Dumbo - L'elefante volante

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Dumbo - L'elefante volante
Dumbo 1.jpg
Titolo dal trailer originale
Titolo originaleDumbo
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1941
Durata64 min
Rapporto1.37:1
Genereanimazione, musicale, drammatico
RegiaBen Sharpsteen, Norman Ferguson, Wilfred Jackson, Bill Roberts, Jack Kinney, Samuel Armstrong
SoggettoHelen Aberson, Harold Pearl
SceneggiaturaJoe Grant, Dick Huemer, Otto Englander, Bill Peet, Aurelius Battaglia, Joe Rinaldi, George Stallings, Webb Smith
ProduttoreWalt Disney
Casa di produzioneWalt Disney Productions
Distribuzione in italianoRKO Radio Pictures
MusicheFrank Churchill, Oliver Wallace, Ned Washington
Art directorHerbert Ryman, Kendall O'Connor, Terrell Stapp, Don DaGradi, Al Zinnen, Ernie Nordli, Dick Kelsey, Charles Payzant
Character designJohn P. Miller, Martin Provensen, John Walbridge, James Brodrero, Maurice Noble, Elmer Plummer
AnimatoriBill Tytla, Fred Moore, Ward Kimball, John Lounsbery, Art Babbitt, Wolfgang Reitherman, Hugh Fraser, Harvey Toombs, Milt Neil, Hicks Lokey, Howard Swift, Don Towsley, Les Clark, Claude Smith, Bernard Wolf, Jack Campbell, Walt Kelly, Don Patterson, Cy Young, Ray Patterson, Grant Simmons, Joshua Meador, William Shull, Art Palmer
SfondiClaude Coats, Al Dempster, John Hench, Gerald Nevius, Ray Lockrem, Joe Stahley
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Dumbo - L'elefante volante (Dumbo) è un film del 1941 diretto da registi vari. È un film d'animazione, prodotto da Walt Disney e proiettato in anteprima a New York il 23 ottobre 1941. Anche in italiano è oggi più noto col titolo originale.

Considerato il quarto Classico Disney, Dumbo è basato sulla storia scritta da Helen Aberson e illustrata da Harold Pearl per il prototipo di un nuovo giocattolo ("Roll-a-Book").[1] Il protagonista è Dumbo, un cucciolo di elefante, che viene ridicolizzato per via delle sue grandi orecchie, finché non imparerà a volare utilizzando le orecchie come ali. Durante la maggior parte del film, il suo unico vero amico è il topo Timoteo.

Dumbo venne prodotto per recuperare le perdite finanziarie di Fantasia: lo Studio della Disney decise, per questa ragione, di optare per uno stile semplice ed economico.

Nel 2017 il film è stato selezionato per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti per essere "culturalmente, storicamente ed esteticamente significativo".

Trama[modifica | modifica wikitesto]

È il 1941. La signora Jumbo, una delle elefantesse, dopo una lunga attesa riceve, come molti altri animali di un circo della Florida, il suo cucciolo da una cicogna. L'adorabile elefantino, di nome Dumbo, da principio viene vezzeggiato dalle altre elefantesse, ma poi, quando la matriarca prova scherzosamente a solleticarlo con la proboscide, questi starnutisce, rivelando le sue enormi orecchie, motivo per cui le sue simili iniziano a deriderlo.

Una volta che il circo viene aperto al pubblico, Dumbo diviene presto il bersaglio degli scherzi di un gruppo di ragazzini, che notano con stupore la dimensione eccessiva delle sue orecchie. La signora Jumbo, nel tentativo di difendere il suo piccolo, si scaglia prima sul gruppo e poi sul personale del circo, che la rinchiude in una gabbia. Dumbo viene ora emarginato dalle altre elefantesse, che lo calunniano e poi lo ignorano. Solo il topo Timoteo si dimostra compassionevole e decide di stringere amicizia con il piccolo elefante.

Il direttore del circo, su un suggerimento di Timoteo (che si fa passare per la voce della sua coscienza durante la notte mentre l'uomo dorme) fa di Dumbo la cima di una piramide di elefanti per un nuovo spettacolo, ma durante l'esibizione Dumbo inciampa sulle proprie orecchie, facendo precipitare le elefantesse e il tendone stesso. Dumbo viene per "punizione" miserabilmente ridotto al ruolo di clown, in uno spettacolo che lo vede, deriso e umiliato, cadere dalla cima di un edificio in fiamme in una vasca piena di schiuma, mentre gli altri clown danno vita a uno spettacolo farsesco.

