Bianca e Bernie nella terra dei canguri

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Bianca e Bernie nella terra dei canguri
Bianca e Bernie 2.png
Bianca e Bernie con Jake
Titolo originale The Rescuers Down Under
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1990
Durata 74 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,66:1
Genere animazione, avventura, drammatico, fantastico
Regia Hendel Butoy, Mike Gabriel
Sceneggiatura Jim Cox, Karey Kirkpatrick, Byron Simpson, Joe Ranft
Produttore Thomas Schumacher
Casa di produzione Walt Disney Feature Animation, Silver Screen Partners IV
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Italia
Storyboard Ed Gombert, Gary Trousdale, Chris Sanders, Brenda Chapman, Roger Allers, Will Finn, Glen Keane, Robert Lence, Vance Gerry, Kirk Wise, Kelly Asbury
Art director Pixote Hunt
Character design Chris Sanders, Kevin Lima, Bruce Zick, Kelly Asbury, Glen Keane, Duncan Marjoribanks, Chris Buck, Kevin Donoghue, Gay Lawrence, Valerio Ventura, Gilbert Hung
Animatori Glen Keane, Mark Henn, Russ Edmonds, David Cutler, Ruben A. Aquino, Nik Ranieri, Ed Gombert, Anthony de Rosa, Kathy Zielinski, Duncan Marjoribanks
Montaggio Michael Kelly
Effetti speciali Randy Fullmer
Musiche Bruce Broughton
Sfondi Lisa Keene
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Bianca e Bernie nella terra dei canguri (The Rescuers Down Under) è un film del 1990 diretto da Hendel Butoy e Mike Gabriel. È il 29º Classico Disney e il sequel de Le avventure di Bianca e Bernie (1977), che era basato su una serie di romanzi di Margery Sharp. Il film è incentrato su Bianca e Bernie che si recano in Australia per salvare un ragazzino di nome Cody da un sanguinario bracconiere alla ricerca di un'aquila in via d'estinzione. Il film fu distribuito negli Stati Uniti dalla Buena Vista Pictures Distribution il 16 novembre 1990.

Il film vede, nella versione originale, Eva Gabor nel suo ultimo ruolo cinematografico, ed è il primo Classico Disney ad essere un sequel (nonché uno de pochi, insieme a Fantasia 2000 e Winnie the Pooh - Nuove avventure nel Bosco dei 100 Acri).[1] È inoltre il secondo film distribuito durante il periodo chiamato Rinascimento Disney, iniziato l'anno precedente con La sirenetta, ma ebbe un successo di gran lunga inferiore agli altri film di tale periodo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nell'outback australiano, un ragazzino di nome Cody salva e fa amicizia con una rara aquila reale chiamata Marahute, che gli mostra il suo nido e le uova. Più tardi, il ragazzo cade in una trappola per animali preparata da Percival C. McLeach, un crudele bracconiere locale ricercato dai rangers australiani. Quando McLeach trova una delle penne d'aquila sullo zaino del ragazzo viene subito sopraffatto dall'entusiasmo, perché sa che la cattura di un'aquila di quella taglia lo renderebbe ricco avendo già catturato prima il compagno di Marahute. McLeach getta lo zaino di Cody a un branco di coccodrilli, al fine di far credere ai rangers che Cody sia stato mangiato, e lo rapisce nel tentativo di costringerlo a rivelare l'ubicazione del nido di Marahute.

Un topo, l'esca nella trappola, scappa ad avvisare la Società Internazionale di Salvataggio. Il messaggio viene inviato al quartier generale di New York, e Bernie e Miss Bianca, agenti di campo d'elite della SIS, vengono assegnati alla missione, interrompendo il tentativo di Bernie di chiedere a Bianca di sposarlo. I due vanno da Orville, l'albatro che li aiutò in precedenza, trovando invece suo fratello Wilbur. Bernie e Bianca convincono Wilbur a volare in Australia per salvare Cody. In Australia incontrano Jake, un topo saltatore che è l'operativo locale della SIS. Jake si innamora di Bianca e inizia a flirtare con lei, con grande fastidio di Bernie. Egli serve come loro "guida turistica" e protettore mentre cercano il ragazzo.

