Europa (astronomia)

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Europa
(Giove II)
Europa-moon.jpg
Satellite di Giove
Scoperta 7 gennaio 1610
Scopritori Galileo Galilei
Simon Marius
Parametri orbitali
(all'epoca J2000)
Semiasse maggiore 671 034 km
Perijovio 664 700 km
Apojovio 677 300 km
Circonf. orbitale 4 216 100 km
Periodo orbitale 3,551181041 giorni
(3gg. 13h 13' 42")
Periodo sinodico 87,96935 giorni
(0,240847 anni)
Velocità orbitale
13 613 m/s (min)

13 741 m/s (media)

13 871 m/s (max)
Inclinazione
sull'eclittica
1,79°
Inclinazione rispetto
all'equat. di Giove
0,47°
Eccentricità 0,0094
Dati fisici
Diametro medio 3 121,6 km
Superficie 3,1 × 1013 
Volume 1,593 × 1019 
Massa
4,80 × 1022 kg
Densità media 3,014 × 10k 
Acceleraz. di gravità in superficie 1,314 m/s²
(0,134 g)
Velocità di fuga 2 025 m/s
Periodo di rotazione rotazione sincrona
Inclinazione assiale 0.1°
Temperatura
superficiale
~50 K (−223 °C) (min)
103 K (−170 °C) (media)
125 K (−148 °C) (max)
Pressione atm. μPa
Albedo 0,67
Dati osservativi
Magnitudine app.
5,3 (media)

Europa è il quarto satellite naturale del pianeta Giove per dimensioni ed uno dei più massicci dell'intero sistema solare. È stato scoperto da Galileo Galilei il 7 gennaio 1610 assieme ad Io, Ganimede e Callisto, da allora comunemente noti con l'appellativo di satelliti galileiani.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Come tutti i satelliti galileiani Europa prende il nome da un'amante di Zeus, l'equivalente greco di Giove. In questo caso Europa, figlia di Agenore Re della città Fenicia di Tiro ora in Libano, e sorella di Cadmo fondatore di Tebe.

Nonostante il nome Europa sia stato suggerito da Simon Marius poco dopo la sua scoperta, tale nome perse importanza per un lungo periodo (come la persero i nomi degli altri Satelliti medicei) e non fu ripristinato nell'uso comune fino alla metà del XX Secolo.[1] In gran parte della letteratura astronomica i satelliti vengono semplicemente indicati con il nome del pianeta seguito da un numero romano, che ordina le varie lune dalla più vicina alla più lontana dal pianeta in esame (sistema introdotto da Galileo), per cui Europa era indicato con Giove II.

La scoperta di Amaltea nel 1892, più vicina degli altri satelliti allora conosciuti di Giove, mise Europa nella terza posizione. Le sonde Voyager scoprirono altri tre satelliti più interni nel 1979 e da allora Europa è considerato il sesto satellite di Giove anche se qualche volta ci si riferisce ancora ad esso come Giove II.[1]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Europa, insieme alle altre tre lune maggiori di Giove Io, Ganimede e Callisto, fu scoperta da Galileo Galilei nel gennaio 1610. La prima osservazione documentata di Europa venne fatta dallo scienziato pisano il 7 gennaio 1610 con un telescopio a rifrazione da 20 ingrandimenti presso l'Università di Padova. Tuttavia in questa osservazione Galileo non fu in grado di separare Io e Europa a causa della bassa risoluzione del suo telescopio, così i due oggetti furono registrati come un'unica sorgente di luce. Io ed Europa sono stati osservati per la prima volta come corpi distinti durante le osservazioni di Galileo del sistema di Giove il giorno dopo, l'8 gennaio 1610 (considerata dall'Unione Astronomica Internazionale come data della scoperta di Europa).[2]

Nel 1614 Simon Marius pubblicò il suo lavoro Mundus Iovialis, che descriveva il pianeta Giove e le sue lune, proponendone il nome che egli affermò essergli stato suggerito da Johannes Kepler.[3][4] In esso sostenne di aver scoperto Europa e le altre lune maggiori pochi giorni prima di Galileo. Oggi si pensa che Marius abbia effettivamente scoperto i satelliti medicei in maniera indipendente da Galileo, ma comunque non prima dello scienziato pisano.

