Miranda (astronomia)

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Miranda
(Urano V)
Polo Sud di Miranda ripreso dal Voyager 2da 480 km ad una risoluzione di 2.7 kmPolo Sud di Miranda ripreso dal Voyager 2
da 480 km ad una risoluzione di 2.7 km
Satellite di Urano
Scoperta 16 febbraio 1948
Scopritore Gerard Peter Kuiper
Parametri orbitali
Semiasse maggiore 129 872 km
Periodo orbitale 1,413479 giorni
Inclinazione rispetto
all'equat. di Urano
4,232°
Eccentricità 0,0013
Dati fisici
Dimensioni 480×468,4×465,8 km
Diametro medio 471,6 km
Superficie 2 790 000 km²
Volume 54 835 000 km³
Massa
6,59×1019 kg
Densità media 1,20 g/cm³
Acceleraz. di gravità in superficie 0,079 m/s²
Velocità di fuga 0,19 km/s
Periodo di rotazione Rotazione sincrona
Inclinazione assiale nulla
Temperatura
superficiale
~59 K (media)
~86 K (max)
Pressione atm. nulla
Albedo 0,32

Miranda è il più piccolo ed interno satellite di Urano tra le cinque lune maggiori.

È stato scoperto da Gerard Kuiper il 16 febbraio 1948 dall'osservatorio McDonald. Kuiper ne suggerì il nome, derivante dall'omonimo personaggio de La tempesta di Shakespeare.[1] È designato anche Urano V.

Ad oggi, le uniche immagini ravvicinate di Miranda provengono dalla sonda spaziale Voyager 2, scattate durante il suo sorvolo di Urano nel gennaio del 1986. È stato fotografato e quindi studiato soltanto l'emisfero meridionale della luna, perché illuminato dalla luce solare durante l'incontro. È stata una fortunata coincidenza che la luna fosse l'oggetto a minor distanza, circa 30.000 km, dalla sonda dato che si è rivelato l'oggetto più interessante nel sistema di Urano: le immagini riprese, infatti, rivelano una passata attività geologica nettamente superiore a quella che ha interessato le altre lune del pianeta. Il Voyager 2 ha dovuto avvicinarsi il più possibile ad Urano per avere la spinta necessaria a raggiungere Nettuno, questo ha permesso di avere immagini con risoluzione, della superficie di Miranda, di alcune centinaia di metri.

Caratteristiche fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Vista ravvicinata della Verona Rupes che, con un'altezza di 20 km, è la più alta scogliera del Sistema solare.

La composizione di Miranda non è nota. Si suppone che la sua superficie sia composta principalmente da ghiaccio d'acqua, mentre l'interno dovrebbe essere costituito anche da silicati e composti organici, formati da metano e suoi derivati. Queste ipotesi trovano fondamento sul basso valore della densità della luna.

L'aspetto della superficie suggerisce che Miranda sia stata interessata in passato da un'intensa attività geologica. Sono evidenti vari strati sovrapposti, alcuni recenti ed altri più antichi, solcati dai canyon più profondi del Sistema solare, che raggiungono anche i 20 km di profondità.
Vaste strutture ellissoidali, chiamate corone, potrebbero essere la sommità di diapiri ed essere state prodotte dalla risalita di materiale più caldo dall'interno della luna.[2][3] I canyon sembrerebbero dei graben, mentre altre strutture potrebbero essere conseguenza di fenomeni legati al criovulcanismo. I diapiri potrebbero aver determinato variazioni nella densità locale dell'interno della luna, causando uno spostamento dell'asse di rotazione di Miranda,[4] in un processo simile a quello che si ritiene sia accaduto su Encelado, luna di Saturno. Miranda è uno dei pochi corpi celesti del Sistema solare che presentano una circonferenza all'equatore di lunghezza inferiore rispetto alla conconferenza polare.