Allo stesso tempo, Wilbur rimane immobilizzato quando la sua colonna vertebrale si piega, convincendo Jake a portarlo in ospedale. Quando Wilbur rifiuta di sottoporsi all'intervento chirurgico e fugge, la sua schiena viene involontariamente raddrizzata dagli sforzi del personale medico di topi per impedirgli la fuga attraverso una finestra. Guarito, Wilbur parte alla ricerca dei suoi amici. Al ranch di McLeach, Cody è stato messo in una gabbia con diversi animali catturati da McLeach dopo aver rifiutato di rivelare l'ubicazione del nido di Marahute. Cody cerca di liberare sé stesso e gli animali, ma è ostacolato da Joanna, il varano domestico di McLeach. Rendendosi conto che le uova di Marahute sono il punto debole di Cody, McLeach fa credere al ragazzo che qualcun altro abbia sparato a Marahute, facendo sì che lo porti al nido.

Bernie, Bianca e Jake, sapendo che Cody è in grande pericolo, saltano sul semicingolato di McLeach per seguirlo. Al nido di Marahute, mentre i tre topi cercano di mettere in guardia Cody sul fatto che è stato seguito, McLeach arriva e cattura Marahute insieme a Cody, Jake e Bianca. Su ordine di McLeach, Joanna cerca di mangiare le uova di Marahute, ma scopre che sono solo pietre a forma di uovo. Spaventata che McLeach possa arrabbiarsi con lei, Joanna butta le pietre in acqua. Quando se ne va, Bernie striscia fuori dal nido le uova nascoste, grato che Joanna sia caduta nel trucco. Wilbur arriva al nido, dove Bernie lo convince a sedersi sulle uova dell'aquila in modo che lui possa seguire McLeach. McLeach porta Cody e Marahute alle Cascate del Coccordillo, dove tiene Cody sospeso su un gruppo di coccodrilli e tenta di darlo in pasto ai rettili. Ma Bernie, a cavallo di un cinghiale che aveva domato con una tecnica che Jake aveva usato su un serpente, segue e spegne il veicolo di McLeach.

McLeach poi tenta di sparare alla corda che tiene Cody sopra l'acqua. Per salvare Cody, Bernie fa in modo che Joanna si scontri con McLeach, facendo cadere entrambi in acqua. I coccodrilli poi rivolgono la loro attenzione verso McLeach e Joanna, mentre alle loro spalle la corda danneggiata che tiene legato Cody si rompe. I coccodrilli ad un certo punto si allontanano e McLeach crede di averli scacciati, salvo poi accorgersi della presenza di una cascata; mentre Joanna raggiunge la terraferma, McLeach cade giù dalla cascata, morendo. Bernie si tuffa in acqua per salvare Cody, ma fallisce. Le sue azioni, però, danno a Jake e Bianca abbastanza tempo per liberare Marahute, che salva sia Cody che Bernie, risparmiando loro il destino di McLeach. Bernie, per evitare ulteriori incidenti, chiede finalmente a Bianca di sposarlo, cosa che lei accetta con entusiasmo e felicità, mentre Jake lo saluta con un nuovo rispetto. Tutti partono per la casa di Cody, mentre Wilbur, di cui tutti si sono dimenticati, incuba le uova fino alla schiusa (con suo grande sgomento).

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Bernie (Bernard), un topo grigio ex usciere della Società Internazionale di Salvataggio, promosso ad agente rappresentante degli Stati Uniti dopo gli avvenimenti del primo film.
  • Miss Bianca, una topina bianca rappresentante ungherese della Società Internazionale di Salvataggio
  • Wilbur, un comico albatro il cui nome è un omaggio a Wilbur Wright. È il fratello di Orville, l'albatro apparso nel primo film (il cui nome omaggiava Orville Wright).
  • Cody, un ragazzino capace di parlare con la maggior parte degli animali, come Penny nel primo film.
  • Percival C. McLeach, un sinistro bracconiere che vuole catturare Marahute per denaro.
  • Marahute, una gigantesca aquila dalle penne dorate.
  • Joanna, il varano domestico di McLeach a cui piace intimidire i prigionieri e mangiare uova.
  • Jake, un disinvolto e carismatico topo saltatore.
  • Red, un canguro rosso catturato da McLeach.
  • Frank, un eccentrico clamidosauro catturato da McLeach.
  • Krebbs, un koala catturato da McLeach.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

