Urano (astronomia)

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Urano
Uranus2.jpg
Stella madre Sole
Scoperta 13 marzo 1781
Scopritore William Herschel
Classificazione Gigante gassoso
Parametri orbitali
(all'epoca J2000)
Semiasse maggiore 2 870 972 220 km
19,19126393 UA[1]
Perielio 2 735 555 035 km
18,28605596 UA[1]
Afelio 3 006 389 405 km
20,09647190 UA[1]
Circonf. orbitale 18 029 000 000 km
120,515 UA[1]
Periodo orbitale 84,07 anni
Periodo sinodico 369,65 giorni[2]
Velocità orbitale
6,49 km/s[2] (min)

6,81 km/s[2] (media)

7,11 km/s[2] (max)
Inclinazione
sull'eclittica
0,76986°
Inclinazione rispetto
all'equat. del Sole
6,48°
Eccentricità 0,04716771[1]
Longitudine del
nodo ascendente
74,22988°
Argom. del perielio 96,73436°
Satelliti 27
Anelli 13
Dati fisici
Diametro equat. 51 118 km
Diametro polare 49 946 km
Schiacciamento 0,0229
Superficie 8,084 × 1015 
Volume 6,834 × 1022 
Massa
8,6832 × 1025 kg
Densità media 1,318 × 103 kg/m³
Acceleraz. di gravità in superficie 8,69 m/s²
(0,886 g)
Velocità di fuga 21 290 m/s
Periodo di rotazione 0,71833 giorni
(17 h 14 min 24 s)
(retrograda)
Velocità di rotazione
(all'equatore)
2 590 m/s
Inclinazione assiale 97,77°
A.R. polo nord 77,31° (5 h 9 min 15 s)
Declinazione 15,175°
Temperatura alla
sommità delle nubi
55 K (−218 °C) (media)
Temperatura
superficiale
59 K (−214 °C) (min)
68 K (−205 °C) (media)
Pressione atm. 1 200 hPa
(al livello delle nubi)
Albedo 0,65
Dati osservativi
Magnitudine app. 5,9 − 5,32[2]

Urano è il settimo pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole, il terzo per diametro e il quarto per massa. Il suo simbolo astronomico Unicode è Uranus symbol.svg. Porta il nome della divinità greca del cielo Urano (Οὐρανός in greco antico), padre di Crono (nella religione romana, Saturno) a sua volta padre di Zeus (nella religione romana, Giove). Sebbene sia visibile anche ad occhio nudo, come gli altri cinque pianeti noti fin dall'antichità, non fu mai riconosciuto come tale a causa della sua bassa luminosità e della sua orbita particolarmente lenta;[3] venne scoperto infatti soltanto il 13 marzo 1781 da William Herschel diventando così il primo pianeta ad essere stato scoperto tramite un telescopio. Una curiosità riguardo alla sua scoperta è che essa giunse del tutto inaspettata: i pianeti visibili ad occhio nudo (fino a Saturno) erano conosciuti da millenni e nessuno sospettava l'esistenza di altri pianeti, fino alla scoperta di Herschel che notò come una particolare stellina sembrava spostarsi. Da quel momento in poi nessuno fu più sicuro del reale numero di pianeti del nostro sistema solare.

La composizione chimica di Urano è simile a quella di Nettuno ed entrambi hanno una composizione differente rispetto a quella dei giganti gassosi più grandi Giove e Saturno. Per questa ragione gli astronomi talvolta preferiscono riferirsi a questi due pianeti trattandoli come una classe separata, i "giganti ghiacciati". L'atmosfera del pianeta, sebbene sia simile a quella di Giove e Saturno per la presenza abbondante di idrogeno ed elio, contiene una proporzione elevata di "ghiacci", come l'acqua, l'ammoniaca e il metano, assieme a tracce di idrocarburi.[4] È anche l'atmosfera più fredda del sistema solare con una temperatura minima che può scendere fino a 49 K (−224 °C). Possiede una complessa struttura di nubi ben stratificata in cui si pensa che l'acqua si trovi negli strati inferiori e il metano in quelli più in quota.[4] L'interno del pianeta al contrario sarebbe composto principalmente di ghiacci e rocce.[5]

Una delle caratteristiche più insolite del pianeta è l'orientamento del suo asse di rotazione. Tutti gli altri pianeti hanno il proprio asse quasi perpendicolare al piano dell'orbita, mentre quello di Urano è quasi parallelo. Ruota quindi mantenendo uno dei suoi poli verso il Sole per metà del periodo di rivoluzione con conseguente estremizzazione delle fasi stagionali.[6] Inoltre, poiché l'asse è inclinato di poco più di 90°, la rotazione è tecnicamente retrograda: Urano ruota nel verso opposto rispetto a quello di tutti gli altri pianeti del sistema solare (eccetto Venere) anche se, vista l'eccezionalità dell'inclinazione la rotazione retrograda, è solo una nota minore. Il periodo della sua rivoluzione attorno al Sole è di circa 84 anni terrestri e quindi ogni 42 anni cambia il polo esposto alla nostra stella. L'orbita di Urano giace in pratica sul piano dell'eclittica (inclinazione di 0,7°).

Come gli altri pianeti giganti, Urano possiede un sistema di anelli planetari, una magnetosfera e numerosi satelliti; visti da Terra, a causa dell'inclinazione del pianeta, i suoi anelli possono talvolta apparire come un sistema concentrico che circonda il pianeta, oppure come nel 2007 e 2008 apparire di taglio. Nel 1986 la sonda Voyager 2 mostrò Urano come un pianeta senza alcun segno distintivo sulla sua superficie, senza le bande e tempeste tipiche degli altri giganti gassosi.[6] Tuttavia, osservazioni successive condotte da Terra, hanno mostrato delle evidenze di cambiamenti legati alle stagioni e un aumento dell'attività climatica, quando il pianeta si è avvicinato all'equinozio. La velocità dei venti su Urano può raggiungere i 250 m/s, pari a 900 km/h.[7]

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Osservazione di Urano.
Transito di Ariel sul disco del pianeta, nel 2007. Immagine ripresa dal Telescopio spaziale Hubble.

