Le follie dell'imperatore

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il videogioco tratto dal film, vedi Le follie dell'imperatore (videogioco).
Le follie dell'imperatore
Le follie dell'imperatore.png
Kuzco in una scena del film
Titolo originale The Emperor's New Groove
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2000
Durata 78 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,66:1
Genere animazione, avventura, commedia, fantastico
Regia Mark Dindal
Soggetto Roger Allers, Matthew Jacobs, Chris Williams, Mark Dindal
Sceneggiatura David Reynolds
Produttore Randy Fullmer
Produttore esecutivo Don Hahn
Casa di produzione Walt Disney Pictures, Walt Disney Feature Animation
Distribuzione (Italia) Buena Vista International Italia
Storyboard Stephen J. Anderson, Don Hall, John Norton, Jeff Ranjo, Stevie Wermers, Kelly Wightman, Chris Williams
Art director Colin Stimpson
Character design Joseph C. Moshier
Animatori Nik Ranieri, Bruce W. Smith, Dale Baer, Tony Bancroft, Doug Frankel, James Lopez, Brian Ferguson, Sandro Cleuzo, Dominique Monféry
Montaggio Pam Ziegenhagen
Musiche John Debney
Tema musicale "My Funny Friend and Me", di Sting e David Hartley
Sfondi Natalie Franscioni-Karp
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Le follie dell'imperatore (The Emperor's New Groove) è un film del 2000 diretto da Mark Dindal. È il 40º classico Disney, e nacque come un musical epico intitolato Kingdom of the Sun con registi Dindal e Roger Allers, ma nel corso dei suoi sei anni di produzione fu trasformato dai dirigenti della Disney in una buddy comedy leggera su Kuzco, un giovane ed egoista imperatore inca che, tramutato erroneamente in un lama dalla sua ex consigliera Yzma nel tentativo di avvelenarlo, cerca di ritrovare le sue sembianze umane aiutato dal generoso contadino Pacha, che gli insegna ad essere altruista.

Il film, proiettato per la prima volta negli Stati Uniti il 10 dicembre 2000, non fu un gran successo economico ma ricevette recensioni generalmente positive, ed è considerato uno dei migliori film dell'epoca post-rinascimentale della Disney. Fu candidato all'Oscar alla migliore canzone per "My Funny Friend and Me" eseguita da Sting.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Kuzco, giovane imperatore inca viziato ed egocentrico, è deciso a regalarsi per il compleanno un nuovo parco acquatico (Kuzcotopia) che dovrebbe essere costruito sulla cima di una collina. Quindi, decide di convocare al suo cospetto Pacha, il capo del villaggio. Questi si mostra in disaccordo con la decisione di Kuzco, ma l'imperatore, deciso a non voler ascoltare repliche, lo caccia da palazzo. Frattanto, Yzma, la perfida consigliera di corte appena licenziata da Kuzco per l'abitudine di sostituirsi all'imperatore nelle udienze e prendere decisioni al posto suo, decide di sbarazzarsi del giovane per poter prendere il suo posto dopo la sua morte. Decide perciò di avvelenarlo, ma a causa dell'ingenuità del suo braccio destro Kronk, per uno scambio di fiale l'imperatore beve accidentalmente la pozione sbagliata e viene trasformato in un lama. Per ovviare all'errore Kronk deve colpire Kuzco e fargli perdere i sensi, prima di portarlo fuori città per ucciderlo definitivamente. Ma nel trasportarlo va incontro ad una serie di imprevisti, e l'imperatore finisce accidentalmente sul carro di Pacha di ritorno al suo villaggio. Kronk lo perde di vista.

Risvegliatosi e scoperto di essere stato trasformato in un lama, l'imperatore ordina al capo villaggio di accompagnarlo al suo palazzo, ma Pacha decide di farlo solo se Kuzco accetterà di costruire il suo parco acquatico da un'altra parte. Kuzco non ne vuole sapere e così si avventura nella giungla da solo, imbattendosi in un branco di giaguari melanici. Salvato da Pacha, Kuzco accetta le condizioni di Pacha per poter tornare a palazzo. Intanto al palazzo Yzma celebra il "funerale" dell'imperatore e si fa proclamare imperatrice, ma subito dopo viene casualmente a sapere da Kronk che l'imperatore è ancora vivo, e insieme partono per andarlo a cercare. Dopo qualche altra disavventura di Kuzco e Pacha, l'incontro con Kronk e Yzma avviene casualmente in una piccola locanda nella giungla, la Patria della carne di Mudka. Nella comica scena, solo fortunosamente la nuova imperatrice e il suo aiutante non si avvedono della presenza di Kuzco. Pacha, tuttavia, scopre le intenzioni di Yzma e corre subito ad avvertire Kuzco, ma l'imperatore (convinto che il lungo viaggio che sta facendo sia un trucco del contadino per ritardare il rientro a palazzo) si rifiuta di ascoltarlo e se ne va. Proprio mentre sta per raggiungere Yzma e Kronk, certo che essi siano in viaggio per ritrovarlo e riportarlo al suo palazzo, ascolta uno stralcio di conversazione tra i due e così, sconvolto, si rende conto del proprio sbaglio e si riconcilia con il suo amico.

