Viola (strumento musicale)

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Viola
Bratsche.jpg
Una viola moderna da 42cm (16,5 in), di fabbricazione cinese
Informazioni generali
Origine Europa
Invenzione XVI secolo
Classificazione 321.322-71
Cordofoni composti, con corde parallele alla cassa armonica, ad arco
Famiglia Viole da braccio
Utilizzo
Musica barocca
Musica galante e classica
Musica europea dell'Ottocento
Musica contemporanea
Musica folk
Estensione
Viola – estensione dello strumento
Genealogia
Antecedenti Discendenti
viella, ribeca viola elettrica
Ascolto
Allegro, dal concerto per viola, archi e basso continuo in sol maggiore di Georg Philipp Telemann (info file)


La viola è uno strumento appartenente alla famiglia degli archi. Si distingue dal violino per le dimensioni (è circa 1/7 più grande), per l'estensione (è accordata una quinta sotto) e per il timbro (molto più profondo e meno brillante). La tecnica della mano sinistra e dell'arco sono le stesse del violino e la chiave di lettura è quella di contralto. Le viole di piccole dimensioni (da 38 a 40 cm) hanno una voce magra e nasale, quelle grandi (da 40 a 44) un timbro caldo e rotondo.

Indice

[modifica] Classificazione

Il timbro della viola è dolce e morbido, e si presta molto bene ad eseguire le voci interne dell'armonia. L'intonazione delle quattro corde della viola (partendo dalla più acuta) è la seguente:

  • 1° corda: La
  • 2° corda: Re
  • 3° corda: Sol
  • 4° corda: Do

Erroneamente si pensa che non sia uno strumento molto diffuso: motivo di ciò è il repertorio solistico piuttosto scarno rispetto alla mole di composizioni dedicate al più conosciuto violino. In realtà l'uso della viola è necessario sia nella musica orchestrale che in quella cameristica, tanto quanto il violino e il violoncello, occupando nell'armonia classica a quattro voci lo spazio del contralto. Tant'è che nel quartetto d'archi il suo uso è imprescindibile. La ragione per un repertorio solistico così limitato è principalmente il rapporto tra sonorità e dimensioni dello strumento: per avere una viola con una cubatura interna perfetta (per mantenere il rapporto tra la cassa armonica di ogni strumento e la sua estensione ci deve essere una determinata cubatura), la sua cassa armonica dovrebbe avere una lunghezza di almeno 48 cm. Considerando che la cassa del violino è generalmente lunga circa 35,6 cm, si può immaginare le difficoltà che si riscontrano per una persona di corporatura normale a suonare con uno strumento cosi grande. Questo ha fatto sì che per poter suonare agevolmente la viola i liutai ne hanno costruite delle più svariate proporzioni che vanno dai 38 ai 46 cm di lunghezza della cassa armonica, penalizzandone spesso l'emissione e rendendone più difficile e lenta la cavata del suono, cosicché fino alla prima metà del XX secolo pochissime persone si sono dedicate ad uno studio virtuosistico dello strumento dissuadendo i compositori dallo scrivere concerti solistici dedicati. Solo l'avvento di strumentisti quali Lionel Tertis, William Primrose e Paul Hindemith (compositore di fama egli stesso), ha fatto sì che l'attenzione dei compositori del '900 portasse a una produzione solistica degna di questo magnifico strumento; esempio fulgido ne è il Concerto per viola e orchestra di Béla Bartók. Tra i maggiori violisti italiani del XX secolo vi sono Dino Asciolla, Bruno Giuranna e Luigi Sagrati.

[modifica] Generalità

Nonostante le difficoltà oggettive che si sono riscontrate nei secoli precedenti ad affermare la dignità solistica della viola, i compositori, seppur non apprezzandone gli strumentisti, ne hanno sempre apprezzato il timbro e il suo movimento interno all'armonia; noto è, ad esempio, il gusto che traeva J.S. Bach nel suonarla in orchestra nell'esecuzione delle sue composizioni. W.A. Mozart nell'eseguire la sua Sinfonia concertante per violino e viola K 364, amava suonare la parte della viola. In generale, la viola attinge molto al repertorio degli altri archi (violino ma soprattutto il violoncello, di cui, peraltro, mantiene la stessa accordatura per quinte). Molto conosciute, infatti, specialmente nel repertorio bachiano, le suite per violoncello trascritte per viola, o le sonate e partite per violino solo sempre trascritte, che costituiscono parte importante del repertorio anche accademico della viola. Nei conservatori, infatti, nei vari compimenti di studio (base, intermedio) si portano studi scritti in origine per il violino. La prassi dell'esecuzione sulla viola di brani di repertorio pensati per altri archi si è mantenuta anche nei secoli successivi, basti pensare alle composizioni di Max Bruch - kol nidrei ad esempio- o di Ernst Bloch - schelomo; nigun-, che sulla viola ottengono un effetto di particolare bellezza. Nella musica da camera ha sempre ricevuto un trattamento compositivo di preziosa importanza e gli esempi sono innumerevoli. Anche Antonio Bartolomeo Bruni contribuì, componendo il Metodo per viola, nonché gli innumerevoli componimenti per essa. Da citare il quartetto di Bedrich Smetana intitolato Aus meinem Leben o i quintetti per archi di W.A. Mozart dove le viole in organico sono addirittura due, o anche i quintetti con pianoforte di Brahms, Schumann e Dvořák, pietre miliari della musica da camera, in cui alla viola è affidato ben più del semplice ripieno armonico, anzi le vengono attribuite numerose frasi tematiche di rara bellezza.

Per chi ama le colonne sonore di Ennio Morricone sarà facile il riscontro, dovuto alla sua sonorità struggente, del gran numero di pagine ad essa dedicate in qualità di strumento solista (Romeo e Giulietta, Mosè, I promessi sposi, Marco Polo eccetera).

[modifica] Storia

La viola si può considerare come l'erede musicale della viella, uno strumento musicale usato dai trovieri del XII-XIII secolo nell'accompagnare le loro poesie. Dalla viella e dalla viola medioevale derivarono molti strumenti ad arco, che nelle loro successive evoluzioni portarono ai quattro strumenti della famiglia degli archi. Da una riduzione della viola, per esempio, deriva il violino moderno (il nome ne porta ancora il diminutivo); dal "basso di viola di braccio" derivò il violoncello.

[modifica] Viola elettrica

La viola, fornita di amplificatori interni o esterni, è stata spesso utilizzata nel rock. John Cale, componente dei The Velvet Underground, è uno dei musicisti più conosciuti tra quelli che hanno usato viole elettriche, sia nel suo lavoro da solista che nei dischi dei The Velvet Underground (per esempio, in Venus in Furs e Heroin).

[modifica] Bibliografia

  • Giampiero Tintori, Gli strumenti musicali, Tomo II, Torino, UTET, 1971, pagg. 707-710
  • Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti, diretto da Alberto Basso - Il lessico, vol. IV, Torino, UTET, 1984, pagg. 716-718
  • Yehudi Menuhin, William Primrose, Il violino e la viola. Tecnica e interpretazione; storia e repertorio, Padova, Muzzio, 1983
  • Maurice W. Riley, Storia della viola, ed. it. a cura di Elena Belloni Filippi, Firenze, Sansoni, 1983

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