Per consolare Dumbo, Timoteo lo porta a trovare sua madre. Sulla via del ritorno Dumbo, singhiozzante e colmo di lacrime, si ferma con Timoteo a bere da un secchio dove, a loro insaputa, è caduta dentro una bottiglia di champagne lasciata cadere dai clown. Così i due si ubriacano per sbaglio e cominciano a vedere grandi elefanti rosa, che si materializzano dalle bolle di champagne emanate dalla proboscide di Dumbo dapprima e poi iniziano ad assumere le più bislacche forme, mettendosi a cantare una canzone da rabbrividire.

La mattina seguente, Dumbo e Timoteo si svegliano su un albero, notati da un gruppo di corvi. Timoteo ipotizza che Dumbo li abbia portati entrambi fin lassù usando le sue grandi orecchie come ali, ma viene deriso dai corvi. Dopo aver raccontato la triste storia dell'elefante, i corvi, commossi, donano a Timoteo una "piuma magica" con cui Dumbo vola.

Non appena ritorna al circo, Dumbo deve ripetere il suo numero, questa volta buttandosi da una piattaforma molto più alta. Con stupore di tutti e nonostante la perdita della piuma (che in realtà era un pretesto per dare fiducia a Dumbo), l'elefante riesce a librarsi intorno al tendone, rivalendosi sulle elefantesse che lo sbeffeggiavano e sulla compagnia circense, direttore del circo incluso.

La performance porta il piccolo elefante alle vette del successo con Timoteo che diventa il suo manager e il nuovo impresario del circo, e a Dumbo e sua madre viene destinato un vagone privato sul treno del circo, riguadagnando anche il rispetto delle altre elefantesse e con i suoi amici corvi che lo salutano in lontananza augurandogli buona fortuna.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Dumbo Jumbo (in originale Jumbo Jr., poi soprannominato Dumbo): è il protagonista del film, è un elefante con delle orecchie enormi che è in grado di usare per volare. È molto legato alla Signora Jumbo, sua madre. Dopo che viene separato da lei, stringe amicizia con il topolino Timoteo, che lo rincuora e gli sta sempre vicino. Come il primo personaggio Disney Cucciolo in Biancaneve e i sette nani, Dumbo è l'unico personaggio Disney a non parlare nel film.
Una scena del film: Timoteo fa amicizia con Dumbo
  • Timoteo (in originale Timothy Q. Mouse): è un topolino del circo che diventa il migliore amico e mentore di Dumbo. A differenza di tutti gli elefanti che considerano Dumbo strano per le sue orecchie, lui le ritiene graziose. Osservando gli altri elefanti che però fanno finta di non vederlo decide di punirli spaventandoli. Dopo che la madre viene rinchiusa, rimane vicino a Dumbo per non lasciarlo solo, diventando suo grandissimo amico e fidato consigliere. Timoteo incoraggia Dumbo nei momenti di sconforto e lo convince a volare. Non è mai citato per nome nel film, ma la sua firma può essere letta sul contratto in una fotografia del quotidiano nel finale.
  • Signora Jumbo: è la madre di Dumbo, che chiama il figlio con il suo nome, "Dumbo Jumbo". È giocosa e protettiva, e perde la ragione non appena il figlio viene deriso.
  • Il direttore del circo: antagonista principale. È un uomo di spettacolo avido e poco transigente che cerca di trarre il massimo profitto dai suoi numeri, sfruttando sia gli operai che gli animali. Il personaggio appare poi come un cattivo nel videogioco La rivincita dei Cattivi. Non è chiaro cosa gli sia successo dopo il numero di volo di Dumbo in pubblico e la sua successiva umiliazione, dal momento che viene lasciato intendere che Timoteo sia diventato il nuovo impresario del circo.
  • Le Elefantesse del circo: sono vanitose, pompose e pettegole compagne della signora Jumbo, sono le prime a prendersi gioco del piccolo elefante appena svela le sue orecchie. Nella versione originale sono loro che danno all'elefantino il nome Dumbo a scopo derisorio per via del suo aspetto. Quando la madre di Dumbo viene imprigionata, anziché dimostrare solidarietà verso il piccolo, lo emarginano.
  • I Ragazzi Maleducati: quelli che vedono le orecchie di Dumbo e ridono di lui. Il più grande entra nel recinto e acchiappa l'elefantino per un orecchio e gli soffia dentro, provocando l'ira della Signora Jumbo.
  • I Pagliacci: sono mattacchioni e insensibili di fronte alla sofferenza di Dumbo. Come le elefantesse, verranno umiliati nello spettacolo finale.
  • I Corvi: in un primo momento sono animali scortesi e irriverenti, ma dopo che Timoteo racconta loro la triste vicenda dell'elefantino si offrono subito di aiutarlo, donandogli la "piuma magica", in segno di riconoscenza e incoraggiamento.
  • Casimiro: Casey Junior nella versione originale, è il treno del circo protagonista della nota sequenza musicale all'inizio del film; pur essendo senziente non presta attenzione (forse non ne è a conoscenza) alla storia di Dumbo.

