Flos Campi

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Flos Campi
Compositore Ralph Vaughan Williams
Tipo di composizione Suite per viola, coro e orchestra
Epoca di composizione 1925
Prima esecuzione 10 ottobre 1925
Durata media 20-25 minuti
Organico

Viola solista, coro SATB (6-8 soprani e altrettanti contralti,4-5 tenori e altrettanti bassi), orchestra (flauto, ottavino, oboe, clarinetto, fagotto, corno, tromba, arpa, percussioni, 6 violini I, 5 violini II, 4 viole, 3 violoncelli, 2 contrabbassi)

Movimenti
  1. Sicut Lilium in spinas (Lento)
  2. Jam enim hiems transiit (Andante con moto)
  3. Quaesivi quem diligit anima mea (Lento - Allegro moderato)
  4. Et lectulum Salomonis (Moderato alla marcia)
  5. Revertere, revertere Sulamitis! (Andante quasi lento)
  6. Pone me ut signaculum (Moderato tranquillo)

Flos Campi è una composizione di Ralph Vaughan Williams. È una suite per viola solista, coro senza parole e piccola orchestra, costituita da sei movimenti. Completata nel 1925, è stata eseguita per la prima volta il 10 ottobre dello stesso anno da Lionel Tertis alla viola, con la Queen's Hall Orchestra, diretta da Henry Wood, ed il coro del Royal College of Music[1].

Organico[modifica | modifica wikitesto]

La composizione prevede un organico piuttosto inusuale per l'epoca[2][3]: viola solista, un coro senza parole (6-8 soprani e altrettanti contralti, 4-5 tenori e altrettanti bassi) ed una orchestra di dimensioni ridotte: fiati (flauto, ottavino, oboe, clarinetto, fagotto, corno, tromba), arpa, percussioni, archi (6 violini I, 5 violini II, 4 viole, 3 violoncelli, 2 contrabbassi).

L'ensemble è decisamente cameristico, con orchestra e coro di dimensioni piuttosto ridotte. Il solo è affidato al timbro caldo e passionale della viola (strumento suonato e molto apprezzato dallo stesso compositore), mentre le voci del coro cantano senza testo (espediente usato dai compositori generalmente per evocare la Natura)[3]. Il coro crea dei colori ricercati, vocalizzando la sillaba "ah" con le labbra socchiuse. Nel finale, il coro gradualmente chiude la bocca, per dare un effetto di dissolvenza[1].

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista formale, Flos Campi non è né un concerto né una composizione corale in senso stretto. La viola è in primo piano nell'esposizione della melodia ma non si realizza mai un dialogo con l'orchestra, mentre il coro canta senza parole, pur essendoci dei riferimenti testuali che tuttavia devono essere letti dal pubblico. Flos Campi è una composizione singolare ed abbastanza enigmatica, non è nemmeno una vera e propria suite benché venga definita così dall'autore, perché i movimenti si succedono in maniera continua e coerente, senza interruzioni[4].

La suite si articola in sei movimenti. Il titolo dell'opera è in latino (Fiore di campo) e ciascuno dei movimenti è associato a dei versi nella medesima lingua, tratti dal Cantico dei cantici:

  1. Sicut Lilium in spinas (Lento)
  2. Jam enim hiems transiit (Andante con moto)
  3. Quaesivi quem diligit anima mea (Lento - Allegro moderato)
  4. Et lectulum Salomonis (Moderato alla marcia)
  5. Revertere, revertere Sulamitis! (Andante quasi lento)
  6. Pone me ut signaculum (Moderato tranquillo)

Il primo movimento è definito in una annotazione come "un preludio rapsodico con contrappunto di accordi"[5][6]. Le prime battute della composizione consistono in un duo tra la viola solista e l'oboe, e sono un celebre esempio di bitonalità. Il carattere della musica è enunciato chiaramente fin dal duetto che ne costituisce l'incipit, e dagli inusuali intervalli presenti nella successiva parte orchestrale, fino all'ingresso del coro. Il secondo movimento è meno passionale, fa uso di polifonia modale e di elementi folcloristici nella parte della viola. Nel terzo movimento viene rielaborato il solo iniziale dell'oboe.

Il quarto movimento (descritto come "tempo di maggior vigore"[7][6]) contrasta caratterialmente con la pacatezza mistica degli altri. Il carattere, forse un ritratto mascolino dell'amato del Cantico[3], è marcato da bassi e piatti, dalla scrittura risoluta della viola solista, dall'indicazione all'oboe di emettere un suono rude. È quasi una danza pagana dal gusto medievale, restituito dall'ampio uso di quarte e quinte parallele, lo staccato dei bassi e l'ostinazione dei fiati[2][1].

