Senato (Stati Uniti d'America)

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Il Senato degli Stati Uniti d'America (ingl. United States Senate ) è uno dei due rami del parlamento degli Stati Uniti, essendo l'altro la Camera dei Rappresentanti. Ha sede nella Capitale federale Washington. La sua organizzazione e i suoi poteri sono delineati dall'articolo 1 della Costituzione degli Stati Uniti. Il Senato è presieduto dal Vice Presidente degli Stati Uniti d'America; condivide con la Camera il potere legislativo e le funzioni di controllo dell'operato dell'esecutivo, ma possiede anche alcuni poteri esclusivi, tra cui la ratifica dei trattati internazionali e l'approvazione delle nomine di molti funzionari e dei giudici federali.

Origini e caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Stemma del Senato

Gli autori della Costituzione crearono un Congresso bicamerale, poiché desideravano che ci fossero due camere che si controllassero reciprocamente. Una delle due (la Camera dei Rappresentanti) era intesa come "camera del popolo", molto sensibile all'opinione pubblica. L'altra (il Senato) avrebbe dovuto essere un'assemblea di saggi più riflessiva e ponderata, che rappresentava i parlamenti degli stati. Rispetto alla Camera dei Rappresentanti, il Senato è meno numeroso e i suoi membri hanno un mandato più lungo, e questo consente un'atmosfera più collegiale e meno partigiana, meno influenzata dalla pubblica opinione. Il Senato e i suoi membri hanno generalmente maggiore prestigio rispetto alla Camera, poiché il mandato dei senatori è più lungo, l'assemblea è meno numerosa, e i senatori rappresentano collegi che (nella maggior parte dei casi) sono più grandi di quelli dei Rappresentanti.

Il Senato degli Stati Uniti fu così denominato a imitazione dell'antico Senato romano. La sua aula si trova nell'ala nord del Campidoglio, a Washington, mentre la dei rappresentanti si riunisce nell'ala sud.

Membri ed elezioni[modifica | modifica sorgente]

Ogni Stato degli Stati Uniti è rappresentato da due membri; pertanto il Senato è attualmente composto da cento senatori. Il Distretto di Columbia e i territori non hanno rappresentanza in Senato.

Ciascun senatore è eletto per sei anni; le scadenze dei mandati sono distribuite nel tempo con un sistema di classi, in modo che un terzo dei senatori siano rinnovati ogni due anni (così, ad esempio, i senatori eletti nel 2006 scadranno nel 2012; quelli eletti nel 2008 scadranno nel 2014; e quelli eletti nel 2010 scadranno nel 2016). Le elezioni dei due senatori che rappresentano ciascuno stato hanno luogo in anni diversi (così, ad esempio, i due senatori della California sono stati eletti nel 2004 e nel 2006), e ciascun senatore è eletto dall'intero corpo elettorale dello stato. Le elezioni si tengono nell'Election Day (cioè il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre) degli anni pari; gli eletti entrano in carica all'inizio di gennaio dell'anno successivo.

In origine i senatori erano eletti dai parlamenti degli stati; a partire dal 1913, come previsto dal XVII emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti, essi sono eletti direttamente dal corpo elettorale. Sono eleggibili coloro che hanno compiuto trent'anni di età, sono cittadini americani da almeno nove anni, e alla data di elezione sono residenti nello stato per il quale sono eletti. In quasi tutti gli stati per l'elezione viene utilizzato il sistema maggioritario semplice (detto plurality: ogni elettore vota per un candidato e viene eletto il candidato che ottiene la maggioranza relativa dei voti), mentre la Louisiana adotta un metodo uninominale a doppio turno (detto majority).

Quando il seggio di un senatore diviene vacante (ad esempio, per morte o dimissioni) prima della scadenza normale di sei anni, si tiene un'elezione suppletiva per scegliere un nuovo senatore, che resta in carica per la parte restante del mandato. Tuttavia in quasi tutti gli stati il governatore ha il potere di nominare un sostituto, che resta in carica fino a quando si tiene l'elezione suppletiva.

Presidenza e organizzazione interna[modifica | modifica sorgente]

Il Vice Presidente degli Stati Uniti d'America è il presidente del Senato, ma non ne è membro e non ha diritto di voto, tranne in caso di parità. Il Vice Presidente di solito non esercita le sue funzioni di Presidente del Senato; lo fa in genere soltanto per votare in caso di parità, oppure in occasioni cerimoniali. La presidenza dell'assemblea spetta di solito al Presidente pro tempore (che per prassi è il senatore del partito di maggioranza con la maggiore anzianità di servizio). Di solito il Presidente Pro Tempore delega la presidenza delle sedute a un altro senatore del suo partito.

Ciascuno dei partiti rappresentati nel Senato elegge un capogruppo. Il capogruppo del partito di maggioranza stabilisce l'ordine del giorno, e programma dibattiti e votazioni; ha quindi una grande influenza sui lavori dell'assemblea.

