Caesalpinia echinata

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Caesalpinia echinata
Caesalpinia echinata 0001.jpeg
Caesalpinia echinata
Stato di conservazione
Status iucn2.3 EN it.svg
In pericolo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Fabales
Famiglia Fabaceae
Genere Caesalpinia
Specie C. echinata
Nomenclatura binomiale
Caesalpinia echinata
Lam., 1785

Il pernambuco o pau brasil (Caesalpinia echinata Lam., 1785) è un albero della famiglia delle Fabaceae, nativo della foresta vergine (Mata Atlântica) che ricopriva completamente le regioni litoranee del Brasile.

Il nome popolare portoghese "pau brasil" significa, letteralmente, "albero brasil". La parola brasil potrebbe derivare dal colore rosso brace (brasa in portoghese) della resina del legno di questo albero. Ma esistono molte altre etimologie alternative della parola brasil, cosicché non è possibile essere conclusivi al riguardo dell'origine del nome pau brasil. Il nome Brasile deriverebbe comunque da quello della pianta.

Nella lingua tupi il "pau brasil" è chiamato ibira pitanga, o "legno rosso". Il legno è utilizzato per lavori di ebanisteria e per la costruzione di strumenti musicali (in particolare archetti per strumenti ad arco), matite e penne a sfera di lusso.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il pernambuco raggiunge 10 - 15 metri di altezza. Possiede un tronco eretto, grigio scuro, ricoperto di spine, specialmente nei rami più giovani (echinata significa "con spine"). Le foglie sono composte paripennate, dal colore verde brillante.

I fiori nascono in grappoli eretti, nei pressi dell'apice dei rami. Posseggono quattro petali gialli e uno minore rosso e sono soavemente profumati; nel centro si trovano dieci stami e un pistillo, con ovario allungato. I frutti sono bacche di color marrone, coperte da lunghe e affilate spine. Le bacche contengono da 1 a 5 semi a forma di disco.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Largamente commercializzato e utilizzato nelle botteghe tintorie nel medioevo, il legno di pernambuco veniva impiegato per conferire ai tessuti una pregevole tonalità di rosso, a un costo di materie prime inferiore rispetto al chermes e agli altri coloranti di origine animale.

La prima attività economica dei coloni portoghesi nella appena scoperta Terra de Santa Cruz, l'antico nome del Brasile (secolo XVI), fu proprio il taglio del pernambuco per ottenere legno pregiato e resina.

La resina rossa commercialmente nota come brasileina era usata come colorante dall'industria tessile europea e conferiva ai tessuti un colore di qualità superiore. Questo fatto, unito allo sfruttamento industriale del legno rosso, generò una domanda di mercato enorme, e un conseguente devastante taglio del pernambuco nelle foreste brasiliane.

In poco meno di un secolo, già non c'erano più alberi in numero sufficiente per supplire alla domanda, anche se esemplari continuavano a essere abbattuti occasionalmente per la raccolta del legno.

Con la fine del taglio del pernambuco, il pericolo di estinzione non sparì. Le attività economiche che seguirono, come la coltivazione della canna da zucchero e del caffè, e la crescente pressione demografica furono causa del disboscamento della Mata Atlântica. Così, l'habitat naturale della specie si restrinse drasticamente.

Ma sotto il governo dell'Imperatore Dom Pedro II, vaste aree della Mata Atlântica, soprattutto nello Stato di Rio de Janeiro, furono recuperate e una parziale presa di coscienza ecologica frenò il disboscamento. Nel frattempo, il pernambuco era un albero già considerato estinto.

Nel XX secolo, la società brasiliana prese coscienza del fatto che il pernambuco, un simbolo del paese, era in pericolo di estinzione, e furono lanciate con relativo successo delle iniziative per riprodurre la pianta a partire dalle sementi e utilizzarla in progetti di recupero forestale.

Oggi, il pernambuco è diventato un albero ornamentale. È ancora incerto se il suo habitat naturale sarà nuovamente devastato, ma la sopravvivenza della specie sembra assicurata nei giardini e nei parchi.

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