Osservazione di Europa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Osservazione di Giove.
Giove insieme a tre dei quattro Satelliti medicei ripresi da un telescopio amatoriale. A partire da sinistra: Ganimede, Europa e Io.

Europa è stato osservato per la prima volta nel 1610 da Galileo Galilei grazie all'invenzione del telescopio. Teoricamente, data la sua magnitudine apparente (di media 5,3), in condizioni eccezionali di visibilità il satellite risulterebbe visibile anche ad occhio nudo, se non fosse per l'elevata luminosità di Giove che ne rende impossibile l'osservazione senza l'ausilio di un buon binocolo o di un telescopio (all'epoca della sua scoperta, Galileo disponeva di un telescopio rifrattore da 30 ingrandimenti, appena sufficiente per individuare Europa e gli altri satelliti medicei come 4 puntini luminosi intorno al loro pianeta).

Per avere le prime osservazioni dettagliate del satellite abbiamo dovuto attendere l'avvento dell'era spaziale.

Parametri orbitali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parametri orbitali di Europa.
La risonanza orbitale dei satelliti di Giove: Ganimede, Europa e Io.

Europa orbita attorno a Giove con un periodo di circa tre giorni e mezzo; il semiasse maggiore dell'orbita è pari a 670 900 km. L'orbita è praticamente circolare con un'eccentricità di 0,0094 e un'inclinazione di soli 0,470° rispetto all'equatore gioviano.[5]

Come tutti i Satelliti medicei Europa è in rotazione sincrona con Giove, con un emisfero del satellite costantemente rivolto verso il pianeta e un punto sulla sua superficie dal quale Giove appare allo zenit. Il meridiano fondamentale del satellite passa per questo punto.[6]

A causa della leggera eccentricità della sua orbita, mantenuta dai disturbi generati dagli altri satelliti medicei, la distanza da Giove oscilla attorno ad un valore medio. Europa è forzata ad assumere una forma leggermente allungata verso Giove dalla forza gravitazionale del gigante gassoso; ma al variare della distanza dal pianeta, varia l'entità dello spostamento superficiale. In questo modo, una piccola parte dell'energia di rotazione di Giove si dissipa su Europa (riscaldamento mareale), che acquista calore. Questo processo avrebbe permesso la conservazione di un oceano liquido al di sotto della superficie ghiacciata del satellite.[7]

Atmosfera[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Atmosfera di Europa.

Osservazioni condotte nel 1994 tramite lo spettrografo di bordo del telescopio spaziale Hubble hanno rivelato la presenza di una tenue atmosfera attorno al satellite, composta di ossigeno.[8][9] La pressione atmosferica al suolo è nell'ordine del micropascal. Di tutti i satelliti naturali del sistema solare, solo altri sei (Io, Ganimede, Callisto, Titano, Encelado e Tritone) possiedono un'atmosfera apprezzabile.

A differenza dell'ossigeno presente nell'atmosfera terrestre, quello di Europa non ha origine biologica; è con tutta probabilità generato dall'interazione della luce solare e di particelle cariche con la superficie ghiacciata del satellite, che porta alla produzione di vapore acqueo. In seguito alla dissociazione in ossigeno e idrogeno sempre causata dalla radiolisi,[10] quest'ultimo, che è più leggero, sfugge con facilità all'attrazione gravitazionale del corpo e si disperde nello spazio.

L'ossigeno invece, più denso e pesante, rimane più a lungo nell'atmosfera anche perché non congela a contatto della superficie come fanno invece l'acqua o il perossido di idrogeno (acqua ossigenata) e rientra quindi in ciclo nell'atmosfera.[11][12]

Superficie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Superficie di Europa.

L'aspetto della superficie di Europa, quasi completamente liscia e priva di crateri da impatto, rende plausibile un suo costante rimodellamento, ad opera di un oceano di acqua allo stato liquido che secondo le teorie comunemente accettate dovrebbe trovarsi al di sotto dei suoi ghiacci. Le immagini inviate a Terra dalla sonda Galileo, entrata in orbita nel dicembre del 1995 attorno a Giove, suggeriscono la presenza di una immensa crosta ghiacciata simile al pack dei mari polari della Terra.

