Regno d'Italia (781-1014)

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Regno d'Italia
Regno d'Italia - Stemma
(dettagli)
Regno d'Italia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficiale Regnum Italiae
Lingue ufficiali latino
Lingue parlate volgare, romancio, ladino, francoprovenzale, occitano, Koinè lombardo-veneta, sloveno, ligure
Capitale Pavia-Stemma.png Pavia
Politica
Forma di governo Monarchia elettiva
Re d'Italia Re d'Italia
Nascita 781 con Pipino d'Italia
Causa Salita al trono di Lotario I
Fine 1014 con Arduino d'Ivrea Principe della Real Casa d'Ivrea.
Causa L'Annessione al Sacro Romano Impero.
Territorio e popolazione
Bacino geografico Italia
Territorio originale Nord Italia
Massima estensione ca. 159.194 km² nel
Economia
Valuta Tallero
Produzioni Tessuti
Commerci con Sacro Romano Impero, Regno di Leon, Ducato d'Aquitania, Principato di Novgorod, Cazari, Ikhshid, Regno di Scozia, Buwayhidi
Esportazioni Grano, Vino, Tessuti
Importazioni derrate alimentari
Religione e società
Religioni preminenti Cattolicesimo
Religione di Stato Cattolicesimo
Religioni minoritarie Ebraismo
Evoluzione storica
Preceduto da Charlemagne autograph.svg Impero carolingio
Succeduto da Heiliges Römisches Reich - Reichssturmfahne vor 1433.svg Sacro Romano Impero

Firenze-Stemma.png Repubblica di Firenze
Flag of Genoa.svg Repubblica di Genova
Flag of Lucca.svg Repubblica di Lucca
Stemma.Appiani.Piombino.jpg Signoria di Piombino
Coat of arms of the House of Savoy (early).svg Contea di Savoia
Flag of the Republic of Pisa.svg Repubblica di Pisa
Siena-Stemma.png Repubblica di Siena
Flag of Most Serene Republic of Venice.svg Repubblica di Venezia

Il Regno d'Italia (Regnum Italiae o Regnum Italicum) fu un'entità politica dell'alto medioevo, successiva al regno longobardo.

Fondato nel 774 da Carlo Magno, dopo la sconfitta definitiva dei Longobardi, divenne possedimento dei franchi a seguito dell'incoronazione di suo figlio Pipino. Dopo il 945, successivamente al colpo di Stato che estromise Ugo di Arles, il governo si ritrovò in gran parte impotente e spesso diviso. Tuttavia, il Regno durò fino al 1014, anno durante il quale venne deposto Arduino d'Ivrea e le terre italiche vennero annesse al Sacro Romano Impero. Dopo la battaglia di Legnano del 1176, l'Impero perse molta dell'autorità che possedeva a sud delle Alpi, nonostante gli imperatori venissero ancora eletti re d'Italia con cerimonie quasi sempre svolte tra Pavia e Milano. L'ultimo re d'Italia fu Carlo V nel 1530.[1]

Tuttavia in quel periodo nella penisola italiana non esistette mai una vera e politica che sapesse imporre la sua autorità: il titolo di Re d'Italia, nonostante fosse fortemente agognato da vari soggetti in lotta tra loro, era infatti un titolo quasi esclusivamente formale, che non dava alcun reale potere.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Magno e i suoi successori[modifica | modifica wikitesto]

Nel 756, Desiderio (756-774) fu scelto come nuovo re dei Longobardi dopo la morte del re Astolfo. Il nuovo re tentò di rafforzare la posizione regale per ristabilire il suo controllo sui Ducati di Spoleto e Benevento, e per conquistare i territori che erano nelle mani del papato a seguito della Promissio Carisiaca.

Tuttavia, la posizione del re Desiderio vacillò quando nel 771, Carlo – più tardi conosciuto come Carlo Magno – si affermò come unico re dei Franchi e Papa Adriano I si impose su tre distinte fazioni romane. Gli sforzi di sostegno di Desiderio per i nipoti di Carlo Magno al trono insieme alle richieste fatte al papa per la restituzione dei territori accelerarono un nuovo accordo tra il Papa e il re dei Franchi.[2]

L'impero carolingio al momento dell'ascesa di Ludovico il Pio (814)

In una campagna del 773-774, Carlo Magno conquistò il Regno longobardo, ciò costrinse Desiderio alla resa. Carlo allora assunse la corona del regno prendendo il titolo di rex Francorum et Langobardorum atque patricius Romanorum, ciò comprendeva l'Italia settentrionale nel suo ambito territoriale. Questo nuovo regno carolingio d'Italia comprendeva il nord e il centro della penisola, da cui rimaneva però escluso il ducato bizantino di Venezia - che comprendeva la Laguna - e i territori della Donazione di Pipino - di cui facevano parte la Romagna, le Pentapoli e il ducato di Roma. Il ducato di Spoleto formava parte del regno, quindi era governato da duchi Franchi; il ducato di Benevento invece, pur riconoscendo la supremazia carolingia, mantenne la sua indipendenza.[3][4]

Data la vasta distesa del regno dei Franchi, nel 781 Carlo Magno nominò re delle zone periferiche di Aquitania e Italia rispettivamente i figli Luigi e Pipino. Lo scopo era di sostenere la sua politica espansiva e il figlio Pipino fu un eccellente continuatore della politica paterna contro l'Impero bizantino. Alla morte di Pipino nel 810, la dignità regale fu conferita da Carlo a Bernardo, figlio di Pipino; allo stesso tempo però Carlo preparò la sua successione conferendo il titolo imperiale al figlio Luigi (più tardi conosciuto come Ludovico il Pio).[5]

