Università degli Studi di Trento
| Università degli Studi di Trento | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Città | Trento |
| Altre sedi | Rovereto, San Michele all'Adige |
| Dati generali | |
| Nome latino | Athesina Studiorum Universitas |
| Soprannome | UniTn, UniTrento |
| Fondazione | 1962 |
| Tipo | Statale |
| Dipartimenti |
|
| Rettore | Flavio Deflorian |
| Presidente | Franco Bernabè[1] |
| Dir. generale | Alex Pellacani |
| Studenti | 16 410 (2023)[2] |
| Dipendenti | 824 docenti e ricercatori (2023)[3] |
| Colori | Rosso |
| Affiliazioni | Associazione delle università europee |
| Sport | CUS Trento, UniTrento Sport |
| Mappa di localizzazione | |
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| Sito web | |
L'Università degli Studi di Trento (UniTrento, UniTn) è un'università statale italiana fondata nel 1962.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]L'Università degli studi di Trento nacque nel 1962 come Istituto universitario superiore di scienze sociali, per opera di Bruno Kessler.
Un primo tentativo di istituire una sede universitaria nell'allora Tirolo meridionale (a Trento o Rovereto) era stato fatto a inizio Novecento dopo che i fatti di Innsbruck del 1904 avevano reso impossibile la creazione di una sezione autonoma per gli studenti di lingua italiana all'università di Innsbruck. Tuttavia tale tentativo fallì in seguito all'opposizione degli irredentisti decisi ad esacerbare gli animi.
Il 24 gennaio 1966 è il primo ateneo a essere occupato in Italia (precisamente venne occupata la facoltà di sociologia) e divenne la culla del movimento studentesco del Sessantotto e della contestazione, tra i primi leader del movimento ci sono Mauro Rostagno e Marco Boato. In questo periodo sotto la direzione di Francesco Alberoni, prende vita l'università "critica", un modello di università basato sulla partecipazione diretta alle scelte didattiche.
Nell'ottica di ampliamento dell'offerta formativa, nel 1972 fu istituita la facoltà di scienze e nel 1973 quella di economia; in quello stesso anno l'ateneo divenne libera università, permanendo tale sino al 1983, quando fu statizzata e le venne concesso uno statuto che garantisse comunque spazi di autonomia. Il progetto accademico fu rafforzato nel 1984 con le facoltà di lettere e di giurisprudenza e nel 1985 con quella di ingegneria. Nel 2004, è stata istituita la facoltà di scienze cognitive, la prima in Italia, con sede a Rovereto.
Nel 2016 l'ateneo ha inaugurato il Centro agricoltura, alimenti, ambiente con sede a San Michele all'Adige, mentre dal mese di agosto 2013 è stato sottoscritto ad Alpbach, in occasione della Giornata del Tirolo al Forum europeo, un accordo tra le università di Trento, Bolzano e Innsbruck. Il fine è quello di creare una collaborazione strutturata, improntata alla ricerca e all'alta formazione, con progetti comuni, linee condivise di didattica, scambi a breve o lungo termine di professori e ricercatori, e la possibilità per gli studenti di mettere alla prova più lingue[4].
L'Università di Trento, inoltre, assieme ad altre realtà del sistema trentino dell'alta formazione e della ricerca, è coinvolta nel progetto IEEE smart cities – Trento la cui supervisione è affidata alla sezione italiana della IEEE.
A partire dall'anno accademico 2026/2027, sono attivati i corsi di specializzazione in Medicina d'emergenza-urgenza e Anatomia patologica.[5]
Struttura
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L'università è organizzata nei seguenti dipartimenti e centri:[6]
- Dipartimenti
- Biologia cellulare, computazionale e integrata
- Economia e management
- Facoltà di giurisprudenza
- Fisica
- Ingegneria civile, ambientale e meccanica
- Ingegneria e scienza dell'informazione
- Ingegneria industriale
- Lettere e filosofia
- Matematica
- Psicologia e scienze cognitive
- Sociologia e ricerca sociale
- Centri
- Centro agricoltura, alimenti, ambiente (C3A)
- Centro interdipartimentale mente-cervello (CIMEC)
- Centro interdipartimentale di Scienze Mediche - CISMED
- Scuola di studi internazionali (SSI)
Le attività didattiche e di ricerca ruotano attorno a tre poli: il "polo di città" con i dipartimenti di economia e management, sociologia e ricerca sociale, facoltà di giurisprudenza, lettere e filosofia, scuola di studi internazionali; il "polo di collina" con i dipartimenti di matematica, fisica, il centro di biologia integrata, il dipartimento di ingegneria civile, ambientale e meccanica, il dipartimento di ingegneria e scienza dell'informazione e il dipartimento di ingegneria industriale; il "polo di Rovereto" con il dipartimento di psicologia e scienze cognitive, il centro interdipartimentale mente-cervello. Gli uffici amministrativi si trovano nel Molino Vittoria.