Nel frattempo Yzma, scoperto che il lama era stato ritrovato da Pacha, giunge a casa di quest'ultimo per cercare Kuzco, e si finge una sua lontana parente per avere informazioni. La moglie di Pacha, Chicha, è però molto più furba e le tende una trappola assieme ai figli Tipo e Chacha per lasciare che suo marito insieme all'imperatore arrivino per primi al palazzo, facendo guadagnare loro del tempo. Yzma e Kronk però riescono a fuggire e così comincia un rocambolesco inseguimento. In maniera imprevista, la nuova imperatrice e il suo muscoloso aiutante arrivano a palazzo per primi, nonostante siano finiti in un burrone durante il tragitto e siano stati superati da Kuzco e Pacha. Kronk è incaricato di ucciderli, ma quando Yzma glielo ordina offendendolo per l'ennesima volta, il giovane aiutante insorge e si ribella alla donna, venendo poi però messo fuori gioco da lei stessa.

Yzma, allora, afferra la pozione in grado di far tornare Kuzco un uomo e se ne impossessa, e scoppia una rocambolesca lotta durante il quale l'anziana malfattrice, non riuscendo a aprire la fiala, confonde la pozione con tutte le altre. Pacha decide di far bere tutte le pozioni al suo amico fino a che non troveranno quella giusta mentre fuggono dalle guardie, chiamate da Yzma, che ha indicato i due amici come assassini dell'imperatore. Dopo varie trasformazioni, rimangono solo due pozioni. Sia Kuzco sia Yzma, che vuole impedirgli di bere il contenuto della fiala, si precipitano su una di esse: dopo averla aperta, Yzma la beve e si ritroverà trasformata in un'innocua gattina. Nell'ultima lotta, tenta in ogni modo di impedire al lama di bere l'ultima pozione, quella giusta. C'è spazio anche per un altro eroico atto di Kuzco, che per la seconda volta salva Pacha da un precipizio, rinunciando ad afferrare la fiala. Ma alla fine il flacone viene ugualmente recuperato dal contadino, riconoscente, mentre Yzma viene atterrata casualmente da Kronk. Finalmente Kuzco riesce a bere la pozione e, dopo aver riassunto le sue sembianze umane, riprende possesso del titolo imperiale. Le avventure passate hanno cambiato l'imperatore, che smette di essere egoista e, tra le altre cose, rinuncia a costruire il suo nuovo parco acquatico sulla collina del villaggio di Pacha. Su consiglio di quest'ultimo, Kuzco opta per la costruzione di una modesta abitazione su un'altra collina, disabitata, vicino al villaggio di Pacha, con la cui famiglia manterrà un legame di amicizia. Kronk, riuscito a redimersi del tutto, diventa capo scout di un gruppo di bambini, di cui anche Yzma fa parte, ancora nelle sembianze di gatta.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Kuzco: il sarcastico imperatore diciottenne dell'Impero inca. Inizialmente è narcisista e non presta alcuna attenzione ai bisogni degli altri. Tuttavia, dopo essere stato trasformato in un lama e aver fatto amicizia con Pacha, egli diventa una persona migliore.
  • Pacha: il capo di un villaggio posto sulle montagne non lontano dal palazzo di Kuzco. Inizialmente odia profondamente Kuzco dal momento che vuole distruggere il suo villaggio, ma lo aiuta comunque. Alla fine, dopo essere riuscito a infondere in Kuzco tutta la propria bontà, diventa il suo migliore amico.
  • Yzma: l'anziana e inquietante consigliera di Kuzco che afferma di averlo praticamente cresciuto. Intende uccidere l'imperatore e prenderne il posto.
  • Kronk: l'ottuso e muscoloso scagnozzo di Yzma. Ha un carattere completamente opposto alla donna, essendo molto simpatico e gentile con gli sconosciuti. Kronk è uno chef di talento e ha la capacità di parlare con gli scoiattoli. I suoi dilemmi morali si manifestano tramite un angelo e diavolo con le sue sembianze che gli appaiono sulle spalle
  • Chicha: la moglie incinta di Pacha.
  • Chaca e Tipo: i due bambini di Pacha.
  • Bucky: uno scoiattolo che ha uno spiacevole incontro con Kuzco e disprezza Yzma, ma fa subito amicizia con Kronk e ne diventa in seguito l'assistente.
  • Matta: l'insofferente cameriera della Patria della carne di Mudka.
  • Rudy: un vecchietto che viene buttato fuori dal castello di Kuzco per avergli "rotto il ritmo", ma che in seguito perdona l'imperatore.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Kingdom of the Sun[modifica | modifica wikitesto]

L'idea di Kingdom of the Sun fu concepita da Roger Allers e Matthew Jacobs,[1] e lo sviluppo del progetto iniziò nel 1994.[2] Al momento di proporre il progetto all'allora amministratore delegato e presidente della Disney Michael Eisner, Allers ricordò che Eisner disse che "ha tutti gli elementi di un classico film Disney",[3] e grazie al suo successo come regista de Il re leone quello stesso anno, Eisner diede ad Allers carta bianca sia con il casting sia con la trama.[4] Nel gennaio 1995 Variety riportò che Allers stava lavorando su "una storia originale a tema inca".[5]

