Terremoti in Italia nel XXI secolo

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Terremoti in Italia.

La seguente lista contiene la cronologia dei principali terremoti avvenuti nella regione geografica italiana nel XXI secolo con una magnitudo di almeno 5,0 Richter (o Mw).

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Data Epicentro Scala Richter Magnitudo momento Scala Mercalli Area interessata e note evento Vittime
2001-07-17
17 luglio 2001
Alto Adige (Südtirol) 5,2 ML - - Interessata la zona tra Merano (Meran) e la Punta Cervina (Hirzer). 4[1] (1 indiretta)
6 settembre 2002 (dettagli) Palermo, Sicilia - 5,6 Mw VIII Epicentro localizzato in mare aperto a 35 km a nord-est di Palermo. Lo sciame sismico durò fino a novembre. Danni modesti 2 (indirette)
2002-10-31
31 ottobre 2002
(dettagli)
San Giuliano di Puglia, Molise 5,8 ML 6,0 Mw VIII-IX San Giuliano di Puglia (CB). Crollata una scuola, dove morirono 27 bambini ed una maestra. Morirono inoltre altre due donne per il crollo delle loro case. Scosse anche nei mesi successivi. Danneggiati diversi comuni della regione e della Provincia di Foggia. 30
14 settembre 2003 Bologna, Emilia-Romagna 5,0 ML - - Epicentro a 30 km a sud di Bologna, a 15–20 km di profondità. È stato avvertito in tutto il centro e nord Italia. -
24 novembre 2004 Salò, Lombardia 5,2 ML - - Epicentro a Salò. Numerose le abitazioni danneggiate, 2.000 gli sfollati, per lo più rientrati nelle proprie case in pochi giorni. La frazione Pompegnino di Vobarno risultò il luogo più colpito. -
26 ottobre 2006 Stromboli, Sicilia - 5,6 Mw - Il sisma ebbe come epicentro una zona a largo di Stromboli. Si registrò un successivo piccolo tsunami sulle coste dell'isola. -
17 dicembre 2008 A largo della Calabria, Mar Tirreno 5,3 ML - - L'ipocentro del sisma fu localizzato in mare, a 45 km circa al largo di Paola (in provincia di Cosenza) ad una profondità di 261 km. La distanza dalla costa e la profondità dell'evento ha attutito moltissimo il terremoto. Percepito comunque molto chiaramente in Sicilia e Calabria. -
23 dicembre 2008 Parma, Emilia-Romagna 5,2 ML - - Il sisma si verificò alle ore 16:24 locali. Non causò nessun ferito grave ma solo danni moderati ad alcuni edifici storici, ad esempio il Castello di Torrechiara, e a chiese dei centri più direttamente interessati nelle province di Parma e Reggio Emilia. Varie repliche nelle ore successive, ma di minore intensità, la più rilevante si è verificata alle ore 22:58, di magnitudo 4,7 e successivamente un'altra alle ore 00:35 di magnitudo 3,9 -
2009-04-06
6 aprile 2009
(dettagli)
L'Aquila, Abruzzo 5,9 ML 6,3 Mw IX-X L'evento fu registrato alle 03:32 della notte tra domenica 5 e lunedì 6 aprile. La scossa, insieme a quelle che seguirono nei giorni successivi di grado inferiore, fu nettamente percepita in tutto il centro sud d'Italia, soprattutto a Teramo, Pescara, Chieti e Rieti, ma anche a Terni, Roma, Frosinone, Latina, Isernia, Campobasso, Napoli, Foggia, a settentrione, anche in tutta l'alta valle del Tevere, nelle province di Arezzo, Perugia, Macerata e nell'Appennino tosco-emiliano. Il sisma fu preceduto da diverse scosse con lievissimi danni nei giorni precedenti e da alcune anche nel forlivese e in Friuli. Con una magnitudo momento pari a 6,3[2] e magnitudo Richter 5,9, al momento è il più grave terremoto, per numero di vittime e danni, del XXI secolo in Italia. La città de L'Aquila è stata evacuata dalla quasi totalità della popolazione. Gravissimi i danni agli edifici e al patrimonio storico-artistico della città e dei comuni limitrofi. Sono crollati la sede della Prefettura e un'ala della "Casa dello Studente" (con dentro diversi studenti universitari, molti dei quali deceduti); seriamente lesionati l'Ospedale Regionale, le sedi dell'Università e la Questura. Letteralmente scomparsa la frazione aquilana di Onna, dove dei circa 300 abitanti ne morirono 41. Nel complesso sono state accertate 309 vittime, più di mille feriti e circa 65.000 sfollati in tutta la zona. 309