La temperatura superficiale si aggira intorno ai 120 K (circa −150 °C), ma al di sotto della crosta si potrebbero raggiungere temperature ben più elevate per via del calore prodotto dall'interazione mareale con Giove. Questo fenomeno, sebbene non vistoso come quello in atto su Io, sarebbe in grado di mantenere allo stato liquido gli strati interni di Europa.

La superficie di Europa è relativamente liscia; poche colline di qualche centinaio di metri sono state osservate, anche se i rilievi topografici in posti differenti raggiungono il chilometro. Europa è uno degli oggetti più lisci nel sistema solare. I segni profondi ed incrociati sulla luna sembrano essere principalmente caratteristiche di Albedo (aree il cui colore della superficie differisce di molto dalle zone circostanti), le quali enfatizzano la topografia della bassa superficie. Ci sono pochissimi crateri da impatto su Europa poiché la sua superficie è attiva e relativamente giovane. L'albedo (riflessione di luce) di Europa dello 0,64 è una delle più alte di tutte le lune conosciute a causa della sua superficie ghiacciata. Questo sembra indicare una superficie giovane ed attiva; basandosi su stime della frequenza di bombardamento "cometario" che raggiunge Europa, la superficie ha da 20 a 180 milioni di anni circa (Le caratteristiche superficiali mostrano chiaramente una grande varietà di età).

Immagine a colori "quasi" naturali di Europa dalla sonda Galileo

La caratteristica più notevole della superficie di Europa è una serie di striature scure che attraversano, incrociandosi tra di loro, l'intero satellite. Un esame da vicino mostra che i bordi della crosta di Europa su ogni lato delle crepe si è mosso rispetto agli altri. Le bande più larghe sono di circa 20 km con dei bordi leggermente scuri, striature regolari, e una banda centrale di materiale più chiaro. Questo potrebbe essere stato prodotto da una serie di eruzioni vulcaniche di acqua o geyser quando la superficie di Europa si allarga scoprendo gli strati più caldi sepolti. L'effetto è simile a quello visibile nelle dorsali oceaniche terrestri. Si pensa che queste numerose fratture siano state provocate in buona parte dagli stress gravitazionali esercitati da Giove; fino a che Europa è in rotazione sincrona con Giove, e quindi mantiene sempre lo stesso orientamento verso il pianeta, i modelli degli stress dovrebbero formare una forma distinta e prevedibile. Tuttavia, solo la più giovane delle fratture su Europa si conforma al modello previsto; nelle altre fratture sembrano aver preso orientamenti sempre più diversi mano a mano che la loro età aumenta. Questo si può spiegare se la superficie di Europa ruota leggermente più veloce del suo interno, un effetto che è possibile con un oceano sottosuperficiale che separa meccanicamente la superficie della luna dal suo mantello roccioso e dagli effetti della gravità di Giove che tira la crosta ghiacciata della luna. Confronti fatti tra le foto della Voyager e della Sonda Galileo suggeriscono che la crosta di Europa ruota ad una velocità tale da fare un giro in più rispetto al suo interno ogni 10 000 anni.

Montagne rugose e regioni lisce mescolate nella regione Conamara Chaos

Un altro tipo di formazione presente su Europa sono lenticulae circolari ed ellittiche. Molte sono cupole, alcune sono buche e diverse sono punti scuri e lisci. Altre hanno una superficie confusa o ruvida. Le cime delle cupole sembrano parti delle antiche pianure che le circondano, suggerendo che si siano formate quando le pianure sono state spinte verso l'alto. Si pensa che tali lenticulae si siano formate da intrusioni di ghiaccio più caldo attraverso quello più freddo della crosta, similmente alle camere magmatiche sulla crosta terrestre. I punti scuri e lisci potrebbero essersi formati da acqua liquida liberata quando il ghiaccio più caldo arriva in superficie; le lenticulae ruvide e confuse (chiamate regioni del "caos", per esempio la Conamara Chaos) sembrerebbero essersi formate da molti piccoli frammenti di crosta incastonati in formazioni collinose di materiale più scuro, forse come iceberg in un mare di ghiaccio.

Struttura interna[modifica | modifica wikitesto]

La struttura interna di Europa.

