Sant'Angelo d'Alife

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Sant'Angelo d'Alife
comune
Sant'Angelo d'Alife – Stemma
Scorcio del centro storico
Scorcio del centro storico
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Vittorio Folco
Territorio
Coordinate 41°22′00″N 14°16′00″E / 41.366667°N 14.266667°E41.366667; 14.266667 (Sant'Angelo d'Alife)Coordinate: 41°22′00″N 14°16′00″E / 41.366667°N 14.266667°E41.366667; 14.266667 (Sant'Angelo d'Alife)
Altitudine 385 m s.l.m.
Superficie 33,52 km²
Abitanti 2 320[1] (31-12-2010)
Densità 69,21 ab./km²
Comuni confinanti Alife, Baia e Latina, Piedimonte Matese, Pietravairano, Raviscanina, San Gregorio Matese, Valle Agricola
Altre informazioni
Cod. postale 81017
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061086
Cod. catastale I273
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti santangiolesi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 7 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Angelo d'Alife
Posizione del comune di Sant'Angelo d'Alife nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Sant'Angelo d'Alife nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Sant'Angelo d'Alife è un comune italiano di 2.332 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è parte della media valle del fiume Volturno, che lo attraversa in pianura, e fa parte della Comunità Montana del Matese e dell'omonimo Parco Regionale per la presenza di una vasta area montuosa a Nord, da cui è visibile gran parte della Terra di Lavoro, sino al mare. Due corsi d'acqua a carattere torrentizio, che in passato hanno causato anche notevoli alluvioni, attraversano il centro abitato e si portano al fiume. In pianura sono presenti notevoli sorgenti d'acqua e terreni coltivati a cereali e pascoli. Nell'area montana, dovuta a calcari dolomitici, la vegetazione a quote basse è data da latifoglie decidue, querceti e qualche castagneto, mentre intorno ai 1000 metri di quota si sviluppano le faggete. Nel sottobosco, oltre ai funghi e ai rari tartufi, sono presenti il ginepro, l'agrifoglio, alcune orchidee ed erbe aromatiche quali l'origano e la genziana. Della fauna, ormai molto ridotta rispetto al passato, si ricorda la presenza del cinghiale, del Tasso, della martora, del falco pellegrino, del gufo, dei scoiattoli a pelo nero e del lupo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1945 passò dalla provincia di Benevento a quella di Caserta[2].

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

S. Angelo d'Alife, posto intorno ai 400 m di quota nel Parco Regionale del Matese, abbraccia un vasto territorio che va dalla pianura all'alta montagna della località Selvapiana. Il territorio è caratterizzato in pianura dalla viabilità che ricalca quella della centuriazione romana del I secolo a.C., pertinente all'antica colonia di Allifae. Qualche rinvenimento sporadico di epoca neolitica e notevoli necropoli del VII - IV secolo a.C. sono le tracce più antiche della frequentazione. In periodo altomedievale si sviluppò il culto di S.Michele nei pressi della grotta omonima, un inghiottitoio carsico sito ai piedi della collina. Successivamente, tra X e XI secolo la popolazione si stabilì sulla cima della collina, a quota 535, ove furono costruite iniziali fortificazioni, potenziate dai Normanni agli inizi del XII. Il sito, noto come oppidum Sancti Angeli cognomento Rabicanum, sorto su un insediamento sannitico di cui si conservano tracce di mura megalitiche, nel 1135 era ben difeso dai Quarel-Drengot e fu attaccato da Ruggero II durante le lotte per l'annessione della contea alifana al regno di Sicilia. Riccardo di Ravecanina, e i figli Andrea di Ravecanina e Giovanni lottarono a lungo per il possesso del mastio e dell'intera contea. La rocca di Ravecanina (come chiamata in seguito) o Rupe Canina, fu ristrutturata da Federico II, che l'assegnò ai cavalieri teutonici. Le vicende nel corso dei secoli XIV e XV furono legate alla proprietà dei Marzano, famiglia assegnataria del feudo. La popolazione all'inizio di quest'ultimo secolo abbandonò l'area scendendo in aree più pianeggianti e formando due agglomerati urbani sui versanti opposti della collina, dando vita agli attuali comuni di S. Angelo d'Alife e Raviscanina.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Cappella di Sant'Antonio Abate[modifica | modifica wikitesto]