Quando Carlo Magno morì nel 814, il potere fu assunto da suo figlio. Inizialmente l'imperatore permise a Bernardo di mantenere il titolo regale, anche se l'Italia era dipendente dall'autorità papale. Ma nell'aprile del 817 Ludovico fu ferito da un crollo di una galleria che conduceva la cappella al palazzo e nel mese di luglio decise di regolare la sua successione attraverso un decreto chiamato Ordinatio Imperii, con cui designò il figlio Lotario co-imperatore.[6] Stabilita la divisione territoriale tra i suoi figli e regolato il rapporto politico tra Lotario, come successore imperiale, e i suoi fratelli, Ludovico dovette fare i conti con Bernardo[7], che preoccupato per la propria soluzione scatenò una rivolta contro l'imperatore. Bernardo fu sconfitto, imprigionato e accecato; morì nel 818. I territori italiani furono allora assegnati a Lotario I, non come re del territorio ma secondo la sua dignità imperiale,[8] e da allora per dieci anni visse in Italia.[9]Nel giorno di Pasqua del 823 Lotario fu di nuovo incoronato imperatore, questa volta a Roma. Lotario nel 824 impose al papa Eugenio II la Constitutio romana che ribadiva la sovranità franca su Roma. Tuttavia l'Imperatore Ludovico non di dissociò dal territorio italiano, nel 828 depose il duca Balderico del Friuli e ampliò il suo territorio con la Carniola e la Carinzia e lo divise in quattro contee: Friuli, Istria, Carniola e la Carinzia-Bassa Pannonia. Il territorio del Friuli passò nel 846 nelle mani di Eberardo, padre dell'imperatore Berengario I, che prese la Carinzia e la Carniola a Ludovico il Germanico, il che costituì' un punto di attrito con il fratello Lotario, dato che fino a quel momento i territori appartenevano al co-imperatore.

Nel agosto del 829, Lotario fu inviato in Italia dal padre e il fratellastro Carlo ricevé un territorio da governare, ciò diede vita alle liti dell'imperatore con i propri figli per quanto riguardava la successione. Lotario intervenne in queste guerre civili contro il padre e a difesa dell'unità dell'impero, ma dato che Lotario doveva risiedere permanentemente in Italia dal 829, il suo campo d'azione si limitava appunto alla sola Italia. In questo modo doveva contribuire a rafforzare l'esistenza del regno, ma Lotario più interessato agli affari in Nord Europa, si preoccupava poco di espandere l'influenza carolingia nel regno italiano.

Le guerre civili terminarono nel 843 con il trattato di Verdun, in cui i tre fratelli sopravvissuti decisero di dividere il territorio:

Berengario del Friuli e Guido da Spoleto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 888 Berengario del Friuli, figlio del marchese Eberardo e di Gisela, figlia di Ludovico il Pio venne incoronato a Pavia, incoronazione subito contestata dal marchese d'Ivrea, dal marchese di Tuscia e dal duca di Spoleto. Il 7 maggio 888 Berengario e Venezia strinsero un patto mirante a stabilire la neutralità. Guido da Spoleto, figlio di Guidone e di Itana, figlia del duca Sicone di Salerno, dopo aver tentato invano di cingere la corona di Francia su invito di Folco, vescovo di Reims, si presenta in Italia quale unico vero erede al trono: il primo scontro, dall'esito incerto, tra Guido e Berengario avvenne vicino Brescia nell'ottobre 888. Una tregua venne fissata fino all'Epifania dell'anno successivo, ma, nel gennaio 889, Guido sconfigge Berengario in una battaglia presso il fiume Trebbia, e, il 16 febbraio 889 a Pavia, verrà incoronato re d'Italia. Ai vescovi che lo appoggiarono, s'impegnò a riconoscere l'autorità della Chiesa romana, a garantire il libero esercizio delle loro funzioni, a confermare i possessi ecclesiastici, a non gravare di nuove imposte i vescovadi e le abbazie, a proteggere infine i beni e la libertà dei sudditi dalla prepotenza dei grandi e dalle truppe della Francia che erano scese ad aiutarlo. Berengario si ritirò a Verona e Guido concesse il ducato di Spoleto a suo nipote Guido IV.

Il Regno Italiae nell'Impero carolingio[modifica | modifica wikitesto]

La definizione di Regnum Italiae inizia a concretizzarsi per la prima volta nel 781[10] per indicare i territori del cessato regno longobardo conquistati da Carlo Magno e attribuiti al suo terzo figlio Pipino, avuto dalla moglie Ildegarda. Alla morte di Pipino, l'8 luglio 810, succedette il figlio Bernardo. Quando anche Carlo Magno venne a mancare nell'814, la carica imperiale venne trasmessa al figlio Ludovico il Pio, che successivamente assegnò il Regno d'Italia al suo primogenito Lotario, con conseguente ribellione di Bernardo, il quale, dopo esser stato sconfitto, imprigionato e accecato, morì il 17 agosto 818. Le lotte per la successione ebbero termine nel 843 con il trattato di Verdun, trattato che vide la nascita di tre regni con connotazioni territoriali definite:

Il primo, con capitale Pavia, comprendeva gli ex territori longobardi chiamati al nord Langobardia Maior, ovvero i territori corrispondenti pressappoco alle odierne regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Toscana, Trentino, Friuli e Veneto[12], e l'Emilia[13] e la Langobardia Minor, ovvero il Ducato di Spoleto[14] e il Ducato di Benevento al centro sud.

Anarchia feudale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo lo smembramento dell'impero carolingio del 887, i territori del Regno d'Italia caddero in una sorta di anarchia feudale dominata dai signori locali, nonostante alcuni deboli monarchi si avvicendassero sul trono, arrivando persino a farsi incoronare dal Papa.

Il governo di Ugo di Provenza, fu un'eccezione più concreta: tra il 926 e il 946 regnò realmente cercando di risolvere diverse diatribe ereditarie sul titolo, associandolo subito a suo figlio, Lotario II. Questi però scomparve prematuramente, nel 950, per cui gli successe il marchese d'Ivrea, Berengario II, che a sua volta elesse come successore il figlio Adalberto. Berengario, temendo lotte e trame per il potere, fece perseguire la vedova di Lotario II, Adelaide, che, per difendersi, si rivolse all'Imperatore tedesco Ottone I, chiedendogli aiuto, a fronte di quella che riteneva l'usurpazione della corona da parte di Berengario.

La riconquista di Ottone I[modifica | modifica wikitesto]

La persecuzione di Adelaide diede il pretesto ad Ottone I per scendere in Italia, sulla quale aveva già dei progetti, una volta consolidato il suo potere in Germania. La sua spedizione ebbe principalmente tre scopi fondamentali:

  • L'Italia era attraversata dalle principali vie di comunicazione del tempo.
  • In Italia, Ottone I poteva avviare un confronto anche con l'Imperatore bizantino, che ancora possedeva numerosi territori, soprattutto sulla costa adriatica[15] e nell'Italia meridionale.[16]
  • In Italia risiedeva il Papa, con il quale Ottone intendeva instaurare un rapporto diretto.