Il pianeta manifesta fluttuazioni nella luminosità, ben documentate, determinate sia da cambiamenti fisici dell'atmosfera del pianeta, sia da considerazioni geometriche e prospettiche. La luminosità di Urano è influenzata dalla sua distanza dal Sole, dalla distanza dalla Terra e dalla particolare vista che offre al nostro pianeta: Urano appare leggermente più grande[8] e più luminoso quando mostra le regioni polari alla Terra. Inoltre è stata individuata una correlazione tra l'attività solare e la luminosità del pianeta: durante i periodi di intensa attività solare, le fluttuazioni nella luminosità del pianeta sono più pronunciate.[9]

Tra il 1995 ed il 2006 la magnitudine apparente di Urano è variata fluttuando tra +5,5 e +6,0, ponendolo giusto al di sopra del limite per la visibilità ad occhio nudo, intorno +6,5.[10] All'opposizione, è visibile come una debole stella quando il cielo è scuro e può essere osservato anche in ambiente urbano usando un binocolo.[11] Dalla terra ha un diametro compreso tra 3,4 e i 3,7 secondi d'arco. Con un telescopio a 100 ingrandimenti si riesce ad intravedere la forma di un disco, fino ad arrivare a 500× dove raggiunge le dimensioni angolari della Luna. Anche usando grossi telescopi non può essere visto nessun dettaglio del suo disco. Ad ogni modo osservazioni all'infrarosso della sua atmosfera mediante l'utilizzo di ottiche adattive e del Telescopio spaziale Hubble hanno riportato dati interessanti nei vari anni dopo il passaggio della sonda Voyager 2.[12]

L'osservazione dei satelliti del pianeta è difficoltosa. Oberon e Titania possono essere individuati con un telescopio da 8'', in un cielo particolarmente buio. Aperture di 12-14 '' e 16 '' dovrebbero permettere l'individuazione di Ariel ed Umbriel rispettivamente. Miranda può essere osservata solo con grandi telescopi.[9]

Storia delle osservazioni[modifica | modifica wikitesto]

Scoperta e scelta del nome[modifica | modifica wikitesto]

Urano è il primo pianeta scoperto che non fosse conosciuto nei tempi antichi; era già stato osservato in molte occasioni precedentemente, ma fu sempre scambiato, erroneamente, per una stella. La prima osservazione visiva registrata è quella del 1690 di John Flamsteed, che la catalogò come stella 34 della costellazione del Toro. Flamsteed osservò Urano altre due volte, nel 1712 e nel 1715. James Bradley la osservò nel 1748, 1750 e 1753; Tobias Mayer nel 1756. Pierre Charles Le Monnier la osservò quattro volte nel 1750, due nel 1768, sei nel 1769 e un'ultima volta nel 1771.[13] Egli fu una vittima del suo stesso disordine: una delle sue osservazioni fu trovata consegnata su una carta da pacchi usata per conservare la polvere per capelli.

Vale la pena di sottolineare che questi astronomi non sospettavano l'esistenza di pianeti oltre Saturno, semplicemente perché nessuno ci aveva mai pensato. Urano venne trovato per caso, quando Sir William Herschel notò come un'altrimenti anonima stellina sembrava spostarsi nel cielo. Anche allora, occorse del tempo prima che gli astronomi si rendessero conto di avere a che fare con un nuovo pianeta. Una curiosa conseguenza è che, da quel momento, divenne possibile ipotizzare l'esistenza di altri pianeti (se ne scoprirono successivamente altri due, oltre a numerosissimi altri corpi minori e vari pianeti ipotetici rivelatisi inesistenti), che prima non erano semplicemente mai stati cercati.

Sir William Herschel scoprì il pianeta il 13 marzo 1781,[14] ma non lo riconobbe come tale: rese pubblica la notizia soltanto il 26 aprile 1781 registrandolo come una "cometa".[15] (Account of a Comet di Mr. Herschel, F. R. S.; comunicato dal Dr. Watson, Jun. of Bath, F. R. S., Philosophical Transactions of the Royal Society of London, Volume 71, pp. 492–501).

Herschel in origine gli diede come nome Georgium Sidus (la stella di George) in onore del re della Gran Bretagna Giorgio III. Quando fu provato non essere una cometa, ma un pianeta, allora Herschel lo ribattezzo come Georgian Planet (il pianeta Giorgiano). In ogni caso questo nome non venne accettato all'esterno della Gran Bretagna. Jérôme Lalande propose, nel 1784, di chiamarlo Herschel e creò anche il simbolo del pianeta (un globo sormontato dalla sua iniziale: 'H'); la sua proposta fu prontamente accettata dagli astronomi francesi. Erik Prosperin, di Uppsala, propose il nome di Astrea, Cibele e Nettuno (ora nomi detenuti da due asteroidi e un pianeta, rispettivamente: 5 Astraea, 65 Cybele e Nettuno). Anders Johan Lexell, di San Pietroburgo, propose come compromesso il nome Nettuno di Giorgio III e Nettuno di Gran Bretagna. Daniel Bernoulli, da Berlino, suggerì Hypercronius e Transaturnis. Georg Christoph Lichtenberg, da Gottinga, intervenne proponendo Austräa, una dea menzionata da Ovidio (ma che è tradizionalmente associata con la Vergine). Anche il nome Minerva è stato proposto[16]. Infine, Johann Elert Bode, come editore del Berliner Astronomisches Jahrbuch, optò per Urano, nome di un dio greco. Maximilian Hell usò tale nome nella prima effemeride pubblicata a Vienna. Esaminando le pubblicazioni del Monthly Notices of the Royal Astronomical Society dal 1827 si nota che il nome Urano era già il più comunemente usato dagli astronomi britannici. Il nome assegnato dallo scopritore fu usato in modo saltuario e solo da alcuni britannici. L'ultimo a recepire il nome Urano è stato il HM Nautical Almanac Office nel 1850.

Missioni spaziali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Esplorazione di Urano.
Ultima immagine di Urano ripresa dalla Voyager 2 quando ha oltrepassato il pianeta per proseguire verso Nettuno.

L'esplorazione di Urano è avvenuta soltanto per mezzo della sonda Voyager 2 e non sono programmate al momento ulteriori missioni esplorative in loco. Per ovviare alla mancanza di informazioni dirette, le variazioni nell'atmosfera del pianeta sono studiate attraverso campagne di osservazione telescopica, in particolare utilizzando la Camera planetaria a grande campo a bordo del Telescopio spaziale Hubble.

