Cattedrale di Chartres

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Coordinate: 48°26′50″N 1°29′16″E / 48.447222°N 1.487778°E48.447222; 1.487778

Cattedrale Metropolitana di Nostra Signora
Cathédrale Métropolitaine de Notre-Dame de Chartres
Cattedrale di Chartres
Stato Francia Francia
Regione Flag of Centre (France).svg Centro
Località Blason Chartres.svg Chartres
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Maria
Diocesi Diocesi di Chartres
Stile architettonico gotico
Inizio costruzione 1194
Completamento 1220
Sito web http://www.cathedraledechartres.fr
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Cattedrale di Chartres
(EN) Chartres Cathedral
Kathedrale von Chartres.jpg
Tipo Culturali
Criterio (i) (ii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1979
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

La cattedrale Notre-Dame de Chartres, chiesa cattedrale consacrata alla Vergine (Notre-Dame), sita a Chartres nel nordovest della Francia (a 95 Km a sud-ovest di Parigi), è il più celebre monumento della città ed è considerata uno degli edifici religiosi più importanti del mondo ed uno dei più perfetti edifici gotici. Il fattore decisivo che la fa prevalere tra le altre cattedrali francesi è il suo buono stato di conservazione, specialmente delle sculture e delle vetrate.

La figura più importante nella storia di questa diocesi fu il vescovo Fulberto, teologo scolastico riconosciuto in tutta Europa, che cominciò nell'XI secolo la costruzione della cattedrale sull'area precedentemente occupata da un antico santuario pagano.

L'edificio costruito da Fulberto fu distrutto nel 1194 a causa di un incendio ed immediatamente si cominciarono i lavori di ricostruzione, che durarono circa 60 anni. L'aggiunta più importante è la torre a nordest, la Clocher Neuf, conclusa nel 1513.

L'interno, con una navata alta 37 m, si caratterizza per l'armonia e l'eleganza delle proporzioni. La facciata occidentale, che comprende Portale Reale, è particolarmente importante per una serie di sculture della metà del XII secolo salvate dall'incendio del 1194 e che rapprensentano la transizione tra lo stile romanico e il gotico ; il portale principale contiene un magnifico rilievo di Gesù Cristo glorificato. La facciate dei transetti sono invece capolavori del pieno gotico. Quella del transetto meridionale (costruito negli anni 1224-1250) si organizza attorno a delle immagini del Nuovo Testamento riguardanti il Giudizio Universale, mentre il portale opposto, situato al lato nord, è dedicato all'Antico Testamento e alla venuta di Cristo ed è famoso per il gruppo scultoreo dedicato alla Creazione.

La cattedrale è particolarmente nota per il suo eccezionale insieme di vetrate del XIII secolo dalla policromia eccezionale nelle quali si può ammirare il famoso blu di Chartres.

L'edificio si riconosce facilmente a causa della grande differenza tra le sue due torri:

  • la torre sud è dotata di una base tipicamente gotica e sormontata da una guglia molto semplice;
  • la torre nord, costruita in epoca più tarda e di architettura più complessa.

Grande luogo di pellegrinaggi, questa cattedrale e le sue torri dominano la città di Chartres e la piana della Beauce circostante. Esse si vedono da molte decine di chilometri di distanza.

Nel 1908 è stata insignita del titolo di Basilica minore[1]; e nel 1979 l'UNESCO l'ha dichiarata Patrimonio culturale dell'Umanità.

Storia

Pianta

Enrico IV fu l'unico re di Francia consacrato in questa cattedrale e non a Reims secondo la tradizione.

Parigi era in effetti retta dai cattolici, che si opponevano al re a causa della sua religione protestante. In quest'occasione il monarca avrebbe pronunciato la celebre frase: «Parigi vale bene una messa». Egli si convertì al cattolicesimo e fu consacrato re di Francia; da allora i protestanti si arresero progressivamente.

Costruzione

La cattedrale è stata costruita da operai specializzati, chiamati compagnons, riuniti in confraternite. In questo periodo, esistevano tre confraternite: i Bambini di Padre Soubise, i Bambini del Maestro Jacques, e i Bambini di Salomone legati all'Ordine del Tempio. Questi ultimi hanno lasciato incisi, sulle pietre o sulle travi, dei segni che sono le loro firme.