Ricompare alla fine del film, dove traina la carrozza privata di Dumbo e di sua madre.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Dumbo.

Dumbo si basa su una storia per bambini scritta da Helen Aberson e illustrata da Harold Pearl, preparata per la dimostrazione del prototipo di un dispositivo di narrazione visiva giocattolo chiamato Roll-A-Book. Si trattava solo di otto disegni e poche righe di testo, e aveva Red Robin come alleato di Dumbo invece di Timoteo.

Dumbo venne portato a conoscenza di Walt Disney alla fine del 1939 dal capo delle licenze di merchandising della Disney Kay Kamen, che gli mostrò un prototipo del Roll-A-Book che includeva Dumbo. Disney ne colse immediatamente il potenziale e la storia commovente, e ne acquistò i diritti.[2]

In origine il film doveva essere un cortometraggio, tuttavia Disney scoprì ben presto che l'unico modo per rendere giustizia al libro era quello di renderlo un lungometraggio.[3] A quel tempo, lo studio Disney era in difficoltà finanziarie a causa della guerra in Europa, che aveva causato i fallimenti al botteghino di Pinocchio e Fantasia, così Dumbo era destinato ad essere un film low-budget pensato appositamente per rinverdire le casse dello studio.[4] Gli sceneggiatori Dick Huemer e Joe Grant furono le figure principali nello sviluppo della trama. Insolitamente, scrissero la sceneggiatura in capitoli, proprio come un libro. Indipendentemente da ciò, ben poco venne cambiato rispetto al progetto iniziale.[5]

Casting[modifica | modifica wikitesto]

Nessuno dei doppiatori di Dumbo è stato accreditato nel film, tranne Timoteo, che venne doppiato da Edward Brophy, un attore caratterista noto per aver interpretato personaggi gangster. Che si sappia, non ha svolto altri ruoli da doppiatore. La pomposa matriarca degli elefanti venne doppiata da Verna Felton, che interpretò anche la Fata Smemorina di Cenerentola, la Regina di cuori in Alice nel Paese delle Meraviglie, e la fata Flora in La bella addormentata nel bosco. Tra gli altri doppiatori compaiono Sterling Holloway nel cameo della cicogna, Cliff Edwards, meglio conosciuto come la voce del Grillo Parlante, come Jim/Dandy Corvo, il capo dei corvi, e John McLeish, meglio conosciuto come il narratore dei corti "How To" di Pippo, che fornisce la narrazione di apertura.

Animazione[modifica | modifica wikitesto]

Quando il film entrò in produzione all'inizio del 1941, al supervisore alla regia Ben Sharpsteen venne data l'indicazione di mantenere il film semplice ed economico. Di conseguenza, Dumbo manca del dettaglio sontuoso dei tre precedenti Classici Disney (Fantasia, Pinocchio e Biancaneve e i sette nani): il design appare poco complesso, gli sfondi sono meno dettagliati, e un certo numero di celle (o fotogrammi) vennero riciclati nell'animazione dei personaggi. Anche se il film presenta uno taglio più "fumettistico" rispetto ai precedenti film Disney, secondo uno stile che vagamente riprende quello delle Silly Symphonies, gli animatori portarono elefanti e altri animali in studio per studiarne i movimenti.[3]

Per gli sfondi venne utilizzata la pittura ad acquerello. Dumbo e Biancaneve sono gli unici due Classici Disney ad utilizzare la tecnica, che era regolarmente impiegata per i vari cortometraggi animati Disney. Gli altri Classici Disney usarono pittura ad olio e tempera. Nel 2002 Lilo & Stitch si distingue dalle produzioni realizzate in computer graphic, presentando sfondi e scenografie disegnate ad acquerello.[6][7]

La semplicità liberò gli animatori dall'eccessiva preoccupazione per i dettagli, e permise loro di concentrarsi sull'elemento più importante nell'animazione dei personaggi: la recitazione.

