Esplorazione di Saturno

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Saturno
Saturn (planet) large rotated.jpg
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1leftarrow.pngVoce principale: Saturno (astronomia).

L'esplorazione di Saturno è avvenuta esclusivamente tramite l'ausilio di sonde spaziali prive di equipaggio umano. Come tutti i giganti gassosi Saturno non possiede una superficie solida, per cui le sonde che l'hanno visitato non vi sono atterrate, bensì hanno effettuato dei sorvoli ravvicinati (fly-by) del pianeta o sono entrate nella sua orbita, come nel caso della Cassini-Huygens che è tuttora in orbita attorno al pianeta.

Sorvoli ravvicinati[modifica | modifica sorgente]

Il fly-by della Pioneer 11[modifica | modifica sorgente]

Immagine di Saturno della Pioneer 11

Saturno è stato visitato per la prima volta dalla Pioneer 11 nel settembre 1979. La sonda ha sorvolato il pianeta a 20 000 km dalle nubi superiori. In quell'occasione sono state acquisite solo immagini a bassa risoluzione del pianeta e qualche immagine anche dei suoi satelliti naturali, ma la risoluzione delle immagini non era abbastanza elevata da permettere l'individuazione di strutture superficiali.
La Pioneer 11 ha studiato anche gli anelli di Saturno; tra le sue scoperte ci sono l'anello F e il fatto che gli spazi scuri tra gli anelli non sono del tutto privi di materiali.[1] La sonda ha anche misurato la temperatura di Titano, pari a 250 K,[2] e l'intensità del campo magnetico di Saturno, un migliaio di volte più intenso di quello terrestre.[3]

I fly-by delle Voyager[modifica | modifica sorgente]

Un'immagine di Saturno presa dalla Voyager 2.

Nel novembre del 1980 la Voyager 1 ha fatto visita al sistema di Saturno. Ha trasmesso alla Terra le prime immagini ad alta risoluzione del pianeta, degli anelli e dei satelliti. Su varie lune di Saturno è stato possibile vedere le strutture superficiali per la prima volta.
Data l'allora recente scoperta di un'atmosfera su Titano, i controllori della Voyager al Jet Propulsion Laboratory hanno deciso di fare un incontro ravvicinato con il satellite. La sonda ha incrementato enormemente le nostre conoscenze dell'atmosfera di Titano, ma ha anche mostrato che la sua atmosfera è impenetrabile nella lunghezza d'onda del visibile, quindi non ha potuto rilevare nessun dettaglio superficiale. Il flyby ha anche cambiato la traiettoria della sonda mandandola al di fuori del piano del sistema solare.

A distanza di quasi un anno, nell'agosto del 1981, la Voyager 2 ha continuato lo studio del sistema di Saturno. Si sono ottenute immagini ancora più ravvicinate dei satelliti di Saturno e si è avuta l'evidenza di cambiamenti negli anelli.
La Voyager 2 ha analizzato l'atmosfera superiore di Saturno con il suo radar per misurare le temperature e le densità. La sonda ha scoperto che ai livelli più alti (7000 Pa di pressione) la temperatura era 70 kelvin (-203 °C, cioè 70 gradi sopra lo zero assoluto), mentre ai livelli più bassi (120 000 Pa) la temperatura saliva a 143 K (-130 °C). Il polo nord del pianeta era 10 K più freddo, sebbene questo possa esser dipeso da effetti stagionali.[4] Sfortunatamente la piattaforma girevole della fotocamera si è incastrata per diversi giorni e molte immagini progettate non sono state scattate. La gravità di Saturno è stata utilizzata per dirigere la Voyager 2 verso Urano.

La sonda ha scoperto numerosi satelliti naturali di Saturno che orbitano vicino o dentro il sistema di anelli. Ha anche scoperto le piccole divisione di Maxwell e di Keeler negli anelli.

La sonda Cassini[modifica | modifica sorgente]

Saturno che eclissa il Sole visto dalla Cassini.

Il 1º luglio del 2004 la sonda Cassini-Huygens completa la manovra di inserimento nell'orbita di Saturno (SOI: Saturn Orbit Insertion). Ma già prima dell'inserimento in orbita la Cassini aveva studiato il sistema. Nel giugno del 2004 ha effettuato il flyby di Febe mandando a terra dati e immagini ad alta risoluzione.

Il 25 dicembre 2004 la Cassini ha rilasciato la sonda Huygens che è scesa nell'atmosfera di Titano il 14 gennaio del 2005, raccogliendo un'enorme quantità di dati durante la discesa e dopo l'atterraggio. Durante tutto il 2005 la Cassini ha compiuto diversi flyby di Titano e di altri satelliti ghiacciati.

Il 10 marzo del 2006 la NASA ha reso noto che la sonda ha trovato prove su Encelado di serbatoi di acqua liquida che vengono eruttati sotto forma di geyser.[5]

Il 20 settembre 2006, la Cassini scopre un altro debole anello planetario.[6]

Nel luglio del 2006 la sonda ha per la prima volta trovato prove dell'esistenza di laghi di idrocarburi vicino al polo nord di Titano. Successive immagini del marzo 2007 hanno mostrato "mari" di idrocarburi, il più grande dei quali ha quasi le dimensioni del Mar Caspio.[7]

Il 10 settembre 2007, la sonda ha effettuato un flyby di Giapeto.

La sonda ha scoperto finora quattro nuovi satelliti di Saturno. La fine della sua missione era inizialmente prevista per il 2008, dopo aver completato circa 74 orbite attorno a Saturno. Essendo la sonda ancora perfettamente operativa ed essendone stato approvato l'ulteriore finanziamento, nel 2009 la missione è stata prolungata, entrando nella cosiddetta "mission extended" (missione estesa), ribattezzata Cassini Equinox.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) The Pioneer Missions, NASA, 26-03-2007. URL consultato il 15-01-2009.
  2. ^ http://spaceprojects.arc.nasa.gov/Space_Projects/pioneer/PN10&11.html
  3. ^ (EN) Saturn, NASA, World Book Online Reference Center, 2004. URL consultato il 15-01-2009.
  4. ^ (EN) Saturn in Voyager - The Interstellar Mission, Jet Propulsion Laboratory (JPL). URL consultato il 15-01-2009.
  5. ^ Cassini-Huygens: News
  6. ^ New Ring Spotted Around Saturn - Article on CNN.com.
  7. ^ Probe spots seas on Saturn's moon Titan - CNN article.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • H. Karttunen, P. Kröger, et al., Fundamental Astronomy, Springer, 3th Ed., Helsinki, 2000.
  • (EN) Saturn in Voyager - The Interstellar Mission, Jet Propulsion Laboratory (JPL). URL consultato il 15-01-2009.
  • (EN) Voyager Saturn Science Summary, Jet Propulsion Laboratory(JPL), 04-05-1990. URL consultato il 23-01-2009.

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Esplorazione del sistema solare Lunar Rover
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