209088371, PMID 1514015.
  6. ^ Makino Y, Sugiura T, Ito T, Sugiyama N, Koyama N, Carnitine-associated encephalopathy caused by long-term treatment with an antibiotic containing pivalic acid, in Pediatrics, vol. 120, nº 3, settembre 2007, pp. e739–41, DOI:10.1542/peds.2007-0339, PMID 17724113.