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Data Luogo Scala Richter Magnitudo Momento Magnitudo Durata Area interessata e note evento Vittime
27 gennaio 2012 Corniglio, Emilia-Romagna - 5,4 Mw - Una forte scossa di terremoto di M 5.4 è stata registrata alle ore 15:53 con epicentro a Roccaferrara nel comune di Corniglio, fra le città di La Spezia e Parma. La violenta scossa è stata registrata ad una profondità ipocentrale di 60,8 km che ha procurato un risentimento in una zona molto ampia del Centro-Nord Italia.

Grazie all'estrema profondità il sisma è stato percepito in modo più lieve nella zona epicentrale.

-
20 maggio 2012
2012-05-20

(dettagli)
Finale Emilia, Emilia-Romagna 5,9 ML[3] 5,86 Mw - Ore 04.03.53: una scossa di terremoto di magnitudo 5,9 della Scala Richter colpisce l'Italia settentrionale, in particolare l'Emilia-Romagna; l'epicentro è a Finale Emilia (MO) con ipocentro a 6,3 km di profondità. Si contano 7 vittime e ingenti danni a diversi edifici nel modenese e nel ferrarese. Altre scosse oltre il magnitudo 4 si sono verificate nel susseguirsi dei giorni, la cui più forte replica è stata di 5,1 alle 15:18, sempre nello stesso giorno e varie scosse tra i 3 e i 4 circa della Scala Richter. 7
29 maggio 2012
(dettagli)
Medolla, Emilia-Romagna 5,8 ML 5,66 Mw - Ore 09:00:03, scossa avvertita in tutto in gran parte del Nord Italia, si contano 20 vittime e ingenti danni a diversi edifici nel modenese. Il sisma è stato seguito da diverse scosse di replica e da due repliche maggiori: una alle 12:55:57 (magnitudo Richter 5,3, magnitudo momento 5,5) e una alle 13:00:02 (magnitudo Richter 5,2). 20
26 ottobre 2012
2012-10-26