Secondo le teorie comunemente accettate, al di sotto della crosta ghiacciata di Europa si troverebbe uno strato di acqua liquida. Se l'ipotesi venisse confermata, potrebbe trattarsi di una scoperta di enorme rilievo; sinora non sono stati infatti individuati su nessun corpo del sistema solare (ad eccezione della Terra, e in stati molecolari su Marte) grandi giacimenti d'acqua allo stato liquido. Un ulteriore motivo di interesse deriva dal fatto che, secondo prove indirette, l'oceano sotterraneo potrebbe essere composto di acqua salata ed avere una temperatura prossima allo zero centigrado; si tratterebbe quindi di condizioni ambientali favorevoli allo sviluppo di forme di vita elementari, simili a quelle individuate sulla Terra nei ghiacci antartici a oltre 4 chilometri di profondità.

Ad avvalorare questa ipotesi c'è l'analisi dei dati magnetometrici rilevati dalla sonda Galileo, che ha mostrato che a una profondità compresa tra i 5 e 20 chilometri, esiste uno strato di materia che conduce elettricità. Le variazioni magnetiche osservate sono possibili perché Europa orbita intorno a Giove immersa nel vasto campo magnetico del pianeta. Questo induce una corrente elettrica in uno strato conduttore prossimo alla superficie del satellite, corrente che a sua volta genera un campo magnetico secondario.

La prova che l'attività magnetica rilevata proviene da questo campo magnetico secondario è basata sulle variazioni di polarità del campo magnetico di origine gioviana nello spazio in cui viene a trovarsi Europa nel corso del suo moto orbitale. La posizione dei poli magnetici si inverte infatti in maniera prevedibile al cambiare della posizione del satellite, come effettivamente rilevato durante il flyby del 2000 in cui la loro posizione era opposta rispetto a quella osservata nei passaggi ravvicinati del 1996 e del 1998.

I modelli attualmente in studio basati sulla presenza di un oceano salato riescono a riprodurre le variazione del campo magnetico osservate e quindi l'ipotesi che lo strato conduttore sia uno spesso strato di acqua salmastra simile a quella degli oceani terrestri è quella più plausibile, anche se la possibilità che si tratti di altro materiale conduttore come la grafite non può essere esclusa e su questo si stanno concentrando gli sviluppi della ricerca ora in corso.

Oceano sotto la superficie[modifica | modifica wikitesto]

L'oceano sotto la superficie di Europa

Si pensa che sotto la superficie di Europa ci sia uno strato di acqua liquida mantenuta tale dal calore generato dalle "maree" causate dall'interazione gravitazionale con Giove. La temperatura sulla superficie di Europa è di circa 110 K (−163 °C) all'equatore e di solo 50 K (−223 °C) ai poli, cosicché il ghiaccio superficiale è permanentemente congelato. I primi indizi di un oceano liquido sotto la superficie vennero da considerazioni teoriche relative al riscaldamento gravitazionale (conseguenza dell'orbita leggermente eccentrica di Europa e della risonanza orbitale con gli altri satelliti medicei). I membri del team imaging del progetto Galileo hanno analizzato le immagini di Europa della sonda Voyager e della sonda Galileo per affermare che anche le caratteristiche superficiali di Europa dimostrano l'esistenza di un oceano liquido sotto la superficie. L'esempio più eclatante sarebbe il terreno "caotico", una caratteristica comune sulla superficie di Europa che alcuni interpretano come una regione in cui l'oceano sotto la superficie ha sciolto la crosta ghiacciata. Questa interpretazione è estremamente controversa. La maggior parte dei geologi che ha studiato Europa favorisce quello che viene chiamato modello del "ghiaccio spesso" in cui l'oceano ha raramente, se non mai, direttamente interagito con la superficie. I diversi modelli per stimare lo spessore del guscio di ghiaccio danno valori oscillanti tra qualche chilometro e decine di chilometri.

La prova migliore per il cosiddetto modello del "ghiaccio spesso" è uno studio dei grandi crateri di Europa. I più grandi sono circondati da cerchi concentrici e sembrano essere riempiti con ghiaccio fresco relativamente liscio; basandosi su questo e sulla quantità di calore generata dalle maree di Europa, è stato teorizzato che la crosta esterna di ghiaccio solido sia spessa approssimativamente 10 − 30 km, il che potrebbe significare che l'oceano liquido sottostante potrebbe essere profondo circa 100 km.