Sciopero degli animatori Disney[modifica | modifica wikitesto]

Durante la produzione di Dumbo, Herbert Sorrell, il capo del sindacato Screen Cartoonists Guild, chiese a Disney di sottoscrivere con il suo sindacato. Disney rifiutò dicendo che l'avrebbe messa ai voti. Sorrel ripeté la richiesta, e Disney rifiutò nuovamente. Il 29 maggio 1941, poco dopo il completamento dell'animazione approssimativa su Dumbo, gran parte del personale dello studio scioperò. Di tale agitazione c'è un velato riferimento nel film, sotto le vesti dei clown che vanno a "chiedere un buon aumento al principale". Lo sciopero durò cinque settimane, e concluse l'atmosfera "familiare" e il clima cameratesco dello studio.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Completato nell'autunno 1941, il film fece inizialmente esitare la RKO Radio Pictures a causa della sua durata di soli 64 minuti. La RKO consigliò a Disney di allungarlo, o, in alternativa, di farne un cortometraggio o di farlo distribuire come un B-movie. Disney rifiutò tutte e tre le opzioni, e la RKO a malincuore distribuì Dumbo, inalterato, come un A-movie.

Trailer cinematografico di Dumbo.

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Le date di uscita internazionali sono state:

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Dumbo fu il primo Classico Disney la cui versione italiana venne curata da Roberto De Leonardis, che in seguito si occupò di tutti i Classici usciti in Italia dal 1950 al 1981, eccetto per Lo scrigno delle sette perle. Nella versione italiana il Quartetto Cetra sostituisce l'Hall Johnson Choir e i King's Men nei cori delle canzoni (ad eccezione di Song of the roustabouts, rimasta in inglese), e per tale lavoro esso ricevette una lettera autografa di congratulazioni da Walt Disney in persona, meravigliato dal lavoro del gruppo. Una differenza sostanziale con la versione originale riguarda però il nome di Dumbo: in originale, infatti, il nome che la signora Jumbo dà a suo figlio è "Jumbo Jr.". In Italia questo nome è stato trasformato in "Dumbo Jumbo", mentre in inglese "Dumbo" è il soprannome che le elefantesse danno al piccolo ("dumb" in inglese significa "stupido" o "muto"). Poiché tale gioco di parole non avrebbe avuto senso in Italia, "Dumbo" (pronunciato così come si scrive) è stato scelto come nome dell'elefantino fin dall'inizio.

Principali redistribuzioni cinematografiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Stati Uniti d'America: 22 giugno 1949, 24 dicembre 1959, 11 ottobre 1972, 26 marzo 1976
  • Francia: 3 ottobre 1956
  • Danimarca: 26 dicembre 1956
  • Italia: 21 aprile 1971
  • Svezia: 2 dicembre 1972
  • Giappone: 23 marzo 1974, 23 luglio 1983
  • Germania Ovest: 18 giugno 1976
  • Finlandia: 16 aprile 1981, 13 aprile 1990
  • Australia: 6 maggio 1983
  • Spagna: 12 aprile 1985
  • Norvegia: 1º maggio 2002