Nel 1996 il team di produzione fece un viaggio a Machu Picchu in Perù, per studiare gli artefatti e l'architettura inca e il paesaggio in cui questo impero era stato creato.[6]

Kingdom of the Sun doveva essere un racconto di un imperatore avido ed egoista (doppiato da David Spade) che trova un contadino con il suo stesso aspetto (doppiato da Owen Wilson); l'imperatore si scambia di posto con il contadino per divertimento, proprio come nel romanzo archetipo di Mark Twain Il principe e il povero. Tuttavia, la malvagia strega Yzma ha in programma di evocare il dio malvagio Supay e catturare il sole in modo da rimanere giovane per sempre (il sole le fa venire le rughe, così ipotizza che vivere in un mondo di oscurità le impedirebbe di invecchiare). Una volta scoperto lo scambio tra l'imperatore e il contadino, Yzma trasforma il vero imperatore in un lama e minaccia di rivelare l'identità del contadino a meno che lui non le obbedisca. L'imperatore-lama impara l'umiltà nella sua nuova forma, innamorandosi di una pastorella di lama di nome Mata (doppiata da Laura Prepon).[7] Insieme, la ragazza e il lama sventano i piani della strega. Il libro Reel Views 2 dice che il film sarebbe stato un "musical commedia romantica nel 'tradizionale' stile Disney".[8]

Dopo le deludenti prestazioni al botteghino di Pocahontas e Il gobbo di Notre Dame, i dirigenti dello studio ritennero, a seguito di alcune proiezioni di prova, che il progetto stava diventando troppo ambizioso e serio per il pubblico e necessitava di più commedia.[9] All'inizio del 1997, il produttore Randy Fullmer contattò Mark Dindal, che aveva appena concluso il lavoro su Cats Don't Dance, e gli offrì di essere il co-regista di Kingdom of the Sun.[10] Nel frattempo, Allers chiamò personalmente Sting, sulla scia del successo di Elton John per Il re leone, a comporre alcune canzoni per il film.[3] Egli acconsentì, ma a condizione che la moglie cineasta Trudie Styler potesse "documentare il processo di produzione"; il film risultante, intitolato The Sweatbox, fu prodotto dalla Xingu Films (la loro società di produzione).[11] Insieme al collaboratore David Hartley, Sting compose otto canzoni indissolubilmente legate alla trama e ai personaggi originali.[2]

Nell'estate del 1997 fu annunciato che Allers e Dindal avrebbero diretto il film e Fullmer l'avrebbe prodotto. David Spade ed Eartha Kitt vennero confermati nei ruoli dell'imperatore Manco e della strega Yzma, mentre Carla Gugino era in trattative per un ruolo.[12][13] Harvey Fierstein era stato scritturato per il ruolo di Hucua, spalla di Yzma.[3]

Un anno dopo era ormai evidente che Kingdom of the Sun non era abbastanza avanti nella produzione per essere distribuito nell'estate del 2000 come previsto. A questo punto, uno dei dirigenti della Disney entrò nell'ufficio di Fullmer e, ponendo il pollice e l'indice a un quarto di pollice di distanza, dichiarò: "il vostro film è così vicino ad essere annullato".[14] Fullmer avvicinò Allers, e lo informò della necessità di finire il film in tempo per la sua distribuzione nell'estate 2000 poiché accordi promozionali cruciali con McDonald's, Coca-Cola e altre società erano già stabiliti e dipendevano dal rispetto di quella data di uscita. Allers riconobbe che la produzione era in ritardo, ma era sicuro che, con un'estensione da sei mesi a un anno, avrebbe potuto completare il film. Quando Fullmer negò la richiesta, il regista decise di lasciare il progetto.[14] Il 23 settembre 1998[2][15] il progetto era morto con costi di produzione pari a 25-30 milioni di dollari[2][4] e il 25% del film già animato.[16]

Revisione e riscrittura[modifica | modifica wikitesto]

Adirato dall'abbandono di Allers, Eisner diede a Fullmer due settimane per salvare il film o la produzione sarebbe stata chiusa.[17] Fullmer e Dindal fermarono la produzione per sei mesi per riorganizzare il progetto con il nuovo titolo Kingdom in the Sun,[10] diventando così il primo Classico Disney ad avere una vasta revisione dopo Pinocchio.[18] Nel frattempo, a seguito della proposta di Eric Goldberg del segmento Rapsodia in blu di Fantasia 2000, gli animatori furono riassegnati a lavorare sul segmento.[19] A Chris Williams, che era un artista degli storyboard per Kingdom of the Sun,[20] venne l'idea di fare di Pacha un personaggio più vecchio in contrasto con l'adolescente che era nella storia originale.[21] L'ex sceneggiatore del Late Night with Conan O'Brien David Reynolds dichiarò che, in seguito all'idea, "proposi una semplice commedia che è fondamentalmente un film buddy road con due tizi inseguiti nello stile di un cartone di Chuck Jones, ma con un ritmo più veloce. La Disney disse: 'Provateci'".[22] Una delle nuove aggiunte alla storia fu il personaggio di Kronk.[23] Nel frattempo, il nome di Manco fu cambiato in Kuzco in seguito alla scoperta di Fullmer del termine slang giapponese "omanco", che si riferisce alla vagina.[4] In parte a causa dell'arresto della produzione, il lavoro di Sting sul film iniziò a interferire con quello sul suo prossimo album che stava progettando di registrare in Italia. Il cantautore dichiarò: "Scrivo la musica, e quindi si suppone che loro la animino, ma ci sono sempre cambiamenti in atto. È costantemente in inversione di tendenza", ma ammise che si stava divertendo.[3][24] In seguito alla revisione, il film in CGI Dinosauri assunse la data di uscita dell'estate del 2000 originariamente prevista per Kingdom of the Sun.[4]

