Magnetosfera

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il campo magnetico terrestre fa da scudo alla superficie della Terra dalle particelle cariche del vento solare. È compresso dal lato del giorno (ovvero del Sole) a causa della forza delle particelle in avvicinamento, mentre è esteso dal lato della notte.

Per magnetosfera si intende la regione di spazio circostante un corpo celeste entro la quale il campo magnetico da esso generato domina il moto delle eventuali particelle cariche presenti. Il termine è entrato in uso dopo gli anni cinquanta del XX secolo, quando è stato per la prima volta proposto dal fisico Thomas Gold.

Nel sistema solare le magnetosfere dei pianeti che ne sono dotati sono perturbate dalla presenza del vento solare, un flusso di particelle elettricamente cariche emesso ininterrottamente dalla corona solare; il punto in cui la forza repulsiva bilancia la pressione delle particelle cariche è noto come punto di stagnazione. Se esso è immerso nell'atmosfera planetaria, naturalmente, lo sviluppo di una vera e propria magnetosfera è impossibile.

Magnetosfera terrestre[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campo geomagnetico.

Magnetosfera di Mercurio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Magnetosfera di Mercurio.

Magnetosfera gioviana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi campo magnetico di Giove.

La magnetosfera di Giove è attualmente la più ampia conosciuta per un corpo planetario orbitante attorno ad una stella; le sue dimensioni superano di 1200 volte quelle della magnetosfera terrestre, come rilevato mediante osservazioni radiotelescopiche dalla Terra e in seguito mediante rilevazioni condotte in situ da sonde automatiche. Il momento di dipolo della magnetosfera gioviana è pari a quasi 19000 volte quello della Terra; l'asse del campo magnetico è inclinato di 9,5° rispetto a quello di rotazione.

Il punto di stagnazione del gigante gassoso si trova ad una distanza dal centro del pianeta compresa fra i 60 e i 100 raggi gioviani; il flusso del vento solare magnetizzato contro la magnetosfera produce in tale regione di spazio una vera e propria onda di prua (bow shock, secondo la terminologia anglosassone). A titolo di confronto, il punto di stagnazione della Terra si trova mediamente a 10 raggi terrestri dal centro del pianeta.

Nell'emisfero di Giove opposto al Sole le propaggini del campo zenomagnetico si fondono gradualmente con il campo magnetico interplanetario, dando origine ad una lunga e turbolenta coda magnetica che si estende per oltre 650 milioni di km, arrivando addirittura ad intersecare l'orbita di Saturno.

All'interno della magnetosfera gioviana sono presenti intense fasce di radiazioni dovute alle particelle cariche intrappolate dal campo magnetico del pianeta, potenziale fonte di estremo pericolo per qualsiasi essere vivente vi si dovesse avventurare; tali fasce costituiscono una seria fonte di preoccupazione anche per i circuiti elettronici delle sonde automatiche che vi si sono avventurate. Le particelle intrappolate all'interno della magnetosfera gioviana non provengono dal vento solare, ma, con ogni probabilità, hanno origine dalle emissioni vulcaniche di Io (che come gli altri satelliti galileiani si muove all'interno della magnetosfera).

Magnetosfera saturniana[modifica | modifica sorgente]

La scoperta dell'esistenza di una magnetosfera attorno a Saturno risale al sorvolo da parte della sonda automatica statunitense Pioneer 11 del 1979. Il campo magnetico del pianeta è inclinato di meno di 1° rispetto all'asse di rotazione; l'intensità del momento di dipolo corrisponde a 544 volte quella della Terra, ma comunque meno di un trentesimo di quella di Giove. La magnetopausa (il confine della magnetosfera) raggiunge i 17-25 raggi saturniani in direzione del Sole.

Le particelle cariche intrappolate nel campo cronomagnetico provengono con ogni probabilità dall'atmosfera di Saturno, dai suoi anelli planetari e dai satelliti Encelado, Teti, Dione e Titano; la distribuzione delle cariche tuttavia è tale per cui vi sono regioni del sistema di Saturno completamente schermate dalle radiazioni, come ad esempio all'interno dell'anello A.

Le magnetosfere di Urano e Nettuno[modifica | modifica sorgente]

Le magnetosfere dei giganti gassosi più esterni del sistema solare sono state studiate solo dalla Voyager 2, l'unica sonda meccanica di fabbricazione umana ad averli raggiunti, negli anni ottanta del XX secolo. I momenti di dipolo di Urano e Nettuno sono rispettivamente pari a 48 e 24 volte quelli terrestri; inoltre i campi magnetici dei due pianeti sono estremamente inclinati rispetto ai relativi assi di rotazione, rispettivamente di 58,6° e 46,8°, per motivi tuttora dibattuti.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Magnetosfere e campi magnetici Magnetosfera terrestre
Campo magnetico stellare: Anelli coronaliBuchi coronaliMacchie fotosferiche
Magnetosfere nel sistema solare: Sole (Eliosfera) • MercurioTerraGioveSaturnoUranoNettuno
Magnetosfere dei satelliti naturali: Ganimede
Stub astronomia.png Questo box:     vedi · disc. · mod.