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante l'avvento della seconda guerra mondiale, Dumbo fu il film Disney di maggior successo economico degli anni quaranta. Dopo il rilascio del 23 ottobre, Dumbo dimostrò di essere un miracolo finanziario rispetto ad altri film Disney. Il semplice film costò solo 950.000 dollari per la produzione,[8] la metà del costo di Biancaneve, meno di un terzo del costo di Pinocchio, e assai meno del costoso Fantasia. Dumbo alla fine incassò 1,6 milioni di dollari nel corso della sua distribuzione originale. Questo e Biancaneve e i sette nani, insieme, furono gli unici due Classici prima del 1943 a dare un profitto.[9] Il film venne riedito nelle sale americane nel 1949, 1959, 1972 e 1976, mentre in quelle italiane solo nel 1971.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Le recensioni del film nella sua prima uscita furono in gran parte positive. Variety disse che Dumbo era "una piacevole piccola storia, ricca di pathos mescolato con grandi dosi di umorismo, una serie di interessanti nuovi personaggi animali, un sacco di buona musica, e la solita perizia tecnica della Disney".[10] Cecilia Ager, scrivendo in PM, considerò Dumbo "il Disney più bello e gentile finora", e Bosley Crowther, critico cinematografico per The New York Times, elogiò il film, ritenendolo "il più geniale, il più simpatico, il più completamente prezioso lungometraggio animato mai emerso dai magici pennelli dei miracolosi artisti di Walt Disney".[10] TIME rispose all'accoglienza del film con l'intenzione di nominare il personaggio come "Mammifero dell'anno" (un gioco sull'annuale onorificenza di "Uomo dell'anno") Dumbo era destinato ad essere sulla copertina del numero di dicembre 1941 di TIME, con un'apparizione sulla copertina dell'edizione del 29 dicembre 1941.[10] Tuttavia, l'attacco di Pearl Harbor, il 7 dicembre dello stesso anno, spostò via il ciclo di notizie da Dumbo, anche se il saggio precedentemente programmato per il film, con un'introduzione più appropriata, apparve nella sezione "Cinema" di quel numero.[10]

Oggi il film detiene una valutazione del 97% in Rotten Tomatoes.[11] Il critico cinematografico Leonard Maltin considera Dumbo il suo film Disney preferito e lo ha descritto come "uno dei più affascinanti film d'animazione di Walt Disney".[12] Nel 2011, il TIME lo inserì nella classifica "The 25 All-TIME Best Animated Films".[13]

Dumbo vinse l'Oscar alla migliore colonna sonora nel 1942, assegnato ai direttori musicali Frank Churchill e Oliver Wallace. Churchill e il paroliere Ned Washington vennero nominati per l'Oscar alla migliore canzone per Bimbo mio (la canzone cantata durante la visita di Dumbo alla cella di sua madre, in originale Baby Mine), ma non vinsero per questa categoria. Il film ha vinto anche il premio al miglior disegno animato al Festival di Cannes 1947.

Accuse di stereotipi "razzisti"[modifica | modifica wikitesto]

I corvi del film possono essere interpretati come la personificazione dello stereotipo della cultura afro-americana degli anni '30 e '40, cosa che si può notare anche nel loro abbigliamento che segue la moda di allora. Il capo dei corvi venne originariamente chiamato "Jim Crow" nel copione (come riferimento e ironica e sarcastica critica alle famigerate omonime leggi volte alla Segregazione Razziale in quel periodo nel Sud degli Stati Uniti), e nonostante successivamente sia stato cambiato in "Dandy Crow"[14][15][16] per evitare controversie, il nome originale è rimasto quello più conosciuto e impresso nella mente del pubblico, incrementando così la controversia (sebbene nel film non venga menzionato nessun nome). Il personaggio venne doppiato da Cliff Edwards, unico attore bianco del gruppo (premiato come Disney Legend postumo nel 2000), scelto non solo per aver guadagnato fama ed essere entrato nella "Disney Family" per la sua riuscitissima interpretazione nel ruolo del Grillo Parlante (Jiminy Cricket) nel precedente Pinocchio e per la sua eccelsa e particolare caratterizzazione, ma anche per la sua famosa capacità di imitare gli strumenti musicali (l'attore era ed è conosciuto ancora con il soprannome "Ukulele Ike"). Tutti gli altri corvi sono stati doppiati da cantanti afro-americani, membri dell' Hall Johnson Choir, tra loro sono presenti anche gli attori afro-americani James Baskett (nel ruolo di Fats, il più grasso dei corvi) e Nick Stewart (nel ruolo di Specks, il più piccolo con gli occhiali spessi). Nonostante i suggerimenti di razzismo accusati da critici come Richard Schickel, che ha criticato la rappresentazione come razzista,[17] altri respingono queste affermazioni.[18] I difensori notano che i corvi costituiscono la maggior parte dei personaggi del film che comprendono la condizione di Dumbo, sono spiriti liberi che non si inchinano a nessuno e personaggi intelligenti, vitali, compassionevoli, empatici e comprensivi, a differenza dello stereotipo che si faceva su Stepin Fetchit, comune soprattutto negli anni '30. Secondo lo storico dell'animazione John Canemaker, i corvi simpatizzano con Dumbo per la sua difficile situazione, in quanto anch'essi sono un gruppo alienato e ostracizzato a causa del loro aspetto fisico e dei pregiudizi e falsi miti su di loro. I difensori e i creatori stessi hanno affermato e affermano che i corvi rappresentano un riflesso della situazione razziale in quella parte degli Stati Uniti d'America in quegli anni. Inoltre, la loro canzone "Giammai Gli Elefanti Volar" ("When I See An Elephant Fly") è più orientata a beffarsi del topo Timoteo che delle grandi orecchie di Dumbo.