Dopo aver sconfitto Berengario, il re teutonico entrò nella capitale Pavia, sposò Adelaide, e, nel 952 si cinse della corona italiana, legandola a quella dell'Impero romano-germanico. Ottone avrebbe forse voluto proseguire verso Roma, ma la contemporanea pressione degli Ungari in Germania lo costrinse al rientro. Da allora la corona d'Italia fu istituzionalmente collegata alla corona imperiale, per cui fu, fino al 1002, automaticamente ereditata dai successori di Ottone I.

La rivolta dei feudatari italiani[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1002 i feudatari italiani, riuniti a Pavia, decisero di assegnare la Corona d'Italia a uno di loro, stanchi del vuoto di potere causato dalla mancata autorità del sovrano tedesco, e scontenti della sua alleanza con la gerarchia ecclesiastica che di fatto li escludeva. Venne scelto Arduino d'Ivrea, ma incontrò dure resistenze, soprattutto tra i feudatari ecclesiastici della pianura padana. Sconfitto, Arduino fu costretto a ritirarsi nel monastero di Fruttuaria, dove morì nel 1015. Ottone III, l'imperatore antagonista di Arduino, era nel frattempo scomparso nel 1002, mentre cercava di rientrare a Roma, dove era stato espulso dai nobili a lui nemici. Il Regnum Italiae cessò di fatto di esistere con l'avvento delle autonomie comunali. Oltretutto, le ambizioni autonomiste, e in taluni casi indipendentistiche dei feudatari italiani, non permisero mai al Regnum Italiae di assumere una forza e un peso politico rilevanti.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Berengario del Friuli e Guido da Spoleto[modifica | modifica wikitesto]

  • Anno 888:
    • Incoronazione, a Pavia, di Berengario del Friuli, figlio del Marchese Eberardo e di Gisela, figlia di Ludovico il Pio, subito contrastato dal marchese d'Ivrea, dal marchese di Tuscia e dal duca di Spoleto.
    • Berengario e Venezia stringono il 7 maggio um patto mirante a stabilire un rapporto di neutralità.
    • Guido da Spoleto, figlio di Guidone e di Itana, figlia di Sicone, duca di Salerno, dopo aver tentato invano di cingere la corona di Francia su invito del vescovo Folco di Rheims, si presenta in Italia quale unico vero erede al trono: primo scontro, dall'esito incerto in ottobre, tra Guido e Berengario vicino a Brescia.
    • Viene fissata una tregua fino all'Epifania dell'anno successivo.
  • Anno 889:
    • In gennaio, vittoria di Guido su Berengario al fiume Trebbia.
    • Il 16 febbraio a Pavia Guido è incoronato re d'Italia: davanti ai vescovi che lo appoggiavano s'impegna a riconoscere l'autorità della Chiesa romana, a garantire ai vescovi il libero esercizio delle loro funzioni, a confermare i possessi ecclesiastici, a non gravare di nuove imposte i vescovadi e le abbazie, a proteggere infine i beni e la libertà dei sudditi dalla prepotenza dei grandi e dalle truppe della Francia scese ad aiutarlo.
    • Berengario si ritira a Verona
    • Guido concede il ducato di Spoleto a suo nipote Guido IV.
  • Anno 890:
    • Papa Stefano V invita Arnolfo di Carinzia a intervenire in Italia dopo il peggioramento dei rapporti con Guido Arnolfo, nonostante sia un legittimo pretendente al trono, ma per il momento rifiuta.
  • Anno 891:
    • Il 21 febbraio, Papa Stefano V incorona Guido sacro romano imperatore: sul suo sigillo appare la formula, Renovatio regni Francorum.
    • Viene subito messa in atto una serie di donazioni e privilegi nei confronti della Chiesa.
    • In un capitolare pavese del 1º maggio, Guido emana, fra le altre cose, provvedimenti sia per la tutela dell'ordine pubblico che per la repressione dei troppi mercenari franchi che entravano in Italia.
    • Lo stesso mese, il figlio Lamberto viene associato al trono.
    • Il 20 giugno viene firmato un praeceptum tra Guido e Venezia che ribadisce la neutralità di quest'ultima.
    • Il 14 settembre papa Stefano muore.
    • Il 19 settembre viene eletto Formoso.
    • Guido, conoscendo l'ostilità che il nuovo papa nutriva nei suoi riguardi, non esita a recarsi a Roma per rendergli omaggio.
  • Anno 892:
    • Nel giorno di Pasqua del 30 aprile, Lamberto viene incoronato imperatore a Ravenna da papa Formoso.
  • Anno 893:
    • In autunno, papa Formoso chiede ad Arnolfo di Carinzia re di Germania di intervenire contro Guido.[17]
    • Arnolfo accetta la proposta, per cui Berengario si affretta a dichiararsi suo vassallo cedendogli due corti in Val d'Adige.
    • Sventiboldo, figlio di Arnolfo, viene inviato ad assediare Pavia: Guido resiste per tre mesi, finché gli avversari non decidono di ripiegare.