Il quinto movimento ("Estrema passione [...] notare l'uso più virtruosistico della viola solista [...]"[8][6]) riprende uno stile di polifonia modale, questa volta con crescente frenesia e un ritmo più marcato.

Nel movimento finale, il "diatonico appagamento del desiderio"[9][6] è espresso da una gloriosa melodia in re maggiore della viola solista. Viene nuovamente accennato il duo bitonale iniziale della viola e dell'oboe ("un ricordo del principio-del desiderio che fu"[10][6]), seguito da un passaggio orchestrale dal carattere pastorale e la conclusione, affidata alla viola sola[2]. L'accordo finale, una dissonanza non risolta, non scioglie l'alone di mistero che permea tutta la composizione[3][1].

Testo associato ai movimenti[modifica | modifica wikitesto]

Vaughan Williams fa riferimento nella composizione a delle citazioni bibliche del Cantico dei cantici, versi carichi di passione e sensualità[2].

Lo stesso testo era stato già impiegato da diversi compositori britannici, oltre che in svariati inni liturgici, nell'oratorio The Rose of Sharon di Alexander Campbell Mackenzie, del quale Vaughan Williams era probabilmente al corrente, e The Song of Songs di Granville Bantock (ascoltato da Vaughan Williams nel 1922 al Three Choirs Festival)[1].

Come nella Sinfonia antartica, le citazioni devono essere lette dall'ascoltatore, in quanto il testo non viene pronunciato dal coro. Le parole sono le seguenti[11][12]:

  1. Sicut Lilium in spinas (Lento): Can 2,2.5
    (LA)
    « Sicut Lilium inter spinas,
    sic amica mea inter filias [...]
    Fulcite me floribus,
    stipate me malis,
    quia amore langueo.
     »
    (IT)
    « Come un giglio fra i rovi,
    così l’amica mia tra le ragazze[...]
    Sostenetemi con focacce d’uva passa,
    rinfrancatemi con mele,
    perché io sono malata d’amore.
     »
  2. Jam enim hiems transiit (Andante con moto): Can 2,11-12
    (LA)
    « Jam enim hiems transiit;
    imber abiit, et recessit;
    Flores apparuerunt in terra nostra,
    Tempus putationis advenit;
    Vox turturis audita est in terra nostra.
     »
    (IT)
    « Perché, ecco, l’inverno è passato,
    è cessata la pioggia, se n’è andata;
    i fiori sono apparsi nei campi,
    il tempo del canto è tornato
    e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna.
     »
  3. Quaesivi quem diligit anima mea (Lento - Allegro moderato): Can 3,1;5,8;6,1
    (LA)
    « [...]quaesivi quem diligit anima mea;
    quaesivi illum, et non inveni [...]
    'Adjuro vos, filiae Jerusalem,
    si inveneritis dilectum meum,
    ut nuntietis et quia amore langueo'[...]
    Quo abiit dilectus tuus,
    O pulcherrima mulierum?
    declinavit dilectus tuus?
    et quaeremus eum tecum.
     »
    (IT)
    « [...]ho cercato l’amore dell’anima mia;
    l’ho cercato, ma non l’ho trovato.[...]
    Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme,
    se trovate l’amato mio che cosa gli racconterete?
    Che sono malata d’amore! [...]
    Dov’è andato il tuo amato,
    tu che sei bellissima tra le donne?
    Dove ha diretto i suoi passi il tuo amato,
    perché lo cerchiamo con te?
     »
  4. Et lectulum Salomonis (Moderato alla marcia): Can 3,7-8
    (LA)
    « En lectulum Salomonis
    sexaginta fortes ambiunt [...]
    omnes tenentes gladios,
    et ad bella doctissimi[...]
     »
    (IT)
    « Ecco, la lettiga di Salomone:
    sessanta uomini prodi le stanno intorno,[...]
    esperti nella guerra;
    ognuno porta la spada al fianco [...]
     »
  5. Revertere, revertere Sulamitis! (Andante quasi lento): Can 7,1-2
    (LA)
    « Revertere, revertere Sulamitis!
    Revertere, revertere ut intueamur te. [...]
    Quam pulchri sunt gressus tui
    in calceamentis, filia principis.
     »
    (IT)
    « Vòltati, vòltati, Sulammita,
    vòltati, vòltati: vogliamo ammirarti. [...]
    Come sono belli i tuoi piedi
    nei sandali, figlia di principe! [...]
     »
  6. Pone me ut signaculum (Moderato tranquillo): Can 8,6
    (LA)
    « Pone me ut signaculum super cor tuum [...] »
    (IT)
    « Mettimi come sigillo sul tuo cuore, [...] »