La cappella di S. Antonio Abate, posta nel centro storico, adiacente alla parete della chiesa parrocchiale di S. Maria della Valle, presenta un portale tardo-gotico con affreschi nella lunetta, un interno rettangolare con volta a crociera e un ciclo di affreschi che ricopriva completamente le pareti. Questi, databili orientativamente al III decennio del XV secolo, nonostante studi approfonditi, ancora pongono problemi per la datazione, la individuazione degli autori e la committenza. Si tratta comunque di uno dei cicli di affreschi più importanti del Quattrocento campano e numerose ricerche sono in corso per chiarire i dubbi interpretativi. Si è parlato di espressione di un'area culturale interessante il Lazio, l'Umbria, l'Abruzzo e la Campania, che si caratterizza per gli influssi marchigiani dei Sanseverino e iberici. Spicca il gotico tenero e squisito della Madonna in Trono e dei profili, il realismo dei semplici oggetti posti sui mobili, rappresentati nella volta, e il favoloso ingenuo con cui sono trattate le storie della vita di S. Antonio Abate. Nelle scene sono presenti temi mariani (Assunzione di Maria, l'Incoronazione, la Natività, l'Annunciazione), episodi della vita di S. Antonio Abate, e, nella volta, gli Evangelisti e i Dottori della Chiesa. Gli affreschi attualmente sono minacciati dall'umidità e nonostante i primi tentativi di proteggerli le problematiche di conservazione si fanno sempre più urgenti.Il sito è stato premiato come " Meraviglia italiana" nel 2011.

Sant'Angelo d'Alife. Cappella Sant'Antonio Abate. Affreschi

Chiesa di Santa Maria di Porta Paradiso[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di S. Maria di Porta Paradiso, edificata in via Rua con i fondi del presbitero don Domenico Hectoreo de Joannelli, fu consacrata nel 1516. Inizialmente di proprietà gentilizia (prima d'Ettorre e poi Girardi), presenta due porte di entrata di cui una, la maggiore, si apre sulla navata. L'architettura è molto semplice con una navata ed un transetto. Si segnala la presenza di due nicchie laterali dipinte con affreschi realizzati tra il 1517 e 1518, che sono rappresentativi della pittura dell'iniziale XVI secolo delle aree interne della Campania. Tra le raffigurazioni si segnalano due Madonne con Bambino e una serie di santi (S. Pietro, S. Lucia, S. Giovanni, S. Stefano, S. Leonardo, S. Maria di Loreto e S. Martino). Il campanile è dotato di due antiche campane riportanti le date di fusione.

Sant'Angelo d'Alife. Chiesa di S. Maria della Valle

Chiesa di Santa Maria della Valle[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di S. Maria della Valle, così chiamata per distinguerla inizialmente da quella di S. Maria a castello, sita nella medievale Rupe Canina, è edificata a fianco della cappella di S. Antonio Abate, in via S. Maria. Certamente agli inizi del XV secolo era già esistente, ma nelle forme attuali risale al XVIII, con piccole modifiche architettoiche anche più recenti. La facciata è di gusto vagamente neoclassico e si caratterizza per la presenza del portale ed il basamento, realizzati in modo pregevole con il calcare locale, e per le colonnine e le riquadrature in stucco. Ai lati del portale sono presenti due nicchie da utilizzare per esporre statue di santi. Presenta un campanile seicentesco che è inglobato tra le strutture della cappella tardo-gotica di S. Antonio Abate e la sagrestia. Non sono ancora chiari i rapporti strutturali tra i due edifici cultuali che hanno tra il '400 ed il '600 avuto una storia probabilmente comune. All'interno si notano un altare a marmi policromi di manifattura napoletana, risalente al 1747, ed alcune tele. Tra queste spicca una grande pala d'altare con altre due tele laterali, realizzate nel 1789 dal pittore Raffaele Gioia. Si tratta della raffigurazione dell'Ultima Cena, di una Adorazione dei Pastori e del Compianto del Cristo morto. Il pittore molisano (S. Massimo, 1757 - 1805) fu allievo del napoletano Fedele Fischetti che operò una classicizzazione del linguaggio barocco e che decorò probabilmente insieme con l'allievo alcune stanze della Reggia Borbonica di Caserta. L'antico pavimento degli inizi del XIX secolo è stato rimosso, mentre si conserva quello della cappella della Congrega, dovuto alla fabbrica napoletana di Salvatore Delle Donne e databile alla fine dello stesso secolo.molto importante è stata suor Anna Piteos.

Chiesa della Santissima Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa della Santissima Annunziata, sita nell'omonima via, sino al 1652 apparteneva ai padri celestini ed era annessa ad un convento. Completamente modificata nei primi anni del XVIII secolo, fu ampliata a tre navate con altari laterali e munita di un campanile nel 1725, dotato subito dopo di orologio. Attualmente l'intero complesso è in fase di ristrutturazione da alcuni anni e non visitabile.