(dettagli)
Mormanno, Calabria 5,0 ML[4] 5,2 Mw - Ore 01:05 locali. Il terremoto si è verificato nel distretto sismico del Pollino ad una profondità di 6,3 km. La zona in questione era soggetta a una nota sequenza sismica in atto da almeno due anni, ma con scosse quasi esclusivamente di magnitudo inferiore a 3. I comuni più vicini all'epicentro, nel raggio di 10 km, sono Rotonda, in provincia di Potenza, e Laino Borgo, Laino Castello e Mormanno, in provincia di Cosenza. È stato evacuato l'ospedale di Mormanno. Si registrano danni a edifici e a strade. L'unica vittima del sisma, indiretta, è stato un anziano di 84 anni, deceduto a Scalea, in seguito ad un infarto causatogli dallo spavento. La scossa è stata avvertita distintamente anche a Matera e Potenza. 1 (indiretta)
21 giugno 2013 Fivizzano, Toscana 5,2 ML - - Ore 12:33 italiane. Terremoto di magnitudo 5.2 nella Lunigiana in alta Toscana al confine fra Liguria ed Emilia Romagna. Alcuni danni e crolli ma nessuna vittima. La sequenza di scosse nei giorni a seguire ha prodotto numerosi terremoti maggiori di M 2.0 fra cui la replica più forte di M 4.4 il 23 giugno -
29 dicembre 2013 San Potito Sannitico, Campania 5,0 ML - - Ore 18:08 italiane. Forte terremoto avvertito in una vasta area della Campania, Molise, Abruzzo, Lazio e Puglia. Alcuni danni ma nessun ferito. L'epicentro è stato individuato nei pressi di San Potito Sannitico, sul Matese, in Provincia di Caserta. 1 (indiretta)
24 agosto 2016
(dettagli)
Accumoli, Lazio 6,2 ML 6,0 Mw - Ore 3:36 locali. È il secondo peggior terremoto per vittime del XXI secolo, preceduto solo dal terremoto dell'Aquila del 2009. L'evento distrusse i comuni di Amatrice, Accumoli ed Arquata del Tronto (tra Rieti e Ascoli Piceno). L'epicentro è stato registrato ad una profondità di 4 km in corrispondenza di Accumoli. Seguito da uno sciame di repliche (più di 3000 in quattro giorni), la più forte di magnitudo 5,3 alle 04:33 locali con epicentro a Norcia. La scossa principale è stata avvertita per 142 secondi all'epicentro[senza fonte]. La scossa principale e le scosse di assestamento sono state avvertite da Rimini a Napoli. 299[5]
26 ottobre 2016
(dettagli)
Castelsantangelo sul Nera, Visso, Marche - Serie di scosse:
5,4 Mw
5,9 Mw
- Ore 19:10 e 21:18 locali. Due scosse, collegate all'evento di Agosto, mettono nuovamente in crisi l'Italia centrale. La terra ha tremato a lungo anche a Roma, L'Aquila, Perugia e Terni ed è stata avvertita in Friuli ed in Veneto. Le due scosse causano una vittima indiretta a Tolentino e pochi feriti. Migliaia sono gli sfollati e moltissimi danni al patrimonio civile e culturale della zona, flagellata inoltre da piogge torrenziali durate tutta la notte. A causa della seconda scossa la partita Pescara-Atalanta viene interrotta per due minuti e poi ripresa regolarmente. Crolla sulle abitazioni vicine il campanile del Santuario di Santa Maria in Via a Camerino, a Norcia è stata danneggiata la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, mentre a Fabriano crolla il liceo classico. Molte linee elettriche sono saltate tra le Marche e l'Umbria. A Roma è stato evacuato il Palazzo della Regione e la Farnesina. Danni fino a Firenze e Napoli, in particolare nelle abitazioni più antiche. Alcuni crolli ad Amatrice ed Accumoli, dove furono temporaneamente chiuse le vie di comunicazione. Seguirono centinaia di scosse di assestamento, la più forte delle quali di magnitudo 4,6.[6] 1 (indiretta)[7]
28 ottobre 2016 Mar Tirreno 5,7 ML - - Terremoto avvenuto alle ore 22:02 ad una profondità di 474 km. Comune più vicino Ustica a 66 km. Avvertito in Sicilia, Calabria, Campania, Basilicata e Salento. -
30 ottobre 2016
(dettagli)
Norcia, Umbria 6,1-7,4 ML 6,5 Mw - Ore 7.40 locali. È stato il terremoto più forte per intensità del XXI secolo (Il più forte dal 1980). Il sisma, il più forte della sequenza iniziata il 24 agosto precedente, ha colpito i comuni della Valnerina (Norcia, Castelsantangelo sul Nera, Visso, Ussita e Preci). La scossa è stata avvertita praticamente in tutto il territorio peninsulare. [8] ed è avvenuto a 9,4 km di profondità[9]. Se fosse stata confermata l'iniziale magnitudine del sisma (7,1), sarebbe stato uno dei terremoti più forti della storia d'Italia, al pari di quello di Messina del 1908 e superiore a quello dell'Irpinia del 1980. A causa del sisma viene distrutta Castelluccio, frazione di Norcia, e crolla quasi totalmente la Basilica di San Benedetto, parallelamente alla Basilica di Santa Rita da Cascia. È stata chiusa per ore l'autostrada vicino Roma, dove sono stati registrati danni al "La Sapienza". Ad Amatrice crolla la Chiesa di Sant'Agostino. Risultano squarciati l'Ermo Colle di Giacomo Leopardi, a Recanati, ed il Monte del Redentore, all'interno dei Monti Sibillini. Parzialmente esondato il fiume Nera, che causa danni alla circolazione ed ai soccorsi. Leggermente danneggiata anche la Galleria degli Stucchi di Jesi. Numeri tragici: 30000 sfollati (25000 nelle Marche e 5000 in Umbria) e 15000 utenze senza energia elettrica e con problematiche legate all'assenza di acqua potabile. Si registrano solo 9 feriti gravi ma nessun morto causato direttamente dal sisma, solo malori[10]. 2 (indirette)
18 gennaio 2017
(dettagli)
Montereale, Capitignano, Pizzoli, Cagnano Amiterno, Abruzzo Serie di scosse:
5,1 ML
5,5 ML
5,4 ML
5,0 ML
Serie di scosse:
5,4 Mw
5,7 Mw
5,6 Mw
5,3 Mw
- Ore 10:25, 11:14, 11:25 e 14:33 locali quattro terremoti si verificano nell'Italia centrale. La prima forte scossa si registra alle 10:25 (5,1 ML - 5,4 Mw con epicentro a Montereale, nella Provincia dell'Aquila), successivamente le due più forti (5,5 ML - 5,7 Mw, a Capitignano e 5,4 ML - 5,6 Mw a Pizzoli) e poi una quarta (5,0 ML - 5,3 Mw a Cagnano Amiterno). I quattro sismi (avvenuti nell'alta Provincia dell'Aquila, al confine con la provincia di Rieti) si verificano in aree sottoposte a gelo e neve e a continue scosse cominciate nell'agosto precedente. Ad Amatrice crolla il Campanile di Sant'Agostino. Ai danni si aggiunge la tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola, in provincia di Pescara, sul quale si abbatte una valanga che, trascinando anche roccia e tronchi, ha distrutto l'albergo, intrappolando quasi quaranta persone al suo interno; il bilancio finale parla di 11 sopravvissuti e 29 morti. Anche ad Accumoli si segnalano crolli. Gravissimi danni anche a Chieti. Nella capitale per precauzione viene chiusa la metropolitana, che torna a funzionare poche ore dopo le prime scosse. A Teramo un anziano muore sotto le macerie della propria casa mentre due persone vengono estratte in gravi condizioni dalle macerie di un agriturismo. Il Governo invia l'esercito nelle zone colpite mentre 87.000 persone rimangono al freddo senza elettricità. Vengono ritrovati tutti gli allevatori di Arquata del Tronto dati per dispersi. Diverse vie di comunicazione risultano bloccate ed interdette ai soccorsi, lasciando varie frazioni isolate tra cui Montegallo, in provincia di Ascoli Piceno. Vicino a Campotosto un uomo rimane travolto da una slavina e crolla il tetto del municipio. Anche all'Aquila risultano crolli. Le scosse vengono avvertite fino a Roma, Napoli, Firenze, Perugia, Viterbo, Pescara, Chieti, Ascoli Piceno, Ancona, Arezzo, Avellino, Isernia e Termoli[11]. 29[12][13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