L'esplorazione di Urano, come anche quella di Nettuno, è resa difficoltosa dalle grandi distanze che separano il pianeta dalla Terra e dal Sole. Ogni missione deve essere dotata di un sistema di alimentazione in grado di fornire energia alla sonda senza la possibilità di conversione dell'energia solare attraverso l'uso di pannelli fotovoltaici. Attualmente, l'unica fonte praticabile di energia è un generatore termoelettrico a radioisotopi.

Lo studio di Urano, infine, non è ritenuto prioritario dalle principali agenzie spaziali, che stanno concentrando le proprie risorse nell'esplorazione dei sistemi di Giove e di Saturno[17] e stanno valutando l'opportunità di inviare una missione verso Nettuno[18].

Il sorvolo della Voyager 2[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Voyager 2.

La sonda Voyager 2 toccò il massimo avvicinamento al pianeta il 24 gennaio 1986, ad una distanza di circa 81 500 km. Le osservazioni durarono solo sei ore, ma hanno permesso agli astronomi di imparare su Urano molto più di quanto avessero appreso da più di 200 anni di osservazioni dalla Terra.[19]

Le prime analisi condotte sui dati furono tuttavia un'enorme delusione: non veniva riscontrata la presenza di fasce parallele né di nubi, al contrario di quanto era stato osservato dalla Terra. L'atmosfera di un colore azzurro-verde era uniforme e priva completamente di dettagli. Fu solo grazie ad un trattamento delle immagini che apparvero sia le nubi che le altre formazioni.

La sonda scoprì nuove lune, inviò a Terra le prime immagini degli anelli e scoprì inoltre attività geologica sulle lune maggiori: depositi scuri in fondo a crateri ghiacciati indicavano la presenza di acqua sporca dovuta ad attività vulcanica.

Parametri orbitali e rotazione[modifica | modifica wikitesto]

Urano ruota attorno al Sole una volta ogni 84 anni terrestri. La sua distanza media dal Sole è di circa 3.000 milioni di chilometri (circa 20 UA). L'intensità della luce solare su Urano è quindi circa 1/400 che sulla Terra. Gli elementi orbitali furono calcolati pr la prima volta nel 1783 da Pierre-Simon Laplace. Le discrepanze tra l'orbita predetta e quella osservata portarono alla proposta di John Couch Adams, nel 1841, che la causa sarebbe potuta essere la forza gravitazionale dovuta alla presenza di un altro pianeta al di là di Urano.[20][21] Nel 1845, Urbain Le Verrier iniziò la propria ricerca di un altro pianeta nelle vicinanza dell'orbita di Urano. Il 23 settembre 1846, Johann Galle trova un nuovo pianeta, più tardi chiamato Nettuno, nella posizione prevista da Le Verrier.[22]

Il periodo di rotazione dell'interno di Urano è di 17 ore e 14 minuti, in senso retrogrado. Come in tutti i pianeti giganti gassosi, la sua atmosfera superiore è soggetta a forti venti in direzione di rotazione. Ad alcune latitudini, come a circa 60 gradi sud, l'atmosfera visibile ruota molto più velocemente, completando una rotazione in meno di 14 ore.[23]

Inclinazione assiale[modifica | modifica wikitesto]

Urano con gli anelli e i satelliti

La principale particolarità di Urano sta nell'inclinazione del suo asse che si trova inclinato di 97,77° sul piano dell'orbita. Si può pertanto affermare che l'asse di rotazione di Urano giace quasi sul suo piano orbitale. Di conseguenza, uno dei due poli è diretto verso il Sole per metà dell'orbita, e per la successiva metà dell'orbita cadrà nella zona in ombra. Nel tratto intermedio all'inversione dei due poli rispetto al Sole, si verifica la situazione in cui il Sole sorge e tramonta intorno all'equatore normalmente.[24]

Il polo sud di Urano era diretto verso il Sole al momento del fly-by della Voyager 2 nel 1986, risultando completamente illuminato. Quel polo è definito come "sud" in base alle convenzioni dell'Unione Astronomica Internazionale, che definisce il polo nord di un pianeta o satellite il polo che punta "sopra" il piano del Sistema Solare, indipendentemente dalla direzione della rotazione del pianeta.[25][26] Un risultato di questo strano orientamento è che le regioni polari di Urano ricevono una grande quantità di energia dal Sole in maniera maggiore rispetto alle regioni prossime all'equatore. Tuttavia Urano è più caldo all'equatore che ai poli, anche se il meccanismo responsabile di ciò non è attualmente conosciuto.[27]

Sembra anche che l'estrema inclinazione dell'asse di rotazione di Urano causi delle variazioni estreme nelle stagioni per quanto riguarda il tempo meteorologico. Durante il viaggio del Voyager 2 le nubi di Urano erano estremamente deboli e miti, mentre osservazioni più recenti (2005) fatte tramite il telescopio spaziale Hubble hanno rilevato una presenza molto più accentuata e turbolenta di allora, quando l'inclinazione dell'asse stava portando l'equatore nella direzione perpendicolare al Sole (tale allineamento si è avuto nel 2007).[28]

La ragione dell'insolita inclinazione assiale di Urano non è nota con certezza: si è pensato in passato che durante la formazione del sistema solare un protopianeta con massa due volte quella terrestre sia entrato in collisione col pianeta facendo "ruotare" il proprio asse. Tuttavia questa ipotesi non spiegherebbe perché le lune principali di Urano siano inclinate anch'esse di 98°, così come l'asse di rotazione e non abbiano invece conservato le orbite originarie. Nel 2011, un gruppo di astronomi guidati da Alessandro Morbidelli ha pubblicato uno studio basato su delle simulazioni al computer riguardo diversi scenari d'impatto avuti da Urano durante la formazione del sistema solare. Morbidelli et al. affermano che le collisioni subite da Urano durante la formazione del sistema solare dovrebbero essere state ripetute, due o forse più, perché nel caso di un solo impatto, le lune avrebbero assunto molto probabilmente una rotazione retrogada, al contrario di quanto effettivamente osservato nell'era attuale.[29]