La scrittura di Bianca e Bernie nella terra dei canguri ebbe inizio nel 1986.[2] A seguito del lavoro su Oliver & Company, Peter Schneider, vice presidente della Walt Disney Feature Animation, chiese al supervisore dell'animazione Mike Gabriel se avrebbe preso in considerazione una regia. In un primo momento Gabriel rifiutò, ma dopo alcuni mesi Schneider gli offrì di dirigere Bianca e Bernie nella terra dei canguri e lui accettò.[3] Dopo il suo lavoro come supervisore all'animazione di Tito su Oliver & Company, accolto favorevolmente da parte del pubblico, Hendel Butoy fu incaricato di co-dirigere Bianca e Bernie nella terra dei canguri con Gabriel.[4] Nel frattempo, Schneider reclutò Thomas Schumacher, che aveva lavorato al Mark Taper Forum, come produttore del film.[5] Joe Ranft fu poi selezionato come supervisore della storia per la sua "capacità di cambiare e trasformare attraverso un'eccellenza di idee". Durante tutto il processo di storyboarding, Ranft rafforzò costantemente il morale creativo della sua squadra, ma raramente disegnò storyboard da sé. In aggiunta a questo, Ranft entrò in divergenze creative con i dirigenti dello studio, tra cui un disaccordo dove opzionò il casting di un attore aborigeno per doppiare Cody che fu sovrascritto con la decisione di lanciare "un ragazzino bianco e biondo".[6] Notando l'aumento della popolarità dei film d'azione ambientati in un contesto australiano e per il fatto che gli americani stavano diventando più rispettosi dell'ambiente, i realizzatori decisero di abbandonare il formato musicale poiché trovavano che la collocazione delle canzoni rallentasse il ritmo, e decisero di promuovere Bianca e Bernie nella terra dei canguri come il primo film d'azione e avventura dello studio dove Butoy e Gabriel trovarono ispirazione visiva da film live-action di Orson Welles, Alfred Hitchcock e David Lean,[7] e il loro primo film dopo Bambi ad avere un messaggio sui diritti degli animali e dell'ambiente.[8] Nel dicembre del 1988, i membri del cast originale Bob Newhart ed Eva Gabor furono riconfermati nei loro ruoli.[9] A causa della morte di Jim Jordan, che aveva doppiato Orville nel film originale, Roy E. Disney suggerì di sostituire il personaggio con il fratello Wilbur, in modo da citare i fratelli Wright.[10]

Animazione e design[modifica | modifica wikitesto]

I membri del team di produzione, inclusi il direttore artistico Pixote Hunt e sei dei suoi animatori, trascorsero diversi giorni in Australia per osservare, fotografare e disegnare schizzi di ambientazioni e animali presenti nell'outback in modo da illustrarlo correttamente nel film. Lì si avventurarono attraverso Uluṟu, la Katherine Gorge e il Parco nazionale Kakadu dove i progetti iniziali di Hunt sottolineavano lo spettro di scala tra le vedute e i protagonisti del film.[8][10] Come supervisore all'animazione del personaggio di Marahute, Glen Keane studiò sei aquile del Fondo Peregrine a Boise, così come un'aquila americana imbalsamata presa in prestito dal Museo di Storia Naturale di Los Angeles e uno scheletro d'aquila. Animando l'aquila, Keane e il suo team d'animazione ingrandirono l'uccello, ne rimpicciolirono la testa, allungarono il collo e le ali e gonfiarono il petto. Keane dovette inoltre rallentare i movimenti delle ali a circa il 25-30 per cento della velocità di volo di un'aquila. A causa dei dettagli eccessivi di Marahute che aveva 200 piume, il personaggio apparve solo in sette minuti durante le sequenze d'apertura e chiusura.[11] In modo da terminare il film in tempo, Schumacher ingaggiò come sostegno la Disney-MGM Studios, originariamente concepita per la produzione di cortometraggi animati indipendenti. Al suo primo incarico in un Classico Disney contribuirono settanta artisti per dieci minuti di durata, tra cui il supervisore dell'animazione Mark Henn che lavorò su diverse scene di Bernie, Bianca e McLeach.[7] Per i personaggi topi, Henn studiò i manierismi di Bob Newhart ed Eva Gabor durante le sessioni di registrazione vocale, e guardò la performance di George C. Scott ne Il dottor Stranamore come ispirazione mentre animava McLeach.[7] Allo scopo di creare un realismo credibile per gli animali australiani, gli animatori aggiuntivi viaggiarono allo zoo di San Diego per osservare canguri rossi, kookaburra e serpenti, mentre un'iguana fu portata dal personale al Disney's Animal Kingdom perché gli animatori disegnassero Joanna.[7]