La discesa di Arnolfo in Italia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anno 894:
    • In gennaio Arnolfo valica le Alpi scendendo attraverso il Brennero: Brescia cade subito nelle sue man.
    • Il 2 febbraio, dopo un duro assedio, Arnolfo conquista Bergamo devastandola.
    • Milano e Pavia spalancano le porte all'imperatore.
    • Guido si rifugia nello Spoletano.
    • Arnolfo istituisce il ducato di Lombardia affidandolo a Manfredo II, conte di Lodi.
    • A Piacenza, Arnolfo, abbandonato da alcuni grandi feudatari, tra cui Adalberto di Tuscia, e consapevole delle estreme condizioni di stanchezza in cui si trovavano le sue truppe, ripiega su Pavia, dove si fa incoronare re d'Italia, lasciando il vicariato a Berengario.
    • Rientro di Arnolfo in Germania attraverso il passo del Gran San Bernardo: prima di poter iniziare a valicare le Alpi, deve subire, presso Ivrea, gli attacchi delle truppe di Rodolfo di Borgogna e del marchese Anscario.
    • Allontanatosi Arnolfo, Guido ricaccia subito Berengario a Verona: in maggio Lamberto occupa Milano.
    • Guido espelle i bizantini da Benevento.
    • Verso la fine dell'autunno, Guido muore per emorragia sul Taro, tra Parma e Piacenza.
    • Lamberto e Berengario si spartiscono la penisola.
  • Anno 895:
    • Grazie all'intercessione di Folco di Rheims, papa Formoso accoglie nelle sue grazie Lamberto di Spoleto.
    • In settembre, però, il papa ritratta la sua amicizia e invoca di nuovo l'intervento di Arnolfo.
    • Nuova spedizione di Arnolfo in Italia: i primi di dicembre il re di Germania è a Pavia.
    • Il primo atto politico del sovrano teutonico è volto a colpire al cuore Berengario, cui viene tolta la marca del Friuli, suo ducato.
    • l'Italia cispadana viene divisa in due parti, delle quali, quella a Oriente dell'Adda, va sotto il governo al conte Valfredo di Verona, mentre quella occidentale, al conte Manfredo di Milano.
    • Durante questo lasso di tempo, si verificano diverse scaramucce contro le forze coalizzate di Lamberto e Berengario.
    • Sul finire dell'anno, sembra che Lamberto si rechi a Remiremont, in Lotaringia, in cerca di aiuto; Arnolfo, cogliendo l'occasione, si spinge fino a Lucca, capitale della marca di Tuscia, dove trascorre il Natale.
  • Anno 896:
    • Arnolfo assale Roma, dove forti erano rimaste le adesioni al partito spoletano guidato da Ageltrude, vedova di Guido, figlia del duca Adelchi di Benevento.
    • Il 22 febbraio Arnolfo viene incoronato da papa Formoso imperatore.
    • Arnolfo è costretto in marzo ad organizzare una campagna contro le forze ancora fedeli alla famiglia di re Guido attestate in centro Italia: un'improvvisa semiparalisi costringe il sovrano a desistere.
    • Il 4 aprile papa Formoso muore: Bonifacio VI viene eletto al suo posto alla presenza di Faroldo, rappresentante di Arnolfo.
    • Lamberto e Berengario si prodigano per ristabilire le condizioni politiche nell'Italia settentrionale com'erano prima dell'ultima spedizione di Arnolfo: il governo del settore occidentale viene affidato al comes palatii[18]Amedeo, mentre Berengario si rinsalda alla guida della marca di Verona
    • A Pavia vengono fissate le nuove giurisdizioni: Berengario riceve l'Italia superiore tra il Po e l'Adda. Il resto rimane a Lamberto, la cui sovranità si estendeva inoltre sulle marche di Tuscia, di Camerino e di Spoleto.
    • Dopo quindici giorni di pontificato muore papa Bonifacio VI: al suo posto viene eletto papa Stefano VI.
  • Anno 897:
    • In febbraio ha luogo a Roma il giudizio postumo a Formoso le cui spoglie verranno orribilmente mutilate e schernite: alla triste cerimonia prendono parte Lamberto e la madre Ageltrude.
    • Dopo il ritorno in Germania di Arnolfo, Lamberto vede crescere sempre più il proprio prestigio.
    • I marchesi di Tuscia e d'Ivrea e il conte di Piacenza auspicano l'intervento di Ludovico III della Bassa Borgogna.
    • In primavera Ageltrude sconfigge i Napoletani.
    • In luglio, papa Stefano, dopo essere stato rinchiuso in seguito a una rivolta, viene strangolato: succedono, a breve distanza l'uno dall'altro, papa Romano e papa Teodoro II.
  • Anno 898:
    • In gennaio viene eletto papa Giovanni IX, che contende il soglio a Sergio appoggiato dal partito filo-italico[19]
    • In un sinodo speciale, Giovanni IX riabilita la figura di papa Formoso.
    • In maggio, durante un sinodo tenuto a Ravenna, Giovanni IX conferma l'incoronazione a imperatore di Lamberto, annullando la estorta coronazione barbarica di Arnolfo: Lamberto, che è presente, in cambio concede garanzie al papa per i possessi e i privilegi della Santa Sede, ordinando, allo stesso tempo, che a nessun romano, laico ed ecclesiastico, fosse vietato di ricorrere all'imperatore per far valere i suoi diritti, affermando, in definitiva, la sovranità del papa su Roma e sullo stato pontificio.
    • In luglio, Lamberto trovandosi a Marengo, viene avvertito che suo cugino, il marchese di Toscana Adalberto il Ricco, si trova alla testa di un grosso esercito in marcia verso Pavia: senza perder tempo l'imperatore gli va incontro con una schiera di armati, lo assale di sorpresa a Borgo San Donnino, lo sconfigge conducendolo prigioniero a Pavia.
    • Il momento di massimo splendore di Lamberto viene interrotto, improvvisamente, dalla sua morte, avvenuta per incidente di caccia, nei boschi del Ticino, presso Marengo, il 15 ottobre.
    • Berengario rimane padrone assoluto del regno.
    • Libera dal carcere, in cui si trovava, Adalberto di Tuscia, e, ricevutone l'omaggio, gli restituisce i beni.
    • Molti sostenitori di Lamberto riconoscono il primato di Berengario, e la stessa Ageltrude ne accetta la sovranità ricevendo in cambio la conferma delle donazioni ricevute dal marito e dal figlio.
  • Anno 899:
    • Morte di Arnolfo di Carinzia
    • Calata degli Ungari durante la quale vengono depredate diverse località: dopo una veloce campagna, Berengario riesce a battere gli invasori, ma alla fine, a Cartigliano sul Brenta, il 24 settembre. questi riescono ad annientare completamente l'esercito del sovrano.
    • Resi baldanzosi dalla vittoria, gli Ungari tornano a saccheggiare l'Italia settentrionale, una città dopo l'altra: Treviso, Vicenza, Bergamo, Vercelli spingendosi fino al Gran San Bernardo: sulla strada del ritorno, passando lungo la via Emilia, mettono in sacco Modena, Reggio, incendiando Nonantola e predando Bologna.
    • Gli Ungari, volendo tentare un colpo di mano contro il Ducato di Rialto, vengono annientati dalla flotta veneta ad Albiola, poi ribattezzata San Pietro della Volta.
    • I feudatari italiani, davanti anche ai recenti insuccessi militari di Berengario, invitano Ludovico della Bassa Borgogna a cingere la corona del regno.
  • Anno 900:
    • Berengario, abbandonato dai suoi sostenitori, si rifugia a Verona.
    • Ludovico ad ottobre in Pavia, riceve la corona d'Italia.