I corvi vennero creati prendendo in realtà ispirazione dagli artisti Jazz maestri dello Scat e dagli intrattenitori afro-americani di quel periodo (fra le principali fonti di ispirazione vi sono Cab Calloway e Louis Armstrong[19], in particolare nello slang), fatto che venne confermato anche all'epoca, oltreché dai video ufficiali Disney "Making Of Dumbo". Ward Kimball, l'animatore capo dei corvi e altra Disney Legend, usò come riferimenti live-action per favorire al meglio le animazioni e renderle più realistiche (specialmente quelle di danza) il famoso duo di ballerini afro-americani dell'epoca noto come The Jackson Brothers.[20] Il film, specialmente se guardato e ascoltato in lingua originale, porta con sé riferimenti alla Seconda Guerra Mondiale e alla situazione razziale negli Stati Uniti del Sud, non a caso il film è ambientato negli anni '40 in quella parte d'America dove erano in vigore le leggi Jim Crow , come la Florida nel caso del film.

Curiosamente, i corvi della vita reale, così come quelli del film, sono fra gli animali più intelligenti sul pianeta, capaci persino di provare empatia, e anch'essi sono vittime di ingiusti luoghi comuni e pregiudizi da parte della "società umana".

Durante la sua premiazione come New Disney Legend nel 2017, l'attrice e doppiatrice afroamericana Whoopi Goldberg ha difeso i corvi di Dumbo dichiarando che i personaggi meritano molto più rispetto e giustizia e di essere inclusi maggiormente nel merchandise Disney, soprattutto perché "quei corvi sono coloro che cantano la canzone del film in cui appaiono più conosciuta, più amata e più cantata dal pubblico".

