Johann Christian Bach

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Johann Christian Bach
Ritratto di Thomas Gainsborough, 1776, olio su tela.
Bologna, Museo internazionale e biblioteca della musica.

Johann Christian Bach (Lipsia, 5 settembre 1735Londra, 1º gennaio 1782) è stato un compositore tedesco. Tra i maggiori compositori della sua epoca, compose prevalentemente musica in stile galante, pur inserendosi tra il novero dei principali precursori del classicismo viennese. Notevole fu la sua influenza sullo stile di Mozart.

La vita[modifica | modifica wikitesto]

Undicesimo figlio di Johann Sebastian Bach e di Anna Magdalena Bach, a quindici anni non ancora compiuti perse il padre, e questa sventura l'obbligò a recarsi a Berlino presso il fratello Carl Philip Emanuel per perfezionarsi in clavicembalo e composizione. I suoi progressi furono notevoli, tanto che qualcuna delle sue produzioni era già stata notata dal pubblico. La conoscenza di alcune cantanti italiane gli fece nascere il desiderio di visitare l'Italia.

Da Berlino nel 1754 si diresse a Milano dove, poco tempo dopo, fu nominato organista della cattedrale incarico che mantenne dal 1760 al 1762 e dove studiò sotto la guida di Padre Martini e di Giovanni Battista Sammartini. A Milano scrisse due Messe, un Requiem, un Te Deum e altre opere. A tale periodo risale la sua conversione al cattolicesimo.

Si ignorano i motivi che gli fecero lasciare Milano, ma è certo che dopo essersene allontanato, nel 1759, partì alla volta di Londra. Qui non trascorse molto tempo prima di essere insignito della carica di musicista della regina, e quindi maestro della sua cappella.
Nel 1763 fece rappresentare la sua opera Orione o Diana vendicata, spettacolo che destò sensazione per la bellezza delle arie e i nuovi effetti degli strumenti a fiato. È in questo melodramma, infatti, che i clarinetti furono uditi per la prima volta in Inghilterra. In questo periodo compose una parte seria per la cantante napoletana Anna De Amicis.

Il successo di quest'opera fu l'inizio della fortuna di Johann Christian Bach, che poté intessere relazioni con musicisti di notevole fama, come l'italiano Giovanni Battista Cirri, cosicché, a causa del successo ottenuto, Johann Christian (tranne un breve soggiorno a Parigi verso il 1780) prese fissa dimora a Londra, dove visse fino alla morte (1782), legando il suo nome a questa città, tanto da venire soprannominato, già in vita, il Bach inglese.

È morto prematuramente, povero e pieno di debiti.

Considerazioni sull'artista[modifica | modifica wikitesto]

Pur senza avere la potenza dell'invenzione e la ricchezza dell'armonia paterna, né la varietà d'idee e la profondità di suo fratello Philipp Emmanuel, Christian Bach fu uno dei musicisti più notevoli del XVIII secolo, le sue arie sono molto belle e molte hanno goduto di grande popolarità. Il suo canto non ha un carattere particolare, ma si avvicina, piuttosto allo stile dei grandi maestri italiani dell'epoca, soprattutto quelli della scuola napoletana: uno stile facile, brillante, un canto adatto alle caratteristiche della voce, sostenuto da accompagnamenti gradevoli e di buon effetto.

Lo stile contrastante di J. S. Bach e J. C. Bach[modifica | modifica wikitesto]

Johann Sebastian Bach morì quando Johann Christian aveva solamente quindici anni, forse questa è una delle ragioni che rende difficoltoso trovare un punto di affinità tra la musica dei due compositori. Contrariamente, le sonate per fortepiano di Carl Philipp Emanuel Bach, uno dei molti fratelli maggiori di Johann Christian, tendono talvolta ad invocare certi elementi tipici del padre, specialmente riguardo l'uso del contrappunto (C.P.E. aveva trentasei anni quando J.S. morì).