La sonda Galileo ha anche scoperto che Europa ha un debole campo magnetico (la cui intensità è di circa un quarto di quella del campo di Ganimede e simile a quello di Callisto) che varia periodicamente durante il passaggio di Europa attraverso il grande campo magnetico di Giove. Una probabile spiegazione di questo sarebbe la presenza di un grande oceano di acqua salata sotto la superficie. Le prove spettrografiche suggeriscono che le strisce rosso scuro e le caratterizzazioni sulla superficie di Europa potrebbero essere ricche di sali come il solfato di magnesio, depositatosi tramite l'evaporazione dell'acqua che emerge da sotto. L'acido solforico idrato è un'altra possibile spiegazione dei contaminanti osservati spettroscopicamente. In entrambi i casi, siccome questi materiali sono privi di colore o bianchi quando puri, altri elementi devono essere presenti a loro volta per contribuire al colore rossastro. Si suggerisce la presenza di composti a base zolfo.

Vita su Europa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vita su Europa.

È stato ipotizzato che la vita potrebbe esistere in questo oceano al di sotto del ghiaccio, in un ambiente simile a quello delle sorgenti idrotermali presenti sulla Terra nelle profondità dell'oceano o sul fondo del Lago Vostok, in Antartide. Allo stato attuale, non ci sono prove che attestino la presenza di forme di vita su Europa, ma la presenza di acqua liquida è così probabile da rafforzare le richieste di inviare sonde per investigare.

Robert Pappalardo, un ricercatore in ruolo (assistant professor) del Dipartimento di Astrofisica e di Scienze planetarie dell'Università del Colorado, ha detto:

(EN)
« We’ve spent quite a bit of time and effort trying to understand if Mars was once a habitable environment. Europa today, probably, is a habitable environment. We need to confirm this ... but Europa, potentially, has all the ingredients for life ... and not just four billion years ago ... but today. »
(IT)
« Abbiamo impiegato molto tempo e sforzi per cercare di capire se Marte avesse avuto in passato un ambiente abitabile. Europa oggi, probabilmente, è un ambiente abitabile. Dobbiamo confermarlo.. ma Europa, potenzialmente, ha tutti gli ingredienti per la vita... e non solo 4 miliardi di anni fa... ma oggi. »
(Robert T. Pappalardo[13])

Esplorazione e colonizzazione di Europa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi esplorazione di Europa e colonizzazione di Europa.

Gran parte delle nostre conoscenze relative ad Europa proviene dai dati e dalle immagini inviate a Terra dalle missioni Voyager e Galileo, l'ultima delle quali si è conclusa nel 2003. Già prima di allora, la comunità scientifica aveva manifestato l'esigenza di nuove missioni su Europa, allo scopo di determinare la composizione della superficie, confermare (o smentire) l'esistenza dell'oceano al di sotto di essa ed individuare segnali che potessero indicarvi la presenza di vita extraterrestre.[14][15]

Un orbiter dotato di sensori gravimetrici o dispositivi radar potrebbe rilevare l'esistenza dell'oceano, le immagini ad alta risoluzione che potrebbero essere così ottenute permetterebbero di dedurre l'origine delle caratteristiche superficiali e gli eventuali spettroscopi di bordo potrebbero determinare la composizione di vaste regioni della superficie. Se ad esso fosse inoltre abbinato un piccolo lander potrebbe essere determinata la composizione chimica in situ della superficie e, con opportune misure di onde sismiche, il livello di attività della luna e lo spessore del ghiaccio.

Tuttavia, nonostante l'esplorazione di Europa sia ancora ritenuta prioritaria nell'esplorazione spaziale del Sistema solare esterno,[14] si sono verificate una serie di false partenze che hanno condotto a vari ritardi[15] - risale al 2005 la cancellazione dell'ambizioso progetto NASA Jupiter Icy Moon Orbiter - e il lancio della prossima missione diretta verso Europa non è previsto prima del 2020.

La Europa Jupiter System Mission (EJSM) sarà una missione congiunta NASA/ESA per l'esplorazione delle lune di Giove. L'approvazione della missione era subordinata alla vittoria della gara di interesse con la Titan Saturn System Mission, diretta verso Titano ed Encelado: la scelta è avvenuta nel febbraio del 2009.[16] L'EJSM consisterà del Jupiter Europa Orbiter, di costruzione NASA, del Jupiter Ganymede Orbiter, di costruzione ESA ed eventualmente del Jupiter Magnetospheric Orbiter, di costruzione JAXA.

