Joe Zaluchi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giuseppe Zaluchi
Zaluchi.jpg
Joe Zaluchi parla al meeting tra i boss nel primo film
UniversoIl padrino
Lingua orig.Inglese
SoprannomeJoe
AutoreMario Puzo
1ª app. inIl padrino
Ultima app. inIl padrino
Interpretato daLouis Guss
SessoMaschio
Professioneboss

Giuseppe "Joe Z" Zaluchi è un personaggio di finzione dei romanzi Il padrino, Il ritorno del padrino e La vendetta del padrino. Il personaggio di Don Giuseppe Zaluchi si ispira alla figura di Joseph Zerilli.

È presente nel primo film della trilogia di Coppola, dove è interpretato da Louis Guss.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Zaluchi nasce in Sicilia, ma emigra negli Stati Uniti d'America alla ricerca di fortuna, stabilendosi nella città di Detroit.

In età adulta è titolare di una sua attività, ma viene costretto a pagare la protezione alla temuta Purple Gang, una feroce banda di teppisti che causa forti disordini in città. Dopo poco tempo decide di prendere lui stesso il controllo della situazione, recandosi New York per incontrare il potente mafioso Vito Corleone, che invia a Detroit alcuni uomini fidati per aiutarlo.

Nel 1930, dopo aver ottenuto una certa influenza politica, alleati, e costruito una Famiglia solida e bene organizzata, Zaluchi avvia una campagna atta a spazzare via la vecchia e chiassosa gang, giungendo alla vittoria definitiva un anno più tardi. Ora Giuseppe è il padrino di Detroit e un leale e valido alleato dei Corleone.

Don Vito lo introduce in un redditizio giro di contrabbando di alcol canadese, che di fatto gli rende un'immensa ricchezza che investe nell'estensione della sua influenza al di fuori di Detroit, diventando negli anni uno dei principali capi mafiosi degli Stati Uniti.

Proprietario di una lussuosa casa da centomila dollari nel mezzo dell'elegante quartiere Grosse Point, è noto per essere un padrino sofisticato e piuttosto al di sopra delle righe. Tuttavia è molto apprezzato dagli altri mafiosi per la sua intelligenza e il suo "buongoverno": non attira mai l'attenzione delle autorità e non si lascia mai coinvolgere in inutili lotte e atti di violenza, al punto che la sua città ha la più bassa percentuale di omicidi, come dimostrano le due sole esecuzioni avvenute in tre anni.

La sua Famiglia, sotto un'intricata e opportuna rete di prestanome e coperture, gestisce le piste ippiche e il gioco d'azzardo ad alto livello. I suoi legami con i Corleone si consolidano soprattutto dopo il matrimonio del suo primogenito con la figlia del caporegime Peter Clemenza.

Al pari di Don Vito disapprova il traffico di droga, grande affare che nella seconda metà degli anni quaranta provoca una feroce guerra tra mafiosi a New York e dintorni, ma non riesce a tenerne fuori alcuni dei suoi uomini migliori, sempre più attratti dalle sue promesse di fortuna. Oltre a motivi più puramente diplomatici, questo è il principale motivo per cui, nel corso di un incontro di pace tra tutte le Famiglie mafiose, si pronuncia a favore del nuovo giro d'affari, sottolineando però la forte esigenza di sottoporlo a severe regole condivise tramite le quali si possano impedire nuove rivalità interne a Cosa Nostra o un disastroso intervento da parte delle risolute autorità legali del Paese.

Giuseppe Zaluchi muore di cause naturali, con tutta probabilità negli anni settanta.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]