L'imperatore Ludovico[modifica | modifica wikitesto]

  • Anno 901:
    • Tra il 15 e il 22 febbraio, Ludovico viene incoronato imperatore a Roma dal neoeletto pontefice Benedetto IV.
  • Anno 902:
    • La prima tappa dell'avventura di Ludovico sembra concludersi alla fine di maggio: il potente feudatario Adalberto di Tuscia, rapidamente, abbandona il nuovo sovrano, schierandosi ancora una volta dalla parte di Berengario.
    • Al principio di luglio Berengario riesce a riconquistare il trono d'Italia prendendo in ostaggio lo stesso Ludovico: in cambio della vita, a Ludovico è permesso andarsene in Provenza a patto che non torni.
    • Berengario, in seguito, cerca di rafforzare la sua posizione con concessioni e privilegi a favore di chiese e monasteri.
  • Anno 903:
    • Benedetto IV muore nel mese di luglio: al suo posto vengono eletti, uno dopo l'altro, in rapida successione papa Leone V e papa Cristoforo I, finiti entrambi in modo violento
    • .Berengario emette, in settembre, un diploma in favore dell'abbazia di Bobbio.
  • Anno 904:
    • Berengario, il 4 gennaio, offre in dono alla chiesa di Reggio il monte Crovara. S
    • Sempre in gennaio viene rieletto papa Sergio III, per sette anni rimasto sotto la protezione del marchese Adalberto.
    • Il 23 giugno, Berengario conferma alla chiesa di Bergamo le donazioni fatte, le concede l'immunità e permette al vescovo di riparare le mura della città distrutte da Arnolfo.
  • Anno 905:
    • Riscossa di Ludovico, invitato dai feudatari, guidati dal solito Adalberto di Tuscia, a tornare in Italia: fuga di Berengario in Baviera.
    • A fine luglio, durante l'allestimento delle opere di difesa a Verona, Ludovico viene aggredito da Berengario che gli fa strappare gli occhi.
    • In seguito Ludovico viene spedito in Provenza da dove non farà più ritorno.
  • Anno 907:
  • Anno 914:
    • Berengario uccide la moglie Bertilla, figlia del conte Suppone II di Parma, avvelenandola.

Berengario imperatore e re d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anno 915:
    • Berta, vedova di Adalberto II marchese di Tuscia, a capo del partito ostile a Berengario, viene imprigionata a Mantova, insieme al figlio Guido.
    • Giovanni X, a Camerino in agosto, con l'appoggio di Berengario, di Alberico I di Spoleto, e dei principi della bassa Italia, scaccia i Saraceni da Farfa e dal Garigliano.
    • Papa Giovanni X ai primi didicembre incorona imperatore Berengario.
    • Berta e il figlio Guido vengono rimessi in libertà.
  • Anno 916:
    • Il 2 gennaio Berengario, di ritorno da Roma, dove si era trattenuto, fa sosta nel Mugello, forse per far visita a Guido, il giovane figlio di Adalberto, che era riuscito a guadagnare alla sua causa.
  • Anno 921:
    • Il Comes Palatii[20] Olderico si ribella a Berengario per cui viene arrestato e messo sotto la custodia dell'arcivescovo di Milano Lamberto che lancia l'idea di far intervenire, contro il tiranno, ancora una volta Rodolfo II dell'Alta Borgogna: insieme al marchese di Ivrea e al conte Gilberto Samson di Como decidono di offrirgli la corona d'Italia.
    • Davanti ai preparativi di resistenza dei ribelli, Berengario utilizza alcune bande di Ungari recentemente sorprese mentre tentavano di entrare nel territorio del regno: questi, ben presto, hanno ragione dei drappelli dei coalizzati.
    • I tre vengono fatti prigionieri: Olderico viene giustiziato
    • Il marchese d'Ivrea riesce a scappare e il conte di Como, graziato, senza esitare, si reca in Borgogna offrendo lo scettro a Rodolfo.
  • Anno 922:
    • Rodolfo entra in Italia.
  • Anno 923:
    • Accompagnato dal vassallo ribelle e seguito da un forte esercito, il sovrano di Borgngna scende in Italia, e, senza incontrare resistenza occupa Pavia, dove, in un'assemblea, a febbraio si fa proclamare re.
    • Berengario si ritira, per il momento, nella solita Verona
    • In luglio, a Fiorenzuola, Rodolfo sconfigge Berengario grazie all'intervento, repentino, del cognato, il conte Bonifacio: l'autorità di Rodolfo si estende, adesso, alla marca di Spoleto, dove il conte Bonifacio aveva sostituito Alberico ed anche su tutta l'Italia settentrionale, eccettuata la Marca friulana, che, con la Toscana e forse anche con Roma riconoscevano invece Berengario.
    • Invasione degli Ungari fermati da Rodolfo con la partecipazione di Ugo di Provenza.
    • In dicembre Rodolfo fa, momentaneamente ritorno in Borgogna.
  • Anno 924:
    • Ugo di Provenza, figlio di Berta di Toscana, avuto dal primo marito Teobaldo, duca di Arles, giunge in Italia con un gruppo di milizie provenzali, ma trova un forte ostacolo al suo progetto di usurpazione del trono in Berengario, il quale non si fa sorprendere, e, dopo aver assalito il nuovo concorrente, lo sconfigge e lo costringe a ritirarsi verso le Alpi: questa vittoria e le bande mercenarie ungariche di cui ora disponeva, fecero concepire a Berengario il proposito di togliere a Rodolfo i territori usurpati.
    • Sul finire dell'inverno, mentre il monarca borgognone si trova ancora assente dall'Italia, una numerosa banda di Ungari comandata dal voivoda Salardo va a mettere l'assedio a Pavia.
  • Anno 925:
    • Il 12 marzo, Pavia cade in potere dei barbari venendo messa a sacco. Molte case vengono incendiate e una parte degli abitanti trucidata: tra le vittime vengono riportati i vescovi di Pavia e di Vercelli. I cittadini superstiti riescono a ottenere il riscatto pagando a Salardo otto moggi d'argento recuperati tra le macerie degli edifici distrutti.
    • Il 7 aprile, Berengario, a Verona, viene ucciso per mano di un vassallo, in accordo con la fazione guidata dallo sculdascio Flamberto: Rodolfo, credendo di essere rimasto incontrastato signore del regno italico, nel tentativo di ingraziarsi le simpatie dei notabili, inaugura una politica di conciliazione con la quale sperava di consolidare il suo dominio.
    • Muore anche Berta, marchesa di Tuscia.