Caratteristiche chimico-fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Il modello standard della struttura di Urano prevede la divisione in tre strati: lo strato roccioso (silicati, ferro, nichel) al centro, un mantello ghiacciato nel mezzo e uno strato gassoso composto da idrogeno ed elio all'esterno.[30] Il nucleo è relativamente piccolo, con una massa di appena 0,55 masse terrestri e un raggio inferiore al 20% del raggio totale, mentre il mantello ha una massa 13,4 volte quella terrestre. L'atmosfera esterna è relativamente inconsistente, appena 0,5 masse terrestri e costituisce il 20% del raggio di Urano.[30] La densità del nucleo di Urano è di circa 9 g/cm3, con una pressione al centro di 8 milioni di bar e una temperatura di circa 5000 K. Il mantello non è costituito da ghiaccio nel senso convenzionale del termine, bensì da un fluido contenente acqua, ammoniaca e altre sostanze volatili.[31] Le composizioni di Urano e Nettuno sono piuttosto diverse da quelle di Giove e Saturno, con una prevalenza dei materiali ghiacciati rispetto ai gas,[32] e per questo motivo sono talvolta classificati come "giganti di ghiaccio".[33]

Anche se il modello citato sopra è quello considerato standard, esistono altri modelli possibili, tuttavia i dati attualmente disponibili non consentono agli scienziati di determinare quale sia il modello corretto.[34]

Massa e dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Le dimensioni di Urano comparate con quelle della Terra.

La massa di Urano è circa 14,5 volte quella della Terra, il che lo rende il meno massiccio dei pianeti giganti, nonostante il suo diametro, circa quattro volte quella della Terra, sia leggermente più grande di quello Nettuno. Con una densità di 1,27 g/cm3 Urano è il secondo pianeta meno denso del sistema solare, dopo Saturno.[35] La sua densità indica che Urano è composto principalmente di acqua, ammoniaca e metano congelati.[30] La massa totale di ghiaccio interno di Urano non è nota con precisione, perché emergono alcune differenze a seconda del modello scelto; essa dovrebbe essere compresa tra 9,3 e 13,5 masse terrestri. L'idrogeno e l'elio costituiscono solo una piccola parte della massa totale, rispettivamente 0,5 e 1,5 masse terrestri. Il resto della massa non ghiacciata ( da 0,5 a 3,7 masse terrestri) è costituita da materiale roccioso.[30]

Struttura interna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Struttura interna di Urano.

La struttura interna di Urano sta a significare che non possiede una crosta solida; il gas atmosferico diventa sempre più denso procedendo verso l'interno e gradualmente si converte in liquido.[30] Per convenzione, viene designata come superficie di uno sferoide oblato il punto dove la pressione atmosferica è pari a 1 bar; quindi Urano ha un raggio equatoriale e un raggio polare pari rispettivamente a 25 559 ± 4 e 24 973 ± 20 km.[36]

Urano (come Nettuno) è solo in parte simile alla parte interna di Giove e Saturno, non essendo presente l'idrogeno metallico liquido che i due pianeti giganti posseggono, grazie alle pressioni enormi che esercitano sulle loro parti interne. Urano, di massa più piccola, non può generare una pressione sufficiente.[37] Il nucleo roccioso di Urano è relativamente piccolo e poco massiccio, inoltre si differenzia da Nettuno e dagli altri pianeti giganti per la mancanza di calore interno: in termini astronomici esso ha un basso flusso termico. Non è chiaro esattamente il motivo per cui Urano non irradia verso l'esterno energia, come fa ad esempio il "gemello" Nettuno, che irradia 2,61 volte più energia nello spazio di quanto ne riceve dal Sole.[38] Il calore irradiato da Urano nella banda del lontano infrarosso dello spettro è solo 1,06 ± 0,08 volte l'energia solare assorbita nella sua atmosfera.[39][40] Infatti, il flusso di calore di Urano è solo 0,042 ± 0,047 W/m2, che è inferiore al flusso di calore interno della Terra di circa 0,075 W/m2.[40] La temperatura più bassa registrata nella tropopausa di Urano è di 49 K (-224 °C), il che rende Urano il pianeta più freddo del Sistema Solare.[39][40]

Una delle ipotesi per questa differenza rispetto altri altri giganti gassosi è che quando Urano fu colpito nell'impatto col corpo che ha causato la sua peculiare inclinazione assiale, venne espulsa la maggior parte del calore interno originario, riducendo sensibilmente la temperatura del nucleo.[41] Un'altra ipotesi è che ci sia un qualche tipo di barriera negli strati superiori che impedisce al calore del nucleo di raggiungere la superficie.[30] Ad esempio, potrebbe esistere una convezione tra strati di diversa composizione, che inibisce il trasporto di calore verso l'esterno.[39][40]

Atmosfera[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Atmosfera di Urano.

L'atmosfera è composta da idrogeno (83%), elio (15%), metano (2%) e con tracce di acqua ed ammoniaca.[42] Le capacità degli strumenti di rilevazione permettono di raggiungere una profondità di circa 300 km al di sotto dello strato alla pressione di 1 bar assunto come zero altimetrico, a cui corrispondono una pressione di 100 bar ed una temperatura di 320 K.[43] L'atmosfera può essere divisa in tre strati: la troposfera, ad un'altitudine compresa tra i -300 sotto al livello dove la pressione è pari a un bar e 50 km, con pressioni che variano da 100 a 0,1 bar (10 MPa a 10 kPa), la stratosfera, ad altitudini tra i 50 e 4000 km e pressioni tra 0,1 e 10-10 bar (10 kPa a 10 Pa), e la termosfera/ corona, che si estende da 4000 km a 50.000 km sulla superficie.[39]

Il colore ciano del pianeta è dovuto alla presenza di metano nell'atmosfera, che assorbe la luce rossa e riflette quella blu.[44] La temperatura della superficie delle nuvole che ricoprono Urano è di circa 55 K (−218 °C). Urano è talmente distante dal Sole che l'escursione termica tra l'estate e l'inverno è quasi nulla.[45]

Troposfera[modifica | modifica wikitesto]

Profilo della temperatura della troposfera di Urano e della bassa stratosfera. Sono riportati anche gli strati nuvolosi e di foschia.