Bianca e Bernie nella terra dei canguri è degno di nota per essere stato il primo Classico Disney a utilizzare completamente il nuovo processo CAPS (Computer Animation Production System), un sistema di produzione computerizzato utilizzato per rendere digitali l'inchiostrazione, la pittura e il compositing, permettendo una post-produzione più efficiente e sofisticata e rendendo obsoleta la pratica tradizionale della pittura a mano dei rodovetri. I disegni degli animatori e le pitture di sfondo furono invece digitalizzati nei sistemi informatici, dove i disegni di animazione vennero inchiostrati e dipinti da artisti digitali e poi combinati con gli sfondi digitalizzati in un software che permetteva il posizionamento e movimento della cinepresa, gli effetti multipiano e altre tecniche. Il film utilizza anche elementi CGI, come il campo di fiori nella sequenza dei titoli di testa, il camion di McLeach e le inquadrature prospettiche di Wilbur che vola sopra New York e il teatro dell'opera di Sydney. Il progetto CAPS fu la prima collaborazione della Disney con la società di computer grafica Pixar,[12] poi acquistata a titolo definitivo nel 2006. Di conseguenza, Bianca e Bernie nella terra dei canguri fu il primo film d'animazione per cui gli interi elementi del film finale venenro assemblati e completati in un ambiente digitale, così come il primo film completamente digitale.[13] Tuttavia, il marketing del film non richiamò l'attenzione sull'utilizzo del processo CAPS.[14]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del film è stata composta e diretta da Bruce Broughton. A differenza della stragrande maggioranza dei film d'animazione Disney, non ci sono canzoni scritte per essa. Tuttavia, "Message Montage" comprende una citazione da "S.I.S. S.p.A." di Sammy Fain, Carol Connors e Ayn Robbins, l'unico riferimento musicale al primo film. Inoltre Pierre Grosz (testo), Philippe Salto e Alain Salmon-Lollioz (musica) scrissero per i titoli di coda dell'edizione francese una canzone con lo stesso titolo del film (cantata da Anne Meson), che fu anche tradotta da Michele Centonze per l'edizione italiana e cantata da Arianna Bergamaschi.

Album[modifica | modifica wikitesto]

Allmusic ha dato alla colonna sonora 4.5 stelle su 5.[15] Nel 2006 la Walt Disney Records rieditò l'album su CD, includendo le canzoni di Shelby Flint "The Journey", "Someone's Waiting For You" and "Tomorrow is Another Day" (da Le avventure di Bianca e Bernie).

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. "Main Title" - 1:34
  2. "Answering Faloo's Call" - 1:32
  3. "Cody's Flight" - 6:02
  4. "Message Montage" - 2:49
  5. "At the Restaurant" - 3:06
  6. "Wilbur Takes Off" - 1:28
  7. "McLeach Threatens Cody" - 1:20
  8. "The Landing" - 2:01
  9. "Bernard Almost Proposes - 1:36
  10. "Escape Attempt" - 1:30
  11. "Frank's Out!" - 3:23
  12. "Cody Finds the Eggs" - 1:33
  13. "Bernard the Hero" - 3:36
  14. "End Credits" - 3:41

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Le date di uscita internazionali sono state:

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Il doppiaggio italiano, eseguito dalla Royfilm, fu diretto da Paolo Vidali su dialoghi di Andrea De Leonardis. A differenza dell'edizione originale, quella italiana presenta un cast completamente diverso da quello del primo film.

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

VHS[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione VHS del film uscì in Italia nel settembre 1992, e presentava il film in formato 4:3 pan and scan. Una nuova edizione, identica nella forma, uscì nell'agosto 1997 e venne ristampata l'8 febbraio 2002.

DVD[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione DVD del film usci in Italia l'8 febbraio 2002. Il 4 novembre 2015 torna ad essere disponibile all'interno della raccolta I Classici Disney.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]
  • Lingue in Dolby Digital 5.1: inglese, tedesco e portoghese;
  • Lingue in Dolby Digital 2.0: italiano e spagnolo;
  • Sottotitoli in italiano, inglese, spagnolo e tedesco;
  • Contenuti speciali:
    • Il making of di Bianca e Bernie nella terra dei canguri;
    • "Salvataggio in Australia" (gioco interattivo);
    • "S.I.S. S.p.A." (Canta con Noi);
    • L'album di Bianca e Bernie nella terra dei canguri;
    • Topolino in Australia - cortometraggio animato;
    • Professione papà - cortometraggio animato.

