Tedaldo di Canossa

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Tedaldo di Canossa
Tedaldus.jpg
Conte di Mantova
Stemma
In carica 984 - 1007
Predecessore Adalberto Atto di Canossa
Successore Bonifacio di Canossa
Morte 1012
Dinastia Canossa
Padre Adalberto Atto di Canossa
Madre Ildegarda
Consorte Willa
Figli Bonifacio, Teodaldo
Religione cattolico

Tedaldo di Canossa (... – 1012) è stato un nobile italiano della Casa di Canossa, fu conte di Brescia dal 980, Modena, Ferrara e Reggio dal 981, e di Mantova[1].

Signori di Mantova
Canossa
Coat of arms of the Canossa family.svg

Adalberto Atto
Figli
Tedaldo
Bonifacio
Figli
Matilde
Figli
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Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era il figlio di Adalberto Atto detto Attone, che aveva sostenuto Ottone I contro Berengario di Ivrea. La sua ascesa fu dovuta in gran parte alla sua fedeltà alla dinastia ottoniana. Dal padre ereditò il titolo di marchionale (Markgraf); sede della sua famiglia era il castello di Canossa.

Dopo aver ottenuto l'investitura di Ferrara (post 986), iniziò la costruzione di una fortezza, la seconda della cittadina dopo il castrum bizantino. È ricordata come Castel Tedaldo[2].

Tedaldo si oppose al marchese Arduino di Ivrea nella sua pretesa alla corona italiana nel 1002. Accompagnò l'imperatore Enrico II nella sua campagna in Italia nel 1004 ed era presente all'incoronazione reale a Pavia il 15 maggio.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Tedaldo sposò Willa, Willa era figlia del conte Adimaro, figlio a sua volta di Bonifacio II, duca di Spoleto e marchese di Camerino.[3] Lo zio era dunque Tebaldo, duca di Spoleto e marchese di Camerino, che successe al padre.[3] Ella dunque apparteneva alla dinastia degli Hucpoldingi.[3] Ebbero quattro figli,[4] ai quali vennero dati nomi tradizionali degli Hucpoldingi:[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Studi intorno al municipio di Mantova., su books.google.it. URL consultato il 14 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2017).
  2. ^ Storia di Ferrara 4. L'alto Medioevo, VII-XII, coordinamento scientifico di Augusto Vasina, Ferrara, G. Corbo, 1987, p. 86.
  3. ^ a b c Edoardo Manarini, I due volti del potere. Una parentela atipica di ufficiali e signori nel regno italico, Milano, Ledizioni, 2019, p. 326, ISBN 978-88-6705-453-4.
  4. ^ Francesco Zazzera, Della nobiltà dell'Italia. Parte I, 1615, Napoli.
  5. ^ Edoardo Manarini, I due volti del potere. Una parentela atipica di ufficiali e signori nel regno italico, Milano, Ledizioni, 2019, pp. 129-131, ISBN 978-88-6705-453-4.
  6. ^ Edoardo Manarini, I due volti del potere. Una parentela atipica di ufficiali e signori nel regno italico, Milano, Ledizioni, 2019, p. 130, ISBN 978-88-6705-453-4.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Zazzera, Della nobiltà dell'Italia. Parte I, Napoli, 1615, ISBN non esistente.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]