Le tracce principali dei piani costruttivi, basate sul sistema di numerazione duodecimale, furono messe in pratica direttamente dagli operai grazie alla corda a tredici nodi, uno degli strumenti dei compagnons.[senza fonte]

Qualche cifra

  • Lunghezza: 130 metri
  • Larghezza: 32 / 46 metri
  • Altezza delle volte: 37 metri
  • Altezza della torre sud: 115,18 metri
  • Navata: lunghezza: 74 metri; larghezza: 16,40 metri
  • 176 vetrate
  • Recinto del coro: 200 statue

Portali scolpiti

Portale reale (facciata occidentale)

Dettaglio del portale reale

La facciata occidentale costituisce l'entrata principale dell'edificio religioso. Incorniciata da due torri, presenta un gruppo scultoreo importante: 24 grandi statue (oggi ne restano 19) e più di 300 figure formano una decorazione in armonia con l'architettura della cattedrale[2]. La decorazione dietro le statue presenta ancora influenze dello stile romanico precedente: intrecci, colonnine e foglie d'acanto testimoniano gli influssi dell'arte meridionale.

Portale nord

Timpano dell'incoronazione della Vergine, porta nord

Il portale nord è anche chiamato "portale dell'Alleanza". Le sue statue sono state eseguite tra il 1205 ed il 1210[3]. Esse rappresentano delle scene dell'Antico Testamento e della vita della vergine Maria ridotta a pochi episodi: l'Incoronazione occupa la parte privilegiata della lunetta, mentre la fascia sottostante è divisa nei due episodi della Dormitio Virginis e delle Esequie. La presenza dell'immagine di Sant'Anna nel trameu è dovuta al dono della reliquia del capo della santa da parte di Filippo Augusto nel 1204.[4] Le decorazioni sugli archi del portale centrale rappresentano episodi della Genesi. La porta a sinistra è sormontata da decorazioni che riprendono il tema del lavoro e dei giorni, e il tema delle arti liberali.

Portale sud

Chiamato anche "portale della Chiesa", mette in scena il Giudizio universale (timpano centrale). Sono raffigurati anche i confessori (portale di destra), gli apostoli, i martiri e l'Adorazione dei Magi (portale sinistro).

Vetrate

La rosa nord

La cattedrale di Chartres possiede ad oggi le vetrate più importanti risalenti al XIII secolo, che presentano un colore blu particolare e inimitabile tale che è noto anche come "blu di Chartres". Comprese le rosette, le 176 vetrate coprono una superficie di 2600 m². Raffigurano principalmente santi e personaggi biblici: Noè, Giuseppe, il buon samaritano, il figliol prodigo, ma anche episodi della leggenda aurea di Jacopo da Varazze. Certe vetrate del XII secolo sono ancora presenti nell'edificio, essendosi salvate dall'incendio del 1194 che portò al rifacimento gotico della cattedrale : le più antiche risalgono all'epoca dell'abate Suger, verso il 1140 e contano tra le più antiche vetrate del mondo ancora in situ. Una delle più famose vetrate della cattedrale, la cosiddetta Notre-Dame de la Belle Verrière (Nostra Signora della Bella Vetrata), che rappresenta una Madonna col bambino circondata da angeli, è stata realizzata verso il 1180.

Il Labirinto

Labirinto della cattedrale di Chartres

Il labirinto di Chartres, opera del XII secolo, è una figura geometrica circolare inscritta in larghezza sul pavimento della navata centrale. Rappresenta un percorso continuo lungo 261,5 m che va dall'esterno all'interno del cerchio, con una successione di curve e archi di cerchio concentrici. Una delle sue particolarità è che i percorsi, sia dal centro che dal perimetro, presentano la stessa successione di curve e archi.

Alcuni pensano che il labirinto rappresenti un cammino simbolico che porta l'uomo dalla terra a Dio e il centro della figura rappresenta appunto la città di Dio, altri pensano (seguendo la corrente catara) che sia un Sancta Sanctorum, un percorso che ti permette il cammino interiore per giungere a Dio attraverso la preghiera che culmina proprio nella rosa a sei petali che alcuni credono essere l'emblema della preghiera del Padre nostro. Il percorso del labirinto non consiste solo nell'andare verso il centro, ma anche a ripartire da lì. Il pellegrino è invitato a seguire la linea tracciata davanti a lui, in modo da salire verso il coro della cattedrale, verso oriente, cioè la luce (evitando così un viaggio, spesso pericoloso, verso i luoghi di pellegrinaggio).