Blu-ray Disc[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione BD del film è uscita in Italia il 7 novembre 2012.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]
  • Lingue in DTS 5.1: italiano, francese e olandese;
  • Lingua inglese in DTS HD 5.1;
  • Sottotitoli in italiano, inglese, inglese per non udenti, francese e olandese;
  • Contenuto speciale: Il making of di Bianca e Bernie nella terra dei canguri.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Con la nuova featurette di Topolino Il principe e il povero come ulteriore attrattiva, Bianca e Bernie nella terra dei canguri debuttò nel weekend d'apertura con un incasso di 3,5 milioni dollari,[16] al quarto posto sotto Mamma ho perso l'aereo, Rocky V e La bambola assassina 2[17] e al di sotto delle aspettative dello studio.[12] Come risultato, l'allora capo dei Walt Disney Studios Jeffrey Katzenberg decise di ritirare tutti gli spot TV del film.[12] Il film incassò in totale 47.431.461 dollari,[16] il che lo rende il film di minor successo commerciale del Rinascimento Disney.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film ricevette principalmente recensioni positive. Su Rotten Tomatoes, sulla base di 25 recensioni raccolte, il film ha ricevuto il 68% di opinioni positive, con una valutazione media del 6.2/10. Il consenso generale è: "Anche se la sua storia è di seconda categoria, Bianca e Bernie nella terra dei canguri si riscatta con alcuni valori di produzione notevoli - in particolare le sue scene di volo".

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Charles Solomon, MOVIE REVIEW : Fantasy, Animation Soar in 'Rescuers Down Under', in Los Angeles Times, 16 novembre 1990. URL consultato il 28 marzo 2015.
  2. ^ Bob Thomas, Disney's Art of Animation: From Mickey Mouse To Hercules, Disney Editions, March 7, 1997, p. 121, ISBN 978-0786862412.
  3. ^ Rita Street, Mike Gabriel Talks Oscar Nominee Lorenzo, Animation, February 5, 2005. URL consultato il January 2, 2016.
  4. ^ Charles Solomon, Cheech Marin as Animated Tito: Check It Out, December 27, 1988. URL consultato il January 2, 2016.
  5. ^ John C. Taylor, How Broadway helped animate Disney's comeback, April 3, 2010. URL consultato il January 2, 2016.
  6. ^ John Canemaker, Two Guys Named Joe, Disney Editions, 2010, pp. 51–2, ISBN 978-1423110675.
  7. ^ a b c d Catherine Hinman, Disney Dips Into Local Inkwell Florida Animation Team Lends Hand To 'Rescuers', November 19, 1990. URL consultato il January 2, 2016.
  8. ^ a b Gary Sussman, `Rescuers' does its bit for the environment (Fee required), November 18, 1990. URL consultato il January 2, 2016. Formato sconosciuto: Fee required (aiuto)
  9. ^ John Voland, Movies, December 21, 1988. URL consultato il January 2, 2016.
  10. ^ a b The Rescuers Down Under, in Disney Archives, Disney.go.com. URL consultato il January 2, 2016 (archiviato dall'url originale il January 29, 2007).
  11. ^ R. Daniel Foster, Building Character From the Ground Up : Movies: The movements of models often provide the inspiration for the quirks and idiosyncrasies of animated stars., January 11, 1991. URL consultato il January 2, 2016.
  12. ^ a b c Filmato audio Hahn, Don, Waking Sleeping Beauty, Burbank, California, Stone Circle Pictures/Walt Disney Studios Motion Pictures, 2009.
  13. ^ First fully digital feature film, in Guinness World Records, Guinness World Records. URL consultato il 18 marzo 2016.
  14. ^ Dave Smith, Disney A-Z: The Official Encyclopedia, New York, Hyperion, 1996, p. 414, ISBN 0-7868-6223-8.
  15. ^ Jason Ankeny, The Rescuers Down Under (Original Soundtrack), su Allmusic. URL consultato il 3 giugno 2012.
  16. ^ a b The Rescuers Down Under (1990), Box Office Mojo. URL consultato il 23 ottobre 2010.
  17. ^ Weekend Box Office Results for November 16-18, 1990, su Box Office Mojo. URL consultato l'8 settembre 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]