La troposfera è la regione inferiore e più densa dell'atmosfera ed è caratterizzata dalla diminuzione della temperatura con l'altezza.[39] La temperatura varia da circa 320 K alla base della troposfera, a −300 km, a 53 K a 50 km.[43] La sonda Voyager 2 durante il fly-by al pianeta rilevò la presenza di nubi di metano attraverso misurazioni radio durante un'occultazione,[46] tuttavia gli altri strati nuvolosi di Urano non sono ben noti. È stato ipotizzato che nuvole d'acqua giacciano entro i 50-100 bar di pressione, nuvole di idrosolfuro di ammonio (NH4HS) entro i 20-40 bar, nuvole di ammoniaca o acido solfidrico entro i 3-10 bar ed infine nuvole di metano entro 1-2 bar.[43][39] La troposfera è una regione molto dinamica dell'atmosfera, manifestando forti venti, moti convettivi, nubi altamente brillanti e cambiamenti stagionali.[7]

Atmosfera superiore[modifica | modifica wikitesto]

Profilo della temperatura nella stratosfera e nella termosfera di Urano. L'area ombreggiata corrisponde allo strato caratterizzato da un'elevata abbondanza di idrocarburi.

Lo strato intermedio dell'atmosfera di Urano è la stratosfera, dove le temperature generalmente variano con l'altezza a partire da 53 K, in corrispondenza della tropopausa, fino a valori compresi tra gli 800 e gli 850 K alla base della termosfera.[45] Il riscaldamento che si verifica nella stratosfera è dovuto all'assorbimento di radiazione solare, nell'ultravioletto e nell'infrarosso, da parte del metano e di altri idrocarburi, che si formano in questa regione dell'atmosfera in conseguenza della fotolisi del metano.[47][48][49] Gli idrocarburi più abbondanti sono l'acetilene e l'etano con un'abbondanza di circa 10−7, misurata come rapporto rispetto a quella dell'idrogeno. Il metano ed il monossido di carbonio alle stesse altitudini presentano valori simili,[47][50][49] mentre idrocarburi più pesanti e l'anidride carbonica sono presenti con abbondanze tre ordini di grandezza più piccole.[50]

L'etano e l'acetilene tendono a condensare nella parte inferiore (e più fredda) della stratosfera e nella tropopausa formando strati di foschia,[48] che potrebbero essere parzialmente responsabili dell'aspetto mite di Urano. La concentrazione degli idrocarburi nella stratosfera del pianeta è significativamente inferiore rispetto a quanto riscontrato nelle stratosfere degli altri pianeti giganti.[47][51]

Lo strato più esterno dell'atmosfera di Urano è la termosfera/corona, che presenta una temperatura uniforme compresa tra 800 e 850 K.[4] La fonte di calore rsponsabile di un valore così alto della temperatura non è stata ancora identificata, perché né le radiazioni solari ultraviolette né l'attività delle aurore polari, peraltro insignificanti rispetto alle aurore di Giove e Saturno, possono fornire la necessaria energia. Oltre a idrogeno molecolare, la termosfera-corona contiene una notevole quantità di atomi di idrogeno libero. La loro piccola massa insieme con le alte temperature spiega il perché la corona si estende fino a 50 000 km di altitudine dalla superficie, equivalenti a due raggi di Urano.[45] Questa corona tanto estesa è una caratteristica che rende Urano unico tra i pianeti. I suoi effetti includono una forza di resistenza fluidodinamica sulle piccole particelle in orbita attorno al pianeta, determinando l'impoverimento degli anelli dalla polvere.[51]

La termosfera uraniana, nella parte superiore della stratosfera, corrisponde alla ionosfera di Urano. Le osservazioni mostrano che la ionosfera si trova ad altitudini comprese tra i 2 000 e 10 000 km.[52] La ionosfera di Urano è più densa di quella di Saturno e Nettuno; ciò potrebbe derivare dalla minore concentrazione di idrocarburi nella stratosfera.[51][53]. La ionosfera è sostenuta principalmente dalla radiazione solare ultravioletta e la sua densità dipende dall'attività solare.[54]

Bande, nubi e venti[modifica | modifica wikitesto]

La Grande Macchia Scura di Urano, scoperta dal Telescopio spaziale Hubble nel 2006.

Nel 1986, la Voyager 2 scoprì che l'emisfero meridionale visibile di Urano può essere suddiviso in due regioni: una luminosa calotta polare e bande equatoriali scure Il loro confine si trova a circa -45° di latitudine.[55] Una banda brillante tra le latitudini da -45 a -50° era la caratteristica più visibile dell'atmosfera esterna.[56] Si pensa che questa struttura, chiamata il "collare del sud", sia una regione densa di nubi di metano situate all'interno del campo di pressione compreso tra 1,3 e 2 bar.[57] Oltre alla struttura a bande su larga scala, la Voyager 2 osservò dieci piccole nuvole luminose, parecchi gradi a nord del collare,[55] mentre per il resto Urano appariva come un pianeta morto dinamicamente. La Voyager 2 arrivò durante la piena estate australe di Urano e non riuscì osservare l'emisfero settentrionale.[56] All'inizio del XXI secolo, quando la regione polare settentrionale cominciava a rendersi visibile dalla Terra, il Telescopio Spaziale Hubble e i Telescopi Keck inizialmente non osservarono nessun collare o calotta polare nell'emisfero nord. Tuttavia, quando Urano passò oltre il suo equinozio, il collare meridionale era quasi scomparso, mentre un debole collare settentrionale iniziava a formarsi vicino alla latitudine 45°N.[58]

Nel 1990, grazie al miglioramento delle tecniche osservative dalla Terra, si osservarono le nubi dell'emisfero settentrionale, che iniziavano a divenire visibili dalla Terra.[38] Vennero trovate molte nubi luminose, più che nell'emisfero meridionale, anche perché nell'emisfero sud il collare luminoso tendeva a mascherarne diverse, togliendo contrasto alle immagini. La differenza principale tra i due emisferi pare sia l'altitudine più elevata alla quale si trovano le nubi dell'emisfero nord, che sembrano più piccole ma più nitide e brillanti.[59] Molte piccole nuvole osservate avevano una durata di poche ore, tuttavia furono osservate formazioni più persistenti, come una "Macchia Scura" (Uranus Dark Spot) che mai era stata osservata prima del 2006, a differenza che nell'atmosfera di Nettuno.[60] Questa scoperta ha evidenziato come Urano, nella sua fase equinoziale, pare molto più simile a Nettuno di quanto si pensasse in precedenza.[61]