La successione a Berengario: Ugo di Provenza[modifica | modifica wikitesto]

  • Anno 926:
    • Ugo di Provenza, su invito dei fratellastri Guido e Lamberto di Tuscia, nonché dell'arcivescovo di Milano Lamberto, del Marchese d'Ivrea[21] e dello stesso papa, sbarca in Toscana con un contingente militare.
    • Rodolfo e Burcardo di Svevia, suo suocero, si affrettano a scendere in Italia passando per il valico del Gran San Bernardo.
    • Burcardo viene raggiunto dalle truppe di Ugo a Novara, di ritorno da Milano, dove l'arcivescovo Lamberto lo aveva, volontariamente, trattenuto: nello scontro, durato dal 28 al 29 aprile, Burcardo viene sconfitto e trova la morte.
    • Rodolfo, sconcertato, decide di rientrare in Borgogna.
    • Il 6 luglio, Ugo riceve la corona a Pavia dalle mani dell'arcivescovo Lamberto.
    • Papa Giovanni X stringe accordi con Ugo a Mantova, nel tentativo di emanciparsi dall'aristocrazia romana.
    • Ugo, per creare una solida base su cui cementare il proprio dominio, attuerà una sistematica sostituzione in seno alle più alte cariche, collocando nei posti chiave persone fidate appartenenti al proprio entourage.[22]
  • Anno 927:
  • Anno 928:
    • Guido di Tuscia e la moglie Marozia riescono a far entrare a Roma un drappello di soldati che pone d'assedio il Laterano, dove si trovava Papa Giovanni: il fratello Pietro Consul Romanorum cerca di portargli aiuto, ma è costretto a rifugiarsi ad Orte.
    • Gli Ungari devastano la Tuscia e Spoleto: Pietro ottiene la loro collaborazione, e, dopo essere riuscito a rientrare in città, libera finalmente il papa.
    • Il popolo romano, sobillato da Marozia, uccide Pietro: Giovanni viene rinchiuso nella Mole Adriana.
    • Viene eletto papa Leone VI che muore in dicembre: al suo posto viene insediato papa Stefano VII
  • Anno 929:
    • Ugo sventa un complotto di palazzo organizzato dai giudici Valperto ed Everardo.
    • A maggio Giovanni X muore in cattività.
  • Anno 930:
    • Lotario, figlio di Ugo, risana miracolosamente da una febbre che sembrava dovesse portarlo alla tomba.
  • Anno 931:
    • Tra aprile e maggio, Ugo di Provenza si associa al figlio Lotario II.
  • Anno 932:
    • Ugo sposa a Roma Marozia.
    • Alberico II di Camerino, figlio di Marozia, scaccia Ugo da Roma e viene proclamato dai Romani loro signore (princeps atque senator omnium Romanorum[23]) reggerà fino alla morte.
    • Venezia stringe alleanza con Capodistria per combattere i pirati Narentani e i Saraceni
  • Anno 933: Ugo cede i propri diritti sulla Provenza a Rodolfo.
    • Alberico impedisce a Ugo di poter entrare a Roma
    • Venezia allarga l'alleanza a tutta l'Istria nella guerra contro i pirati.
  • Anno 935:
    • Raterio, vescovo di Verona, aiuta Arnolfo di Baviera ad impossessarsi della città: Ugo lo fa rinchiudere nella torre di Walberto a Pavia.
  • Anno 936:
    • Fallisce il tentativo di Ugo di prendere Roma.
    • Matrimonio di Alberico con Alda figlia di Ugo.
    • Ugo investe il fratello di Berengario Anscario della marca di Spoleto e Camerino per allontanarlo dalla pericolosa marca d'Ivrea.
  • Anno 940:
    • Ascario II viene vinto e ucciso in battaglia dal conte di palazzo, Sarlione, burgundo, inviatogli contro da Ugo.
  • Anno 941:
    • Fallisce tentativo di Ugo di prendere Roma.
    • Ugo attacca Frassineto da terra e la flotta bizantina di Romano I dal mare: I mussulmani si ritirano sul Monte La Moure, dove vengono accerchiati.
    • Re Ugo a questo punto, per fronteggiare un esercito raccolto in Germania da Berengario, Marchese d'Ivrea, se li fa alleati e li stanzia nelle Alpi Pennine.
  • Anno 944:
    • Berengario marchese d'Ivrea, schieratosi contro Ugo, è costretto a fuggire in Germania con la moglie Willa, al nono mese di gravidanza, presso Ermanno duca di Svevia: ottiene la protezione di Ottone I.
  • Anno 945:
    • Berengario rientra in Italia ed è accolto come un liberatore.
    • Ugo è spinto ad abdicare in favore di Lotario: Berengario ottiene la nomina di consigliere reale. Ugo, di lì a poco, torna alla riscossa.
  • Anno 946:
    • Ugo e Alberico raggiungono la pace.
    • Ugo viene sconfitto da Berengario.
    • Fuga ad Arles di Ugo.
    • Lotario è solo sul trono, ma cede a Berengario il titolo di summus consors[24] regni.
  • Anno 947:
    • Muore Ugo il 10 aprile, pare in un convento dove si era ritirato.
    • Lotario sposa Adelaide figlia di Rodolfo.