Fullmer avrebbe informato Sting per telefono che le sue canzoni, relative a scene e personaggi ormai scartati, dovevano essere soppresse.[3][25] Risentito dalla rimozione delle sue canzoni, il musicista pop commentò che "in un primo momento, ero arrabbiato e turbato. Poi volevo un po' di vendetta." La Disney alla fine permise che tre dei sei brani eliminati venissero inseriti come tracce bonus nell'album della colonna sonora, come la canzone di Yzma "Snuff Out the Light", quella d'amore "One Day She'll Love Me" e un numero di danza intitolato "Walk the Llama Llama".[26] Gli elementi della trama come la storia d'amore tra il pastore di lama Pacha e la promessa sposa di Manco Nina, il piano di Yzma e le analogie con Il principe e il povero e la mitologia inca furono rimossi.[27] Anche il personaggio di Hucua fu abbandonato, ma fa un cameo come candelabro durante la scena della cena.[28] Kuzco – che era un personaggio di supporto nella storia originale – alla fine divenne il protagonista.[29]

Nell'estate del 1999 i membri del cast Owen Wilson, Harvey Fierstein e Trudie Styler furono rimossi dal film.[30] Eartha Kitt e David Spade rimasero invece nel cast, e furono assunti John Goodman e Patrick Warburton.[31] Dopo che le canzoni di Sting per Kingdom of the Sun erano state rimosse dalla nuova trama, Sting rimase nel progetto, anche se gli fu detto dallo studio che "tutto ciò che vogliamo è una canzone di inizio e fine".[32] La canzone, "Perfect World", fu scritta "per aprire il film con un numero grande e divertente che istituisse il potere di Kuzco e mostrasse come controllava il mondo", secondo il presidente della Feature Animation Thomas Schumacher.[33] I realizzatori chiesero a Sting di cantare la canzone per il film, ma lui rifiutò dicendo loro che era troppo vecchio per cantarla e dovevano trovare qualcuno più giovane e alla moda. Fu invece scelto Tom Jones, che aveva undici anni in più di Sting.[34]

Nel febbraio 2000 il nuovo film fu annunciato come The Emperor's New Groove, con la sua nuova storia incentrata su un viziato imperatore inca – doppiato da David Spade – che attraverso vari colpi di scena e cadute finisce per imparare il significato della vera felicità da un povero contadino, doppiato da John Goodman. La data di uscita fu fissata per dicembre 2000.[35] Nonostante la formulazione del titolo, il film non ha alcuna relazione con la fiaba "I vestiti nuovi dell'imperatore".[36] Tuttavia, Eisner era preoccupato che la nuova storia fosse troppo vicina al tono al film del 1997 Hercules, che aveva incassato decentemente ma ancora sotto le aspettative al botteghino americano. Dindal e Fullmer gli assicurarono che il film avrebbe avuto un cast molto più piccolo, rendendo più facile il coinvolgimento del pubblico. Verso la fine della produzione, il finale del film vedeva in origine Kuzco costruire il suo parco di divertimenti Kuzcotopia su un'altra collina, distruggendo una foresta vicino alla casa di Pacha, e invitando Pacha e la sua famiglia in visita. Inorridito, Sting scrisse loro una lettera in cui diceva: "Se lo fate do le dimissioni, perché questo è esattamente il contrario di ciò che sostengo. Ho trascorso vent'anni a cercare di difendere i diritti delle popolazioni indigene e voi li state calpestando per costruire un parco a tema. Non voglio farne parte".[37] Il finale fu quindi riscritto in modo che Kuzco costruisse una capanna simile a quella di Pacha di e trascorresse la sua vacanza tra gli abitanti del villaggio.[38]

Design e animazione[modifica | modifica wikitesto]

Durante la produzione di Kingdom of the Sun, Andreas Deja fu l'iniziale supervisore all'animazione di Yzma, e incorporò pose di top model pubblicate in riviste al fine di catturare la personalità focosa e seducente di Yzma.[39] Nik Ranieri era originariamente previsto come supervisore all'animazione per la rocciosa spalla di Yzma, Hucua. Durante il viaggio di ricerca in Perù nel 1996, Ranieri riconobbe: "Ero alla ricerca di un personaggio che sembrasse una roccia così sono rimasto bloccato a disegnare rocce per tutto il viaggio. Poi quando tornammo le accatastarono in questa storia di antichi inca".[40] Mark Pudleiner doveva essere il supervisore all'animazione della promessa sposa di Kuzco, Nina.[41] All'inizio del 1997 David Pruiksma salì a bordo per animare il lama Snowball.[42] Secondo Pruiksma, Snowball era "un personaggio sciocco, inutile ed egoista, una sorta di bionda stupida del branco. Mi piaceva molto sviluppare il personaggio e fare un po' di animazione di prova iniziale su di lei. Prima che lasciassi il film (e infine fu accantonato), creai dei fogli modello non solo per Snowball, ma anche per gli altri sette lama della mandria e per Kuzco in forma di lama".[43] Quando la produzione del film fu arrestata, Pruiksma si trasferì a lavorare su Atlantis - L'impero perduto che era in sviluppo contemporaneamente, e alla fine i personaggi lama furono rimossi dalla trama.[42]