La velocità massima dei venti è stata rilevata nell'emisfero settentrionale nei pressi della latitudine +50°N, dove i venti possono raggiungere facilmente gli 850 km/h, con punte fino a 900 km/h.[62][63][38][64] I venti all'equatore spirano in direzione retrograda, ossia in direzione opposta alla rotazione del pianeta, con velocità comprese tra -100 e -50 m/s.[56] La velocità del vento aumenta con la distanza dall'equatore, raggiungendo valori vicino allo zero a ± 20° di latitudine, dove si trova la temperatura minima della troposfera. Più vicino ai poli, i venti si muovono in moto diretto, nello stesso senso della rotazione di Urano. La velocità del vento continua ad aumentare raggiungendo i massimi a ± 60° di latitudine, prima di scendere a zero nei pressi dei poli.[38] Nell'emisfero sud, il collare oscura le dinamiche atmosferiche nelle vicinanze del polo sud, impedendo la misurazione della velocità dei venti.[38]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

L'atmosfera di Urano è piuttosto regolare rispetto agli altri giganti gassosi, anche rispetto a Nettuno, il più simile per altri aspetti.[38] Quando la Voyager 2 si avvicinò a Urano nel 1986, furono osservate solo una decina di formazioni nuvolose su tutto il pianeta.[55][65] Una spiegazione proposta per questo è il basso calore interno di Urano rispetto a quella degli altri pianeti giganti. La temperatura più bassa registrata nella tropopausa di Urano è di 49 K, rendendo Urano il pianeta più freddo del sistema solare, ancora più freddo del più lontano Nettuno.[39][40]

Cambiamenti stagionali[modifica | modifica wikitesto]

Un'immagine di Urano ripresa nel 2005 da Hubble: sono visibili gli anelli, il Collare Sud ed una brillante nube bianca nell'emisfero nord.

Per un breve periodo, da marzo a maggio del 2004, grandi nubi apparvero nell'atmosfera di Urano, compresa una tempesta persistente, mentre furono misurati venti spirare a oltre 800 km/h, rendendo Urano simile nell'aspetto a Nettuno.[66] Il 23 agosto 2006, ricercatori dello Space Science Institute e dell'Università del Wisconsin osservarono una macchia scura sulla superficie di Urano, consentendo agli astronomi di reperire maggiori informazioni sull'attività atmosferica di Urano. Non è completamente noto il perché di questi cambiamenti, ma sembrano essere legati all'inclinazione assiale di Urano che causa delle variazioni stagionali del clima di lunga durata, a seconda della posizione del pianeta nella sua orbita attorno al Sole.[67][68] Determinare la natura di questa variazione stagionale non è semplice in quanto i dati atmosferici di Urano sono noti da meno di 84 anni, durata dell'anno uraniano. Dal 1950 si sono osservate variazioni di luminosità con massimi durante i solstizi e minimi durante gli equinozi.[69] Anche alcune misure della temperatura stratosferica, a partire dal 1970, hanno mostrato cambiamenti più significativi in prossimità del solstizio del 1986.[70]

Ci sono alcune ragioni per ritenere che cambiamenti fisici stagionali stiano avvenendo su Urano. Negli ultimi decenni l'emisfero sud è stato nettamente più brillante, tuttavia durante il precedente solstizio nell'emisfero nord il polo nord era più brillante, e nel 1990, dopo un certo periodo del solstizio nell'emisfero sud, la calotta polare sud si stava notevolmente oscurando (tranne il collare sud),[57] confermando l'ipotesi che il polo che si avvicina al solstizio si illumina per un determinando periodo, e si oscura passato l'equinozio.[68] Nel 2007 infatti, dopo l'equinozio, è apparsa una debole calotta polare nord, mentre quella meridionale diventò quasi invisibile, anche se il profilo dei venti è comunque leggermente asimmetrico, con i venti dell'emisfero nord generalmente un po' più deboli di quelli dell'emisfero sud.[71]

Il meccanismo dei cambiamenti di Urano non è del tutto chiaro.[68] Si pensa che la variazione della luminosità dell'emisfero illuminato dal Sole derivi dal locale ispessimento delle nubi di metano e degli strati di foschia che si trovano nella troposfera.[57] Il collare luminoso a -45° di latitudine è anch'esso collegato alle nubi di metano. Altre variazioni nella regione polare sud si possono spiegare con cambiamenti negli strati più bassi delle nubi.[57] Le nubi polari spesse e la foschia possono inibire la convezione, ma ora che gli equinozi di primavera e autunno stanno arrivando su Urano, le dinamiche della convezione potrebbero cambiare nuovamente.[72]

Campo magnetico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Magnetosfera di Urano.
La complessità del campo magnetico di Urano, causata dalla forte inclinazione dei suoi poli magnetici rispetto all'asse di rotazione.

Prima dell'arrivo della Voyager 2 nel 1986, non era stata effettuata nessuna misurazione della magnetosfera di Urano, quindi la sua natura rimaneva misteriosa, anche se si riteneva che il campo magnetico fosse allineato ai venti solari. Gli astronomi, dopo i dati della Voyager si trovarono di fronte ad un campo magnetico particolare, non previsto precedentemente, in quanto inclinato di 59° rispetto all'asse di rotazione del pianeta, con i poli magnetici che si trovano in pratica all'equatore e non nei pressi dei poli. Inoltre il campo magnetico non si origina dal centro del pianeta, in quanto il suo dipolo magnetico è spostato verso l'emisfero sud di circa un terzo del raggio del pianeta.[73] La magnetosfera di Urano risulta pertanto fortemente asimmetrica, con l'intensità del campo magnetico sulla superficie che va da 0,1 gauss (10 microtesla) dell'emisfero meridionale e può arrivare a 1,1 gauss (110 microtesla) nell'emisfero nord, ed una media in superficie di 0,23 gauss.[73]

Il momento del dipolo di Urano è 50 volte quello della Terra, e come Nettuno il suo campo magnetico risulta fortemente inclinato, al contrario di quello terrestre e degli altri giganti gassosi, suggerendo che questa caratteristica potrebbe essere comune nei giganti di ghiaccio. La spiegazione per tale ipotesi è che, a differenza dei campi magnetici della Terra e degli altri pianeti, che hanno campi magnetici generati nel loro nucleo, i campi magnetici dei giganti di ghiaccio sono generati dal movimento di materia a profondità relativamente basse, come ad esempio un oceano di acqua e ammoniaca.[74]

Nonostante lo strano allineamento, per altri versi la magnetosfera di Urano è come quella degli altri pianeti, con un limite esterno che si trova a circa 23 raggi in direzione del Sole, una magnetopausa a 18 raggi di Urano. La struttura della magnetosfera uraniana è diversa da quella di Giove e più simile a quella di Saturno. La "coda" della magnetosfera di Urano si estende dietro il pianeta, in direzione opposta al Sole, fino ad una decina di milioni di chilometri, prendendo una forma a spirale a causa della rotazione del pianeta.[75][76] Il flusso di particelle è abbastanza alto da causare un'erosione dei satelliti in un intervallo di tempo molto rapido in termini astronomici, di 100.000 anni.[77] Questa potrebbe essere la causa della colorazione uniformemente scura dei satelliti e degli anelli.[78] Il fascio di particelle del campo magnetico sviluppa aurore visibili come archi luminosi attorno ai due poli magnetici, anche se, a differenza di Giove, le aurore di Urano sono poco significative, brevi e dall'aspetto puntiforme.[79]

Anelli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anelli di Urano.
Schema degli anelli di Urano; sono mostrati alcuni satelliti e le loro orbite.