Berengario e Ottone[modifica | modifica wikitesto]

  • Anno 950:
    • Il 22 noMuore Lotario II d'Italia a Torino il 22 novembre, forse avvelenato.
    • Adelaide, alla testa del partito borgognone, viene fatta segregare a Como.
    • Berengario d'Ivrea viene incoronato a Pavia insieme al figlio Adalberto il 15 dicembre.
  • Anno 951:
    • Adelaide, rinchiusa in una torre della Rocca di Garda, riesce a fuggire e si rifugia presso il conte Attone a Canossa.
    • Berengario cinge d'assedio la rocca di Canossa.
    • Ottone I di Sassonia scende in Italia invocato da Adelaide e mette in fuga Berengario.
    • Matrimonio di Ottone e Adelaide.
    • A settembre, avviene l'incoronazione di Ottone a re d'Italia a Pavia in settembre.
    • Il vescovo di Magonza Guglielmo viene inviato a Roma per concludere un'alleanza con Papa Agapito II, ma gli viene vietato l'accesso alla città capitolina.
  • Anno 952:
    • Ottone rientra in Germania e lascia come suo vicario in Italia Corrado, duca di Lotaringia: Berengario gli si sottomette, ma le condizioni non vengono ratificate in Germania.
    • Durante la dieta di Augusta, Berengario ottiene da Ottone la corona d'Italia, come vassallo del regno di Germania.
    • Ottone, pur non staccandola geograficamente dal regno d'Italia, pone la marca del Friuli sotto la giurisdizione del duca di Baviera Enrico, suo fratello: in questo modo si aggiudica il controllo dei valichi.
  • Anno 954:
    • Il 31 agosto, per dissenteria, Muore Alberico.
    • Ottaviano, figlio di Alberico, lo sostituisce nella carica di princeps atque senator omnium Romanorum.[25]
  • Anno 955:
    • Il 16 dicembre, Ottaviano viene eletto papa con il nome di Giovanni XII.
  • Anno 957:
    • Le continue vendette e le spoliazioni condotte da Berengario, spingono i feudatari a richiedere l'intervento di Ottone: questo affida la spedizione al figlio Liudolfo che, però, il 6 settembre trova la morte.
  • Anno 958:
    • Berengario, ed il figlio Adalberto, confermano ai Genovesi ogni loro possesso e consuetudine e vietano che qualunque signore possa dar loro molestia.
  • Anno 961:
    • Calata di Ottone in Italia: Berengario si rifugia nella rocca di San Leo. Spodestato Berengario, Ottone riceve a Milano la corona d'Italia.
  • Anno 962:
  • Anno 963:
    • Berengario si arrende ad Ottone e viene mandato in esilio a Bamberga.
    • Giovanni XII si schiera dalla parte di Adalberto e lo accoglie a Roma.
    • Ottone entra a Roma e depone Giovanni XII, che nel frattempo era riuscito a scappare a Tivoli, elevando, al suo posto papa Leone VIII.
    • Nel castello di Ghiffa, sul Lago Maggiore, Adalberto e il fratello Guido resistono a Ottone.
  • Anno 964:
    • Il 3 gennaio i Romani si sollevano contro Ottone, ma la rivolta viene sedata.
    • Una settimana dopo Ottone si muove verso Spoleto, dove Adalberto sta reclutando un nuovo esercito.
    • Giovanni XII viene richiamato a Roma.
    • Il 14 maggio, dopo essersi vendicato degli oppositori, Giovanni XII muore, forse di apoplessia, e lo stesso giorno viene eletto papa Benedetto V, subito sostituito da Ottone con il deposto Leone VIII.
  • Anno 965:
    • Il 25 giugno, Guido, figlio minore di Berengario, viene sconfitto in battaglia.
    • Adalberto, figlio primogenito, tenta di recuperare il regno paterno e riesce ad attrarre dalla sua parte alcuni nobili e vescovi antitedeschi. Fra questi il conte di Pavia Bernardo, marito di Rodelinda[26], il vescovo di Piacenza Sigulfo, il vescovo di Modena Guido[27] ed il conte franco Ugo.
    • Il 1° marzo, Alla morte di Leone VIII, Ottone fa eleggere papa Giovanni XIII, poi fatto imprigionare dai romani in dicembre.
  • Anno 966:
    • Il 4 agosto, muore Berengario II di Ivrea.
    • Ottone ridiscende in Italia e pone fine alle pretese di Adalberto, che, dopo essere scappato nell'Italia meridionale, fugge a Costantinopoli: nel debellare i residui della fazione di Adalberto, Sigulfo, vescovo di Piacenza, viene esiliato in Germania e a Bernardo, vescovo di Pavia, vengono confiscati i beni, dati poi al conte Giselberto di Bergamo.
    • Guido, vescovo di Modena, riesce invece a mantenersi saldo al suo posto. Ottone entra a Roma alla fine di novembre, fa arrestare i ribelli e acceca il nobile Giovanni, conduttore della rivolta.

Ottone II[modifica | modifica wikitesto]