Dopo la revisione della produzione e i tentativi dello studio di produrre film d'animazione più efficienti economicamente, Dindal sollecitò "un approccio più semplice che sottolineasse i personaggi piuttosto che travolgenti effetti speciali o tecniche cinematografiche".[44] Deja rifiutò di tornare al film osservando che la sua versione più seria di Yzma era incompatibile con il tono più strambo e comico del film, e si trasferì a Orlando (Florida) per lavorare su Lilo & Stitch, venendo sostituito da Dale Baer.[45] Usando i gesti di Eartha Kitt durante le sessioni di registrazione, Baer commentò: "Ha una voce naturale per l'animazione ed è realmente entrata nel ruolo. Gesticolava selvaggiamente ed è stato divertente anche solo guardarla. Entrava in ogni sessione quasi seria e molto professionale, e improvvisamente diventava selvaggia e si metteva a ridere".[46] A Ranieri fu poi chiesto di fungere da supervisore all'animazione di Kuzco (come essere umano e lama), anche se avrebbe ammesso di essere stato riluttante in un primo momento fino a quando non scoprì che Kuzco aveva un gran potenziale comico. Anche Pudleiner fu riassegnato a lavorare come animatore della versione umana di Kuzco.[47] Oltre a ispirarsi a David Spade durante le sessioni di registrazione, il team di animazione Kuzco studiò i lama allo zoo, visitò una fattoria di lama, guardò documentari naturalistici e osservò inoltre gli animali da vicino quando visitarono lo studio.[44] Per la versione riscritta di Pacha, l'animatore Bruce W. Smith osservò che "Pacha è probabilmente il più umano di tutti i personaggi," aggiungendo inoltre che egli "ha atteggiamenti più umani e tratti realistici, che servono da contrasto con il fumettistico lama con cui passa il tempo. È il tizio coi piedi per terra che riporta tutto a fuoco. Essendo un tipo alto circa sei piedi e mezzo e pesando circa 250 chili, abbiamo dovuto lavorare duramente per dargli un senso di peso e credibilità nel suo movimento".[44]

L'animazione effettiva iniziò nel 1999, coinvolgendo 400 artisti e altre 300 persone tra tecnici e personale di produzione.[40] Al di fuori dell'edificio della Walt Disney Feature Animation di Burbank, il film ricevette l'assistenza di animatori delle divisioni di Florida e Francia.[8]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Le date di uscita internazionali sono state:

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Il doppiaggio italiano del film fu eseguito dalla Royfilm e diretto da Leslie La Penna su dialoghi di Luigi Calabrò. La parte musicale è a cura di Ermavilo, e le canzoni furono registrate ai Trafalgar Recording Studios.

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu distribuito in VHS e DVD in Nord America il 1º maggio 2001 e in Italia il 7 novembre. Il DVD (in Italia ristampato il 4 novembre 2015 nella collana Disney: I Classici[48]) include come extra una scena eliminata, il video musicale di "Walk the Llama Llama" dei Rascal Flatts, un gioco interattivo, tre brevi dietro le quinte, il trailer cinematografico, il commento audio dei realizzatori e un making of della canzone "My Funny Friend and Me". In Nord America fu distribuita anche un'edizione a due dischi che include numerosi altri contenuti speciali su produzione e promozione.[49] Il film ebbe un successo di gran lunga maggiore in home video piuttosto che al botteghino, diventando il più venduto del 2001.[50] Nel settembre 2001 fu riferito che erano state vendute sei milioni di VHS, per un incasso pari a 89 milioni di dollari, mentre le vendite in DVD erano doppie; la rendita complessiva media fu di 125 milioni secondo la Adams Media Research.[51] In Nord America il 18 ottobre 2005 fu distribuita una riedizione DVD chiamata "The New Groove Edition", che rispetto alla precedente edizione a disco singolo aggiunge due scene eliminate agli extra.[52]

