Flagellazione di Gesù

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Flagellazione (Tiepolo) Museo del Prado, Madrid

La flagellazione di Gesù è un episodio della vita di Gesù narrato dai Vangeli (Mt27,26;Mc15,15;Lc23,16;Gv19,1).
La flagellazione è una fustigazione, particolarmente cruenta, tramite bastoni, verghe o gatto a nove code, strumento quest'ultimo che consisteva, nella tipologia romana, in un corto bastone cui erano assicurati diversi lacci che terminavano con artigli metallici, piombi e schegge d'ossa che provocavano tremende lacerazioni e fratture al torturato.

L'episodio[modifica | modifica sorgente]

Flagellazione di Cristo di Daniele Crespi, 1625-1630, Varsavia, Muzeum Narodowe.

Secondo i vangeli canonici, Gesù fu sottoposto al supplizio della flagellazione durante il processo celebrato dal procuratore romano Ponzio Pilato. Secondo il resoconto di Giovanni, Pilato fece flagellare Gesù per dare soddisfazione ai notabili ebrei che lo accusavano e sedare il disordine che essi avevano sollevato nonché per impietosire il popolo giudaico, ma questi non si accontentarono e la folla, da essi sobillata, continuò a chiedere a gran voce la sua condanna a morte, che Pilato infine concesse.

Il tema si riscontra nell'arte a partire dal nono secolo. È completamente inesistente nell'arte bizantina e molto raro nella Chiesa ortodossa. Inizialmente rinvenuto nei manoscritti e in piccoli avori, il soggetto sopravvive in alcuni affreschi monumentali in Italia risalenti all'anno 1000. In principio erano raffigurate non più di tre figure, con Cristo e due servi di Ponzio Pilato che lo percuotono. Nelle prime rappresentazione, Cristo poteva essere nudo o rivestito di un abito, ma dal dodicesimo secolo, Cristo indossa solo un panno intorno ai fianchi e rivolge lo sguardo al fedele.

Spesso Pilato è ritratto mentre assiste alla scena, e un servo della moglie gli viene a riferire il suo messaggio.

La testimonianza della Sindone[modifica | modifica sorgente]

Numerosi segni di flagellazione sono visibili nell'immagine della Sindone di Torino, che secondo la tradizione avvolse il corpo di Gesù nella sepoltura. Questi segni mostrano chiaramente l'impronta del temibile flagrum romano, munito di palline di metallo o frammenti d'osso che laceravano la pelle e strappavano pezzettini di carne. I colpi sono distribuiti su quasi tutto il corpo esclusa la regione cardiaca, dove avrebbero potuto provocare la morte.[senza fonte]

Iconografia[modifica | modifica sorgente]

Pittura[modifica | modifica sorgente]

La flagellazione di Gesù è stata rappresentata in diverse opere d'arte tra cui:

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

E nei film sulla vita di Gesù:

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]