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Per promuovere lo sport in ateneo è stato creato UNITRENTO.Sport, una rete universitaria di servizi e strutture sportive dedicata specialmente agli studenti. L'iniziativa, che si propone come uno tra i primi progetti a livello nazionale per quanto riguarda lo sport in università, guarda allo sport non soltanto come occasione di svago e come strumento per la ricerca del benessere personale, ma anche come "occasione di formazione e di crescita dal punto di vista delle relazioni".[7]
Biblioteche UniTrento
[modifica | modifica wikitesto]Il primo nucleo della biblioteca[8] di ateneo nasce nel 1962 come struttura di supporto alla didattica e alla ricerca dell'istituto superiore di scienze sociali. Successivamente si sviluppa seguendo l'evoluzione dell'università. A partire dal 1984 la biblioteca aderisce al catalogo bibliografico trentino ed è parte del sistema bibliotecario trentino. Nel novembre 2016 è stata inaugurata la nuova sede della biblioteca universitaria centrale[9], progettata dall'architetto Renzo Piano.
Le biblioteche del polo di collina sono la biblioteca universitaria di Mesiano “BUM”, specializzata in vari settori dell’ingegneria, e la biblioteca universitaria di Povo “BUP”.
Fondazione COSBI
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COSBI (Centre for Computational and Systems Biology) è un centro di ricerca senza scopo di lucro attivo nel campo della biologia computazionale dei sistemi e della bioinformatica applicata alla ricerca biomedica. Costituito nel 2005 come società consortile a responsabilità limitata su iniziativa dell’Università di Trento con la partecipazione di Microsoft Research, è stato successivamente trasformato in Fondazione.
COSBI collabora con università, centri clinici e partner industriali a livello nazionale ed internazionale. La missione di COSBI è trasformare informazioni biomediche complesse in modelli predittivi e strumenti decisionali per la medicina di precisione, mediante l’integrazione su larga scala di dati molecolari e clinici, in una visione unificata dei processi patologici.
Nel corso degli anni, COSBI ha sviluppato una pipeline completa di biologia dei sistemi per la costruzione di modelli computazionali a partire da osservazioni sperimentali e cliniche. Tra questi, i modelli farmacologici quantitativi multiscala permettono di analizzare i meccanismi biologici coinvolti nei processi patologici e la loro modulazione da parte delle terapie, consentendo l’esplorazione in silico di strategie terapeutiche, schemi di dosaggio e dell’evoluzione di biomarcatori, in differenti contesti patologici.
La sede di COSBI si trova presso Progetto Manifattura a Rovereto, impiega circa venti di ricercatori, ed è inserita in una vasta rete di collaborazioni internazionali.
Il Collegio Clesio
[modifica | modifica wikitesto]Dal 2010, l'Università di Trento, grazie al contributo della Fondazione Caritro, ha promosso l'operato del Collegio Clesio. Il Collegio offre agli studenti più meritevoli, intenzionati a iscriversi all’Università degli Studi di Trento, la possibilità di vivere appieno il proprio percorso universitario in una struttura, nel centro storico di Trento, confortevole, vivace e ricca di stimoli[10]. L'ingresso è regolato attraverso una selezione per prove scritte e orali che, ogni anno, apre le porte a 16 studenti di scuola secondaria superiore e a 12 laureati di I livello per un totale di 28 nuovi residenti. Il Collegio, che rientra nelle politiche di merito promosse e sostenute dall’Ateneo di Trento, è strutturato in miniappartamenti e ha una capienza massima di 107 ospiti[11]. Presso il Collegio viene proposto ogni anno un Programma culturale volto ad integrare la formazione universitaria con l’acquisizione di conoscenze ad ampio spettro e competenze interdisciplinari fondamentali anche per un efficace inserimento nel mondo del lavoro[12].