L'11 giugno 2013 il film è stato distribuito in Blu-ray Disc in Nord America in una "3-Disc Special Edition" che contiene Le follie dell'imperatore e Le follie di Kronk in un unico BD (privo di extra) e in due DVD distinti.[53] Nel primo fine settimana furono vendute 14.000 unità, per un incasso di 282.000 dollari.[54] Il 9 aprile 2014 il film è uscito in BD anche in Italia, in versione singola (il sequel è ancora inedito in tale formato). Questa edizione include solo alcuni extra del DVD: la scena eliminata, i dietro le quinte e il making of di "My Funny Friend and Me".[55] Inizialmente è stata distribuita un'edizione con il titolo sulla costina scritto erroneamente come Dell'imperatore le follie, seguita qualche settimana dopo da una ristampa corretta.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo weekend di debutto, Le follie dell'imperatore fu il quarto miglior incasso in Nord America con circa 10 milioni di dollari dietro a forti concorrenti come What Women Want - Quello che le donne vogliono, Fatti, strafatti e strafighe e Il Grinch.[56] Nel complesso il film, prodotto con un budget di circa 100 milioni di dollari, ne incassò 89.302.687 al botteghino statunitense e altri 80.025.000 in tutto il mondo; una performance inferiore a quelle della maggior parte dei Classici Disney distribuiti nel decennio precedente.[57]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film ricevette recensioni positive da parte della critica. L'85% delle 128 recensioni raccolte dal sito Rotten Tomatoes sono positive; sul sito il film ha un voto medio di 7,1, e il consenso recita: "Le follie dell'imperatore non è il film d'animazione più ambizioso, ma il suo ritmo svelto, personaggi freschi e grandi risate creano un grande momento per tutta la famiglia".[58] Su Metacritic il film ha una valutazione di 70 sulla base di 28 recensioni.[59]

Robert Koehler di Variety commentò che il film "potrebbe non incontrare lo stile degli altri film dello studio, ma sarà ricordato come il film che ha stabilito un nuovo atteggiamento nelle sale dell'unità di animazione della Disney".[60] Roger Ebert, scrivendo per il Chicago Sun-Times, assegnò al film 3 stelle su 4, distinguendolo come "uno sciocco cartone animato slapstick, con la soglia di attenzione di Paperino" che è separato da ciò che è noto come film d'animazione. Ebert aggiunse poi che "non ha la raffinatezza tecnica di un film come Tarzan, ma è un promemoria che il look classico dei cartoni animati è un amato stile per conto suo".[61] La critica dell'Entertainment Weekly Lisa Schwarzbaum diede al film una B+, descrivendolo come un film per famiglie "alla moda, divertente, per lo più non musicale e decisamente non-epico, che risulta essere meno il viaggio di un eroe piuttosto di un incontro di menti da sitcom".[62]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

The Sweatbox[modifica | modifica wikitesto]

The Sweatbox è un documentario di Trudie Styler che cronaca la tumultuosa collaborazione del marito Sting e David Hartley con gli studi Disney per comporre sei canzoni per The Kingdom of the Sun.[63] Il documentario include interviste coi registi Roger Allers e Mark Dindal, il produttore Randy Fullmer, Sting, gli sceneggiatori e il cast vocale costernato dalla nuova direzione. La Disney non si oppose al documentario di Trudie Styler, in quanto il dirigente della Feature Animation Thomas Schumacher, dopo aver visto i filmati, lo definì "fantastico".[64]

Tuttavia, dopo la proiezione al Toronto International Film Festival del 2002, la Disney non ha mai distribuito il film pur detenendone i diritti, limitandosi a inserirne alcune scene nei contenuti speciali del DVD.[65] Nel marzo 2012 una workprint del documentario è però trapelata online dopo essere stata caricata su YouTube da un fumettista britannico.[66]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

In concomitanza col film fu pubblicato un videogioco omonimo sviluppato dalla Argonaut Games nelle versioni per PlayStation e Microsoft Windows e dalla Sandbox Studios in quella per Game Boy Color. L'anno seguente un videogioco basato sul film fu pubblicato nella collana La bottega dei giochi.

Alcuni personaggi del film appaiono come ospiti nella serie TV House of Mouse - Il Topoclub e nel film tratto da essa Il bianco Natale di Topolino - È festa in casa Disney. Dal 2006 al 2008 fu poi trasmessa su Disney Channel la serie TV in 52 episodi A scuola con l'imperatore, che riporta in scena tutti i personaggi del film. La serie segue Kuzco mentre cerca di completare la sua istruzione per tornare ad essere imperatore, ostacolato da Yzma e Kronk.

Merchandising[modifica | modifica wikitesto]

La campagna di marketing per Le follie dell'imperatore fu relativamente contenuta, poiché la Disney decise di promuovere fortemente la distribuzione de La carica dei 102 - Un nuovo colpo di coda durante il Giorno del ringraziamento.[67][68] Tuttavia, il film fu accompagnato da sei giocattoli lanciatori di Kuzco umano e lama, Pacha, Yzma umana e gatto e Kronk inclusi negli Happy Meal da McDonald's.[69] Inoltre furono realizzati animali di peluche venduti in luoghi come i Disney Store.

Spin-off[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Le follie di Kronk.