Chiesa di san Bartolomeo[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di S. Bartolomeo, sita nel centro storico, in via Belvedere, già citata dal XV secolo e diruta nel XVII, fu successivamente restaurata con ripetuti interventi sino ad epoca recente.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico presenta numerosi palazzi costruiti o ristrutturati prevalentemente nel XVIII secolo e caratterizzati da facciate con stucchi e portali in pietra locale, sormontati dai simboli araldici delle famiglie.

Il Palazzo Principi Windisch Graetz, posto tra via Fontana e via Trivio, risale nelle sue formi iniziali al XV secolo. Nel XVIII secolo subì profonde modifiche da parte del marchese Grimaldi, che lo ingrandì con la realizzazione di un tipico parco, ancora ben conservato, con un frantoio e con magazzini. Altri palazzi sono in via Rua ( Palazzi Cerbo , Girardi e Giardullo), in via Annunziata (Palazzo Pece), in via S. Maria (Palazzi Corsini- Di Tommaso e Natale), in via Castello (Palazzi Martone e Cicerchia) e in via Agricola (Palazzo Stocchetti-Girardi). Si tratta di costruzioni che oltre alle facciate con decorazioni geometriche a stucchi, disposte in genere sulle finestre ed a marcare i piani, presentano all'interno un cortile con cisterne, magazzini per derrate e stalle. Ampie scale sono realizzate in pietra locale e conducono al piano superiore in grandi saloni che spesso presentano affreschi di gusto neoclassico.

Sant'Angelo d'Alife. Palazzo Principi Windisch Graetz (particolari)
Sant'Angelo d'Alife. Palazzo Cicerchia visto da via Fontana

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Il criptoportico[modifica | modifica wikitesto]

In località Taverna - Starze, in prossimità dell'antica via Latina che da Teanum si portava ad Allifae sono presenti i resti di una grande villa aristocratica romana, costruita intorno alla seconda metà del I secolo a.C. e frequentata almeno sino al V secolo d.C. Un grande "criptoportico", a quattro ali ed a navata unica, con volta a botte ad arco ribassato, dalle misure di circa m 68 x 34, presenta numerose finestre strombate e due scale per raggiungere le stanze superiori, ove si trovano resti di ambienti con pavimentazione a mosaico. Il materiale rinvenuto, dal vetro alla ceramica africana, dal marmo agli stucchi, lasciano ipotizzare la presenza di resti di un edificio di notevole interesse archeologico.

Dal 2002 l'area, interamente soggetta a vincolo archeologico, è oggetto di studi da parte di tecnici incaricati dal Comune di Sant'Angelo d'Alife, con la supervisione scientifica dell'Università degli Studi del Molise.

I primi saggi scientifici recenti, svolti nel periodo agosto-settembre 2009, ed i ritrovamenti di mosaici di primario interesse e fattura, confermano la importanza dell'opera su scala certamente extra comprensoriale.

Sant'Angelo d'Alife. Grotta di San Michele

Grotta di san Michele Arcangelo[modifica | modifica wikitesto]

All'interno di un inghiottitoio carsico lungo circa 60 m, ai piedi diella collina di Rupe Canina, è posto un vero e proprio "santuario rupestre", dedicato a S. Michele Arcangelo, che ha poi dato origine al toponimo di S. Angelo. Sul fondo della grotta sono presenti delle costruzioni tra cui un'edicola centrale coperta da una cupola sorretta da quattro pilastrini, collegati da rozzi archi a tutto sesto. Lateralmente due arcosoli con tracce di affreschi sono posti in prossimità della roccia. Una costruzione circolare appena visibile è considerata la vera e propria fonte battesimale del santuario.Infine, un recinto in muratura separa come una vera balaustra tutta l'area sacrale dal resto della grotta. Il culto del santo ancora oggi è praticato nell'area antistante la grotta in una cappella moderna. DSADSADDSA

Rupe Canina[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei siti più interessanti dal punto di vista archeologico è quello di "Rupe Canina", posto sulla collina, al confine tra i comuni di S. Angelo d'Alife e Raviscanina. Sono presenti resti di costruzioni di epoca sannitica e romana ed edifici del X secolo su cui a varie riprese furono costruite fortificazioni difensive sempre più imponenti. Le tracce sannitiche sono visibili soprattutto in alcuni tratti del muro che circonda il villaggio, che in alcuni tratti, ad oriente, sfrutta la precedente muratura megalitica. Tra i materiali più antichi rinvenuti si segnala una moneta italica del III secolo a.C. La Rocca signorile è delimitata da un primo muro di cinta a forma trapezoidale che racchiude edifici residenziali, un maschio imponente, quadrangolare, ed un edificio religioso. Intorno alla rocca sono presenti le abitazioni del villaggio, difese da altra cinta muraria con torri circolari e rettangolari. Le abitazioni sono disposte maggiormente sui versanti meridionale ed orientale. Sono presenti, inoltre, alcune grandi cisterne per la raccolta delle acque piovane ed un edificio religioso. Altro edificio religioso, di pertinenza del feudatario, è all'interno del recinto della Rocca e presenta notevoli resti di affreschi del XII secolo. La torre o maschio è certamente di epoca normanna ma scavi recenti hanno messo in evidenza resti di una pregressa fortificazione e l'esistenza di strutture abitative sia in pietra che lignee. Dal materiale rinvenuto è stato possibile collocare la fase di organizzazione dell'occupazione del sito di Rupe Canina al X secolo ovvero alla fase storica dell'incastellamento e precedente l'avvento dei Normanni.