Rettori
[modifica | modifica wikitesto]- 1962-1968 Mario Volpato
- 1968-1970 Francesco Alberoni
- 1970-1970 Norberto Bobbio
- 1970-1972 Guido Baglioni
- 1972-1977 Paolo Prodi
- 1977-1978 Ezio Clementel
- 1978-1990 Fabio Ferrari
- 1990-1996 Fulvio Zuelli
- 1996-2004 Massimo Egidi
- 2004-2013 Davide Bassi
- 2013-2014 Daria de Pretis
- 2015-2021 Paolo Collini[13]
- dal 2021 Flavio Deflorian
Controversie
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2010 alcuni docenti dell'ateneo sono stati coinvolti in un'inchiesta della Procura della Repubblica di Bari denominata Do ut des riguardante presunte irregolarità nei concorsi pubblici per professori ordinari. La stessa indagine, che complessivamente ha riguardato 35 docenti, ha visto coinvolti anche professori di altre Università: l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, l'Università degli Studi di Sassari, l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, la Libera Università Mediterranea, l'Università della Valle d'Aosta, l'Università degli Studi Roma Tre e l'Università Europea di Roma.[14][15][16] L'inchiesta è stata archiviata dal gip di Milano, a seguito della richiesta della procura.[17]
Nel 2018 la Guardia di Finanza di Trento ha indagato su presunti appalti truccati relativi a diverse strutture dell'Università e che ha coinvolto diciassette persone dell'ateneo.[18] I processi si sono conclusi con l'assoluzione di tutti gli indagati.[19][20]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Consiglio di amministrazione, su Università di Trento. URL consultato il 5 novembre 2024.
- ↑ unitn.it, https://www.unitn.it/ateneo/5/unitrento-in-numeri.
- ↑ UniTrento in numeri, su unitn.it.
- ↑ La Collaborazione Fra Trento, Bolzano E Innsbruck | Periodico Unitn, su periodicounitn.unitn.it.
- ↑ Università, in arrivo due specialità: Medicina d’emergenza-urgenza e Anatomia patologica, su Il T Quotidiano. URL consultato il 18 aprile 2025.
- ↑ Strutture, su unitn.it. URL consultato il 30 novembre 2019.
- ↑ UNITRENTO.Sport
- ↑ biblioteca, su biblioteca.unitn.it.
- ↑ Biblioteca Universitaria Centrale - BUC, su biblioteca.unitn.it.
- ↑ Collegio Clesio, su collegioclesio.unitn.it. URL consultato il 20 aprile 2025.
- ↑ Trento. Al Collegio Clesio si entra per merito e motivazione, su www.avvenire.it, 30 maggio 2012. URL consultato il 20 aprile 2025.
- ↑ Il Collegio | Collegio Clesio, su collegioclesio.unitn.it. URL consultato il 20 aprile 2025.
- ↑ Elezioni del Rettore: l'Ateneo sceglie Paolo Collini, su webmagazine.unitn.it. URL consultato il 1º ottobre 2018.
- ↑ Università di Bari: i concorsi truccati sono solo l'ultimo scandalo di un Ateneo corrotto. Ecco la vera storia, su storie.it, 10 ottobre 2013. URL consultato il 4 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2014).
- ↑ Antonio Massari, Scandalo università, il commissario Ocse: "Concorsi in mano a un comitato occulto", in il Fatto Quotidiano, 6 ottobre 2013. URL consultato il 1º aprile 2019.
- ↑ Concorsi truccati: anche Trento tra le Università sotto inchiesta, su trentotoday.it, 5 ottobre 2013. URL consultato il 2 aprile 2019.
- ↑ Facebook, su www.facebook.com. URL consultato il 3 marzo 2024.
- ↑ Francesca Quattromani, Università, appalti e incarichi: 17 indagati, su giornaletrentino.it, Il Trentino, 29 giugno 2018. URL consultato il 2 luglio 2018.
- ↑ (IT) Appalti e incarichi in ateneo in nove rinviati a giudizio - Trento, su Trentino, 18 maggio 2019. URL consultato il 3 marzo 2024.
- ↑ (IT) Appalti dell'Università di Trento: prosciolto Rinaldo Maffei - Cronaca | l'Adige.it, su l'Adige, 20 dicembre 2021. URL consultato il 3 marzo 2024.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Luisa Bortolotti, Università di Trento oggi, Trento, Edizioni U.C.T., 2004.
- Graziano Riccadonna, Il mito dell'università: gli studenti trentini e le origini dell'Università di Trento, Curcu & Genovese, 1999.
Altri progetti
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Wikinotizie contiene l'articolo Trento, laurea honoris causa a Isabel Allende, 15 maggio 2007
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sull'Università degli Studi di Trento
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (IT, EN, DE, FR, ZH) Sito ufficiale, su unitn.it.
- Opere di Università degli Studi di Trento, su MLOL, Horizons Unlimited.
- Eventi organizzati da Università degli Studi di Trento, su RadioRadicale.it, Radio Radicale.
- Sito ufficiale del Collegio di Merito Bernardo Clesio, su unitn.it.
- Webradio degli studenti dell'Università di Trento, su unitn.it.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 133959597 · ISNI (EN) 0000 0004 1937 0351 · LCCN (EN) n81142928 · GND (DE) 1053659-0 · BNE (ES) XX147725 (data) · BNF (FR) cb121345566 (data) · J9U (EN, HE) 987009165373705171 |
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