Nell'aprile del 2005 fu annunciato che la DisneyToon Studios stava producendo un sequel direct-to-video intitolato Le follie di Kronk.[70] Il film, distribuito il 13 dicembre, funge sia da sequel che da spin-off eleggendo a protagonista il personaggio di Kronk, pur riportando in scena (oltre a tutti gli altri personaggi del film originale) anche Kuzco in un ruolo secondario.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicole Laporte, The Men Who Would Be King: An Almost Epic Tale of Moguls, Movies, and a Company Called DreamWorks, Mariner Books, pp. 208–9, ISBN 978-0-547-52027-8.
  2. ^ a b c d Valerie Kuklenski, Finding the Groove, in The Sun Sentinel, Los Angeles Daily News, 13 dicembre 2000. URL consultato il 1º settembre 2013.
  3. ^ a b c d e The Sweatbox.
  4. ^ a b c d Danny Leigh, Llama drama, in The Guardian, 14 febbraio 2001. URL consultato il 1º gennaio 2015.
  5. ^ Variety Staff, The Men Behind The 'King', in Variety, 8 gennaio 1995. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  6. ^ Roger Moore, Royal Pain But The Agonizing Pays Off, in Orlando Sentinel, 15 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  7. ^ Sandro Cleuzo, From the 90's - The Emperor's New Groove Almost Made it Character, inspectorcleuzo.blogspot.com, 1º maggio 2014. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  8. ^ a b James Berardinelli and Roger Ebert, Reel Views 2, p. 55. URL consultato l'8 gennaio 2013.
  9. ^ Jim Hill, The Long Story Behind the Emperor's New Groove, The Laughing Place, 25 maggio 2001. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  10. ^ a b Strike, Joe, Mark Dindal's Place in the Sun, awn.com, 18 novembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  11. ^ David Harvey, Review: 'The Sweatbox', in Variety, 27 settembre 2002. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  12. ^ Variety Staff, Disney's Spade Sting-along, in Variety, 24 luglio 1997. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  13. ^ Bob Strauss, Disney draws out blockbusters into next century, in Chicago Sun-Times, 27 giugno 1997. URL consultato il 2015 via HighBeam Research.
  14. ^ a b Jim Hill, "The Long Story Behind the Emperor's New Groove" (Part 3), The Laughing Place, 25 maggio 2001. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  15. ^ Roger Moore, 'The Emperor's New Groove' developed from earlier project, in Lubbock Avalanche-Journal, Knight-Ridder, 22 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  16. ^ Richard Natale, Production on Animated Films Gets Drawn Out, in Los Angeles Times, 26 febbraio 1999. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  17. ^ Jim Hill, The Long Story Behind the Emperor's New Groove (Part 2), 25 maggio 2001. URL consultato il 2015.
  18. ^ Jerry Beck, The Animated Movie Guide, 2005, p. 72. URL consultato il 3 settembre 2013.
  19. ^ Charles Solomon, Rhapsody in Blue: Fantasia 2000's Jewel in the Crown, Animation World Network, 1º dicembre 1999. URL consultato il 2015.
  20. ^ John Canemaker, Paper Dreams: The Art And Artists Of Disney Storyboards, Hyperion, 21 ottobre 1999, pp. 1–3, ISBN 978-0-7868-6307-5.
  21. ^ The Emperor's New Groove - Origins of the Project, Cinema Review. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  22. ^ Cindy Perlman, South Sider pens 'New Groove', in Chicago Sun-Times, 25 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015 via HighBeam Research.
  23. ^ Melanie Proctor, Groovin' to the emperor's beat, in New Straits Times, 31 dicembre 2002. URL consultato il 2015 via HighBeam Research.
  24. ^ Stacy Jenel Smith e Marilyn Beck, Sting juggles Disney chores with album, acting gigs, in Los Angeles Daily News, 2 novembre 1998. URL consultato l'8 febbraio 2015 via TheFreeLibrary.
  25. ^ Mal Vincent, Wacky "Emperor's New Groove" Is Departure from Typical Disney Fare, in Virginian Pilot, 18 dicembre 2000. URL consultato il 14 febbraio 2015 via HighBeam Research.
    «But someone had to call Sting and tell him that all his songs would be thrown out. 'As the producer, it fell to me,' Fullmer said. 'It wasn't easy. He had taken a full year off to work on the movie's score. He didn't want to compose while he was touring.'».
  26. ^ Anthony Breznican, Sting stung by Disney cartoon, 14 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  27. ^ Jim Hill, The Long Story Behind the Emperor's New Groove (Part 4), The Laughing Place, 25 maggio 2001. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  28. ^ Commento audio nel DVD
  29. ^ Joshua Mooney, How Disney got its 'Groove' back Film reworked, revamped repeatedly, in Chicago Sun-Times, 17 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015 via HighBeam Research.
  30. ^ Evan Backes, Why Does It Take Ten Years!?!, Animation World Network, 1º aprile 2001. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  31. ^ Bruce Feld, Into the Groove, in Film Journal International, 1º dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  32. ^ Nancy Miller, STING'S 'NEW' ETHICS Star pushed Disney's 'Emperor' to find a greener 'Groove', in New York Daily News, 12 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  33. ^ Richard Lo, Disney films are for young and the young-at-heart, in The Philippine Star.