L'animatore afro-americano Floyd Norman (Disney Legend dal 2007), primo animatore afro-americano assunto negli anni '50 durante la Silver Age e stretto collaboratore di Walt nonché amico di Ward Kimball, nel 2019 ha parlato in difesa dei corvi e del da lui definito "Old Maestro" Walt Disney e degli altri animatori nel suo articolo intitolato "Black Crows and Other PC Nonsense", dichiarando che né lui né gli animatori erano razzisti e che con la loro arte, come altri sia allora che in tempi recenti o odierni, ironizzavano sullo Show-Business, la Società e la mentalità ai tempi in cui Walt ha vissuto, cose scritte anche sul suo stesso blog, "MrFun's Journal''[21]. "Walt Disney era un intrattenitore ed un artista e i suoi film animati semplicemente riflettevano ed emulavano i famosi artisti e membri del mondo dello Spettacolo e dell'Intrattenimento dei suoi tempi". Ha dichiarato inoltre che i corvi da lui definiti bellissimi e "cool" e "con cui generazioni di persone che li hanno amati sono cresciute" non sono "razzisti" né sono stati creati con intenti razzisti, mostrando poi un disegno raffigurante due dei personaggi durante la famosa scena di danza presente nel film realizzato e firmato dallo stesso Norman. Norman ha visto il film molte volte sin dalla sua prima uscita cinematografica quando lui era ancora bambino, ritenendolo "dannatamente bello", aggiungendo anche che quello era Disney al suo massimo, in tutta la sua magia e semplicità, la "quintessenza di Disney". Sempre nel suo articolo ha parlato a sfavore della tendenza troppo politicamente corretta degli ultimi anni, definendola folle, insensata e distruttiva (PC nonsense), dichiarando inoltre con testuali parole: "se trovate razzista Dumbo di Walt Disney è solo un vostro problema", aggiungendo poi che il pubblico è diventato troppo iper-sensibile e molto più povero in quanto a umorismo, e che i corvi e il nome originale "Jim Crow" erano stati pensati per ironizzare e sbeffeggiare o predere in giro le leggi Jim Crow in quegli anni nel Sud degli Stati Uniti, e perciò il pubblico è diventato incapace di contestualizzare e di cogliere l'ironia e il sarcasmo. "Sfortunatamente l'ironia e il sarcasmo sembrano sprecati per l'attuale e ignorante generazione", riferendosi evidentemente alla generazione dei Millenials che compongono i "Social Justice Warriors (SJW)". Floyd ha lavorato personalmente alla creazione degli avvoltoi ne Il libro della giungla (anch'essi rappresentano personaggi emarginati, tuttavia i corvi della realtà sono giudicati più ingiustamente con molti più pregiudizi), palesemente ispirati ai Beatles, così come i corvi di Dumbo erano basati sugli intrattenitori e i musicisti Jazz afro-americani del loro tempo più o meno conosciuti, notando che sugli avvoltoi non c'è stata nessuna controversia e chiedendosi perché. Ha poi dichiarato di non poter tollerare affatto una possibile censura dei corvi e di altri film Disney o qualsiasi altra modifica ad essi, affermando che conosceva molto bene Walt e che non avrebbe mai voluto questo, e che sarebbe un vero insulto e oltraggio al suo lavoro, alla sua arte e alla sua memoria.[22] "È totalmente sbagliato rivedere e riscrivere la storia semplicemente perché alcuni elementi e riferimenti vi mettono a disagio. Alla fine, mentre parlavo con Ward Kimball, gli ho detto quanto mi sono divertito a vedere i corvi neri fare quel piccolo numero coreografico di Scat-Jazz che ha animato. I corvi si esibiscono nella loro canzone "When I See An Elephant Fly", in quella scena che cambierà per sempre la vita di Dumbo, e garantisco che è l'animazione Disney al suo meglio. Il classico animato di Walt Disney non è razzista, né le persone che hanno realizzato il film. Ho avuto l'onore ed il privilegio di conoscere e lavorare con la maggior parte di loro. L'unica cosa che questi talentuosi uomini e donne desideravano era di portare sullo schermo il miglior intrattenimento Disney. In questa folle ed irrazionale era di stupidaggini e insensatezze troppo "politicamente corrette" ho pensato doveste saperlo".

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2017 è stato registrato dalla National Film Preservation Board a far parte del National Film Registry.

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

VHS e DVD[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione VHS del film in Italia uscì nell'aprile 1985, inizialmente esclusivamente per il noleggio, e conteneva il film ancora non restaurato. La seconda edizione italiana in VHS del film uscì nel febbraio 1992. Seguirono altre due riedizioni in VHS, nel 1997 e 2001.

La prima edizione DVD del film in Italia uscì il 1º aprile 1999 distribuito dalla Warner Home Video. Questo, come altri DVD Disney distribuiti dalla Warner, era privo di contenuti speciali. Il DVD è presentato in formato video 4:3.

La seconda edizione DVD uscì il 7 novembre 2001 e conteneva diversi contenuti speciali.

La terza edizione DVD è uscita il 23 maggio 2007. Si tratta della prima edizione speciale, con alcuni dei contenuti speciali dell'edizione precedente e altri nuovi.

La quarta edizione DVD è uscita il 3 marzo 2010, insieme alla prima edizione BD. Questa edizione è uscita in occasione del 70º anniversario del film e include alcuni contenuti speciali dell'edizione precedente insieme ad altri nuovi.

Blu-Ray[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione Blu-ray è uscita il 3 marzo 2010, in occasione del 70º anniversario del film. L'edizione comprende due dischi: un BD e un DVD. Ai contenuti speciali dell'edizione DVD se ne aggiungono di altri, alcuni nuovi e altri presi dall'edizione speciale del 2007.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Dumbo's Circus[modifica | modifica wikitesto]

Dumbo's Circus fu una serie televisiva live action con pupazzi per il pubblico prescolare che andò in onda su Disney Channel negli anni ottanta (la serie è inedita in Italia). A differenza del film, Dumbo parlava nello spettacolo. Ogni personaggio avrebbe compiuto un atto speciale, che andava dal ballare al cantare, a raccontare barzellette.