In Italia, ad Alatri (FR), è stato scoperto alla fine del 1996 (ma divenuto noto a livello nazionale solo nel 2009) un affresco di circa 140 cm di diametro raffigurante lo stesso percorso labirintico, ma con il Cristo in luogo del rosone centrale, risalente, a detta degli esperti, ad una data addirittura anteriore a quello della cattedrale francese, e unico nel suo genere, in quanto non esistono altri casi noti di labirinto con la figura del Cristo storico al centro. Sempre in Italia un altro labirinto dello stesso tipo si trova su un pilastro del portico della Cattedrale di San Martino a Lucca fatto costruire da Matilde di Canossa (grande duchessa toscana le cui spoglie riposano in Vaticano).

Il labirinto ha un'area pari a quella del rosone centrale.

"Percorrere il Labirinto" di Chartres in Italia

Una pratica diffusa in America e nel nord Europa è "Percorrere il Labirinto".

- Un tempo, i pellegrini  percorrevano in ginocchio il tracciato del Labirinto di Chartres, che sostituiva il viaggio in Terra Santa, Gerusalemme, per espiare le proprie colpe. Si camminava pregando, cantando, scalzi, in ginocchio. In questo senso il Labirinto rappresenta il cammino simbolico che porta l’uomo verso Dio,  un viaggio per ritrovare la fede,  l’unione con Dio, l’unione tra la Terra (Madre) e il Cielo (Padre).

E’ un potente contenitore che delimita uno spazio sacro in cui il “pellegrino” si immerge per intraprendere il cammino interiore verso il centro divino attraverso la preghiera. E’ cammino di preghiera, meditazione in movimento, fonte di guarigione spirituale,   sorgente per lo spirito,  specchio per l’anima, via della conoscenza interiore.

I più confermano un’esperienza suddivisa in tre fasi, le tre R:

Entrata - fase del Rilascio: lasciare andare, questo può implicare il confrontarsi con le proprie ombre, con i disagi e, di conseguenza sperimentare un temporaneo smarrimento o stato d’ansia. Occorre solo procedere,  liberando la mente da condizionamenti, pensieri e aspettative e concentrandosi sul respiro e affidandosi al nuovo cammino seppur ignoto.

Centro - fase del Ricevere: accogliere con apertura del cuore -in preghiera, meditando o semplicemente stando in ascolto- quello che ti viene offerto: luce che mette a nudo la verità, che tutto svela e rivela e ti apre la strada ad una consapevolezza profonda; amore; protezione; pace; perdono; gratitudine; guarigione spirituale.... illuminazione.

Uscita - fase del Ritorno: uscendo dal centro, seguendo lo stesso percorso dell’entrata, vai verso l’unione con la consapevolezza più vera, le intuizioni di cui il Labirinto ti ha fatto dono al centro acquistano forma e ti illuminano, ti senti sempre più a “casa”. - [5]

L'esperienza "Percorrere il Labirinto" è una pratica spirituale che si sta diffondendo anche in Italia per il tramite di associazioni culturali.

Il recinto del coro

Il recinto del coro
Una scena del recinto del coro: il Massacro degli Innocenti

Interamente scolpito (40 gruppi, in totale 200 statue) da Jehan de Beauce agli inizi del XVI secolo, il programma iconografico è di stile Rinascimentale ed evoca gli episodi della vita di Gesù e della Vergine Maria.

La cripta

La cattedrale attuale risulta dalla sovrapposizione di sette edifici di epoche differenti, collocati su di un antico luogo di culto druidico dei Carnuti.[senza fonte] Le parti non utilizzate come fondazioni per le costruzioni successive hanno formato due cripte concentriche che è possibile oggi visitare. Ciò permette di osservare le fondamenta e gli affreschi del XII secolo, così come quelli risalenti alle prime costruzioni. Vi si ammira anche una statua della "Vergine con Bambino" nera, replica di una statua medievale distrutta da un incendio.

La cripta interna

I primi cristiani edificarono dal IV all'XI secolo diversi santuari, successivamente distrutti dagli incendi o dalle persecuzioni religiose. Un resto di muro, generalmente attribuito all'epoca gallo-romana, ricorda la prima chiesa, ma non rimane niente di quella del VI secolo, né di quella distrutta nell'858 dai Normanni. Per contro la cripta della chiesa carolingia edificata da Gisleberto nel IX secolo esiste tuttora. Porta il nome di caveau Saint-Lubin e si trova sotto il coro della cattedrale attuale.

