Questa voce ha una versione parlata (troverai un riquadro, più in basso, con il link). Clicca qui per accedere al progetto Wikipedia parlata

Missi dominici

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nell'Impero carolingio e nel Sacro Romano Impero i missi dominici (sing. missus dominicus) erano funzionari che l'imperatore inviava come suoi rappresentanti nelle varie parti dell'impero. Erano sempre nominati in coppia, un ecclesiastico (vescovo o abate) e un laico (conte o duca), scelti di solito tra gli appartenenti alla corte imperiale (Palatium), e venivano inviati in una circoscrizione dell'impero (missiaticum) che dovevano visitare.[1]

In ogni località i missi dovevano tenere un'assemblea di tutti gli uomini liberi, nel corso della quale veniva solennemente giurata fedeltà all'imperatore, venivano pubblicati i capitolari e venivano raccolte le lamentele sull'operato dei funzionari imperiali.

I missi, inoltre, espletavano una serie di importanti attività:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Franco Cardini, Marina Montesano, Storia Medievale, Firenze, Le Monnier Università/Storia, 2006, pag. 151 "Così suddiviso, d'altronde l'impero correva - anche a causa delle difficoltà di comunicazione e della pericolosità delle strade - il rischio di veder l'autorità pubblica polverizzata in una quantità di circoscrizioni che dall'esercizio del potere delegato rischiavano di passare a una sorta di governo arbitrario. Per ovviare a ciò, Carlo istituì dei funzionari itineranti, detti "missi dominici": essi dovevano spostarsi da una contea all'altra controllando conti e margravi (anche se talvolta potevano esser reclutati in loco)."