Sant'Angelo d'Alife. Rupe Canina. Torre Normanna

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Rioni e contrade[modifica | modifica wikitesto]

Melopiano, S. Bartolomeo, Torre, S. Nicola, Rave-Rua, Fontana, S. Giacomo e S. Nicola.

Sant'Angelo d'Alife. Contrada Melopiano. Uliveto in primavera
Sant'Angelo d'Alife. Il centro storico visto dal castello di Rupe Canina
Sant'Angelo d'Alife. Paesaggio invernale

Comuni limitrofi[modifica | modifica wikitesto]

Alife, Baia e Latina, Pietravairano, Raviscanina, Valle Agricola, S. Gregorio Matese, Piedimonte Matese.

Eventi e manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

In occasione della festività di S. Michele, santo protettore del paese, l'8 maggio si svolge una manifestazione religiosa nota per una pedana che viene rivestita interamente con garofani di colori diversi prima di ospitare la statua del santo.Il giorno 29 settembre è abitudine della popolazione santangiolese recarsi presso la grotta di San Michele, e dopo la celebrazione della messa molte persone scendono a visitare la suggestiva grotta. L'evento che da anni impegna l'intera popolazione santangiolese è il "torneo delle contrade",la manifestazione più antica che si svolge in questo piccolo comune che viene diviso in cinque fazioni, e dopo lo svolgimento di tornei,giochi popolari e caccia al tesoro si decreta la contrada vincitrice. I santangiolesi si recano il martedì dopo Pasqua sulla collina di Rupe Canina per festeggiare S. Lucia. Il mercato settimanale si svolge il sabato.

Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'attività principale è quella zootecnica con numerose aziende a carattere familiare. Gli allevamenti dei bovini, delle bufale e dei suini sono diffusi nell'area pianeggiante. In area collinare le attività più importanti sono quella agricola per la coltivazione dell'ulivo e quella boschiva. Negli ultimi tempi si sta cercando di proporre all'attenzione dei visitatori la gastronomia locale, il paesaggio incontaminato dell'area montana e la specificità di alcuni siti archeologici messi in luce da recenti scavi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 11 giugno 1945, n. 373, articolo 1, in materia di "Ricostruzione della provincia di Caserta."
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Di Cosmo, Nota preliminare su materiale proveniente dal criptoportico in località Taverna (S. Angelo d'Alife), in Il Territorio Alifano, a cura di L. Di Cosmo e M. A. Villucci, Marina di Minturno (LT), 1990, pp. 171-184
  • D. Caiazza, Oppidum Sancti Angeli cognomento Rabicanum, in S. Angelo di Ravecanina. Un Insediamento medievale nel Sannio Alifano, a cura di L. Di Cosmo, Piedimonte Matese, 2001, pp. 83-94
  • L.R. Cielo, Il castello di S. Angelo nella realtà insediativa e strategica della terra alifana, in S. Angelo di Ravecanina. Un insediamento etc, cit, 2001, pp. 95-110
  • L. Di Cosmo, F. Marazzi, S. Santorelli, Rupe Canina (S. Angelo d'Alife- CE): dal villaggio incastellato alla rocca signorile? Primi dati per una valutazione archeologica, in Archeologia Medievale, XXXIII, 2006, pp. 359-371
  • F. Abbate, La pittura in Campania prima di Colantuono, in Storia di Napoli, IV, pp. 497-511
  • A. Filangieri Di Candida, Tardi riflessi dell'arte di Pietro Cavallini nel Quattrocento, in Memorie Accademia Pontaniana, Napoli, 1908, pp. 1-22
  • A. M. Napoletano, Ecclesia Sancti Angeli de Ravecanina. Devozioni Arte Documenti di Raviscanina e Sant'Angelo d'Alife, Piedimonte Matese, 2005
  • L. Di Cosmo, Pavimenti ottocenteschi da edifici di S. Angelo d'Alife, in Cultura Materiale postclassica. Sant'Angelo d'Alife e territorio alifano,a cura di L. Di Cosmo, Piedimonte Matese, 2002, pp. 45-63

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