Urano possiede un sistema di anelli appena percettibile, composto da materia scura e polverizzata fino a 10 km di diametro. Il sistema di anelli fu scoperto il 10 marzo 1977 da James L. Elliot, Edward W. Dunham e Douglas J. Mink grazie all'osservatorio volante Kuiper Airborne Observatory. La scoperta fu inaspettata: gli astronomi avevano predisposto l'aereo appositamente per studiare un fenomeno molto raro: l'occultazione di una stella (SAO 158687) da parte di Urano, con l'intento di poter studiare la sua atmosfera, che avrebbe filtrato i raggi della stella, prima che questa scomparisse dietro il pianeta. Il C141 trasportava un telescopio di 90 cm e un fotometro fotoelettrico molto sensibile, capace di misurare le più piccole variazioni di luminosità. Quando i ricercatori analizzarono le loro osservazioni scoprirono che la stella era scomparsa brevemente dalla vista cinque volte prima e dopo l'occultamento da parte del pianeta. Dopo ripetuti controlli, nel dubbio di un difetto nello strumento, conclusero che intorno ad Urano doveva esserci un sistema di anelli analoghi a quelli di Saturno, almeno cinque. Successivamente vennero scoperti quattro ulteriori anelli.[80] Tale sistema venne rilevato direttamente quando la sonda spaziale Voyager 2 passò nei pressi di Urano nel 1986. La Voyager scoprì anche altri due anelli, portando il numero totale degli anelli a undici.[6]

Nel dicembre 2005 il telescopio spaziale Hubble fotografò due nuovi anelli, il più largo dei quali ha un diametro due volte più grande degli anelli precedentemente conosciuti. Data la lontananza da Urano, i nuovi anelli sono stati definiti "sistema di anelli esterno".[81] I due anelli sono così lontani dal pianeta che sono stati chiamati il "secondo sistema di anelli" di Urano. Gli scienziati che hanno effettuato lo studio ipotizzano che l'anello più esterno venga continuamente alimentato dal satellite Mab, scoperto nel 2005 e dal diametro di circa 20 km, che orbita all'interno di tale anello.[82]

Nell'aprile del 2006, le immagini dei nuovi anelli dell'Osservatorio Keck hanno rivelato i colori degli anelli esterni: il più esterno è blu mentre l'altro è rosso. Una ipotesi che spiegherebbe il colore blu dell'anello esterno è che esso sia composto da minuscole particelle di ghiaccio d'acqua rilasciato dalla superficie di Mab, sufficientemente piccole da diffondere la luce blu.[82]

Satelliti naturali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Satelliti naturali di Urano.
I 5 satelliti principali di Urano in un fotomontaggio, in ordine crescente di distanza dal pianeta (da sinistra a destra): Miranda, Ariel, Umbriel, Titania e Oberon.

I satelliti naturali di Urano conosciuti sono 27,[83] e tra questi i 5 principali sono: Ariel, Umbriel, Titania, Oberon, Miranda.[84] I nomi dei satelliti derivano da personaggi delle opere di Shakespeare e Alexander Pope. I primi ad essere scoperti, da parte di William Herschel nel 1787, furono Titania e Oberon,[85] mentre nel 1840 William Lassell scoprì Ariel e Umbriel. Passò poi quasi un secolo senza nessuna scoperta, fino a quando, nel 1948, Gerard Kuiper scoprì Miranda, il più piccolo dei satelliti principali di Urano.[86] Il sistema satellitare di Urano è il meno massiccio tra quelli dei pianeti giganti; infatti, la massa combinata dei cinque maggiori satelliti è meno della metà di quella del solo Tritone, la maggiore delle lune di Nettuno.[87] Il più grande dei satelliti di Urano, Titania, ha un diametro di 1578 km, meno della metà della Luna della Terra, ma poco più grande di Rea, la seconda più grande luna di Saturno, il che rende Titania l'ottavo satellite più grande del Sistema Solare.[85]

Tra i satelliti di Urano, Ariel sembra avere la superficie più giovane con il minor numero di crateri da impatto, mentre la superficie di Umbriel appare la più antica.[6] La superficie di Miranda appare caotica e pare sia stata interessata in passato da un'intensa attività geologica. Sono evidenti vari strati sovrapposti, alcuni recenti ed altri più antichi, solcati dai canyon più profondi del Sistema solare, che raggiungono anche i 20 km di profondità. Si pensa che la sua superficie abbia sofferto intense forze mareali nel passato, in un momento in cui la sua orbita era più eccentrica di quella odierna.[6][88]

Almeno un oggetto è legato a Urano in un'orbita a ferro di cavallo, che occupa il punto lagrangiano Sole-Urano L3, 83982 Crantor, che si muove in un'orbita temporanea all'interno della regione orbitale di Urano.[89] Un altro candidato oggetto in orbita a ferro di cavallo è 2010 EU65.[90]

Possibilità di sostenere la vita[modifica | modifica wikitesto]

È altamente improbabile che su Urano ci possa essere qualcosa da poter chiamare vita. Urano è un gigante gassoso, e non possiede quindi una superficie solida definita. Anche l'atmosfera è inadatta: al di là della composizione (idrogeno, metano e ammoniaca sono composti troppo semplici per generare vita) possiede pressioni e temperature proibitive. In superficie le temperature sono bassissime, intorno ai 50 K (−223 °C), e dove queste potrebbero essere accettabili, è la pressione insieme alla mancanza di luce solare, e quindi di una fonte di energia, a impedire processi chimici avanzati che sono alla base di qualsiasi forma di vita.