  34. ^ Jackie Hicken, 50 things you might not know about your favorite Disney films, 1998-2013 edition, in Deseret News, 24 giugno 2014. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  35. ^ Hot News: Disney's Dynamic Slate, in Empire, 1º febbraio 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  36. ^ Jay Boyar, A Toon Just For Fun, in Orlando Sentinel, 1º dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  37. ^ STING FORCES DISNEY TO CHECK ITS '...GROOVE', in New Musical Express, 12 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  38. ^ Supplemental Features - Deleted and Unused Scenes, Including 'Destruction of Pacha's Village,' 'Pacha's Family' and 'Original Kuscotopia Ending'
  39. ^ Andreas Deja, Early Yzma, andreasdeja.blogspot.com, 25 settembre 2011. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  40. ^ a b Jessica Mellor, Video: Get That Funky Groove; Classy Animation and Amazing Computer Technology Come Up Trumps in Two Action-Packed Films, in The Mirror, 9 novembre 2001. URL consultato il 14 febbraio 2015 via The Free Library.
  41. ^ Mark ggggg Pudleiner, KINGDOM of the SUN - Rough 'Nina' sketches and Animation Test, markpudleiner.blogspot.com, 25 novembre 2014. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  42. ^ a b DAVID PRUIKSMA - A Biography, pruiksma.com, August 2007. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  43. ^ Jérémie Noyer, Once Upon A Time In New York City: Oliver & Company Animator Dave Pruiksma!, Animated Views, 30 gennaio 2009. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  44. ^ a b c The Emperor's New Groove - Animating The Characters, Cinema Review. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  45. ^ Jim Hill, A work-in-progress version of Why For finally finished!, Jim Hill Media, 19 maggio 2005. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  46. ^ Shareem Amry, New groove to an old legend, in New Straits Times, 18 marzo 2001. URL consultato il 13 febbraio 2015 via HighBeam Research.
  47. ^ Katherine Tolford, Keeping Disney's 'Emperor' in the groove, in Glendale News-Press (Glendale, California), 20 dicembre 2000. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  48. ^ Le Follie Dell'Imperatore, su amazon.it, Amazon.com. URL consultato il 25 giugno 2016.
  49. ^ Walt Disney Pictures' THE EMPEROR'S NEW GROOVE; Disney DVD and 'Ultimate Groove' 2-Disc DVD Set; Wild Animated Fun In The Spirit of Disney's ALADDIN Available To Own May 1., su Business Wire, Burbank, California, 21 febbraio 2001. URL consultato il January 2015 via TheFreeLibrary.com.
  50. ^ The Year in Video 2001: The Year in Charts, in Billboard, vol. 114, nº 2, 12 gennaio 2002, pp. 67. URL consultato il 22 giugno 2014.
  51. ^ Steve Hettrick, Disney ramps up vid-preem sequel slate, in Variety, 18 settembre 2001. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  52. ^ (EN) The Emperor's New Groove: The New Groove Edition DVD Review, su dvdizzy.com. URL consultato il 7 luglio 2016.
  53. ^ John Latchem, Next Wave of Disney Animated Blu-rays Coming Out June 11, su Home Media Magazine, 28 marzo 2013. URL consultato il January 2015.
  54. ^ C. S. Strowbridge, Blu-ray Sales: New Releases More Powerful in High Definition, The Numbers, 29 luglio 2013. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  55. ^ Le Follie Dell'Imperatore, su amazon.it, Amazon.com. URL consultato il 25 giugno 2016.
  56. ^ Richard Natale, Fans Give Mel Gibson Just What He Wants, in Los Angeles Times, 18 dicembre 2001. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  57. ^ (EN) Le follie dell'imperatore, su Box Office Mojo.
  58. ^ (EN) Le follie dell'imperatore, in Rotten Tomatoes, Flixster Inc.
  59. ^ (EN) Le follie dell'imperatore, su Metacritic, CBS Interactive Inc.
  60. ^ Robert Koehler, Review: 'The Emperor's New Groove', in Variety, 10 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  61. ^ Roger Ebert, The Emperor's New Groove (2000) Movie Review, rogerebert.com, 15 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  62. ^ Lisa Schwarzbaum, The Emperor's New Groove review, in Entertainment Weekly, 22 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  63. ^ Jaan Uhelszki, Film to Capture Sting's Disney Fiasco, in Rolling Stone, 14 dicembre 2000. URL consultato il 14 febbraio 2014.
  64. ^ Sting makes up with Disney after animated musical bust-up, in The Guardian, 15 dicembre 2000. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  65. ^ Rich Juzwaik, Sting's Suppressed Disney Documentary Leaked Online, Gawker, 23 marzo 2012. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  66. ^ Amid Amidi, "The Sweatbox", the Documentary That Disney Doesn’t Want You to See, Cartoon Brew, 22 marzo 2012. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  67. ^ Robert Welkos, Disney Moves to 'New Groove', in Los Angeles Times, 13 dicembre 2000. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  68. ^ Bruce Orwall, Disney Hopes to Get Its 'Groove' Back in Suffering Family Films, in The Wall Street Journal, 14 dicembre 2000. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  69. ^ Helaine Silverman, Groovin' to ancient Peru: A critical analysis of Disney's The Emperor's New Groove" in Journal of Social Archaeology (PDF), Sage Publications, 2002, pp. 298–322.
  70. ^ DisneyToon Studios is producing sequels to "The Emperor's New Groove" and "Brother Bear"., in Variety, 6 aprile 2005. URL consultato l'8 febbraio 2015 via HighBeam Research.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]