  • Anno 967:
    • Ottone II di Sassonia, chiamato a Roma dal padre, viene incoronato imperatore.
    • Al vescovo Sigolfo viene condonata la pena e ridato il seggio piacentino.
  • Anno 972:
    • Ottone II celebra le sue nozze a Roma con la principessa greca Teofano e poi ritorna in Germania.
  • Anno 973:
    • Il 7 maggio, muore Ottone I.
  • Anno 980:
    • Ottone II scende in Italia e passa il natale a Ravenna.
  • Anno 981:
    • Ottone II giunge a Roma il giorno di Pasqua, chiamato dal nuovo papa Benedetto VII, che i Romani volevano deporre: Ottone ha ragione degli autori della nuova rivolta, ma si lascia sfuggire il loro capo Crescenzio dei conti di Tuscolo.
  • Anno 982:
    • Ottone II, il 13 luglio, viene sconfitto dai Saraceni, a Stilo.
  • Anno 983:
    • Ottone II, in giugno, abdica a Verona a favore di Ottone III di Sassonia, poi scende a Roma richiamato da nuove sollevazioni in seguito alla morte di Benedetto VII: nomina il successore papa Giovanni XIV e di lì a poche settimane muore.
  • Anno 984:
  • Anno 985:
    • Giovanni Crescenzio, fino allora partitario della corrente filo-bizantina, si volge filo-germanico; Giovanni Crescenzio elimina l'antipapa Bonifacio VII e assume il patriziato: gli viene dato il titolo di console.
  • Anno 988:
    • Crescenzio ottiene per il fratello, dall'imperatrice Teofano, la città e il comitato di Terracina.
  • Anno 996:
    • Giovanni Filagato, arcivescovo di Piacenza, di ritorno da Costantinopoli, su invito di Giovanni Crescenzio, si fa eleggere papa con il nome di Giovanni XV.
    • Giovanni, figlio di Giovanni Crescenzio, viene inviato come ambasciatore a Costantinopoli.
  • Anno 998:
    • Ottone III giunge a Roma con papa Gregorio V, deposto da Giovanni Crescenzio: depone Giovanni XV e assedia, per due mesi, Giovanni Crescenzio, chiusosi nella mole Adriana di Castel Sant'Angelo.
    • Alla fine, Giovanni Crescenzio si arrende, dopo essere giunto a patti con l'imperatore: questi, non rispettando gli accordi, il 29 aprile fa decapitare il nobile romano.
  • Anno 1000:
    • Arduino d'Ivrea conte di Pombia e marchese d'Ivrea viene incoronato re d'Italia.
  • Anno 1002:
    • Il 23 gennaio a Faleria, muore Ottone, forse per mano della vedova di Giovanni Crescenzio Stefania; il 15 febbraio viene reincononato a PaviaArduino, sostenuto dai grandi feudatari.
    • Riconoscimento dell'autorità di Arduino d´Ivrea anche sull'Italia centrale il 22 agosto.
    • Enrico II re di Germania invia Oddone duca di Carinzia e conte di Verona per fermare Arduino; sul finire dell'anno, battaglia al Campo della Fabbrica.
  • Anno 1003:
    • Arduino d'Ivrea sconfigge Oddone a Campo della Fabbrica e lo costringe a ripassare le Alpi.
  • Anno 1004:
    • Enrico, con un forte esercito, scende in primavera in Italia.
    • I partigiani di Arduino si sbandano. Arduino si ritira nella sua marca e si rinchiude nella rocca di Sparone, dove verrà cinto d'assedio durante tutto un anno.
    • Il 14 maggio, Enrico viene incoronato re d'Italia a Pavia dall'arcivescovo di Milano: subito dopo la cerimonia scoppia una rivolta, soffocata nel sangue.
  • Anno 1005:
    • Arduino d´Ivrea, alla partenza di Enrico per la Germania, riprende il controllo della situazione.
  • Anno 1013:
    • Enrico si reca a Roma per risolvere un conflitto tra due papi.
  • Anno 1014:
    • Risolto il conflitto, Enrico riceve da papa Benedetto VII la corona imperiale il 14 febbraio.
    • Il 22 seguente si verificano disordini contro il partito filo-tedesco, repressi nel sangue: il motivo sembra riferirsi al rifiuto dei consiglieri del re di Germania davanti agli accordi di pace avanzati da Arduino.
    • Enrico rientra in Germania, ma lungo il cammino deve subire le imboscate tesegli dai partitari di Arduino d´Ivrea.
    • Una volta sparito dalla scena Enrico, Arduino d´Ivrea torna ad affermarsi in Alta Italia, riuscendo a vincere l'opposizione dei suoi più acerrimi avversari, tra cui Geronimo, vescovo di Vicenza.
    • La situazione idilliaca dura poco: gli oppositori si ripresentano guidati da Bonifacio di Tuscia e dall'arcivescovo di Milano Arnolfo.
    • Arduino d´Ivrea, deluso, depone le insegne reali e si ritira nel monastero di Fruttuaria, nei pressi di Torino.
  • Anno 1015:
    • Arduino muore il 14 dicembre nell'Abbazia di Fruttuaria e lì viene sepolto.
  • Anno 1024:
    • Il 13 luglio muore Enrico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lodovico Antonio Muratori, Giuseppe Oggeri Vincenti, Annali d'Italia, 1788, p. 81.
  2. ^ Rosamond McKitterick, The New Cambridge Medieval History, 1995, pp. 300-301.
  3. ^ Rosamond McKitterick, The New Cambridge Medieval History, 1995, p. 175.
  4. ^ Giovanni Tabacco, The struggle for power in medieval Italy: structures of political rule, 1989, p. 116.
  5. ^ Rosamond McKitterick, The New Cambridge Medieval History, 1995, p. 304.
  6. ^ (EN) Francis Palgrave, The History of Normandy and of England, 1851, p. 112.
  7. ^ Margaret Deanesly, A History of Early Medieval Europe, 476 to 911, 1969, p. 434.
  8. ^ Rosamond McKitterick, Lombard and Carolingin Italy, p. 304.
  9. ^ Margaret Deanesly, A History of Early Medieval Europe, 476 to 911, p. 435.
  10. ^ Giuseppe Staffa, I grandi Imperatori, Roma, Newton Compton, 2015, ISBN 9788854186507.
  11. ^ Alla morte di Lotario nel settembre 855, il suo figlio primogenito Ludovico II ereditò soltanto i territori dell'Italia, mentre la Lotaringia andò al fratello di suo padre Lotario II
  12. ^ Con l'esclusione della zona di Venezia.
  13. ^ Mentre l'Esarcato di Ravenna rimaneva alla Chiesa.
  14. ^ Parte del Patrimonium Sancti Petri.
  15. ^ Lagune di Venezia e di Grado.
  16. ^ La costa adriatica a partire dal Gargano, tutta la costa jonica e tutta la Calabria.
  17. ^ Nella missiva inviatagli a Ratisbona, il papa sottolinea l'urgenza perché si venga liberati a Widone tyranno.
  18. ^ Trad.Lat.:"Conte di Palazzo"
  19. ^ Lui non proprio filo-tedesco ma piuttosto imparziale oltre a essere avveduto, cercherà di rialzare il prestigio della Santa Sede.
  20. ^ Trad.Lat.:"Conte di Palazzo"
  21. ^ Marito di Ermengarda figlia di Berta.
  22. ^ Def. S.m. Francesismo. Insieme di persone che in genere è al seguito di un personaggio importante.
  23. ^ Trad. Lat.:"principe e senatore di tutti i romani".
  24. ^ Trad.Lat.:"maggiore compartecipe delle sorti".
  25. ^ Trad. Lat.:"Principe e senatore romano".
  26. ^ Figlia del re Ugo e cugina di Villa.
  27. ^ Che da Ottone aveva ricevuto la carica di arcicancelliere e l'abbazia di Nonantola.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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