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

La prima esecuzione ha dato luogo a giudizi contrastanti. La composizione è impegnativa da comprendere, inoltre alla prima esecuzione il testo delle citazioni è stato riportato in latino. Il titolo e la fonte biblica delle citazioni hanno causato il fraintendimento dell'opera, letta in chiave religiosa, mentre questa non era l'intenzione dell'autore[11], che di fatto aveva scritto piuttosto un canto d'amore[1]. Benché infatti Vaughan Williams lasciasse trasparire un sotterraneo senso religioso, in questa come in altre opere (ad esempio la pubblicazione degli English Hymnal nel 1906), egli si proclamava agnostico. Per evitare ulteriori fraintendimenti, egli scrisse una nota per la seconda esecuzione della suite:

(EN)
« When this work was first produced two years ago, the composer discovered that most people were not well enough acquainted with the Vulgate (or perhaps even its English equivalent) to enable them to complete for themselves the quotations from the “Canticum Canticorum”, indications of which are the mottoes at the head of each movement of the Suite.
Even the title and the source of the quotations gave rise to misunderstanding.
The title ‘Flos Campi’ was taken by some to connote an atmosphere of ‘buttercups and daisies’, whereas in reality ‘Flos Campi’ is the Vulgate equivalent of ‘Rose of Sharon’ (Ego Flos Campi, et Lilium Convallium, ‘I am the Rose of Sharon, and the Lily of the valleys’).
The Biblical source of the quotations also gave rise to the idea that the music had an ecclesiastical basis. This was not the intention of the composer. »
(IT)
« Quando questa composizione è stata eseguita per la prima volta due anni fa, il compositore ha scoperto che molte persone non erano sufficientemente informate sulla Vulgata (o forse addirittura sulla sua equivalente in inglese) per essere in grado di completare da sé le citazioni dal "Cantico dei Cantici", indicazioni del quale sono i motti presenti all'inizio di ciascun movimento della Suite.
Anche il titolo e la fonte delle citazioni aumentano il rischio di fraintendimenti.
Il titolo 'Flos Campi' è stato interpretato da alcuni per connotare un'atmosfera di 'ranuncoli e margherite', mentre in realtà 'Flos Campi' è l'equivalente nella Vulgata della 'rosa di Sharon' (Ego Flos Campi, et Lilium Convallium, ‘Io sono la rosa di Sharon, ed il giglio delle valli’).
Anche la fonte biblica delle citazioni può far pensare che la musica abbia una base ecclesiastica. Questa non era l'intenzione del compositore. »
(Nota di Vaughan Williams per seconda esecuzione di Flos Campi[11])

La composizione si è affermata nei repertori concertistici ed è stata registrata da grandi interpreti.

Il critico musicale Michael Kennedy si è espresso su Flos Campi come segue:

(EN)
« The juxtaposition of viola and oboe, the delicate use of percussion and the poetic and imaginative use of the chorus give to Flos Campi the quality of a mosaic »
(IT)
« La giustapposizione di viola e oboe, l'uso delicato delle percussioni e il poetico e immaginoso uso del coro conferiscono a Flos Campi la caratteristica di un mosaico »
(Michael Kennedy[13])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Introduzione di Lewis Foreman al disco "Vaughan Williams/McEwen: Flos Campi / Viola Concerto", Hyperion, 2011. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  2. ^ a b c d Note di Philip Cooke su Flos Campi. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  3. ^ a b c d Introduzione di Christopher Palmer al disco "Serenade to Music, Flos Campi, Mystical Songs", Hyperion, 1990. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  4. ^ David Hoose, Program Notes–Ralph Vaughan Williams: Flos Campi in 4 novembre 2010. URL consultato il 9 ottobre 2011.
  5. ^ "A ‘rhapsodic Prelude’ with counterpoints of chords"
  6. ^ a b c d e Annotazioni proveninenti da una copia della partitura di Herbert Howells. Cfr. Introduzione di Christopher Palmer al disco "Serenade to Music, Flos Campi, Mystical Songs", Hyperion, 1990. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  7. ^ "time for greater vigour"
  8. ^ "Extreme passion … seven-part vocal element … note more virtuoso use of solo viola and (‘antique’) tabor"
  9. ^ "Diatonic fulfilment of longing"
  10. ^ "a reminder of the outset—of a desire that was"
  11. ^ a b c Manning
  12. ^ Traduzione in italiano: Cantico dei cantici, da La Sacra Bibbia, testo CEI 2008
  13. ^ riportato in una nota di Barry Creasy su Flos Campi. URL consultato il 6 gennaio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • David Manning, Vaughan Williams on Music, Oxford University Press, 2008, ISBN 9780195182392.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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