I lavori del Senato sono regolati in parte da un regolamento interno, e in parte dalla prassi e dalla tradizione. Molte decisioni procedurali sono prese per consenso unanime. Durante i dibattiti, un senatore può parlare soltanto se colui che presiede la seduta gli concede la parola, ma essa deve sempre essere concessa ai senatori nell'ordine in cui essi la richiedono; tuttavia per prassi viene accordata la precedenza ai capigruppo di maggioranza e di minoranza. Non vi sono limiti alla durata dei singoli interventi, a meno che la stessa assemblea ponga un termine per la discussione. Questa caratteristica della procedura del Senato può essere utilizzata per praticare l'ostruzionismo (filibustering), che consiste nel prolungare indefinitamente il dibattito su una determinata questione: in questo modo una minoranza di senatori può di fatto impedire l'approvazione di una misura a cui è contraria. In questa situazione il dibattito può essere chiuso, e l'ostruzionismo superato, solo con l'approvazione di un'apposita mozione (cloture) che richiede la maggioranza dei tre quinti dei membri.

Il Senato ha il potere di condurre i processi per impeachment. l'immagine qui sopra raffigura il processo per impeachment del Presidente Andrew Johnson.

Il Senato comprende sedici commissioni permanenti, ciascuna delle quali competente per una determinata materia (Affari dei veterani; Agricoltura, nutrizione e foreste; Ambiente e lavori pubblici; Attività bancarie, alloggi e affari urbani; Bilancio; Commercio, scienza e trasporti; Energia e risorse naturali; Finanze; Forze armate; Piccole aziende e imprenditoria; Rapporti con l'estero; Regolamento e amministrazione; Sanità, istruzione, lavoro e pensioni; Sicurezza interna e affari governativi; Sistema giudiziario; Stanziamenti). Ciascuna commissione, nelle materie di sua competenza, esamina preliminarmente le proposte di legge e le nomine presidenziali, e ha funzioni di controllo sulle azioni dell'esecutivo. Le commissioni sono presiedute da un senatore del partito di maggioranza, di solito scelto tra quelli con la maggiore anzianità di servizio. Esistono anche quattro commissioni speciali (Affari indiani; Etica; Servizi segreti; Terza età) e quattro commissioni congiunte, che comprendono anche membri della Camera dei Rappresentanti (Pubblicazioni governative; Fisco; Biblioteca del Congresso; Commissione economica congiunta), che hanno poteri meno estesi rispetto a quelle permanenti.

Poteri e funzioni[modifica | modifica sorgente]

Il processo per impeachment del Presidente Bill Clinton.

Il Senato condivide con la Camera dei Rappresentanti il potere legislativo. I senatori possono presentare proposte di legge; non possono però proporre leggi tributarie (questa funzione spetta in esclusiva ai rappresentanti), anche se possono modificarle senza limitazioni. Ciascuna proposta, per divenire legge, deve essere esaminata e approvata da entrambe le camere. Se le due camere approvano versioni diverse della stessa proposta, di solito viene nominata una commissione congiunta (conference committee) che elabora un testo di compromesso, da sottoporre nuovamente alle due camere per l'approvazione definitiva.

Il Senato ha alcuni poteri esclusivi, di cui la Camera è priva; in particolare, il Presidente necessita del consenso del Senato per concludere trattati internazionali e per nominare funzionari e giudici federali. Nel procedimento di impeachment (cioè di rimozione dalla carica di un funzionario o di un giudice federale) alla Camera spetta la formulazione dei capi di accusa nei confronti dell'imputato, che poi viene processato dal Senato (per la condanna è necessaria la maggioranza dei due terzi). Se l'accusato è il Presidente degli Stati Uniti, il processo è presieduto dal Giudice Capo della Corte Suprema.

Il Senato ha inoltre il potere di eleggere il Vice Presidente degli Stati Uniti, se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta dei voti dei grandi elettori presidenziali (tuttavia questo si è verificato una sola volta, nel 1837, quando elesse Richard Mentor Johnson).

Composizione[modifica | modifica sorgente]

Patrick Leahy, presidente pro tempore del Senato

Il Presidente è il vicepresidente degli Stati Uniti d'America Joe Biden (democratico); il presidente pro tempore è Patrick Leahy (democratico, eletto nelle Vermont); il capogruppo di maggioranza è Harry Reid (democratico, eletto nel Nevada); il capogruppo di minoranza è Mitch McConnell (repubblicano, eletto nel Kentucky).

A seguito delle elezioni del 2 novembre 2010, a partire dal 3 gennaio 2011 la composizione del Senato è di 51 democratici, 47 repubblicani e 2 indipendenti, entrambi affiliati al caucus democratico.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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