Si crede che queste attività possano essere state causate dalle forze di marea generate da Urano. Un'altra teoria, ora considerata meno attendibile, suggerisce che Miranda sia stata colpita da un corpo massivo che ha frammentato la luna. I frammenti successivamente si sarebbero riassemblati in posizioni differenti dando origine alla strana morfologia superficiale attuale.[3]

L'orbita di Miranda è inclinata di 4,34°; tale inclinazione è molto inusuale per una luna così vicina al suo pianeta. È possibile che sia stata ad un certo punto in risonanza orbitale 3:1 con Umbriel. L'attrito di marea risultante può aver causato il riscaldamento interno della luna e così essere il colpevole della passata attività geologica.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Le seguenti formazioni esogeologiche sono presenti su Miranda:

Cratere Latitudine Longitudine Diametro (km) Origine del nome
Alonso 44,0S 352,6E 25,0 Re di Napoli (La tempesta)
Ferdinand 34,8S 202,1E 17,0 Figlio del re di Napoli, ama Miranda (La tempesta)
Francisco 73,2S 236,0E 14,0 Nobile napoletano (La tempesta)
Gonzalo 11,4S 77,0E 11,0 Onesto vecchio consigliere (La tempesta)
Prospero 32,9S 329,9E 21,0 Il vero duca di Mila (La tempesta)
Stephano 41,1S 234,1E 16,0 Un maggiordomo ubriaco (La tempesta)
Trinculo 63,7S 163,4E 11,0 Un buffone (La tempesta )
  • Corone, cui sono stati assegnati nomi di luoghi menzionati nelle opere di Shakespeare:
Corona Latitudine Longitudine Diametro (km) Origine del nome
Arden Corona 29,1S 73,7E 318,0 Nome di una foresta in Come vi piace
Elsinore Corona 24,8S 257,1E 323,0 Località citata nell'Amleto
Inverness Corona 66,9S 325,7E 234,0 Località citata nel Macbeth
  • Regiones, cui sono stati attribuiti nomi di luoghi menzionati nelle opere di Shakespeare:
Regio Latitudine Longitudine Diametro (km) Origine del nome
Dunsinane Regio 31,5S 11,9E 244,0 Sede del castello dove Macbeth viene sconfitto
Ephesus Regio 15,0S 250,0E 225,0 Località citata ne La commedia degli errori
Mantua Regio 39,6S 180,2E 399,0 Località citata ne I due gentiluomini di Verona
Sicilia Regio 30,0S 317,2E 174,0 Località citata ne Il racconto d'inverno
  • Rupes (scarpate), cui sono stati assegnati nomi di località menzionate nelle opere di Shakespeare:
Rupes Latitudine Longitudine Diametro (km) Origine del nome
Argier Rupes 43,2S 322,8E 141,0 Località citata ne La tempesta
Verona Rupes 18,3S 347,8E 116,0 Città di Romeo e Giulietta
  • sulci (solchi), cui sono stati attribuiti nomi di località menzionate nelle opere di Shakespeare:
Sulcus Latitudine Longitudine Diametro (km) Origine del nome
Naples Sulcus 32,0S 260,0E 260,0 Città de La tempesta
Syracusa Sulcus 15,0S 293,0E 40,0 Città de La commedia degli errori

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) G. P. Kuiper, The Fifth Satellite of Uranus in Publications of the Astronomical Society of the Pacific, vol. 61, nº 360, giugno 1949, p. 129.
  2. ^ (EN) R. T. Pappalardo, Reynolds, S. J.; Greeley, R., Extensional tilt blocks on Miranda: Evidence for an upwelling origin of Arden Corona in Journal of Geophysical Research, vol. 102, E6, Elsevier Science, 1997, pp. 13.369–13.380, DOI:10.1029/97JE00802.
  3. ^ a b (EN) Andrew Chaikin, Birth of Uranus' Provocative Moon Still Puzzles Scientists in Space.com, Imaginova Corp., 16 ottobre 2001. URL consultato il 29 novembre 2010.
  4. ^ (EN) R. Pappalardo, Greeley, R., Structural evidence for reorientation of Miranda about a paleo-pole in Lunar and Planetary Inst., Twenty-Fourth Lunar and Planetary Science Conference. Part 3: N-Z, 1993, pp. 1111–1112. URL consultato il 29 novembre 2010.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Satelliti naturali di Urano Il sistema di Urano
Componenti del sistema: CordeliaOfelia · BiancaCressidaDesdemonaGiuliettaPorziaRosalindaCupidoBelindaPerditaPuckMabMirandaArielUmbrielTitaniaOberon
Gruppo di Sicorace: FranciscoCalibanoStefanoTrinculoSicoraceMargheritaProsperoSetebosFerdinando
Altre: Anelli di Urano
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