Altre proposte
Concept Art del cryobot e dell'hydrobot

Negli ultimi dieci anni, sono state inoltre proposte altre missioni, che però non hanno ancora raggiunto la progettazione dettagliata.

Una delle meno costose è conosciuta come Ice Clipper (letteralmente "taglia ghiaccio") ed utilizzerebbe una sonda a impatto simile a quello della missione Deep Impact.[17] La proposta prevede che l'impattatore si schianti in modo controllato sulla superficie di Europa, generando una nube di detriti che sarebbe poi raccolta da una piccola sonda spaziale che vi volerebbe attraverso. Senza il bisogno di un atterraggio e successivo decollo della sonda da un'orbita attorno Giove o Europa, questa sarebbe una delle missioni meno costose, poiché la quantità di carburante necessaria sarebbe ridotta.

Idee più ambiziose sono state proposte per un lander capace di trovare le prove dell'esistenza della vita che potrebbero essere congelate nell'alta superficie o anche per esplorare direttamente il possibile oceano sotto il ghiaccio di Europa. Una delle proposte più famose vorrebbe utilizzare una grande Melt Probe (letteralmente "Sonda per fondere") nucleare (Cryobot) che attraverserebbe la superficie sciogliendo il ghiaccio fino ad arrivare all'oceano sottostante.[18][19] The Planetary Society dice che scavare un pozzo fin sotto la superficie dovrebbe essere un obiettivo primario, e provvederebbe alla protezione dalle radiazioni gioviane. Una volta raggiunta l'acqua, la sonda rilascerebbe un veicolo sottomarino autonomo (hydrobot), che raccoglierebbe le informazioni per poi trasmetterle agli osservatori a Terra. Entrambi il cryobot e l'hydrobot dovrebbero attraversare un'estrema sterilizzazione per evitare che la sonda rilevi organismi terrestri anziché l'eventuale vita nativa e per evitare una contaminazione dell'oceano su Europa.

