Università degli Studi di Trento

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Università degli Studi di Trento
Sigillo Università di Trento.svg
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàTrento
Altre sediRovereto, San Michele all'Adige
Dati generali
Nome latinoAthesina Universitas Studiorum
Fondazione1962
TipoStatale
Dipartimenti
  • Economia e Management
  • Lettere e Filosofia
  • Facoltà di Giurisprudenza
  • Fisica
  • Ingegneria ambientale e meccanica
  • Ingegneria industriale
  • Ingegneria e scienza dell'informazione
  • Matematica
  • Psicologia e scienze cognitive
  • Sociologia e Ricerca Sociale
  • Centro di Biologia Integrata
  • Centro interdipartimentale Mente/Cervello
  • Centro Agricoltura, Alimenti, Ambiente
  • Scuola di Studi Internazionali
RettorePaolo Collini
PresidenteInnocenzo Cipolletta
Direttore generaleAlex Pellacani
Studenti16 498 (2015/16[1])
Dipendenti622 docenti e ricercatori
SportCUS Trento, UniTrento Sport
Mappa di localizzazione
Sito web

L'Università degli Studi di Trento è una università statale italiana fondata nel 1962.

Le attività didattiche e di ricerca ruotano attorno a tre poli: il "polo di città" con i dipartimenti di economia e management, sociologia e ricerca sociale, facoltà di giurisprudenza, lettere e filosofia, scuola di studi internazionali; il "polo di collina" con i dipartimenti di matematica, fisica, il centro di biologia integrata, il dipartimento di ingegneria civile, ambientale e meccanica, il dipartimento di ingegneria e scienza dell'informazione ed il dipartimento di ingegneria industriale; il "polo di Rovereto" con il dipartimento di psicologia e scienze cognitive, il centro interdipartimentale mente/cervello. Nel 2016 si è aggiunto il Centro agricoltura, alimenti, ambiente con sede a San Michele all'Adige.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica della piazza del Duomo di Trento

L'università degli studi di Trento nacque nel 1962 come Istituto universitario superiore di scienze sociali, ad opera di Bruno Kessler.

Nel 1968 è il primo ateneo ad essere occupato in Italia e diventa la culla del movimento studentesco del Sessantotto e della contestazione, tra i primi leader del movimento ci sono Mauro Rostagno e Marco Boato. In questo periodo sotto la direzione di Francesco Alberoni, prende vita l'università "critica", un modello di università basato sulla partecipazione diretta alle scelte didattiche.

Nell'ottica di ampliamento dell'offerta formativa, nel 1972 fu istituita la facoltà di scienze e nel 1973 quella di economia; in quello stesso anno l'ateneo divenne libera università, permanendo tale sino al 1983, quando fu riconosciuta università statale con uno statuto che garantisse competenze di autogoverno. Il progetto accademico fu rafforzato nel 1984 con le facoltà di lettere e di giurisprudenza e nel 1985 con quella di ingegneria. Più recentemente, nel 2004, è stata istituita la facoltà di scienze cognitive, la prima in Italia, con sede a Rovereto.

Dal mese di agosto 2013 è stato sottoscritto ad Alpbach, in occasione della Giornata del Tirolo al Forum europeo, un accordo tra le università di Trento, Bolzano e Innsbruck. Il fine è quello di creare una collaborazione strutturata, improntata alla ricerca e all'alta formazione, con progetti comuni, linee condivise di didattica, scambi a breve o lungo termine di professori e ricercatori, e la possibilità per gli studenti di mettere alla prova più lingue[2].

L'università di Trento, inoltre, assieme ad altre realtà del sistema trentino dell'alta formazione e della ricerca, è coinvolta nel progetto IEEE smart cities – Trento la cui supervisione è affidata alla sezione italiana della IEEE.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Cortile interno del Dipartimento di Economia e Management
Facoltà di Giurisprudenza, progettata da Mario Botta
Facoltà di Giurisprudenza

Dipartimenti[modifica | modifica wikitesto]

Centri[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro agricoltura, alimenti, ambiente (C3A)
  • Centro di biologia integrata (CIBIO)
  • Centro interdipartimentale mente-cervello (CIMEC)
  • Scuola di studi internazionali (SSI)

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Per promuovere lo sport in ateneo è stato creato UNITRENTO.Sport, una rete universitaria di servizi e strutture sportive dedicata specialmente agli studenti. L'iniziativa, che si propone come uno tra i primi progetti a livello nazionale per quanto riguarda lo sport in università, guarda allo sport non soltanto come occasione di svago e come strumento per la ricerca del benessere personale, ma anche come "occasione di formazione e di crescita dal punto di vista delle relazioni".

Sistema bibliotecario di ateneo[modifica | modifica wikitesto]

Il primo nucleo della biblioteca[3] di ateneo nasce nel 1962 come struttura di supporto alla didattica e alla ricerca dell'istituto superiore di scienze sociali. Successivamente si sviluppa seguendo l'evoluzione dell'università. A partire dal 1984 la biblioteca aderisce al catalogo bibliografico trentino ed è parte del sistema bibliotecario trentino. Nel novembre 2016 è stata inaugurata la nuova sede della biblioteca universitaria centrale[4], progettata dall'architetto Renzo Piano.

Rettori[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Collini è rettore dal 2015

Dall'anno della fondazione dell'università, i rettori in carica sono stati:

Il consorzio CosBi[modifica | modifica wikitesto]

Il CoSBI all'ex Manifattura Tabacchi di Rovereto

L'università ha fondato, con protocollo d'intesa siglato il 2 febbraio 2005,[6] un consorzio no-profit paritetico con Microsoft Research per la ricerca bioinformatica orientata in particolare alla nutrizione, alla farmacologia dei sistemi e all'ecologia, con una particolare attenzione rivolta alla malattia di Alzheimer e alle connesse patologie dell'obesità e del diabete (settore della nutrizione molecolare e le relative correlazioni con la dieta e la salute). Il nome CoSBi è l'acronimo di computational and systems biology (biologia computazionale e dei sistemi), derivante dalla denominazione del consorzio. Dal luglio 2011 il centro CoSBi nei locali dell'ex Manifattura Tabacchi alla periferia di Rovereto.

Per la realizzazione dei modelli informatici, il centro ha messo a punto il linguaggio di programmazione BlenX, appositamente concepito per consentire la simulazione e modellazione dei sistemi biochimici complessi, evitando l'esplosione dei modelli quale conseguenza dell'utilizzo di linguaggi non dedicati.[7]

Criticità[modifica | modifica wikitesto]

L'inchiesta sui concorsi personale docente[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 2013 l'ateneo viene coinvolto nell'inchiesta della Procura della Repubblica di Bari denominata Do ut des, inchiesta che riguarda presunte irregolarità nei concorsi pubblici per docenti di prima e seconda fascia di diritto ecclesiastico, costituzionale e pubblico comparato e vede coinvolte anche altre università: Bari, Milano-Bicocca, Roma Tre, Roma Europea e Lum di Casamassima.[8][9]

L'inchiesta sugli appalti truccati[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 2018 viene alla luce una maxi indagine della Guardia di Finanza di Trento che riguarda una serie di appalti trucchati negli anni 2012-2017, relativa a diverse strutture dell'Università, e che vede coinvolte 17 persone dell'Ateneo.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bortolotti L., Università di Trento oggi, Trento, Edizioni U.C.T., 2004

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN133959597 · ISNI (EN0000 0004 1937 0351 · BNF (FRcb121345566 (data)