[1]

  1. ^ Due escursionisti nel comune di Gargazzone (Gargazon) e uno in quello di Ultimo (Ulten).
  2. ^ Analisi del fenomeno dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, portale.ingv.it. URL consultato il 5 ottobre 2009.
  3. ^ M5.9 - 5 km ESE of San Felice sul Panaro, Italy
  4. ^ http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7225201050/event.html
  5. ^ Terremoto 24 agosto 299 le vittime, in Repubblica, 15 novembre 2016. URL consultato il 15 novembre 2016.
  6. ^ Terremoto, forti scosse in Centro Italia. La prima di magnitudo 5.4, la seconda 5.9, terza 4,6. Sindaco di Ussita: "Paese finito". Tremano Roma e L'Aquila, in Repubblica.it, 26 ottobre 2016. URL consultato il 15 gennaio 2017.
  7. ^ Terremoto Marche, un morto per infarto a Tolentino, in Tgcom24, 27 ottobre 2016.
  8. ^ Hai Sentito il Terremoto - Dettagli evento, su Haisentitoilterremoto, 30 ottobre 2016. URL consultato il 31 ottobre 2016.
  9. ^ Sequenza sismica in Italia centrale: approfondimento e aggiornamento, 30 ottobre ore 16.00, su INGVterremoti, 30 ottobre 2016. URL consultato il 31 ottobre 2016.
  10. ^ Terremoto di 6,5 tra Norcia e Preci. è il più forte in Italia dal 1980. "Si temono 100mila sfollati", in Repubblica.it, 30 ottobre 2016. URL consultato il 25 luglio 2017.
  11. ^ Terremoto, 4 scosse sopra magnitudo 5: Centro Italia in ginocchio. Una vittima nel teramano, in Repubblica.it, 18 gennaio 2017. URL consultato il 18 gennaio 2017.
  12. ^ www.ansa.it.
  13. ^ www.ansa.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]