Parchi a tema[modifica | modifica wikitesto]

Dumbo The Flying Elephant è una popolare attrazione che appare nel Magic Kingdom di Walt Disney World[23] e a Disneyland,[24] Tokyo Disneyland,[25] Disneyland Park (Parigi) e Hong Kong Disneyland.[26]

Il Casey Jr. Circus Train è un'attrazione situata a Disneyland e Disneyland Paris.

Nel giugno 2009 Disneyland ha introdotto un Dumbo volante nel suo show di fuochi d'artificio notturno, in cui l'elefante vola attorno allo Sleeping Beauty Castle, mentre i fuochi d'artificio si sincronizzano alla musica.[27]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Dumbo appare nel popolare videogioco Kingdom Hearts per PlayStation 2 sotto forma di evocazione che il giocatore può invocare in battaglia come aiuto. Sora, il protagonista, vola su di lui, e Dumbo schizza i nemici con l'acqua usando la proboscide.[28]

Il direttore del circo appare come uno dei quattro cattivi in La rivincita dei Cattivi. Nel gioco, i Cattivi Disney modificano le storie a lieto fine dal libro del Grillo Parlante; in particolare, il direttore del circo obbliga Dumbo ad effettuare esibizioni umilianti all'infinito nel suo circo. Alla fine, il direttore del circo viene sconfitto quando viene messo fuori combattimento da una torta alla crema ben tirata.

Remake[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Dumbo (film 2019).

Tim Burton ha diretto Dumbo, il remake in live-action del film, con una sceneggiatura scritta da Ehren Kruger. Tuttavia, più che un remake, il film è stato pensato e creato per essere a metà fra una re-immaginazione o interpretazione e un sequel dell'originale Dumbo. Il film esplora le vicende dell'elefantino, intrecciandole con la storia di un circo e di un padre con i suoi bambini. Tra i membri del cast figurano gli attori Michael Keaton, Eva Green, Danny De Vito e Colin Farrell.[29] Le riprese sono iniziate ufficialmente nel luglio 2017 a Londra.[30] L'uscita del film è avvenuta il 28 marzo 2019 nelle sale italiane ed il 29 marzo 2019 in quelle americane.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • In Basil l'investigatopo si può vedere Olivia attirata da un giocattolo di Dumbo spara-bolle; tale giocattolo è ovviamente basato sulla scena in cui l'elefantino e Timoteo si ubriacano.
  • In A Bug's Life - Megaminimondo (prodotto con la Pixar) i vagoni che trasportano il circo di P. T. Pulce sono scatole vuote di "Casey Jr. Cookies", dal nome del treno che in questo film trasporta il circo.
  • Dumbo e Casimiro fanno delle apparizioni nel film in tecnica mista (prodotto con la Amblin) Chi ha incastrato Roger Rabbit.
  • Nell'episodio “La fiera dell'arte” della sitcom animata statunitense Bob's Burgers c'è una parodia del pezzo degli Elefanti Rosa.
  • Dumbo è citato anche nel film 1941 - Allarme a Hollywood.
  • Le sagome e le silhouettes dei clown nel tendone illuminato visto da fuori sono state, per idea di Walt Disney stesso, "catturate" filmando alcuni dipendenti che scioperarono in quel periodo e ricreando così su schermo in modo caricaturale i loro profili.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  2. ^ The Mysterious ''Dumbo'' Roll-A-Book, Michaelbarrier.com. URL consultato il 31 maggio 2010.
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  6. ^ Hollywood Cartoons : American Animation in Its Golden Age
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  11. ^ Festival de Cannes: Dumbo, su festival-cannes.com. URL consultato il 4 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2012).
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  22. ^ (EN) Laughing Place Disney Newsdesk, Disney Legend Floyd Norman Defends "Dumbo" Crow Scene Amid Rumors of Potential Censorship, su LaughingPlace.com, 30 aprile 2019. URL consultato il 2 dicembre 2019.
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  24. ^ Disneyland California's Dumbo the Flying Elephant Page, su disneyland.disney.go.com.
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  26. ^ FantasticolandAttractionListingPage Hong Kong Disneyland's Fantasyland Attractions Page [collegamento interrotto], su park.hongkongdisneyland.com.
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  30. ^ Matteo Tosini, D23 Expo: Dumbo, iniziate ufficialmente le riprese del film in live-action, ecco Tim Burton sul set, su BadTaste.it, 15 luglio 2017. URL consultato il 15 luglio 2017.

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