La musica di Johann Cristian si allontana completamente dallo stile dei Bach più anziani essendo molto più pronunciato l'elemento melodico. Egli compose in stile galante includendo frasi musicali bilanciate, accenti sulle melodie e sugli accompagnamenti, senza eccedere troppo nella complessità contrappuntistica. Il movimento galante era contro le intricate e complesse linee che caratterizzavano il barocco musicale, e invece dava maggior importanza alla fluidità melodica nelle frasi periodiche. Questo precedette lo stile classico, il quale fuse l'estetica galante con il rinnovato interesse per il contrappunto.

Opere e intermezzi[modifica | modifica wikitesto]

Operas & Incidental Music
W G1 \ Artaserse
W G2 \ Catone in Utica
W G3 \ Alessandro nell'Indie
W G4 \ Orione, ossia Diana vendicata
W G5 \ Zanaïda
W G6 \ Adriano in Siria
W G7 \ Carattaco
W G8 \ Temistocle
W G9 \ Lucio Silla
W G10 \ La clemenza di Scipione
W G11 \ Cantata a tre voci
W G12 \ Galatea (perduta)
W G13 \ Cantata (perduta)
W G14 \ Serenata (perduta)
W G15 \ Endimione
W G16 \ La tempesta
W G17 \ O Venere vezzosa
W G18 \ Amor vincitore
W G19 \ Cefalo e Procri
W G20 \ Rinaldo ed Armida (perduta)
W G21 \ Demofoonte
W G22 \ La Giulia
W G23 \ Gli Uccelatori
W G24 \ Il tutore e la pupilla
W G25 \ Astarto, re di Tiro
W G26 \ La cascina
W G27 \ La calamita de' cuori
W G28 \ L'Olimpiade
W G29 \ Orfeo ed Euridice
W G30 \ Aria (perduta)
W G31 \ Aria (perduta)
W G32 \ Aria (perduta)
W G33 \ Aria cantabile (perduta)
W G34 \ Vo solcando un mar crudele
W G35 \ Sventurata in van mi lagno
W G36a \ Perché si ingrata, oh Dio!
W G36b \ Ah che gli stessi numi... Cara ti lascio
W G37 \ A si barbaro colpo... Morte, vieni
W G38 \ Scena di Berenice (perduta)
W G39 \ Amadis de Gaule
W G40 \ Omphale (perduta)
W G41 \ Happy Morn, auspicious rise
W G42 \ The Fairy Favour (perduta)
W G43 \ The Maid of the Mill
W G44 \ The Summer's Tale
W G45 \ The Genius of Nonesense (perduta)
W GInc1 \ Cantata (perduta)
W GInc2 \ Emira
W GInc3 \ Gli equivoci
W GInc4 \ Qualor da un galantuomo
W GInc5 \ Coeurs sensibles
W GInc6 \ Ode on the arrival of Queen Charlotte
W GInc7 \ Menalcas
W GInc8 \ Pharnaces (perduta)
W GInc9 \ Amintas (perduta)

Musica strumentale[modifica | modifica wikitesto]

  • Sinfonia Concertante WC 34
  • Concerto in C Minor per 2 clavicembali BMV 1060
  • Concerto op.1 numero 6 in D Maggiore
  • Concerto op.1 numero 4 in G Maggiore
  • Concerto op.7 numero 3 in D Maggiore

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Ernest Warburton, "Johann Christian Bach," in Christoph Wolff et. al., The New Grove Bach Family. NY: Norton, 1983 (ISBN 0-393-30088-9), pp. 315ff.
  • (EN) Philipp Spitta, Johann Sebastian Bach, trans. Clara Bell & J.A. Fuller-Maitland, NY: Dover, 1951 (reprint of 1889 ed.).
  • (EN) Christoph Wolff, ed., The New Bach Reader, NY: Norton, 1998.

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Controllo di autorità VIAF: 100191935 LCCN: n80008104