La cripta esterna

Questa seconda, chiamata crypte Saint-Fulbert, che circonda la precedente, parte da un campanile e compie il giro dell'edificio. Datata all'XI secolo, con i suoi 230 metri di lunghezza e i 5-6 metri di larghezza, è la più grande cripta di Francia.

Partendo dall'estremità della galleria nord, si arriva alla cappella di Notre-Dame Sous-Terre, probabilmente il più antico santuario mariano del mondo, dove si può contemplare una riproduzione recente della statua di un'antica Madonna, il cui originale, bruciato dai rivoluzionari nel 1793, era probabilmente la raffigurazione di una divinità femminile risalente ai tempi dei druidi.[senza fonte]

La galleria diventa semicircolare sotto l'abside e si apre su tre profonde cappelle romaniche, inquadrata da quattro più piccole cappelle gotiche del XIII secolo. Vi si trova il pozzo detto des Saints-Forts (33m di profondità), costruito su una base quadrata gallo-romana, la cui acqua nel Medioevo era famosa per possedere virtù miracolose.

Nella galleria sud si osserva un affresco del XII secolo rappresentante la cattedrale romanica dell'epoca.

La Vergine del pilastro

Questa statua in legno di pero è datata intorno al 1540, era un tempo parte di un coro andato distrutto nel XVIII secolo.

Il velo della Vergine

Si tratta di una reliquia molto importante che fu offerta nell'876 alla cattedrale da Carlo il Calvo, imperatore del Sacro Romano Impero. Secondo la tradizione, questo velo è la camicia che portava Maria al momento dell'Annunciazione, quando concepì il Verbo. Questa importante reliquia fu meta di numerosi pellegrinaggi. Durante l'incendio della vecchia chiesa, nel 1194, si credette che la reliquia fosse andata perduta ma venne ritrovata intatta: questo fu interpretato come il fatto che la vergine Maria desiderava una chiesa più grande per la sua reliquia e così si spiegano l'entusiasmo e la rapidità con cui la nuova cattedrale fu costruita.

La reliquia era custodita in una cassa di grande valore, ma i gioielli furono venduti durante la rivoluzione. Anche il velo fu tagliato in diverse porzioni, che furono vendute. Il velo è sempre esposto nel deambulatorio, al lato nord, in una delle cappelle absidali.

Notre-Dame di Chartres resta un luogo di pellegrinaggio importante ancora oggi, principalmente grazie al rinnovato interesse per il cammino di Santiago di Compostela, di cui Chartres è una tappa per i pellegrini che vengono dal Nord per la via di Parigi.

Organo a canne

L'organo

Il primo organo della cattedrale fu costruito nel 1349: questo strumento, di cui non si sa nulla, fu in seguito ampliato nel XV secolo e ricostruito da Robert Filleul fra il 1542 e il 1551, portando a due il numero delle tastiere. Quest'organo, nel corso dei secoli successivi, venne più volte ampliato; venne danneggiato seriamente durante la Rivoluzione francese e dall'incendio della cattedrale del 1836, e nel 1844 venne restaurato e il numero delle tastiere portato a tre. Nel 1911 l'organo fu nuovamente restaurato da Gutschnritter-Mercklin e rimase inalterato fino al 1969, quando all'interno dell'antica cassa venne rimosso lo strumento preesistente per fare posto ad uno nuovo, costruito da Danion-Gonzalez. Il nuovo organo ha quattro tastiere di 56 note ed una pedaliera di 32; la sua trasmissione è elettrica. Lo strumento è contenuto dall'antica cassa barocca, che si trova sulla parete destra delle tre ultime campate della navata centrale, all'altezza del triforio. Di seguito la sua disposizione fonica:

Prima tastiera - Grand-Orgue
Montre 16'
Bourdon 16'
Montre 8'
Flûte 8'
Bourdon 8'
Prestant 4'
Flûte 4'
Doublette 2'
Fourniture II
Fourniture III
Cymbale IV
Cornet V
Bombarde 16'
Trompette 8'
Clairon 4'
Seconda tastiera - Positif
Montre 8'
Flûte 8'
Bourdon 8'
Prestant 4'
Flûte 4'
Nazard 2.2/3'
Doublette 2'
Tierce 1.3/5'
Larigot 1.1/3'
Cornet V
Plein-jeu IV
Cymbale III
Cromorne 8'
Trompette 8'
Clairon 4'
Terza tastiera - Récit
Principal 8'
Cor de nuit 8'
Gambe 8'
Voix Céleste 8'
Flûte 4'
Viole 4'
Doublette 2'
Sesquialtera II
Plein jeu IV
Cymbale III
Voix Humaine 8'
Basson Haubois 8'
Bombarde 16'
Trompette 8'
Clairon 4'
Tremblant
Quarta tastiera - Écho
Principal 8'
Bourdon 8'
Flûte 4'
Doublette 2'
Nazard 2.2/3'
Tierce 1.3/5'
Piccolo 1'
Cymbale III
Trompette 8'
Clairon 4'
Pédale
Principal 32'
Montre 16'
Soubasse 16'
Montre 8'
Bourdon 8'
Principal 4'
Flûte 4'
Flûte 2'
Plein jeu V
Bombarde 16'
Trompette 8'
Clairon 4'

La cattedrale nella leggenda

Joris-Karl Huysmans pubblicò nel 1898 un romanzo dal titolo La cathédrale in cui si occupa della simbologia medioevale e cattolica presente a Chartres. Il libro ebbe una certa rilevanza all'epoca della pubblicazione. Lo scrittore e poeta Charles Péguy ha consacrato una lunga poesia alla cattedrale nella sua raccolta La Tapisserie de Notre-Dame e ha partecipato al rinnovo spirituale che conobbe la cattedrale all'inizio del Novecento.

I principali pellegrinaggi

Dal tempo della sua costruzione, la cattedrale di Notre-Dame di Chartres è un importante luogo di pellegrinaggio per i cattolici francesi. Questo spiega la grandezza del deambulatorio che permette il passaggio dei fedeli attorno al coro.

Nel corso del XX secolo i pellegrinaggi a Chartres hanno conosciuto un nuovo slancio al seguito dello scrittore Charles Péguy che si recò a piedi da Parigi a Chartres nel 1912, realizzando un voto fatto al capezzale del figlio malato. Dopo la morte di Péguy nel 1914, alcuni suoi amici rifecero la strada meditando i suoi poemi, iniziando un vasto movimento di pellegrinaggi a Chartres, tra i quali:

  • il pellegrinaggio degli studenti, organizzato dalle aumôneries dell'insegnamento superiore nell'Île-de-France, ai Rameaux,
  • il pellegrinaggio "Notre-Dame della Cristianità", di ispirazione tradizionalista, alla Pentecoste,
  • il pellegrinaggio del mondo del lavoro.

A Pentecoste, c'è anche un pellegrinaggio della "Fraternité sacerdotale Saint Pie X" (FSSPX) che effettua il percorso nel senso contrario, da Chartres a Montmartre, ma che non è autorizzato a celebrare la Messa né nella Cattedrale di Chartres, né nella Basilica del Sacro Cuore di Montmartre.

Chartres è anche una tappa importante per i pellegrini provenienti dal nord Europa e diretti a Santiago di Compostela, che percorrono la strada tra Parigi e Tours.

Vedute dal cielo

Foto

Note

  1. ^ (DE) Sito GCatholic.org
  2. ^ Louis Gillet, Histoire de l'Art français, tome 1: des origines à Clouet, Paris, Zodiaque, 1977, page 220
  3. ^ Georges Duby, Le Moyen Âge, Paris, Seuil, 1995, page 294
  4. ^ A. Cadei, Le cattedrali all'origine del gotico, in ''L'arte medievale nel contesto. Funzioni, iconografia, tecniche.a cura di P. Piva , 2006
  5. ^ Carmela Parisi, Labirinto, 05/12/2014. URL consultato il 17/12/2014 ore 17.38.

Bibliografia

  • Louis Charpentier: Les mystères de la cathédrale de Chartres.
  • Fabio Delizia: La cattedrale di Chartres - un dialogo tra cielo e terra, Libreria Editrice Psiche - novembre 2005.
  • Anne Prache e François Jouanneux: La cathédrale Notre-Dame de Chartres, Editions du Patrimoine.
  • Gérald Béhuret: La cathédrale de Chartres révélée, Editions de la Hutte - 2012

Voci correlate

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