Sui satelliti la questione è diversa: se i maggiori possedessero oceani di acqua liquida sotto la crosta ghiacciata, come Europa, Ganimede o Titano, allora potrebbero formarsi colonie di organismi molto semplici nei pressi degli hotspot termali sui fondali.[91]

Urano nella cultura umana[modifica | modifica wikitesto]

Significato mitologico e astrologico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Urano (mitologia).

Urano prende il nome dall'omonimo dio greco, figlio e sposo di Gea, la Madre Terra, e personificazione del cielo, come descrisse Esiodo nella sua opera Teogonia. Secondo Esiodo Urano fecondò Gea gettandole addosso gocce d'acqua, dando origine alle prime generazioni di Titani.[92] Nelle antiche popolazioni riferimenti al pianeta ovviamente non ne esistono, essendo Urano stato scoperto solo alla fine del XVIII secolo.

In astrologia Urano rappresenta l'intuizione, l'inventiva, la forza decisionale, e i rinnovamenti e i cambiamenti in genere. Urano è domiciliato nel Aquario, in esaltazione nello Scorpione, in esilio nel Leone e in caduta nel Toro.[93]

Nell'astrologia medica Urano regola il sistema nervoso, l'ipofisi, le meningi, il midollo spinale.[94]

Urano nella fantascienza[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Urano nella fantascienza.

Il pianeta Urano, così come Nettuno, non è stato molto citato nelle opere fantascientifiche; le scarse conoscenze e il fatto di essere così distanti dal Sole e freddi, non ha stimolato particolarmente gli autori di fantascienza, che hanno preferito scenari più noti e vicini alla Terra.[95]

Mr. Vivenair (uno pseudonimo) di un autore anonimo, pubblicò nel 1784 A Journey Lately Performed Through the Air in an Aerostatic Globe, Commonly Called an Air Balloon, From This Terraquaeous Globe to the Newly Discovered Planet, Georgium Sidus, un resoconto di un viaggio in pallone sul pianeta da poco scoperto.[95]
Nel romanzo corto del 1935 The Planet of Doubt di Stanley G. Weinbaum, Urano viene descritto come meta di viaggi raggiungibile da una base americana su Titano e raggiungibile solo ogni 40 anni quando si verificava una congiunzione Saturno-Urano.[96] Nel Ciclo di Cthulhu di Howard Phillips Lovecraft, Urano è conosciuto come L'gy'hx e i suoi abitanti sono creature metalliche di forma cubica e con molti piedi che adorano Lrogg. Questi esseri sono in conflitto religioso con gli insetti Shan. (The Insects from Shaggai di Ramsey Campbell del 1964)[97]

Al cinema Urano è lo scenario del film Viaggio al 7º pianeta, del 1962) di Sidney W. Pink. Gli astronauti incontrano su Urano delle strane intelligenze che creano llusioni nella mente degli astronauti.[98] Nelle serie TV Urano è citato nella serie di Buck Rogers (1928-) come pianeta popolato da robot, mentre nel telefilm Doctor Who (1963-), nell'episodio The Daleks' Master Plan, il pianeta è l'unico luogo dell'universo dove può essere rinvenuto il minerale Taranium. Nell'anime Bishoujo Senshi Sailor Moon invece, Sailor Uranus è la settima soldatessa guardiana ad apparire nella serie e rappresenta il pianeta. I suoi attacchi sono associati con la forza della natura, mella serie animata Futurama (1999-2003), nel 2620 il nome di Urano è stato cambiato in "Uretto" (Urectum in originale) per evitare il gioco di parole fra "Ur-anus" e "Your anus".

Talvolta le lune uraniane sono state citate, come da Kim Stanley Robinson, che in Blue Mars, parte della Trilogia di Marte scrive di Titania come luogo dove era situata una prigione militare, e, sempre nella stessa opera, menziona Miranda come un luogo preservato dai coloni come "deserto primordiale".[99]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  8. ^ A causa dello schiacciamento derivante dalla rapida rotazione del pianeta il diametro equatoriale, che viene mostrato quando il pianeta punta le regioni polari alla Terra, è 1,03 volte il diametro polare.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Titoli generali[modifica | modifica wikitesto]

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  • (EN) Albrecht Unsöld, The New Cosmos, New York, Springer-Verlag, 1969.
  • (EN) Cecilia Payne-Gaposchkin, Katherine Haramundanis, Introduction to Astronomy, Englewood Cliffs, Prentice-Hall, 1970, ISBN 0-13-478107-4.
  • H. L. Shipman, L'Universo inquieto. Guida all'osservazione a occhio nudo e con il telescopio. Introduzione all'astronomia, Bologna, Zanichelli, 1984, ISBN 88-08-03170-5.
  • H. Reeves, L'evoluzione cosmica, Milano, Rizzoli, 2000, ISBN 88-17-25907-1.
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  • (EN) B. W. Carroll, D. A. Ostlie, An Introduction to Modern Astrophysics, 2ª ed., Pearson Addison-Wesley, 2007, pp. 1278 pagine, ISBN 0-8053-0402-9.

Titoli specifici[modifica | modifica wikitesto]

Sul sistema solare[modifica | modifica wikitesto]

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  • (EN) Vari, Encyclopedia of the Solar System, Gruppo B, 2006, p. 412, ISBN 0-12-088589-1.
  • F. Biafore, In viaggio nel sistema solare. Un percorso nello spazio e nel tempo alla luce delle ultime scoperte, Gruppo B, 2008, p. 146.
  • C. Guaita, I giganti con gli anelli. Le rivoluzionarie scoperte sui pianeti esterni, Gruppo B, 2009, p. 114.

Sul pianeta[modifica | modifica wikitesto]

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  • (EN) Jay T. Bergstralh, Ellis D. Miner, Mildred Shapley Matthews, Uranus, University of Arizona Press, 1991, ISBN 0-8165-1208-6.
  • (EN) Jennifer Viegas, Uranus, The Rosen Publishing Group, 2005, ISBN 1-4042-0174-2.
  • (EN) Teresa Wimmer, Uranus, The Creative Company, 2007, ISBN 1-58341-523-8.
  • (EN) Gregory L. Vogt, Uranus, Lerner Publications, 2009, ISBN 0-7613-5709-2.
  • (EN) Uranus: The Ice Planet, Gareth Stevens Pub., 2010, ISBN 978-1-4339-3843-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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