Un cenno particolare, infine, merita la già citata Jupiter Icy Moons Orbiter (letteralmente "Satellite orbitante attorno alle lune ghiacciate di Giove"), nella quale si sarebbe voluto sfruttare un innovativo propulsore nucleare per permettere un tour di Callisto, Ganimede ed Europa. Il suo progetto tuttavia è stato cancellato nel 2005, perché eccessivamente oneroso in un periodo di ripensamento dell'esplorazione spaziale e perché ha incontrato notevoli opposizioni la soluzione proposta di un propulsore nucleare.[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Claudio Marazzini, I nomi dei satelliti di Giove: da Galileo a Simon Marius (The names of the satellites of Jupiter: from Galileo to Simon Marius) in Lettere Italiane, vol. 57, nº 3, 2005, pp. 391–407.
  2. ^ Jennifer Blue, Planet and Satellite Names and Discoverers, USGS, 9 novembre 2009. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  3. ^ Simon Marius in Students for the Exploration and Development of Space, University of Arizona. URL consultato il 9 agosto 2007.
  4. ^ Marius, S.; (1614) Mundus Iovialis anno M.DC.IX Detectus Ope Perspicilli Belgici [1], where he attributes the suggestion to Johannes Kepler
  5. ^ Europa, a Continuing Story of Discovery in Project Galileo, NASA, Jet Propulsion Laboratory. URL consultato il 9 agosto 2007.
  6. ^ Planetographic Coordinates, Wolfram Research, 2010. URL consultato il 2010=03-29.
  7. ^ P. E. Geissler, Greenberg, R.; Hoppa, G.; Helfenstein, P.; McEwen, A.; Pappalardo, R.; Tufts, R.; Ockert-Bell, M.; Sullivan, R.; Greeley, R.; Belton, M. J. S.; Denk, T.; Clark, B. E.; Burns, J.; Veverka, J., Evidence for non-synchronous rotation of Europa in Nature, vol. 391, nº 6665, gennaio 1998, p. 368, Bibcode:1998Natur.391..368G, DOI:10.1038/34869, PMID 9450751.
  8. ^ Hall, D. T. et al.; Detection of an oxygen atmosphere on Jupiter's moon Europa, Nature, Vol. 373 (23 February 1995), 677–679 (accessed 15 April 2006)
  9. ^ Donald Savage, Jones, Tammy; Villard, Ray, Hubble Finds Oxygen Atmosphere on Europa in Project Galileo, NASA, Jet Propulsion Laboratory, 23 febbraio 1995. URL consultato il 17 agosto 2007.
  10. ^ Johnson, Robert E.; Lanzerotti, Louis J.; and Brown, Walter L., Planetary applications of ion induced erosion of condensed-gas frosts, 1982. URL consultato il 20 dicembre 2007.
  11. ^ M. C. Liang, Lane, B. F.; Pappalardo, R. T. et al., Atmosphere of Callisto (PDF) in Journal of Geophysics Research, vol. 110, 2005, pp. E02003, DOI:10.1029/2004JE002322.
  12. ^ W.H. Smyth, Marconi, M.L., Processes Shaping Galilean Satellite Atmospheres from the Surface to the Magnetosphere (PDF), Workshop on Ices, Oceans, and Fire: Satellites of the Outer Solar System, Boulder, Colorado, 15 agosto 2007, pp. 131-132.
  13. ^ (EN) David Leonard, Europa Mission: Lost In NASA Budget, 7 febbraio 2006. URL consultato il 1º luglio 2010.
  14. ^ a b (EN) Cosmic Vision: Space Science for Europe 2015-2025 in ESA Brochure, BR-247, 2005, pp. 1-111. URL consultato il 20 luglio 2010. Il link alla pubblicazione, in formato PDF, è presente a fondo pagina.
  15. ^ a b (EN) David Leonard, Europa Mission: Lost In NASA Budget, Space.com, 7 febbraio 2006. URL consultato il 20 luglio 2010.
  16. ^ (EN) Europa Jupiter System Mission. Mission Summary, Agenzia Spaziale Europea (ESA). URL consultato il 25 luglio 2010.
  17. ^ (EN) Europa Ice Clipper, Astrobiology Web. URL consultato il 20 luglio 2010.
  18. ^ (EN) Joan Horvath, et al., Searching For Ice And Ocean Biogenic Activity On Europa And Earth in Instruments, Methods and Missions for Investigation of Extraterrestrial Microorganisms, R.B. Hoover, 1997, pp. 490-500. URL consultato il 20 luglio 2010.
  19. ^ (EN) W. Zimmerman, et al., A radioisotope powered cryobot for penetrating the Europan ice shell (PDF) in AIP Conf. Proc., vol. 552, nº 1, 2001, pp. 707-715, DOI:10.1063/1.1357997. URL consultato il 20 luglio 2010.
  20. ^
    « Non era una missione, dal mio punto di vista, ben formulata. Una missione scientifica verso Europa è estremamente interessante su di una base scientifica. Rimane una priorità, e potrete aspettarvi, durante il prossimo anno o giù di li, o anche prima, per una proposta di missione verso Europa come parte della nostra linea scientifica. Ma noi non -- non, ripeto, non -- favoriremo un sistema propulsivo nucleare per raggiungere lo scopo »
    (Mike Griffin, intervista.)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Formazioni geologiche di Europa
Chaos · Crateri · Flexūs · Lineae · Maculae · Regiones · Altre strutture superficiali
Voci correlate: Europa · Giove · Esogeologia
Satelliti naturali di Giove Il sistema di anelli di Giove
Gruppo di Amaltea: MetisAdrasteaAmalteaTebe
Satelliti medicei: IoEuropaGanimedeCallisto
Gruppo di Imalia: LedaImaliaLisiteaElara
Gruppo di Ananke: AnankePrassidiceArpaliceGiocastaEuanteTioneEuporiaS/2003 J 3S/2003 J 18TelsinoeEliceOrtosiaS/2003 J 16ErmippeMnemeS/2003 J 15S/2010 J 2
Gruppo di Carme: ErseS/2003 J 10PasiteaCaldeneArcheIsonoeErinomeCaleEtnaTaigeteS/2003 J 9CarmeS/2003 J 5S/2003 J 19CaliceEuceladeCallicore
Gruppo di Pasifae: EuridomeS/2003 J 23EgemonePasifaeSpondeCilleneMegacliteS/2003 J 4CalliroeSinopeAutonoeAedeCoreS/2010 J 1S/2011 J 2
Altre: TemistoCarpoS/2003 J 12S/2003 J 2S/2000 J 11S/2011 J 1
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